La provincia di Terni è un ente locale territoriale umbro di abitanti, istituito nel 1927 per scorporo dalla provincia dell'Umbria.

Geografia fisica Confina a nord con la provincia di Perugia, a est, sud e ovest con il Lazio (provincia di Rieti e provincia di Viterbo), a nord-ovest con la Toscana (provincia di Siena). La provincia si sviluppa nella parte sud-ovest della regione Umbria, occupando sia l'ultimo tratto della valle del fiume Nera presso la confluenza con il fiume Velino, sia la parte orientale della valle del Tevere dalla confluenza con la Nera alla confluenza con il Chiani e il Paglia.

Così si alternano nel territorio interessato ampi tratti di fondovalle pianeggianti e coltivati a cime montuose boschive di modesta altezza come il monte Peglia (837), il monte Croce di Serra (994) fra Terni e Orvieto o i ripidi pendii della Valnerina (con i s.l.m. del monte Aspra, fra Ferentillo e Monteleone di Spoleto), dei monti Martani (monte Torre Maggiore, 1121 ms.l.m.) e delle cascate delle Marmore.

A sud-est al confine con la provincia di Rieti il paesaggio è dominato da un altro gruppo di montagne, si sale da monte Argento (), monte Terminuto (), dove sorge la frazione di Miranda, fino ad arrivare nello Stroncolino dove monte Cimitelle () e il monte Macchialunga () svettano tra le colline. Da est a sud-est un'altra catena montuosa si distende dalla valle del Tevere, Montecchio, Amelia, Narni fino a Calvi dell'Umbria: monte Croce del Serra (), monte Arnata (), monte San Croce (), monte Trassiuari (), monte Bandita () e il monte San Pancrazio ().

L'estremo nord della provincia è rappresentato dal sub comprensorio dell'Alto Orvietano, formato da 5 comuni, Ficulle, Fabro, Parrano, Montegabbione e Monteleone d'Orvieto: quest'ultimo in particolare è immerso nella provincia di Perugia, confinando per molta parte del suo territorio con i comuni di Città della Pieve (PG) e Piegaro (PG) ed essendo molto vicino alla provincia di Siena (Chiusi).

Laghi

I dislivelli che si incontrano lungo il percorso dei fiumi permettono lo sfruttamento idroelettrico dei bacini idrografici tanto da aver portato alla creazione di diversi laghi artificiali: lago di Corbara mediante uno sbarramento sul Tevere lago di Alviano mediante uno sbarramento sul Tevere lago di Recentino con una diga sul torrente L'Aia presso Narni lago di San Liberato da uno sbarramento sul fiume Nera. lago di Arezzo da uno sbarramento sul torrente Marroggia

Un piccolo tratto del territorio provinciale sconfina nella pianura reatina comprendendo quasi interamente il lago di Piediluco.

Aree protette Nella provincia di Terni sono state istituite due importanti riserve naturali legate prevalentemente alla tutela e alla gestione delle acque e degli ecosistemi fluviali. Il Parco fluviale del Tevere nei comuni di Alviano, Baschi, Guardea, Montecchio e Orvieto, e il Parco fluviale del Nera tra Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino e Terni.

Storia

Umbri ed etruschi Nel II millennio a.C. il territorio della provincia era occupato da una popolazione poi detta Umbri che fondò le città di Amelia (Ameria), Narni (Narnia Nahars), Otricoli (Ocriculum) e Terni (Interamna Nahars); il loro territorio fu ridotto alle valli del Velino e della Nera (nonché a buona parte della storica regio VI), con lo svilupparsi della civiltà etrusca che in Orvieto ebbe una delle città più ricche ed importanti: nell'antica Volsinii, sono presenti numerosi reperti provenienti dalle necropoli (conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto). Nei pressi di Orvieto, in un luogo ancora non identificato chiamato Fanum Voltumnae, si svolgevano annualmente i giochi confederati etruschi. Per secoli Umbri ed Etruschi si combatterono duramente per il dominio della valle del Tevere, fino a quando, nel 299 a.C. le legioni romane iniziarono l'invasione del territorio umbro.

Roma e l'impero

Le fonti classiche non citano quando Terni entrò a far parte delle strutture amministrative romane. Poco prima che scoppiasse la terza guerra sannitica Roma intraprese una campagna di guerra contro i Nequinati, gli abitanti dell'odierna Narni, dove, dopo la presa di Nequino, impiantarono una colonia latina, conferendole il nome di Narnia.Tito Livio, Ab Urbe condita , X, 9, 8; 10, 1-5. Nel 290 a.C., o poco dopo, M. Curio Dentato promosse sia la costruzione della Via Curia, collegando Terni a Rieti,Dionigi di Alicarnasso, Ρωμαιχή Ἁρχαιολόγια, I, 14.4.

Alla fine del II secolo a.C. sono databili alcuni lavori di riassetto del ramo orientale della via Flaminia, che collegava, e collega, Narni a Spoleto, per riallacciarsi all'originario tracciato della consolare all'altezza di Forum Flaminii, poco a nord di Foligno. Non si sa quando sia stato costruito questo ramo stradale, ma è evidente che con esso si volesse realizzare una più forte presenza di Roma fra la fedelissima Otricoli e l'altrettanto fedelissima Spoleto, soprattutto in seguito all'esperienza della II punica. Per quanto riguarda Interamna, la Flaminia, che entrava in città da sud-ovest, costituì il cardo, mentre l'ipotetico tracciato della Via Curia, o la strada che con essa si raccordava, all'interno delle mura formò il decumanus.

Dopo la guerra sociale Interamna divenne municipium, non si sa se con le caratteristiche della piena cittadinanza o come civitas sine suffragio.La questione è molto controversa. Per esempio, in Michelle Humbert, Municipium et civitas sine suffragio. L'organisation de la conquete jusqu'à la guerre sociale, Collection de l'École française de Rome, n.36, Paris-Rome 1978, pp. 224-226, si sostiene che il rango di civitas sine suffragio sia stato raggiunto già nel III secolo a.C. In seguito alla sconfitta di M. Antonio nella guerra di Perugia contro C. G. Cesare Ottaviano, Interamna fu salvata dalla confisca delle proprietà private pur dovendo subire attribuzioni viritane in favore di militari dell'esercito di Ottaviano.Emilio Gabba, Appiani bellorum civilium liber quintus, Biblioteca di Studi Superiori, vol. XXXVII, Firenze 1970, p. LIV. Risale all'inizio del III secolo d.C. la testimonianza della Tabula Peutingeriana che il tracciato di riferimento della Via Flaminia non è più quello occidentale, da Narnia a Mevania, ma quello orientale, che passa per Terni, contrariamente allItinerarium Gaditanum, di due secoli prima, che indica il primo come percorso preferito.Questa constatazione sembra appoggiare il passo di Publio Cornelio Tacito, Historiae, II,64, in cui si riporta che Vitellio, nell'intento di far assassinare Dolabella a Terni, invitò lo stesso a prendere il ramo della Flaminia che passa per Interamna, perché quello occidentale è troppo battuto.

Medioevo Nel 571 i Longobardi, dopo aver conquistato la pianura Padana, discesero l'Appennino e fondarono in Umbria nel 575 il Ducato di Spoleto che restò formalmente indipendente fino al 1250. La parte meridionale dell'Umbria a partire dal Medioevo aveva sempre gravitato intorno a Spoleto e al suo Ducato. Nel luglio del 1527 i Lanzichenecchi, di ritorno dal sacco di Roma, presero il campo a Terni, che si era schierata dalla parte degli imperiali e dei Colonna; da qui diressero le operazioni contro Spoleto e contro Todi, dove si erano attestate le truppe della Lega di Cognac.Achille Sansi, op. cit., Cap. XXIII, pp. 210-214.

Età moderna e l'istituzione della provincia Prima dello sviluppo industriale di fine Ottocento la città di Terni era cresciuta per avere poco più di abitanti (1881). Con lo sviluppo delle acciaierie e dell'urbanesimo cittadino la città raggiunse i abitanti nel 1921. In quello stesso anno la giunta comunale propose la trasformazione della provincia dell'Umbria (estesa allora a Città di Castello e a Rieti e suddivisa nei circondari di Perugia, Foligno, Spoleto, Orvieto, Terni e Rieti) in due nuove province: la provincia di Perugia e la provincia di Terni. Il dibattito fu lungo, acceso e a fasi alterne, fino alla delibera governativa del 6 dicembre 1926 che riordinava la suddivisione in province del territorio Italiano che veniva ora organizzato in 92 province, dalle precedenti 76.

La nuova provincia, istituita formalmente col R.D.L. 2 gennaio 1927 n. 1 "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali", era dunque formata per i territori del circondario ternano e orvietano. Spoleto, in conflitto con Terni per l'istituzione del nuovo tribunale e della provincia, preferì rimanere sotto l'amministrazione perugina. Al contrario tutta la Valnerina, con diverse modalità, era favorevole a passare nella nuova provincia di Terni. Il consiglio comunale di Norcia arrivò a deliberare di chiedere di passare sotto la nuova provincia di Terni. Renato Covino (a cura di), Dal Decentramento all'autonomia - La Provincia di Terni dal 1927 al 1997. Tuttavia l'Alta Valnerina non fu inclusa nella nuova provincia di Terni per la discontinuità territoriale che si sarebbe venuta a creare senza l'inclusione del territorio del comune di Spoleto. Nonostante si creasse una provincia disomogenea, formata da territori di difficile integrazione e dalla grandezza sproporzionata rispetto all'altra "maggiore", il reggente della Federazione umbra del Partito Nazionale Fascista Giuseppe Bastianini mostra uno storico campanilismo retorico nel denunciare "le manovre inqualificabili derivanti dalla rapace incontentabilità dei fautori della grande Terni volte a recare a Perugia il massimo danno morale e materiale".Istituzione della Provincia di Terni. Telegramma al Sottosegretario Suardo, 2 gennaio 1927.

Nella nuova provincia di Terni confluirono i comuni del circondario di Terni ed i comuni del circondario di Orvieto (eccettuati quelli di Città della Pieve, Paciano e Piegaro) nonché il comune di Baschi; col medesimo R.D.L. 2 gennaio 1927 i comuni di Cesi, Collescipoli, Collestatte, Papigno, Piediluco, Stroncone e Torre Orsina furono uniti al comune di Terni.

Terni come centro amministrativo La città di Terni fu importante e popoloso municipio (storia romana) già in epoca repubblicana con giurisdizione su un vasto territorio tra Acquasparta e l'alta Valnerina. Già importante insediamento di popolazioni umbre, la città si trovava all'incrocio tra importanti vie di comunicazione (via Flaminia, e strade di collegamento con la Via Salaria a sud, e la Via Armerina a ovest). Successivamente sull'antico territorio del municipio romano fu eretta l'antichissima diocesi di Terni-Narni-Amelia, già documentata a partire dal III secolo. Dopo un periodo di declino nell'alto medioevo il territorio interamnense fu limitato ai territori di Piediluco, Miranda e Papigno. A partire dal Trecento un forte sviluppo demografico ed economico determinarono una accresciuta importanza di Terni come centro amministrativo di un territorio progressivamente sempre più esteso.

Già all'inizio dell'Ottocento nel territorio sotto la giurisdizione di Terni ricadevano gli attuali territori comunali di Montecastrilli, Acquasparta, San Gemini, Narni, Amelia, Calvi dell'Umbria, Otricoli, Stroncone, Avigliano, Guardea, ecc. La fondazione delle acciaierie nel 1885 determinarono una accelerazione dello sviluppo socio economico di Terni che divenne un centro industriale ed amministrativo nevralgico a livello nazionale.

La provincia di Terni è stata istituita nel dicembre 1926. Tra il 1923 ed 1927 la provincia dell'Umbria, istituita con decreto emanato il 15 dicembre 1860 composta da Perugia, capoluogo, e dai circondari di Spoleto, Orvieto, Terni, Rieti e Foligno fu suddivisa nelle tre province di Perugia, Terni e Rieti. Rieti era stata staccata dalla provincia dell'Umbria ed unita a quella di Roma già dal 1923. L'antica provincia pontificia dell'Umbria aveva come capitale storica la città di Spoleto.

Simboli Stemma Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 6 dicembre 1934.