Questa pagina tratta la storia della Società Sportiva Lazio dal 1900 ai nostri giorni.
Le origini e i primi anni 1900: nasce la Società Podistica Lazio
Il club nasce a Roma il 9 gennaio 1900, originariamente come Società Podistica Lazio, a piazza della Libertà (in quello che si sarebbe poi trasformato nel rione Prati), per volontà di un gruppo di giovani atleti con a capo il sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli; insieme a lui ci sono suo fratello Giacomo, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones ed Enrico Venier. Ai nove fondatori si unirono successivamente Guido Annibaldi, Olindo Bitetti, Tito Masini, Raffaello Mazzolani, Tullio Mestorino e Giuseppe Valle. Il 13 gennaio 1900, viene approvato il primo statuto sociale del club con la distribuzione delle cariche sociali. Fin dai primordi, la società capitolina vede aumentare le discipline praticate dai suoi atleti (nuoto, pallanuoto, canottaggio, atletica leggera, calcio ed escursionismo furono le prime sezioni sportive istituite), divenendo così a tutti gli effetti una polisportiva, che nel corso dei decenni arriverà a diventare fra le più grandi e famose d'Europa.
La società rivendicò la scelta della denominazione come un omaggio alla civiltà latina e alla regione storica del Latium, la culla della Roma antica. Secondo la ricostruzione storica di Mario Pennacchia, l'adozione del nome Lazio sarebbe stata, inoltre un modo per evitare problemi di omonimia con altre polisportive concittadine (ad esempio la Società Ginnastica Roma), nonché travalicare i confini dell'Urbe.Mario Pennacchia, Storia della Lazio, 1969. Dopo aver utilizzato nei primi tempi il solo bianco per le divise da gioco, dal 1904 la formazione calcistica impiegò come colori sociali il bianco e l'azzurro, già adottati nel 1900 per i costumi della Sezione Nuoto. I due colori, scelti dal giocatore-allenatore Sante Ancherani e dalla sua famiglia poiché «delicati, signorili», furono confermati stabilmente dal presidente Fortunato Ballerini in omaggio ai colori della bandiera del Regno di Grecia, la patria dei Giochi olimpici istituiti proprio nel periodo della nascita della Lazio; lo stesso Ballerini era uno dei promotori dell'assegnazione alla città di Roma dei Giochi della IV Olimpiade del 1908 (poi disputati a Londra).Vittorio Finizio, L'incontro Lazio-Virtus del 1902 è storicamente determinante: tutto cominciò quel giorno a Piazza d'Armi, Corriere dello Sport, dicembre 1961. Sempre durante la presidenza Ballerini, come simbolo viene scelta l'Aquila che, oltre ad essere uno dei simboli delle legioni romane, secondo la simbologia antica rappresenta la figura di Zeus, principale divinità del pantheon ellenico.Come la Lupa capitolina (RIC V 329; MIR 36, 993j; RSC 474a), il cinghiale e il toro (; RIC, Septimius Severus, IV, 3; BMCRE p. 21; RSC 256), Minerva e l'ariete (Göbl MIR 988r) e così via.. Altre ipotesi storiografiche, invece, ridimensionano l'influenza greco-latina sulla simbologia della Lazio, attribuendone l'origine principalmente ad alcune attività sportive praticate, segnatamente agli sport acquatici per la scelta dei colori sociali e all'escursionismo per l'adozione del rapace nello stemma. - pp. 66-74 e 74-81.
1901-1912: i primi tornei calcistici
La sezione calcistica, pur venendo istituita ufficialmente il 3 ottobre 1910La data precisa è riportata in un articolo del 29 settembre 1910 sul quotidiano Il Messaggero.Fontanelli, Simoncini, I colori del calcio 1898-1929, GEO Edizioni, pag. 28Va fatto presente che, in tale data, oltre al club biancoceleste, altre polisportive elencate nel documento non risultano aver fondato ufficialmente settori calcistici: l'Unione Ginnastica Vogherese e la Società Ginnastica e Scherma di Novara, aveva mosso i primi passi il 6 gennaio 1901, quando Bruto Seghettini, già socio e giocatore del Racing Club di Parigi nonché fondatore dellAudace Club Podistico (e in seguito del Club Sportivo Audace Roma), si presentò nella sede societaria in Via Valadier, 21. Avendo appreso dai soci laziali che il football non era ancora praticato, decise di raccontare loro gli aneddoti delle origini, di insegnare le regole basilari di questo recente sport nato in Inghilterra, ma soprattutto mostrò lo strumento con cui si praticava: una palla di corda annodata che rimbalzava ogni qual volta toccava terra.
Gli sportivi biancocelesti furono subito entusiasti e cominciarono a far pratica sul campo di Piazza d'Armi, spesso causando anche problemi di ordine pubblico. La Lazio comunque proseguì negli allenamenti e Seghettini si vide ben presto superato in abilità, poiché gli aspiranti calciatori erano anche mezzofondisti, velocisti e marciatori.
Quell'undici era una squadra dal profilo internazionale, difatti facevano parte dell'undici capitolino tre calciatori di origine italiana formatisi in Argentina: i fratelli Cerruti (Ernesto, Pietro ed Andrea); completavano la rosa: Balestrieri, Grassi, Grifoni, Bitetti, D'Amico, Mariotti, Pellegrini, Ancherani, De Mori, Golini, Masini (in alcune fonti citato col soprannome di Pizzarda), Pollina, Ricci.
Il primo torneo calcistico disputato in assoluto dalla Lazio si svolse il 27 gennaio 1901, in occasione dei Ludi Sportivi al Secolo Nascente, e vide le Aquile contrapposte alle società Veloce Club Podistico e Forza e Coraggio. Altri incontri avvennero contro i seminaristi scozzesi, che giocavano da tempo a Roma, dai quali i calciatori della Lazio impararono a occupare e controllare le zone del campo e passarsi la palla piuttosto che eccedere in individualismi, pur tenendo conto del fatto che i più bravi potessero risolvere la partita (era il caso del centrattacco Sante Ancherani, vera punta di diamante di quella squadra). Intanto il calcio attirava sempre più nuove leve e praticanti e, a partire dal novembre 1901, il club biancoceleste organizzò unAccademia del Football in collaborazione con la Forza e Coraggio, la Ginnastica Roma e lo Sporting Club Roma.Pietro Straboni, Calcio Romanus Sum. Ricerca storica sui pionieri dell'antica Lazio . Edizioni EnneBi
La prima importante partita della storia del club, seppur non ufficiale, fu quella giocata tra Lazio e il 15 maggio 1904 in Piazza d'Armi, nelle vicinanze di Piazza Mazzini. Questo incontro è considerato, seppur ufficioso, come il primo Derby romano. La Virtus era nata nel 1903, a seguito di una scissione interna alla Lazio, e i suoi fondatori erano gli "ammutinati" Mesones, Monarchi, Venarucci e Zanchi. La partita finì 3-0 per i laziali con una tripletta di Ancherani; il giorno seguente la cronaca della gara venne riportata sui giornali locali. Il socio e calciatore svizzero Oscar Frey aveva fatto arrivare direttamente dalla Gran Bretagna i regolamenti ufficiali, indispensabili per una corretta pratica, e fu proprio in questa occasione che vennero usate per la prima volta maglie di gioco biancocelesti, per la precisione con un disegno a scacchi.
Nel 1907 venne organizzato un campionato romano ufficioso che la Lazio vinse battendo in finale ancora una volta la Virtus. Il 7 giugno dell'anno successivo la compagine biancoceleste sconfisse in un solo giorno Lucca FC, SPES Livorno e Virtus Juventusque, vincendo così il Campionato Interregionale Centro-Sud e al contempo segnando un vero e proprio record. Almeno dal 1908 si affiliò alla FIF e nel 1910 venne organizzato un campionato romano ufficiale di III Categoria che vinse agevolmente con questi risultati: Lazio- 11-0 e 4-1; Lazio- 6-1 e 6-0; Lazio- 2-0 e 2-0. La formazione laziale vinse anche le edizioni del 1911 e 1912 dimostrando di essere chiaramente la squadra più forte e rappresentativa dell'''Urbe.
Classifiche Campionato Romano ufficiale di III Categoria 1910, 1911 e 1912: Edizione 1910 1°LAZIO 12 2° 7 3°Juventus RM 3 4°Fortitudo RM 2Edizione 1911 1°LAZIO 8 2°Juventus RM 4 3° 0Edizione 1912 1°LAZIO 18 2°Audace RM 16 3°Juventus RM 12 4° 5 4°Fortitudo RM 5 6°Alba RM 4
1912-13: il primo campionato di massima serie
Nella stagione 1912-13, dopo vari campionati di Terza Categoria, la Lazio partecipò per la prima volta al campionato di Prima Categoria. La FIGC, difatti, organizzò il primo vero campionato nazionale consentendo, per la prima volta, alle squadre del Centro-Sud di giocarsi il titolo di Campione d'Italia con le grandi squadre del Nord. La Lazio, naturalmente, venne inserita nel Girone laziale del Torneo del Sud Italia. Vinse senza difficoltà il girone eliminatorio e si qualificò alle finali del Torneo del Sud a cui partecipavano anche le vincenti del Girone toscano e del Girone campano. In semifinale affrontò la vincente del Girone toscano, la Virtus Juventusque di Livorno. Se ne sbarazzò battendola in entrambe le gare per 3-1 e 3-0 e si qualificò alla finale dove affrontò la vincente del Girone campano, il .
La Lazio ipotecò la vittoria del Torneo del Sud e annessa qualificazione alla finalissima per lo Scudetto, vincendo per 2-1 in casa del Naples (reti di Coraggio e Consiglio). Bastò poi un pareggio a Roma per vincere il Torneo del Sud e accedere alla finalissima nazionale contro la favorita ; come da pronostici, i Leoni Bianchi piemontesi si rivelarono troppo forti per la Lazio che solo un anno prima militava in Terza Categoria, così nell'incontro disputatosi a Genova il 1º giugno 1913 la compagine biancoceleste subì una pesante sconfitta per 6-0 dalla squadra vercellese.
1913-14: secondo primato consecutivo e record di vittorie
Nella stagione 1913-1914 la Lazio primeggiò nel Girone laziale vincendo tutte le partite e vinse anche le finali del Torneo del Sud battendo lo SPES Livorno in semifinale (1-0 e 3-0) e l' in finale (1-0 e 8-0). In tal modo, oltre a conquistare il Torneo del Sud per la seconda volta consecutiva e a qualificarsi per la finalissima, vinse ben 14 partite consecutive, record battuto dall' solo nel campionato 2006-07.
1914-15: il torneo sospeso per cause belliche Nella stagione 1914-15 la Lazio giunse seconda nel Girone Laziale, dietro il , qualificandosi al Girone Finale dell'Italia Centrale a cui parteciparono anche le prime due del Girone Toscano, e Lucca. Ancora una volta la formazione laziale si dimostrò superiore alle altre compagini, ottenendo il primo posto in classifica e guadagnandosi così l'accesso alla Finale del Centro-Sud. Tale incontro, tuttavia, non fu disputato per la sospensione bellica, che impedì anche il completamento del Torneo dell'Italia Meridionale tra e (uniche iscritte), la cui vincente avrebbe dovuto affrontare la Lazio per determinare la squadra Campione dell'Italia Centro-Meridionale. I risultati delle partite del 16 e del 23 maggio (Internazionale-Naples 3-0 e Naples-Internazionale 4-1) avrebbero determinato la necessità di spareggio, ma la sfida di ritorno non risulta esser mai stata omologata perché il 23 maggio 1915 la FIGC dispose la sospensione di ogni incontro del massimo campionato per l'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale.Cfr. i relativi articoli pubblicati su La Gazzetta dello Sport e Il Mattino del 17 maggio 1915, nonché su Il Mattino e il Corriere di Napoli del 24/25 maggio 1915.
Al termine delle ostilità belliche il titolo di campione d'Italia 1914-15, rimasto fin lì vacante, venne attribuito d'ufficio al , formazione che si trovava in testa a una giornata dal termine nel Girone Finale del Nord Italia; vennero quindi ignorate a priori le possibili ragioni delle compagini centro-meridionali, Lazio in primis, presumibilmente a causa del divario tecnico che all'epoca ancora le separava dalle più competitive rivali settentrionali. Proprio a seguito di tale decisione, che si prestava a più di una rimostranza, e soprattutto sulla circostanza che vuole la delibera attributiva a tutt'oggi irreperibile, nel 2015 è stato aperto un procedimento in seno alla FIGC volto a valutare la possibile assegnazione del succitato titolo ex aequo a Genoa e Lazio, il cui esito è tuttora in corso.