Biografia Il suo luogo d'origine era non la Tracia, come il suo epiteto potrebbe suggerire, bensì probabilmente Alessandria d'Egitto. Il soprannome gli fu attribuito in quanto un'origine tracia, ma di suo padre, era suggerita dal nome del genitore, Teres (Τήρης). A ventidue anni divenne allievo di Aristarco di Samotracia ad Alessandria.L. Rossetti-P. L. Furiani, Rodi, in Lo spazio letterario della Grecia antica, Roma, Salerno Editrice, 1993, vol. I/2, p. 693.

La persecuzione degli intellettuali scatenata da Tolomeo VIII lo costrinse ad abbandonare l'Egitto e, nel 144 a.C. o nel 143 a.C., si trasferì a Rodi. L'isola aveva una lunga tradizione di studi filosofici e di retorica e Dionisio vi trapiantò anche la scuola filologica e grammaticale alessandrina: resta testimonianza della sua attività di docente la ricostruzione, ad uso didattico, della coppa di Nestore in argento, realizzata grazie a una colletta tra gli allievi.L. Rossetti-P. L. Furiani, Rodi, in Lo spazio letterario della Grecia antica, Roma, Salerno Editrice, 1993, vol. I/2, p. 694.

Si ritiene che a Rodi Dionisio abbia avuto fra i suoi allievi il grammatico romano Lucio Elio Stilone, anch'egli esule sull'isola nell'anno 100 a.C.: da Dionisio, il futuro maestro di Varrone avrebbe appreso il metodo critico aristarcheo, introducendone per primo a Roma i segni convenzionaliCosì l'Anecdoton Parisinum, conservato in un codice scritto a Montecassino verso la fine del sec. VIII (Par. lat. 7530). e avviando così nell'Urbe una tradizione di studi destinata a una storia plurisecolare.L. D. Reynolds e N. G. Wilson, "Copisti e filologi", Roma-Padova, Editrice Antenore, 2016, pp. 18-19.

Opere

Delle sue numerose opere,R. Pfeiffer, History of classical scholarship from the beginnings to the end of the Hellenistic age, Oxford, Clarendon Press, 1968, pp. 267-268. tranne la Techne grammatike, ci restano solo titoli e frammenti.Circa 60, di cui 47 negli scolii omerici.

Scrisse di questioni filologiche (γραμματικά), commentari (ὑπομνήματα) e trattati (συνταγματικά). Riguardo all'ultimo genere, scrisse una monografia criticando le interpretazioni omeriche di Cratete di Mallo. Dagli scoli conservati dalle opere critiche di Aristonico e Didimo risulta come fosse decisamente indipendente nei suoi giudizi testuali sul corpus omerico, poiché contraddice spesso le letture note del suo maestro.

Tra le sue opere perdute c'erano anche un Περὶ ποσοτήτων (Sulle quantità) e un libro di Meletai (Esercitazioni).

Note

Bibliografia Edizioni Ars grammatica: G. Uhlig, Grammatici Graeci, vol. 1.1. Leipzig, Teubner, 1883 (repr. Hildesheim: Olms, 1965). Frammenti: K. Linke, Die Fragmente des Grammatikers Dionysios Thrax, Sammlung griechischer und lateinischer Grammatiker 3, Berlin, De Gruyter, 1977, pp. 13–33. Techne grammatike, testo critico e commento a cura di G. B. Pecorella, Bologna, Cappelli, 1962. Dionisio Trace e la tradizione grammaticale, testo greco con traduzione italiana a fronte, introduzione e commento a cura di M. Callipo, Bonanno, Acireale-Roma, 2011.

Studi Vincenzo Di Benedetto, Dionisio Trace e la Techne a lui attribuita, in "Annali della Scuola Normale superiore di Pisa", Serie 2, 27 (1958), pp. 169–210 e 28 (1959), pp. 87–118. Vincenzo Di Benedetto, La Techne spuria, in "Annali della Scuola Normale superiore di Pisa", Serie 3, 3 (1973), pp. 797–814. Rudolf Pfeiffer, Storia della filologia classica. Dalle origini alla fine dell'età ellenistica. Napoli, Gaetano Macchiaroli editore, 1973 (traduzione di History of classical scholarship from the beginnings to the end of the hellenistic age, Oxford University Press, 1968), pp. 403–412. Vivian Law, Ineke Sluiter (eds.), Dionysius Thrax and the Techne grammatike, Münster, Nodus Publikationen, 1995.

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