Per Vecchia Religione si intende quel complesso di tradizioni, credenze e riti ancestrali anteriori all'avvento del cristianesimo, presenti ancora oggi in forme più o meno velate soprattutto negli ambienti legati al mondo contadino e rurale, basati su una visione animistica della natura, ritenuta popolata da creature e spiriti invisibili.Dragon Rouge, La Vecchia Religione, 2004, secondo cui, «volgarmente nota come stregoneria, la Vecchia Religione in realtà non è affatto come viene descritta a seguito di questo secolare malinteso storico». L'antropologa Margaret Murray sostiene in proposito che «la continuità della religione pagana durante il Medioevo diventa un fatto irrefutabile quando si scopre che sopravvive anche ai giorni nostri».Margaret Murray, Il dio delle streghe (1939), trad. it., Ubaldini, Roma 1972, pag. 40.
Storia La credenza che la natura fosse abitata da esseri o spiriti responsabili della sua crescita e di ogni suo fenomeno sembra risalire agli albori dell'umanità, presentandosi come una caratteristica comune alle più svariate espressioni dello sciamanesimo e dei riti animisti. Secondo le mitologie indigene africane o in quelle orientali persiane, indiane o cinesi, ad esempio, esiste una scala ascendente di spiriti fino ai deva e oltre, di cui l'uomo comune non ha percezione. Anche nell'antica Grecia, del resto, le divinità del pantheon politeista erano ritenute personificazioni delle forze della natura, e concepite ad essa immanenti; Talete affermava in proposito che «tutte le cose sono piene di dei».Da una testimonianza di Aristotele, De Anima, 411 a7.
Antica Roma
Analogamente le divinità dell'antica Roma rappresentavano forze magiche della natura, chiamate numina, entità originariamente indeterminate come i Lari ed i Penati che saranno progressivamente identificate in soggetti antropomorfi. La mancanza di un "Pantheon" definito favorì anche l'assorbimento delle divinità etrusche, come Turan (identificata con Venere), e soprattutto greche. Altre espressioni della religiosità romana, come i Baccanali ed i culti dionisiaci, furono represse con la forza dallo Stato per la loro pericolosità sociale e politica, come anche una serie di rituali e incantesimi occulti compiuti da maghi e streghe di cui si trova ampia testimonianza nella letteratura latina, ad esempio nelle opere di Orazio, Porfirio, Plinio il Vecchio e Virgilio;Cfr. Devon Scott, Le streghe da Roma antica al Medioevo, Spaziofatato, 2001. nel panorama letterario della magia latina un posto di prim'ordine spetta poi alle Metamorfosi di Apuleio.Romanzo anche conosciuto come L'asino d'oro, l'unico romanzo della letteratura latina pervenutoci intero, che si compone di undici libri, nei quali viene narrata la storia di Lucio, un giovane trasformato per magia in asino, che, dopo varie peripezie, ritorna uomo per intercessione della dea Iside. Lo stesso Apuleio subì un processo in cui fu accusato di aver costretto con la magia una ricca vedova a sposarlo per impadronirsi della dote, accusa da cui tuttavia riuscì a scagionarsi. Nel diritto romano le leggi antiche prevedevano pene severe per quanti utilizzavano pratiche magiche per conseguire scopi criminali.Ne sono una testimonianza la «Legge dei Decemviri delle Dodici Tavole», o anche la Lex Cornelia de sicariis et veneficiis promulgata da Lucio Cornelio Silla nell'81 a. C.
Età cristiana La perdita di attrazione delle divinità tradizionali fra la gente favorì l'avvento del cristianesimo, in cui Dio si rivela come Persona e come Trascendenza, nel quale tuttavia molti riti ed elementi del politeismo pagano, pur perdendo il legame con la loro matrice originaria, filtrarono nella nuova religione,Francesco Dimitri, Neopaganesimo. Perché gli dèi sono tornati, pag. 48, Castelvecchi, 2005. mantenendo ad esempio una traccia di sé nella venerazione dei santi e dei patroni. Altri esempi sono la festa del giorno del solstizio d'inverno (natalis solis invicti, «natale del sole invincibile») che passò nel cristianesimo divenendo la festa del Natale, in cui il Logos si è fatto carne rendendosi «luce degli uomini».Gruppo di Ur, Introduzione alla magia, volume 3, pag. 187, Mediterranee, 1990. La festa cristiana dell'Epifania si sovrappose analogamente alla festa pagana egiziana in onore di Iside.Claudia Manciocco, Luigi Manciocco, L'incanto e l'arcano: per una antropologia della Befana, pag. 146, Armando Editore, 2006. Per il resto, le antiche divinità, laddove non vennero assimilate e riadattate, furono viste in un'accezione negativa e identificate per lo più come demòni.
Dal Medioevo al Rinascimento
Nell'Alto Medioevo, ad ogni modo, le sopravvissute credenze della vecchia religione venivano guardate se non altro come superstizioni prive di fondamento,Sant'Agostino, ad esempio, trattava le idolatrie alla stregua di superstizioni (De vera religione, 2). Anche il Canon Episcopi, pur definendo la stregoneria come «culto al Demonio», riteneva falso affermare la sua esistenza reale, considerando pure fantasie i racconti di «certe donne depravate», che «credono e affermano di cavalcare la notte certune bestie al seguito di Diana, dea dei pagani (o di Erodiade), e di una innumerevole moltitudine di donne; di attraversare larghi spazi di terre grazie al silenzio della notte profonda e di ubbidire ai suoi ordini come a loro signora e di essere chiamate certe notti al suo servizio» (Canon episcopi, a cura di M. R. Lazzari, in Aa.Vv., La stregoneria. Diavoli, streghe, inquisitori da Trecento al Settecento, pp. 23-24, Milano, Mondadori, 1991). e la loro sotterranea permanenza non costituì un particolare problema.Cfr. Devon Scott, Le streghe da Roma antica al Medioevo , Spaziofatato, 2001. Soltanto alle soglie del Rinascimento si registrarono fenomeni di stregoneria ritenuti veritieri, che l'Inquisizione si propose di reprimere, cercando al contempo di porre un argine alle crescenti esecuzioni sommarie che si andavano verificando in Europa nei confronti di presunte streghe.Giovanni Romeo, Inquisitori, esorcisti e streghe nell'Italia della Controriforma, pag. 251, Sansoni, 1990. Nel 1326 e 1484 furono emesse due bolle papali che condannavano apertamente l'occultismo e le pratiche magiche, mentre il primo processo per stregoneria risale al 1340; un altro processo di una certa rilevanza si ebbe a Milano nel 1390 nei confronti di due donne, Sibilla e Pierina, che affermavano di aver partecipato al «Gioco di Erodiade».Carlo Ginzburg, Il filo e le tracce: vero, falso, finto, pag. 277, Feltrinelli, 2006. Con la pubblicazione del Malleus Maleficarum nel 1487, che identificava di fatto la stregoneria col satanismo, veniva ora stabilito che fosse eresia negarne l'esistenza. Nel Cinquecento poi, con l'avvento della Riforma luterana, il fenomeno della caccia alle streghe crebbe di intensità, soprattutto nel Nord-Europa.W. E. Butler, La magia. Rituali e poteri magici, pag. 12, Hermes Edizioni, 1992.
Questo tipo di persecuzioni, tuttavia, testimonia come nel Rinascimento si assistesse ad un intensificarsi del recupero di forme ancestrali e occulte di religiosità; Recupero che fu alimentato in parte da personaggi come Giorgio Gemisto Pletone, il quale influenzo i Medici, forse in origine detti Latriani e provenienti da Mani, ultimo insediamento presunto pagano del sud europa.(Greenhalgh, P. A. L.; Eliopoulos, Edward (1985). Deep into Mani: Journey to the Southern Tip of Greece. Faber and Faber. ISBN 0-571-13524-2), che stabilire l'Accademia neoplatonica, e Pomponio Leto (studente di Pletone) che stabili l'accademia romana, all interno della quale si celebrava annualmente il Natale di Roma e il compleanno di RomoloGiovanni Battista de Rossi, Roma sotterranea, t. I, pag. 3 e segg. Paul Gwynne, Una commedia di Pomponio Leto, Studia Humanitatis – Saggi in onore di Marianne Pade, vol. 18, 2022, pp. 123-133, https://njrs.dk/18_2022/06_Gwynne.pdf anche sul piano filosofico, del resto, si stava facendo strada l'idea di una filosofia perenne, comune alle più diverse forme di religione,C. B. SChmitt, Perennial Philosophy: from Steuco to Leibniz, in "Journal of the History of Ideas", n. 27, 1966, pp. 505-532. mentre Giordano Bruno e Tommaso Campanella, per parte loro, elaboravano delle teologie naturali basate su una concezione panpsichista dell'universo combinata con elementi neoplatonici. Sarà invece nel Settecento e con l'Illuminismo che gran parte del sostrato culturale della vecchia religione cominciò a inaridirsi, messo in crisi dalla nuova concezione meccanicistica della scienza, il cui materialismo soppiantava la visione magica e animista della natura.W. E. Butler, La magia. Rituali e poteri magici, ivi. Una di esse fu l'avvocato francese Gabriel André Aucler (metà del 1700–1815) che adottò il nome Quintus Nautius e cercò di ristabilire il paganesimo in Francia. Ammiratore dell'Antica Grecia e dell'Antica Roma, si dichiarava discendente di un'antica famiglia sacerdotale romana. Pubblicò il libro La Thréicie nel 1799, in cui esponeva le sue visioni religiose e criticava il cristianesimo. Gérard de Nerval scrisse un saggio su di lui in Les Illuminés (1852), descrivendo il suo paganesimo come un esempio della persistenza della religiosità in tempi di declino della fede.La Biographie universelle : ancienne et moderne (1843).amoureux 1843 p. 397.
Dal Romanticismo al giorno d'oggi Una reviviscenza dell'antica religione si ebbe tuttavia con il Romanticismo, durante il quale ci si volse alla riscoperta del passato mitologico dei popoli europei, ritenuto a volte più veritiero dei loro eventi storici.Ronald Hutton, Triumph of the Moon, Oxford University Press, 2000. Il diffondersi della massoneria nell'Ottocento rivelò l'esigenza, da più parti avvertita, di una religione universale radicata nella natura, mentre l'opera di Jules Michelet del 1862 (La strega) fu tra le prime che intendeva rappresentare in termini positivi le streghe pagane, fino allora associate al satanismo. La seconda metà del secolo XIX vide inoltre la fondazione da parte di Helena Petrovna Blavatsky di un'influente organizzazione di insegnamento, chiamata società teosofica, che combinava concezioni orientali del buddismo e dell'induismo con quelle del paganesimo classico, principalmente neoplatoniche, e del cristianesimo, creando un'eclettica sintesi spirituale che includeva le nozioni della reincarnazione e del karma.
Alla fine del XIX secolo, l'antropologo Charles Leland, facendo ricerche nel territorio tra la Toscana e la Romagna, pubblicò tre testi,Etruscan Roman Remains in Popular Tradition (Sopravvivenze etrusco-romane nelle tradizioni popolari) del 1892; Legends of Florence Collected From the People (Leggende di Firenze raccolte dalla gente) del 1896; e soprattutto Aradia or the gospel of the witches (Aradia, o il Vangelo delle Streghe), edito a Londra nel 1899., in cui dopo diversi secoli si tornava a parlare della correlazione tra la stregoneria ed il culto di Diana ed Erodiade (Aradia), da lui descritto in una sorta di vangelo o libro sacro. L'opera di Leland fece da ispirazione all'antropologa Margaret Murray che, nei primi decenni del Novecento, cercò di ricostruire parzialmente la storia della Vecchia Religione in Europa con la pubblicazione di alcuni libri.Tra di essi in particolare: The Witch Cult in Western Europe (Il culto delle streghe nell'Europa Occidentale) del 1921; The God of Witches (Il dio delle streghe) del 1933; The Divine King in England (Il re divino in Inghilterra) del 1954.
In Italia intanto, nel primo dopoguerra, con la «via romana agli dei» veniva riproposto da Julius Evola e dal suo gruppo di Ur un ritorno alla spiritualità precristiana di Roma, basato sul culto degli antichi dei romani. Alcuni esponenti di questo nuovo culto come Arturo Reghini cercarono di attribuire al fascismo l'obiettivo di realizzare l'"imperialismo pagano" da essi teorizzato.Gianfranco De Turris, Esoterismo e fascismo: storia, interpretazioni, documenti, pag. 83, Mediterranee, 2006.