La chiesa di Santa Vittoria, situata nel cuore del centro storico, è la parrocchiale di Carsoli, in provincia dell’Aquila e diocesi di Avezzano; fa parte della forania di Carsoli.

Storia La chiesa, opera primitiva in stile tardo romanico, risulta citata per la prima volta nella bolla pontificia Sicut iniuxta di Papa Pasquale II dell'anno 1115 (Sancti Mariae in Carseo)Ferdinando Ughelli - Nicola Coleti, Italia sacra, vol. I, seconda edizione, Venezia, 1717, coll. 92-893., unitamente ad altre chiese della contea dei Marsi e di Carsoli.

Secondo la tradizione orale venne successivamente ampliata da Carlo I d'Angiò, vincitore della battaglia di Tagliacozzo, o da Carlo II d'Angiò.

Tra il XVI e il XVII secolo la pianta fu ingrandita, passando da una a croce greca ad una latina, diventando una delle chiese più grandi della diocesi dei Marsi.

Nel corso del XVII secolo furono completati importanti lavori di ampliamento e di ristrutturazione della facciata della chiesa, che portarono ad una configurazione a tre navate e alla sistemazione delle strutture lignee e degli altari interni. Durante il XVIII secolo, la vicina chiesa di Santa Maria in Cellis cadde progressivamente in rovina e alcuni dei suoi elementi architettonici originari, come stipiti e portali finemente scolpiti, furono recuperati e reintegrati nella chiesa di Santa Vittoria.

Durante la seconda guerra mondiale, il vecchio campanile della chiesa, originariamente collocato dietro l'abside, fu completamente distrutto da un ordigno, insieme alla zona presbiteriale e a parte della struttura terminale del coro. L’esplosione provocò danni anche a sei degli otto altari interni, compromettendo in modo significativo gli elementi artistici e strutturali della chiesa. Nel dopoguerra, l’abside fu ricostruita e dalla finestra centrale della facciata, tamponata, venne ricavata una nicchia, contenente al suo interno una statua di terracotta raffigurante la figura di santa Vittoria. Contestualmente, furono restaurati gli altari danneggiati e le strutture lignee interne, tra cui le capriate policrome cinquecentesche del soffitto.

Nel corso del restauro del 2023, la statua acefala della santa è stata restaurata e, per proteggerla dagli agenti atmosferici, trasferita all'interno della chiesa, mentre nella nicchia esterna è stata collocata una copia fedele all'originale.

Il pulpito, stando ad alcune fonti realizzato dall'artista Gervasi di Collo, nel 1902 è stato dichiarato monumento nazionale degno di essere conservato.

La chiesa consta di quattro confraternite laiche: Confraternita del Suffragio, legata all’arciconfraternita di Roma, aveva l’altare del Suffragio nella chiesa e promuoveva preghiere per le anime del Purgatorio. Confraternita di San Sebastiano Martire, attiva fin dal XV secolo, era legata all’assistenza durante le pestilenze e alla chiesa del Carmine. Confraternita del Santissimo Sacramento, più recente, aveva sede a Santa Vittoria e promuoveva la venerazione del Sacramento eucaristico. Confraternita della Misericordia, (o di San Giovanni Decollato), collegata all’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Descrizione

Esterno L'edificio presenta un prospetto in laterizio a vista a capanna, articolato su due livelli da cornici orizzontali. Ogni livello è scandito da sei lesene di distanze differenti per permettere l'inserimento dei portali provenienti dalla chiesa di Santa Maria in Cellis. Gli angoli della facciata sono evidenziati dalla presenza di una decorazione in pietre squadrate chiare, a contrasto con il laterizio.

Al centro del prospetto si apre un finestrone rettangolare incorniciato in pietra, sormontato da un putto scolpito; più in basso si trova l’ingresso principale con un portale lapideo timpanato, affiancato simmetricamente da due portali minori che conducono alle navate laterali. Sopra il frontone si impone un grande timpano, entro il quale, in una nicchia centrale, è collocata una statua in terracotta raffigurante la Santa, databile con ogni probabilità al Cinquecento. Questa, decapitata a causa di una lesione, è stata sostituita con una statua identica in bronzo, realizzata da Francesco Marcangeli e inaugurata nel 2026.

Il campanile della chiesa, realizzato in epoca moderna in mattoni e situato lungo il lato destro dell'edificio, si sviluppa su una pianta quadrata. La cella campanaria è caratterizzata da una serie di trifore con colonnine divisorie e archetti a tutto sesto, mentre al di sotto sono presenti delle finestre con cornici timpanate e un orologio su ciascuna faccia. La sommità del campanile è coronata da una cuspide piramidale.

Interno L'interno della chiesa è caratterizzato da una pianta a croce latina suddivisa in tre navate, di cui quella centrale più ampia e lunga rispetto alle laterali. La navata centrale è coperta da capriate lignee, in stile toscano del Cinquecento, decorate con fregi policromi, e si conclude con un presbiterio voltato a botte e un'abside semicircolare. Le navate laterali, più strette, sono anch'esse coperte da capriate lignee e terminano con la presenza di due altari, di cui quello di sinistra recante incisa la data del 1595.

Il pavimento alterna piastrelle di cotto e inserti in marmo bianco, mentre la zona presbiteriale è leggermente rialzata rispetto al piano di calpestio delle navate di un gradino.

L'interno consta di otto cappelle più un altare maggiore.

All'interno la chiesa ospita, oltre all'organo a canne Pinchi, numerose opere legate alle confraternite carseolane:

Il dipinto raffigurante il Suffragio delle anime, realizzato nel 1625 da parte della confraternita del Suffragio. Il dipinto raffigurante il Martirio di San Sebastiano, realizzato intorno al 1630 dalla confraternita di San Sebastiano. Il dipinto raffigurante un dipinto di San Rocco e Santa Lucia con il Santissimo Sacramento, databile intorno al 1656 e attribuito alla confraternita del Santissimo Sacramento. Il dipinto della Decollazione di San Giovanni Battista, databile intorno al 1660 e realizzato dalla confraternita della Misericordia (o di San Giovanni Decollato).

Note

Bibliografia

Voci correlate Carsoli Parrocchie della diocesi di Avezzano

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Vittoria Vittoria Categoria:Monumenti nazionali della provincia dell'Aquila