La ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì è una linea ferroviaria a semplice binario non elettrificata di RFI che collega Siracusa sul versante jonico della Sicilia con il versante mediterraneo, attraversando, con andamento est-ovest, un buon numero di grossi centri urbani fino a raggiungere la stazione di Canicattì, comune alla linea Caltanissetta-Agrigento.

La linea prosegue con il tratto per Caltanissetta Xirbi da Canicattì della ferrovia Caltanissetta Xirbi-Agrigento inaugurata tra il 1874 e il 1880.

Storia

La costruzione dell'intera linea fu abbastanza tardiva rispetto alle altre della Sicilia e venne inquadrata tra quelle cosiddette complementari, cioè tra le linee che potevano essere costruite, ma con un contributo da parte degli enti locali. Dato che l'interesse maggiore era quello di far arrivare lo zolfo alle raffinerie della costa e al Porto di Licata, Canicattì e il comprensorio nisseno erano stati collegati sin dal 24 settembre 1876.

Tratta InaugurazioneCanicattì-Campobello?Campobello-Favarotta23 maggio 1880Favarotta-Licata24 febbraio 1881Siracusa-Noto5 aprile 1886Licata-Licata molo26 novembre 1888Licata-Gela29 marzo 1891Noto-Modica23 dicembre 1891Siracusa-Siracusa Porto13 agosto 1892Gela-Comiso14 marzo 1893Comiso-Modica18 giugno 1893

Tra il maggio del 1880, con la tratta Campobello-Favarotta di 27 km, e il 24 febbraio 1881, col proseguimento di 18 km fino a Licata, fu realizzato il collegamento con la costa..

Nel 1883 venne appaltato il tratto da Siracusa a Noto, di 30,7 km, e venne attivato dalla Società per le Strade Ferrate della Sicilia, subentrata nell'esercizio alle "Strade ferrate calabro-sicule", il 5 aprile del 1886. Vennero attivate anche le stazioni di Cassibile ed Avola, ma per Noto fu approntata una stazione provvisoria nell'attesa che il 20 settembre 1887 si attivasse quella definitiva.

Il 29 marzo 1891 Licata fu collegata con Gela, a quel tempo, chiamata ancora Terranova di Sicilia; la lunghezza della tratta era di 35,4 km e comprendeva le stazioni di Falconara, Butera e Terranova di Sicilia. Alla fine dell'anno, il 23 dicembre, venne aperto all'esercizio anche il tronco di linea Noto - Modica, lungo 59,49 km, comprendente la fermata di San Paolo e le stazioni di Rosolini, Spaccaforno (l'antico nome della odierna Ispica), Pozzallo, Sampieri, Scicli e Modica. Due anni dopo, nel 1893, fu la volta del tronco Terranova di Sicilia - Comiso, di 37,5 km. Infine, l'apertura all'esercizio del tronco di 52,7 km tra Comiso e Modica, il 18 giugno dello stesso anno, completò l'intera tratta da Siracusa a Canicattì. Quest'ultimo tronco comprendeva le stazioni di Donnafugata, Genisi, Ragusa e Ragusa Inferiore (in seguito chiamata Ragusa Ibla), fornite anch'esse del telegrafo per la circolazione dei treni, del binario di incrocio, di sagoma limite e di piano caricatore..

Le stazioni della linea erano autorizzate a tutti i trasporti in servizio interno ed anche cumulativo con le stazioni della ferrovia Sicula Occidentale e con quelle delle Reti Mediterranea ed Adriatica.

Nonostante il progetto di collegare la linea con Caltagirone e Catania fosse stato approvato nel 1911 i lavori vennero portati avanti con lentezza estrema tanto che il collegamento, nella Stazione di Gela, avvenne solo nel novembre 1979.

Nel 1935, il 28 aprile, veniva attivata dalla stazione di Noto la diramazione per Pachino che raggiungeva il punto più a sud della rete FS costeggiando l'attuale Oasi di Vendicari; la linea rimase in funzione fino al 1º gennaio 1986 quando l'esercizio fu sospeso definitivamente.. Tale linea è attualmente interessata dai lavori di ripristino da parte di Fondazione FS Italiane. Il termine lavori è previsto per il 2026.

L'attraversamento ferroviario di Ragusa La tratta ferroviaria ragusana è, in termini strutturali e progettistici, una mastodontica opera di ingegneria. I progettisti sembra abbiano preso spunto dalla ferrovia del Gottardo, in particolare ai tornanti di Wassen in Svizzera, con un percorso esattamente elicoidale, per vincere i forti dislivelli del territorio ibleo.. Si racconta che l'ingegnere inglese che si occupò della direzione dei lavori arrivò addirittura al suicidio nel timore che i suoi calcoli per le gallerie elicoidali fossero stati eseguiti scorrettamente. Il 18 giugno 1893 vi transitò il primo treno.

In quella data fu inaugurata la tratta Comiso-Modica, parte del lungo tratto di 264 km che circumnaviga tutta la parte a sud della Sicilia la cui costruzione, a partire dal 1886 avvenne per tappe. La parte fra Modica e Ragusa fu proprio la più difficile e complicata da costruire e solo il 19 aprile del 1896 la prima locomotiva in servizio effettivo giunse a Ragusa. A causa dell'orografia accidentatissima della zona la ferrovia da Siracusa, dopo aver passato le stazioni di Pozzallo e Ispica, si dirige a nord infilandosi in uno stretto vallone roccioso in cui si trova Scicli e la sua stazione. A mezzacosta, grazie a gallerie e ponti, il binario serpeggia da un lato all'altro del vallone che in certi punti assume le caratteristiche di un vero e proprio canyon americano; dirigendosi verso nord la linea giunge a Modica con un'ampia curva passando, poco prima di entrare in stazione, sotto l'imponente viadotto Guerrieri della SS 115. Ripartito da Modica, il treno s'infila in una lunga galleria che sottopassa la città sbucando in un vallone parallelo a quello percorso prima dalla ferrovia. Qui la linea prosegue ancora verso nord lungo il corso del fiume Irminio, che sovrappassa con un ponte in ferro poco prima della stazione di Ragusa Ibla. La stazione di Ibla è dotata di torre acqua e ampio scalo perché qui stazionavano le locomotive da aggiungere per la spinta in coda ai treni pesanti in salita verso Ragusa superiore. Poco dopo aver lasciato Ibla, il binario piega decisamente verso ovest fino a compiere una curva di 180° e in direzione sud fino ad infilarsi in una galleria sotto la rupe che sostiene la città barocca. L'uscita di questa lunga galleria in curva e forte salita è appena sotto Ragusa, in una stretta gola dominata dalle case della città. Appena uscito, il treno passa sotto una brevissima galleria con portali in roccia viva infilandosi poi nuovamente in un'altra lunga galleria in curva e salita che con un elicoide, in parte all'aperto, porta i binari alla quota della città (515 m. s.l.m.). Il percorso all'aperto di questo tornante permette una vista impareggiabile su tutta la città antica, che "assiste" al passaggio dei treni sul tornante come in una ripresa cinematografica. Con un'ulteriore curva la linea si riporta ancora in direzione nord e giunge finalmente alla stazione di Ragusa superiore. Lo scalo ragusano disponeva di un ampio scalo merci (recentemente soppresso) e di due soli binari per il traffico passeggeri. Tutta la stazione è posizionata leggermente in curva. La linea per Canicattì prosegue da qui ancora con una curva che riporta i treni verso sud e poi verso ovest dove, sempre a binario unico, prosegue con andamento più tranquillo verso contrada Genisi, il castello di Donnafugata e Comiso.

Quando nel novembre 1979 venne aperto al traffico il tratto Caltagirone-Gela della linea proveniente da Catania, itinerario più breve e più moderno che permetteva di evitare il lungo giro siracusano verso Catania e il nord, incominciò il lento declino del traffico merci nella tratta ragusana.

Oggi la linea è servita dai treni Minuetto che effettuano i Regionali Veloci Modica-Caltanissetta Xirbi (con cambio per Palermo), mentre dall'11 giugno 2023 hanno iniziato a circolare anche i treni Blues, bimodali (alimentazione sia Diesel che elettrica) e di ultima generazione, nei primi tempi con limitazioni, ormai superate. I Blues, che hanno rimpiazzato le automotrici ALn668, dismesse definitivamente da Trenitalia Sicilia a marzo 2024, effettuano tutti i Servizi Regionali da Siracusa a Gela, e in prevalenza anche i Regionali Veloci per Caltanissetta Xirbi (coincidenza per Palermo con treni elettrici provenienti da Catania). Un treno diretto collega Modica con Augusta, per l'utilizzo da parte del personale impiegato presso il polo petrolifero di Melilli-Priolo-Augusta. Una grave pecca al momento è la mancanza di un treno diretto da Modica a Catania, che può essere raggiunta solo con cambio treno a Siracusa.

La tratta, tortuosa e con elevate pendenze, che attraversa e collega direttamente i più grandi centri urbani ragusani, ha negli ultimi anni subito un certo ammodernamento. Il traffico merci su rotaia però è quasi inesistente, nonostante l'alto potenziale costituito dalle aree di grande produttività di Ragusa, Modica, Vittoria e gli intensi scambi commerciali del porto di Pozzallo.

Dopo una lunga chiusura è stata riaperta la tratta Gela-Licata-Canicattì, precedentemente chiusa per lavori di consolidamento e manutenzione straordinaria.

Caratteristiche

Stazioni e fermate

La linea ferroviaria Siracusa-Canicattì è a semplice binario non elettrificato, pertanto è stata esercita con trazione a vapore fino alla metà degli anni settanta quando l'arrivo dei primi locomotori diesel D.343 ne ha permesso la progressiva eliminazione. I servizi viaggiatori hanno tratto molto giovamento dall'entrata in servizio, verso la fine degli anni trenta, delle automotrici che permettevano velocità più sostenute soprattutto nelle tratte in salita, molto frequenti sulla linea.

L'andamento piano-altimetrico della linea è quanto mai difficile vista l'orografia del territorio attraversato, caratterizzato da prevalenza collinare, con frequenti falesie e strette vallate percorse da fiumi e da torrenti in secca nell'estate e con piene improvvise nelle altre stagioni. Tale situazione ha imposto pesanti vincoli ai progettisti, stretti tra l'esigenza di contenere i costi limitando al minimo viadotti e gallerie (dato il carattere di ferrovia complementare assegnatole), e la necessità di non escludere nessuno dei tanti grossi centri abitati che caratterizzano il territorio delle tre provincie di Caltanissetta, Ragusa e Siracusa attraversate dalla ferrovia. Tutto questo si è concretizzato in una linea dall'andamento fortemente tortuoso e con pendenze e contropendenze che raggiungono il 30 per mille in molti casi. Tuttavia per raggiungere Ragusa si è fatto ricorso ad un percorso elicoidale, del tipo in uso nelle ferrovie svizzere, che permette alla linea di risalire dal fondo-valle del fiume Irminio alla quota della stazione di Ragusa.

La linea venne armata con rotaie Vignoles da 36 kg/m e solo alla fine degli anni settanta, dopo aver rischiato più volte la chiusura nonostante l'indubbia utilità per il traffico passeggeri e merci, è stata rinnovata con uso di rotaie da 50 kg/m e traverse in calcestruzzo precompresso.

Nella primavera del 2019, è stato completato il rinnovamento di tutto l'armamento della linea da Canicattì a Siracusa, con rotaie da 60 kg/m, e con traverse in calcestruzzo precompresso di ultima generazione.

Gli impianti di stazione vennero previsti sin dall'inizio completi di attrezzature per carico merci, sagome limite, piani caricatori e magazzini merci dato che ci si aspettava un buon traffico dalla linea. Erano provviste di segnalamento semaforico ad ala che nelle stazioni principali era di prima categoria.

Per le esigenze legate al servizio, alla manutenzione e al rifornimento delle locomotive vennero costruiti il Deposito Locomotive di Modica, quello di Licata e di Siracusa; vennero dotati di tutte le attrezzature necessarie come le piattaforme girevoli, i piani caricatori per il carbone e le colonne idrauliche di rifornimento per le locomotive a vapore, nonché di rimesse coperte e grandi serbatoi d'acqua, uffici e alloggi per il personale.