Ha raggiunto il grande successo negli anni ottanta grazie anche al sodalizio artistico con Franco Battiato e Giusto Pio co-autori di molti suoi successi come Il vento caldo dell'estate (1980), Per Elisa (vincitrice del Festival di Sanremo 1981), Una notte speciale (1981), Messaggio (1982). Altri suoi brani noti sono i duetti con lo stesso Battiato Chan-son egocentrique (1982) e I treni di Tozeur (1984). Con quest’ultimo brano il duo ha anche partecipato all'Eurovision Song Contest 1984.

Negli anni successivi la sua carriera si è orientata verso un percorso di maggiore sperimentazione musicale, in particolare nell'ambito dell'elettronica, della ricerca spirituale e della musica classica, con gli album Park Hotel (1986), Mélodie passagère (1988), Mezzogiorno sulle Alpi (1992) e Charade (1995), e l'acclamato Il sole nella pioggia (1989).

Particolare rilevanza hanno avuto, nel corso della sua carriera, le collaborazioni con colleghi italiani (Juri Camisasca, Giusto Pio, Bluvertigo, Paolo Fresu, Tiziano Ferro, oltre al già citato Franco Battiato) ed internazionali (Peter Hammill, Tony Levin, Richard Barbieri e Steve Jensen dei Japan, Dave Gregory degli XTC, Skye dei Morcheeba).

Biografia Gli esordi Inizia la carriera di cantante fin da giovanissima, con il suo vero nome (Carla Bissi), partecipando a vari concorsi per nuovi talenti: il primo di cui si ha notizia è il V Festival Internazionale dei Ragazzi, che si tiene a Sanremo il 17 e 18 luglio 1965. Ha rivelato di aver rischiato, all'età di 12 anni (1966), di essere travolta da un treno, dopo essere stata spinta su un passaggio a livello. https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/09/07/ho-assistito-a-unapparizione-a-medjugorje-a-12-anni-qualcuno-mi-ha-spinto-sotto-un-treno-a-un-passaggio-a-livello-parla-alice/7684752/

In questi anni è allieva di pianoforte e canto di Rosa Nisi, madre di Checco Marsella dei Giganti, nonché nota pianista e compositrice.

Anni settanta Nel 1971 vince il Festival di Castrocaro con una personale interpretazione di Tanta voglia di lei, classico dei Pooh; la stampa le attribuisce, grazie ai suoi grandi occhi scuri, il soprannome la Cerbiatta di ForlìSul modello di quelli che erano stati assegnati alle altre cantanti, per cui Mina era la tigre di Cremona, Milva era la pantera di Goro, Iva Zanicchi era l'aquila di Ligonchio, Rita Pavone era la zanzara di Torino, Orietta Berti era l'usignolo di Cavriago o la capinera dell'Emilia, Marisa Sannia era la gazzella di Cagliari e Nada il pulcino di Gabbro..

L'anno successivo partecipa di diritto al Festival di Sanremo con la canzone Il mio cuore se ne va, ma non arriva in finale. La cantante affermerà più volte che il pezzo non la entusiasmava. Sempre nel 1972, con il brano La festa mia (scritto da Franco Califano), viene premiata con la "Gondola d'Argento" alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia.

Il cambio del nome Nel 1973 incide la canzone Il giorno dopo, versione italiana di The Morning After, che l'anno precedente aveva vinto il premio Oscar come migliore canzone originale per il film L'avventura del Poseidon. Ritorna a cantare nel 1975, pubblicando per la CBS il suo primo album, La mia poca grande età, col nome di Alice Visconti, nome che le viene ispirato dalla protagonista del celebre romanzo Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie del 1865 di Lewis Carroll, e il cognome inventato dal suo produttore. Seguono quindi dei singoli quali Io voglio vivere/Sempre tu sempre di più e Piccola anima/Mondo a matita, di Carla Vistarini e Luigi Lopez, che entrano in classifica. In quel periodo, Alice si cimenta anche in veste di co-conduttrice radiofonica del programma L'uomo della notte, trasmesso dalle stazioni del Secondo Programma, oggi Rai Radio 2.

Nel 1978 viene pubblicato il secondo LP Cosa resta... un fiore, dal quale vengono estratti altri due singoli (…E respiro e Un'isola). Un'isola è scritta da Carla Vistarini e Luigi Lopez, come molti dei brani dell'album; la voce presenta un timbro particolare con i caratteristici toni bassi.

Anni ottanta: l'incontro con Battiato e Pio e il successo europeo Nel 1980 Alice abbandona il cognome "Visconti", firma per la EMI e si affianca ad un nuovo gruppo di lavoro, col produttore Angelo Carrara, lo stesso di Franco Battiato: dall'incontro con quest'ultimo, la giovane cantante inizia a perfezionarsi nella composizione delle sue canzoni; ed è assieme a Battiato, Giusto Pio e l'autore siciliano Francesco Messina, che firma Il vento caldo dell'estate, suo primo vero successo, che la spinge nelle zone alte dell'hit-parade e che è anche in gara al Festivalbar. Esce anche un album dal titolo Capo Nord: chiaramente riconoscibile il tocco di Franco Battiato, particolarmente all'avanguardia, presente come coautore e negli arrangiamenti insieme a Giusto Pio.

Il trionfo a Sanremo (1981) Nel 1981, Alice scrive assieme a Battiato e a Giusto Pio la canzone Per Elisa. Il produttore Angelo Carrara suggerisce ad Alice di presentarlo al Festival di Sanremo e la canzone si classifica al primo posto, arrivando anche al vertice dell'hit-parade. Parte il suo primo tour europeo; Per Elisa e l'album Alice (uscito alcuni mesi dopo il Festival, frutto ancora una volta della collaborazione con Battiato e Giusto Pio) vengono pubblicati con successo in molti altri paesi tra cui la Germania, dove l'artista raggiunge subito una notevole popolarità: si può dire che Alice abbia venduto più dischi in Germania che in Italia. Nell'estate del 1981 la cantante ottiene un'altra importante affermazione con un altro singolo, Una notte speciale, che rimane nella hit delle classifiche tedesche per ben due anni, anche questa composta e arrangiata ancora una volta dal duo Battiato-Pio.

Nell'estate 1982 esce il singolo Messaggio, che raggiunge il quarto posto in hit-parade: autori, ancora una volta, Battiato-Pio, sebbene il primo si celi sotto lo pseudonimo di Albert Kui. In autunno, Alice e Battiato duettano nel brano Chanson egocentrique, altro singolo di successo tratto dall'album Azimut. Nel 1983 vince, come capitana assieme a Nada della squadra della EMI, la manifestazione televisiva Azzurro. In autunno esce l'album Falsi allarmi, sempre prodotto da Angelo Carrara ma questa volta senza la collaborazione di Battiato e Pio. Nel disco spicca il brano Notte a Roma, mentre il primo singolo estratto è Il profumo del silenzio, che ebbe un discreto successo ma non riuscì a scalare le classifiche come i singoli precedenti.

Nel 1984 Alice vende oltre un milione e mezzo di copie in Germania, duettando col cantautore tedesco Stefan Waggershausen nel brano Zu nah am Feuer, e partecipa all'Eurofestival a Lussemburgo in coppia con Franco Battiato, presentando I treni di Tozeur, che si classifica al quinto posto nella rassegna, riscuotendo poi grande successo sia in Italia che all'estero.

Nel 1985 pubblica l'album Gioielli rubati, registrato tra Milano e il Power Station di New York, per l'ultima volta con la produzione di Angelo Carrara. Si tratta di un tributo a Franco Battiato, arrangiato con la collaborazione di Roberto Cacciapaglia: tra le riletture spicca la sua personale interpretazione di Prospettiva Nevski, il singolo estratto. L'album riscuote un buon successo: entra in classifica anche in molti paesi europei e Alice ottiene il Premio Tenco quale migliore interprete dell'anno.

Il distacco da Battiato (1986) Terminata dopo tre album la collaborazione con Franco Battiato e Angelo Carrara, nel 1986 inizia una nuova fase nella carriera della cantante, rappresentata dall'album Park Hotel, primo frutto del lungo sodalizio artistico e personale con Francesco Messina, che sarà il produttore di quasi tutti i successivi progetti discografici di Alice. Nell'album hanno suonato musicisti di fama internazionale come Jerry Marotta, Phil Manzanera e Tony Levin. Uno dei singoli è Nomadi, brano scritto da Juri Camisasca. L'interesse del pubblico nei suoi confronti si consolida e aumenta anche all'estero: infatti Park Hotel riesce a piazzarsi nelle top 20 degli LP più venduti in molti paesi europei tra cui Austria, Svizzera, Germania, Finlandia, Svezia, ecc.

Nel 1987 la cantante pubblica Elisir (Premio della critica in Germania), una raccolta che contiene alcuni brani tratti dai precedenti lavori, rivisitati attraverso nuovi arrangiamenti, e due inediti. Vince in Germania il Goldene Europa per i successi ottenuti in terra tedesca e altri Paesi, mentre in Giappone esce un'altra raccolta, Kusamakura, che attinge dai brani degli ultimi due LP.

Nello stesso anno l'artista si avvicina ad un repertorio ancora più colto attraverso alcuni concerti (come quello tenuto alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano) con l'accompagnamento al pianoforte di Michele Fedrigotti, nei quali Alice esegue composizioni di Satie, Fauré e Ravel: l'album Mélodie passagère (1988) è il risultato di quest'esperienza.

Nel 1989 esce Il sole nella pioggia, album che apre le porte ad una dimensione maggiormente spirituale grazie anche all'apporto autorale di Juri Camisasca. Oltre al brano che dà il titolo all'album, spiccano Tempo senza tempo, L'era del mito e Anìn à gris (da una poesia di Maria Grazia Di Gleria in lingua friulana musicata da un giovanissimo Marco Liverani), omaggio al Friuli, dove l'artista vive tuttora. Visioni è il primo singolo estratto: l'album resta in classifica per diverse settimane. Partecipano, tra gli altri, anche Paolo Fresu, Steve Jansen e Richard Barbieri (ex Japan), Dave Gregory degli XTC, Jon Hassell. Inoltre Alice duetta con Peter Hammill dei Van der Graaf Generator in Now and Forever, a conclusione dell'album. Seguirà un lungo tour italiano ed europeo, nel 1990.

Anni novanta Nel 1992 esce Mezzogiorno sulle Alpi, album più ermetico, nel quale l'artista raggiunge il punto più alto, fino a quel momento, della propria maturazione artistica, in cui interpreta anche La recessione, un testo di Pier Paolo Pasolini musicato da Mino Di Martino. Cresce anche la schiera di collaboratori internazionali con musicisti come Danny Thompson, Gavin Harrison, Jakko Jakszyk dei King Crimson. Il singolo di lancio dell'album è In viaggio sul tuo viso, che Alice presenta al Festivalbar; segue un tour in Italia e in Europa.

A maggio del 1994 è protagonista di alcuni concerti con l'orchestra sinfonica Arturo Toscanini per il progetto Art & Decoration, che comprende musiche di Fauré, Ravel, Ives, Montsalvage e altri; il progetto non è mai stato pubblicato su disco.

Dopo aver lasciato la EMI (che tra l'altro aveva pubblicato un remix di Chanson egocentrique senza la sua approvazione), Alice approda alla WEA con l'album Charade (1995), mantenendosi sulla scia dei lavori precedenti: testi introspettivi (i singoli Non ero mai sola e Dammi la mano amore portano la firma dell'artista), e parecchi musicisti di fama internazionale: (Trey Gunn, Steward Gordon, ancora Paolo Fresu, e il California Guitar Trio).

Al 1996 risale la sua ultima tournée europea, nella quale è accompagnata da Robby Aceto, Ben Coleman, Mick Karn e Steve Jansen. Nello stesso anno partecipa come interprete e coautrice all'album di Trey Gunn The third star, per quanto concerne il brano omonimo. Il 1997 è un altro anno di collaborazioni, con Francesco Messina e altri, nel progetto Devogue e nell'album Metallo non metallo dei Bluvertigo (Troppe emozioni).

Nel 1998 esce Exit, album nel quale viene dato ampio spazio all'elettronica. Open Your Eyes, cantata in duetto con Skye dei Morcheeba, è il fortunato singolo di lancio. Il videoclip del brano viene registrato a Londra con la regia di Nick Small.

Subito dopo nasce il progetto God Is My DJ, in cui Alice propone non musica sacra ma la ricerca del sacro nella musica e comprende anche canzoni scritte da Battiato; la maggior parte dei concerti in questo periodo sono stati tenuti direttamente nelle chiese. Nel 1999 God Is My DJ diventa un album.

Anni 2000