La gestione della raccolta di intelligence è il processo che tende ad organizzare e amministrare la raccolta di informazioni nell'ambito di attività di intelligence.
Modalità di raccolta
Alcune tipologie di raccolta e acquisizione di informazioni in questo campo sono:
Human Intelligence (HUMINT) Intelligence delle immagini (IMINT) Intelligence dei segnali (SIGINT) Intelligence delle misurazioni e delle caratteristiche (MASINT) Intelligence tecnica (TECHINT) Intelligence delle fonti libere (Open Source) (OSINT)
Per superare eventuali restrizioni informative, è necessario aumentare il controllo e la coordinaizone dei soggetti preposti alla raccolta; se la medesima non è gestita più coerentemente attraverso la struttura di controllo, e gli sforzi per raggiungere la sinergia operativa e per migliorare l'analisi estesa a tutte le fonti andranno incontro a progressiva vanificazione.
Occorrerebbe quindi sviluppare tecnologie uniche, e spesso di elevata delicatezza, per mantenere un'efficienza di prim'ordine in una superpotenza. Anche piccole nazioni possono avere una forza unica.
Al contempo, la mentalità compartimentata della raccolta ha portato spesso ad una situazione in cui si registrano ridondanze e sprechi facilmente evitabili. L'esistenza di un "lessico comune" rimane tuttavia ancora più un'eccezione che la regola nel settore.
Direzione della raccolta A volte a livello direzionale, a volte nell'organizzazione di raccolta, in conformità alle particolarità del servizio di intelligence, il processo di direzione della raccolta assegna le esigenze informative ad uno o più gestori di fonti. Ne può scaturire l'ordine di missioni di ricognizione. Vi possono essere stanziamenti di fondi supplementari per reclutare nuovi agenti. Vi possono essere entrambi i fenomeni, concomitanti allo storno di missioni di ricognizione da altri bersagli.
Ricerca nella direzione della raccolta È spesso un'arte, qualche volta una gara per l'acquisizione delle migliori risorse. C'è una ricerca congiunta anglo-americana per individuare ed implementare metodi più formali. Una via in tal senso si esprime nel connubio semantico, basato sull'ontologia, un campo di studi originariamente appartenente alla filosofia pura, che oggi trova una quantità di applicazioni nella ricerca di intelligence. Segnatamente, i ricercatori tentano di coniugare le missioni alle potenzialità operative delle risorse disponibili. La loro definizione di ontologia è: "un insieme di assiomi logici intesi a rendere conto dell'appropriato significato di un vocabolario".
Al richiedente viene posta la domanda: "Quali sono i requisiti di una missione?" Vi si comprendono il tipo di dati da raccogliere (il che è concettualmente distinto dal metodo di raccolta), la priorità della richiesta, e l'eventuale esigenza che la raccolta si svolga clandestinamente.
Parallelamente, si richiede ai gestori del sistema IC di precisare le competenze delle loro risorse. L'ontologia è focalizzata sui sensori tecnici ISTARUn acronimo inglese per: Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, Reconnaissance, ovvero "Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione obiettivo, Ricognizione"; è una dottrina militare., ma considera anche HUMINT, OSINT, e altre possibili metodologie.
Il modello intelligente poi compara "le specifiche di una missione con le specifiche delle risorse disponibili per affermare l'utilità o l'attitudine allo scopo delle risorse disponibili; sulla base di queste affermazioni, ottiene un insieme di risorse consigliate per la missione; decide se sussista una soluzione — una singola risorsa, o una combinazione di risorse — che soddisfi i requisiti della missione, o in alternativa fornisce una graduatoria di soluzioni disposte secondo il grado di utilità di ciascuna".
Partendo dal loro esempio di soddisfare una richiesta di missione UAV, definiscono "il concetto di UAV [come un concetto che] incorpora vari generi di UAV, variabili in fatto di costo da poche migliaia di dollari a decine di milioni, ed in fatto di mezzi dai minuscoli MAV dal peso inferiore al kilogrammo ad aeromobili che superano le 40 tonnellate..." Piccoli UAV (SUAV), progettati per eseguire ricognizioni "oltre la collina" e "dietro l'angolo" UAV tattici (TUAV), focalizzati sulla battaglia ravvicinata, forniscono indicazione di bersagli, conferme sullo sviluppo e sui danni della battaglia in diretta dipendenza dal comando di brigata/ di task force UAV di lunga durata, mirati alla battaglia di profondità, a sostegno della divisione fino a 150 km ed il corpo d'armata fino a 300 km. Questa classe contiene due sottoclassi: UAV di lunga durata e media quota (MALE), progettati per operare tra i 2000 e gli 8000 metri UAV di lunga durata e alta quota (HALE), progettati per funzionare come satelliti di bassa orbita terrestre.
Da un punto di vista logico, le sottoclassi di UAV vanno disgiunte. Uno UAV non può appartenere a più di una sottoclasse. Esiste una lista di risorse ed un programma di piattaforme disponibili, che mostra i seguenti UAV: Pioneer, appartiene ai TUAV PredatorRQ-1 Predator (o RQ-1 Predator) e RQ-9 Predator B (o MQ-9 Reaper)., appartiene ai MALE-UAV Global Hawk, appartiene agli HALE-UAV.
Ora, supponiamo che – nell'ambito di una data missione – sia richiesto che un'attività di sorveglianza estesa su un'ampia area rilevi ogni movimento sospetto. È un compito che postula l'indicazione elettiva di uno UAV di lunga durata, atto a volare per lunghi periodi. Dalle mere definizioni concettuali sappiamo che: il Pioneer non è uno UAV di lunga durata (per la relazione disgiunta tra UAV di lunga durata e TUAV) tanto il Predator quanto il Global Hawk sono UAV di lunga durata (per le relazioni di sottoclasse).
Sia il Predator sia il Global Hawk riuniscono i requisiti richiesti. Una regola aggiuntiva controlla le previsioni del tempo, e determina la probabilità che vi siano tempeste durante la missione. Ciò porta ad un'altra regola: in caso di maltempo, supposto che la piattaforma abbia un sensore che "penetra le condizioni meteo", si deve scegliere una piattaforma che possa volare "sopra" le perturbazioni. Il Global Hawk è la sola piattaforma disponibile che soddisfi tutti i requisiti.
Per arrivare ad un livello più raffinato di designazione, il progetto ha usato "relazioni di contenimento di informazione", con esempi dal dominio ISTAR. Anche oltre quella tecnica vi è una classificazione ordinale di designazione.
"Q denota una query che specifica che devono essere soddisfatti alcuni requisiti di intelligence, e S1 − S5 denota le risorse di ISR (sensori e piattaforme di sensori) da soddisfare in relazione a Q. La nostra query specifica due requisiti fondamentali da soddisfare: Fornire immagini a raggi infrarossi (IR) Svolgere un compito di ricognizione notturna."
Il loro articolo descrive l'ordinamento classificatorio, con un'esatta designazione da Sn a Q, una perfetta soddisfazione dei requisiti per la piattaforma di raccolta, un livello dopo l'altro dell'intera scala. Un'alternativa meno appetibile mette assieme i requisiti del profilo di volo, ma porta il radar ad apertura sintetica invece degli infrarossi, ed una piattaforma che ha solo potenzialità di televisione a spettro visuale, senza operatività notturna, è completamente inadatta.
Si noti che ciò che è critico sono i requisiti, non le singole piattaforme. Per i requisiti specifici, si potrebbe far ricorso a ricognitori di lunga durata con equipaggio (ad esempio P-3 Orion o Nimrod R), o a satelliti con appropriati sensori ed orbite. Ciò esula dall'ontologia usata nella dimostrazione.
Direzione della raccolta in ambito NATO Nella NATO, le domande che guidano l'intero processo di gestione della raccolta sono dette Priority Intelligence Requirements (PIR). A loro volta fanno parte del Collection Coordination and Intelligence Requirements Management (CCIRM), focalizzato sul processo di raccolta. Tali requisiti legano gli sforzi di intelligence allo schema operativo di manovra attraverso "punti di decisione" (Decision Points - DPs). Queste domande, ulteriormente raffinate nei "requisiti d'informazione" (Information Requirements - IRs), permettono al gestore della raccolta (Collection Manager - CM) di focalizzare le risorse su un determinato problema. Senza questa sincronizzazione con il piano operativo, sarebbe impossibile assicurare che la determinazione dell'impiego di risorse intelligence fosse effettivamente coerente con requisiti e priorità del comandante.
Selezione di una disciplina di raccolta Una volta che esiste un PIR (vedi sezione precedente), che definisce l'informazione "grezza" da raccogliere, a quel punto tanto gli specialisti della disciplina, quanto i programmatori delle risorse devono scegliere il sistema di raccolta appropriato e pianificare la missione di raccolta. Anche con la tecnologia moderna, le condizioni meteorologiche, il terreno, le abilità tecniche e le contromisure nemiche sono tutti fattori determinanti del potenziale successo nella raccolta. Attraverso una dettagliata comprensione di tutte le piattaforme disponibili, tutte legate a specifiche domande connesse al PIR, il gestore della raccolta (CM) sincronizza le risorse disponibili – raccolta "di teatro (operativo)" e "di corpo", abilità individuali nazionali, risorse di coalizione come il Torrejon Space Center – per massimizzare le potenzialità.
Trovare discipline di raccolta alternative Spesso, nonostante il fatto che una specifica disciplina appaia astrattamente appetibile, può essere impossibile raccogliere l'informazione richiesta a causa di qualche circostanza avversa. La piattaforma preferita può non essere disponibile. Per esempio, le condizioni meteo e la difesa antiaerea nemica potrebbero limitare l'impiegabilità pratica degli UAV e delle piattaforme IMINT ad ala fissa. Se la limitazione dipende dalla difesa aerea, i pianificatori potrebbero richiedere la cooperazione di un satellite IMINT di livello nazionale. Anche se sarà un satellite a fare il lavoro, le orbite dei satelliti disponibili potrebbero non essere compatibili con i requisiti.
Se il problema sta nelle condizioni meteo, potrebbe esserci l'indicazione di sostituire i sensori MASINT con altri in grado di penetrare le perturbazioni, fornendo almeno parte delle informazioni occorrenti. La SIGINT può essere appetibile, ma il mascheramento sul terreno e le attitudini tecniche delle piattaforme disponibili possono porre l'indicazione per l'uso di un sensore basato nello spazio o a lungo raggio, o per esaminare se risorse HUMINT possano fornire le informazioni. Il gestore della raccolta deve prendere in considerazione questi effetti e consigliare il comandante sul grado di consapevolezza necessario per la pianificazione e l'esecuzione.
Altre fonti possono richiedere parecchio tempo per la raccolta delle necessarie informazioni. La MASINT dipende dall'aver costruito un repertorio di tracce normalmente lette dai sensori, in modo da far emergere le deviazioni. La COMINT criptanalitica può richiedere un tempo indeterminato, senza offrire garanzie, per arrivare ad un rilevante accesso ad un criptosistema.
Gestione delle risorse di sostegno della raccolta Avere la disponibilità della piattaforma di raccolta del tipo giusto non significa per forza avere in mano qualcosa di realmente utile, se il servizio logistico necessario a ricevere e ridurre l'informazione non è disponibile. Ci sono due fattori che condizionano direttamente questo processo, la potenzialità dei sistemi di intelligence e l'addestramento e la potenzialità della sezione intelligence.