Nettuno è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Si trova al confine tra la Campagna romana e l'Agro Pontino. È una città del litorale laziale ed è bagnata dal Mar Tirreno. Nel territorio comunale scorrono il canale Loricina e il fiume Astura, che segna il confine meridionale con il comune di Latina.
Sul territorio comunale sono stati rinvenuti diversi minerali; il più rilevante, per il quale è definita località tipo, è la perrierite-(Ce).
Clima
Dalla stazione meteorologica di Ardea
Classificazione climatica di Nettuno zona C, 1255 GR/G
Origini del nome Le origini del toponimo sono da riferirsi al dio del mare Nettuno, cui era stato forse dedicato un sacello nella zona.
Storia
Età latino-volsca Precedentemente ritenuta di origine saracena, la scoperta di insediamenti pre-romani fanno ritenere che la zona dell'attuale Nettuno fosse già un settore periferico dell'antica citta di Anzio.
Anzio, in latino Antium, venne fondata da genti di etnia latina agli inizi del I millennio a.C., e in seguito venne occupata dai Volsci, insediatisi nella regione agli inizi del V secolo a.C. La Anzio volsca era situata a breve distanza dal mare, presso la località Le Vignacce (nella frazione di Santa Teresa dell'attuale Anzio). La città era probabilmente dotata di mura e 3 porte di accesso: una in direzione di Roma, una verso il mare e una verso il fiume Astura. Anzio possedeva un porto chiamato Cenone (in latino Caenon), un oppidum fortificato che fin dal periodo latino fungeva da arsenale navale, da foro per il mercato e da deposito per i viveriDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56; fondamentale punto strategico, da esso partivano le scorrerie piratesche per il Mediterraneo. La localizzazione del porto è tuttora ignota, alcune fonti la pongono presso la foce del fiume Loricina, dove oggi sorge il borgo medievale di Nettuno, altre a Capo d'Anzio, dove poi è sorto il porto neroniano, o ancora alla foce del piccolo fiume Sant'Anastasio, in località Colle Rotondo, nell'attuale Anzio.G. Cifani, A. Guidi e A. M. Jaia, «Nuove ricerche nel territorio di Colle Rotondo ad Anzio» dans G. Ghini (dir.), Lazio e Sabina 7 (atti del Convegno, Roma, 2010), Roma, Edizioni Quasar, 2011, p. 371-372 e nota n. 3
Anzio, che nel periodo volsco osteggiò lungamente Roma, per lungo tempo fu la capitale dei Volsci anziati (stanziati sulla costa tirrenica e distinti dai Volsci ecetrani, dell'entroterra); fu dunque alla guida di altre città divenute volsche e intraprese una lunga belligeranza che vide numerosi episodi, tra cui il più noto è quello del patrizio Gneo Marcio Coriolano, il quale, in esilio presso gli AnziatiPlutarco, Vite parallele, 6. Gneo Marcio Coriolano e Alcibiade, XXII, 1, fu accolto dal nobile Attio Tullio e con lui concordò la guerra contro Roma; entrambi furono eletti, dalle città volsche, condottieri delle loro truppe, e Gneo Marcio, tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via LatinaDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 1-36.. Ad Anzio, Coriolano fu poi ucciso, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al foro.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 59. Nel 484 a.C., nel territorio antistante la città, i Volsci inflissero in battaglia una dura sconfitta alle legioni romane, condotte da Lucio Emilio Mamercino, costringendole ad una imbarazzante fuga notturna.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, VIII, 83-85. Nel 469 a.C. i Romani conquistarono e devastarono l’oppidum di CenoneDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56. e, nel 468 a.C., dopo aver perso la seconda battaglia di Anzio, gli Anziati si arresero ai Romani, che stabilirono un presidio armato in cittàDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 57-58..
L'anno seguente Roma dedusse una colonia di diritto latino nel territorio di AnzioTito Livio, Ab Urbe condita libri, III, 1., che in seguito, nel 459 a.C., in una battaglia sanguinosa assediò nuovamente e conquistò, dopo che i Volsci anziati coi coloni romani si erano ribellati al controllo romano; la città fu depredata, i maggiori responsabili della rivolta uccisiTito Livio, Ab Urbe condita libri, III, 22-23.Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, X, 21.. Dopo lunghe ostilità durate un trentennio, Anzio fu definitivamente annessa allo Stato romano.
Età romana
Anzio, che era stata tra le prime colonie romane (fu dedotta come tale nel 338 a.C.), ospitò, tra i cittadini romani più eminenti che vi costruirono bellissime ville in riva al mare, tra cui Cicerone e Mecenate nel I secolo a.C. Furono soprattutto gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia ad avere frequenti contatti con la città marittima: nel I secolo, infatti, l’imperatore Nerone fece costruire ad Antium un nuovo porto in sostituzione al Cenone, ovvero il Porto Neroniano.
Meno di 10 anni dopo la morte di quest’ultimo, avvenuta il 9 giugno dell'anno 68, Anzio era però già in decadenza.
Costruzioni La Anzio romana era estesa da Capo d'Anzio fino a Capo d'Astura, ossia tutto il territorio ora occupato dalle due attuali città di Anzio e Nettuno ed era destinata allo svago e al riposo dei nobili romaniStrabone, Geografia, V, 3, 5: Cicerone ebbe una villa anziate con una splendida biblioteca (tornato dall'esilio, riorganizzò i resti della sua biblioteca in un posto sicuro). Quando era in straordinario dispiacere per la repubblica o una lunga vacanza dal foro l'obbligava a cercare una sistemazione più tranquilla, si recava in quella villa, quando non nell'altra di AsturaCicerone, Epistulae Ad Atticum, IV, 8; XII, 19; XIII, 26, ecc.. Secondo l’architetto Pirro Ligorio, la villa di Caio Cilnio Mecenate si trovava presso le acque Caldane (oggi Tor Caldara), ove eresse una statua ad Augusto quale protettore della fonte. Secondo gli storici, molti nobili romani avevano le loro ville nei pressi del fiume Loracina, oggi Loricina (che scorre a levante del borgo nettunese), nei cui dintorni infatti sono stati trovati molti reperti archeologici. Tito Livio lasciava intendere che il pretore romano Caio Lucrezio, circa l'anno di Roma 583 (170 a.C.), possedeva una villa non lontano dal fiume detto Loracina, ove doveva esserci un acquedottoTito Livio, Ab Urbe condita libri, XLIII, 4, 6. Il questore di Anzio, Lucio Verazio Afro, doveva invece risiedere nell'antica zona di Nettuno chiamata San Biagio. Cippi di legionari romani appartenenti alla XII legione anziate, come risultava dalle loro iscrizioni, erano stati rinvenuti sotto la gradinata della chiesa di San Giovanni (che si trova all'interno del Borgo medievale), durante gli scavi del 1937. Depositati poi nel municipio di "Nettunia porto", sparirono durante la seconda guerra mondiale. A Nettuno, nella via "che divide la casa Soffredini dalla chiesa parrocchiale", furono rinvenuti un lastricato, un tratto di pavimento siliceo in buona conservazione, nonché una statua muliebre acefala in buono stile, sebbene danneggiata, alta 1.70 m. Nel medesimo territorio si trovarono "basi e capitelli di mediocre maniera, una colonna di marmo bigio a scanalatura spirale ed un frammento di cippo" con iscrizione latina. Sempre a Nettuno furono trovate la "metà anteriore di un grande cippo marmoreo [funerario]" con epigrafe latina (che almeno fino al 1870 si trovava "sotto la torre dell'antico palazzo baronale") e altre lapidi con iscrizioni; due delle quali, almeno fino all'anno suddetto, si trovavano "nella scala del palazzo del med. sig. Soffredini" (Bullettino dell'Instituto di corrispondenza archeologica per l'anno 1870, Roma, Coi Tipi del Salviucci, 1870, pp. 14–15-16; Calcedonio Soffredini, Storia di Anzio, Satrico, Astura e Nettuno, 1879, pp. 184–185-186-187). Nel 1830 nella "fontana vecchia", interna al borgo medievale, fu trovato un condotto murato antico, e nel suo spazio una vasca di piombo con iscrizioni latine. Il condotto, che molto probabilmente dalla campagna portava l'acqua alla detta fontana, fu quindi datato almeno all'epoca romana, se non a tempi più antichi. Si è quindi ipotizzato che, sul sito della fontana, fosse stato qualche ricco e devoto possidente ad erigere un tempio al Dio del mare (Nettuno); come possono suggerire i tanti esempi di santuari eretti sui litorali a varie divinitàA tal riguardo, l'avvocato Carlo Fea, archeologo, che partecipò alla scoperta, riportò una relazione (Carlo Domenico Francesco Ignazio Fea, Cenni di storia del porto neroniano nella città di Anzio e modo facile di ristabilirlo, Roma, Stamperia della Reverenda Camera Apostolica, 1832, pp. 19-20). Calcedonio Soffredini (Storia di Anzio, Satrico, Astura e Nettuno, Roma, Tipografia della pace, 1879, p. 181) scrisse che le iscrizioni latine in questione, da lui osservate, «indicavano il nome dell'artefice e dei consoli. Collocato questo avanzo di antichità nell'ufficio comunale, non fu più potuto trovare, ne più esame si poté fare intorno al nome dei consoli».Monsignor Vincenzo Cerri, Nettuno , Nettuno, Collana Caritas, 1986, p. 179; Giuseppe Brovelli Soffredini, Neptunia, Roma, 1923.
Templi Anzio aveva molti templi dedicati alle divinità pagane; diversi erano anche situati in varie località dell'attuale Nettuno: Il celebre tempio della Dea Fortuna la cui ubicazione è tuttora ignota, alcuni la pongo presso Villa Albani o nell'area della villa imperiale a Capo d'Anzio; Un tempio di Ercole era verosimilmente nei pressi dell'attuale Forte Sangallo, nell'area della villa Belvedere: qui, nel 1863, fu rinvenuta una statua di questo dio, la cui gamba era stata trovata, anni prima, più a ponente; Templi di Nettuno, uno si trovava probabilmente sotto l'attuale chiesa di San Giovanni, collocata nel borgo medievale, mentre l'altro era ubicato presso la villa imperiale a Capo d'Anzio Templi di Apollo, uno adiacente al forte Sangallo e uno probabilmente nell'area della villa imperiale a Capo d'Anzio.
Strade Fra le antiche strade romane che collegavano la colonia di Anzio con le altre località del Lazio, dovevano convergere nella posizione di NettunoPaola Brandizzi Vittucci, Op. cit.. quella che univa Lanuvium ad Antium, che coincideva in un tratto finale con l'attuale via Romana, la quale in passato terminava il suo percorso tra le vecchie mura del borgo medievaleCome riportato da una pianta di Kupferstich, relativa a Nettuno e datata 1557 (denominata Il vero ritratto di Nettuno, al presente occupato da gl'imperiali), l'odierna Piazza Mazzini si chiamava "Piazza dei Pozzi di grano", ed era interna, insieme a un tratto della "strada romana", al Borgo medievale nettunese (Universitätsbibliothek Salzburg, G 126 III).Giancarlo Baiocco et al., Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche s.r.l, 2010..
Il Medioevo
Tra il V e VI secolo Anzio, fra molte altre, fu oggetto di saccheggio e distruzione prima da parte dei Vandali e poi dagli Ostrogoti, che seminavano morte e devastazione per il LazioPapa Gregorio I così descriveva: "Dovunque vediamo lutti, dovunque sentiamo gemiti. Distrutte le città, abbattute le fortezze, devastate le campagne, la terra è ridotta a deserto […] Da ogni parte siamo circondati dalle spade, da ogni parte temiamo imminente il pericolo di morte […] Ormai sono costretto ad interrompere il commento, perché l'anima mia sente il tedio della vita." (Gregorio Magno, Omelie su Ezechiele, II, 6, 21-22; II, 10, 24).. Nel 537, quando gli Ostrogoti di Vitige occuparono Porto (attuale Fiumicino), le navi romane dovevano approdare nel già danneggiato porto di Anzio per consentire il traffico di merci verso Roma.Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' Dintorni di Roma, Antivm – Anzio, Anzo, Porto d’Anzo Il decadimento dovuto alle invasioni barbariche spinsero gli abitanti ad abbandonare Antium ed a popolare l’area periferica del tempio di Nettuno.