Le lune di Giove nella fantascienza hanno offerto agli autori scenari riconoscibili e al tempo stesso molto diversi tra loro: mondi vicini al più grande pianeta del sistema solare, ma abbastanza distinti da permettere storie di colonizzazione spaziale, isolamento, esplorazione scientifica o vita aliena. L'attenzione si è concentrata soprattutto sui quattro maggiori satelliti di Giove, cioè Io, Europa, Ganimede e Callisto, che per dimensioni e caratteristiche fisiche si prestano più facilmente a fare da ambientazione alle storie.
Nel corso del Novecento i satelliti gioviani sono stati immaginati come colonie, basi minerarie, mondi abitabili, luoghi di confine o ambienti ostili. Le sonde spaziali hanno poi cambiato il modo di raffigurarli: dopo le scoperte di Voyager e Galileo, gli scrittori hanno potuto descrivere con più precisione il vulcanismo di Io, l'oceano nascosto di Europa, le dimensioni di Ganimede e la posizione più esterna di Callisto.
Sistema dei satelliti Alcune opere non scelgono una sola luna, ma trattano l'insieme dei satelliti di Giove come un piccolo sistema di mondi: vi si trovano colonie, stazioni, avamposti militari o rotte commerciali, spesso collegati tra loro e contrapposti alla Terra o ai pianeti interni.
Letteratura
Nella fantascienza le lune di Giove diventano spesso territori contesi, rifugi politici o parti di imperi interplanetari. Nel ciclo Seetee di Jack Williamson, pubblicato originariamente con lo pseudonimo Will Stewart, le lune di Giove sono colonizzate dall'Unione Sovietica, che vi trasferisce il proprio governo dopo la costruzione statunitense di una base nucleare sulla Luna; il Soviet Gioviano diventa così una delle principali potenze che si contendono le ricchezze minerarie della fascia degli asteroidi. In Destinazione stelle (The Stars My Destination, 1956), pubblicato in italiano anche con il titolo La tigre della notte, Alfred Bester immagina le quattro maggiori lune di Giove come mondi colonizzati dall'umanità e inseriti nell'alleanza dei Satelliti Esterni, in guerra contro la Terra e i pianeti interni. In Art Mumby e i pirati dell'eternave (Larklight, 2006), romanzo per ragazzi di Philip Reeve, le lune di Giove appartengono all'Impero britannico e ne formano l'avamposto più lontano; dopo guerre millenarie per il controllo dei satelliti, una spora prodotta dal re di Chumbley rende pacifiche le loro popolazioni.
Altri autori inseriscono il sistema gioviano in vicende che investono l'intero sistema solare. Arthur C. Clarke ambienta nel sistema di Giove il racconto Giove Quinto (Jupiter Five, 1953) e torna a utilizzare le lune nella serie dellOdissea nello spazio. Kim Stanley Robinson torna più volte sul sistema solare esterno: in The Memory of Whiteness (1985) il viaggio attraversa il sistema solare, nella trilogia di Marte, con Il verde di Marte (1993) e Il blu di Marte (1996), compaiono scenari di colonizzazione oltre l'orbita marziana, mentre Galileo's Dream (2009) porta l'azione direttamente sulle lune di Giove. Nei romanzi Ilium e Olympos di Dan Simmons compaiono organismi biomeccanici, chiamati moravec, che abitano sulle lune galileiane e nella fascia asteroidale. Anche fuori dalla narrativa il richiamo ai satelliti è esplicito: Jupiter Magazine, rivista britannica di fantascienza pubblicata da Ian Redman dal luglio 2003 all'ottobre 2015, intitolò ciascun numero a una luna di Giove, a partire da Io. La serie di romanzi The Expanse di James S. A. Corey colloca molte vicende sulle lune di Giove o nelle loro vicinanze, in particolare su Ganimede, Europa e Io.
Film e televisione Nel cinema e nella televisione il sistema gioviano diventa una rete di colonie e stazioni, sfondo per storie di lavoro forzato, polizia spaziale, viaggi interplanetari e avventure a puntate. Nel film Atmosfera zero (Outland, 1981) di Peter Hyams, l'azione si svolge in una colonia mineraria su Io, rappresentata come un mondo ghiacciato più vicino all'immaginario di Europa che alle caratteristiche fisiche del satellite. Il film 2010 - L'anno del contatto (1984), tratto da 2010: Odissea due (2010: Odyssey Two, 1982) di Clarke, coinvolge Io ed Europa. Nell'anime Cowboy Bebop (1998), diversi episodi conducono i personaggi sulle lune di Giove: Mushroom Samba porta l'equipaggio su Io durante un viaggio verso Europa, Jupiter Jazz si svolge su Callisto e Ganymede Elegy su Ganimede; la serie e Cowboy Bebop - Il film contengono anche riferimenti a Titano. La serie televisiva canadese Starhunter usa più volte il sistema di Giove come sfondo dell'azione, con luoghi come la metropoli di Io chiamata Syn City, la stazione spaziale Clarke Station e una prigione su Ganimede. La serie televisiva britannica Red Dwarf cita Ganimede e Titano nelle prime due stagioni; la nave Red Dwarf appartiene inoltre alla Compagnia Mineraria di Giove.
Videogiochi In The Lost Episodes of Doom, pacchetto commerciale di livelli aggiuntivi per il videogioco Doom, i tre episodi sono ambientati su Callisto, su Io e sulla Grande Macchia Rossa, che nella trama si rivela una porta per l'inferno.
Io
Io è il più interno dei quattro satelliti galileiani di Giove e ha dimensioni leggermente superiori a quelle della Luna. La sua attività geologica è alimentata dal riscaldamento mareale, cioè dal calore prodotto dalle deformazioni causate dalla gravità di Giove, Europa e Ganimede; questa energia rende Io il mondo vulcanicamente più attivo del sistema solare. I primi segni della sua intensa attività vulcanica furono osservati dalla sonda Voyager 1 nel 1979.
Letteratura
Prima che le missioni spaziali fissassero nell'immaginario l'Io vulcanico oggi familiare, Stanley G. Weinbaum e Isaac Asimov poterono dipingerlo come un mondo adatto all'avventura planetaria. Nel racconto La luna pazza (The Mad Moon, 1935), Weinbaum immagina insediamenti umani ai poli di Io, un clima reso tropicale dal calore irradiato da Giove e una fauna intelligente composta da umanoidi dal lungo collo e da esseri simili a topi. In Lucky Starr e le lune di Giove (Lucky Starr and the Moons of Jupiter, 1957), Asimov colloca su Io una parte dell'azione e ne fa la meta di una nave sperimentale dotata di un nuovo motore antigravitazionale; il satellite è descritto con un'atmosfera sottile ma non assente, capace di trasmettere debolmente i suoni e con banchi di neve di ammoniaca che, fondendosi, generano ruscelli. Dopo la scoperta del vulcanismo di Io, la fantascienza ha sfruttato soprattutto le condizioni estreme del satellite, il paesaggio solforoso e il legame con Giove: Arthur C. Clarke include Io in 2010: Odissea due (2010: Odyssey Two, 1982) e nei seguiti della serie dellOdissea nello spazio, nei quali il satellite rientra fra i mondi galileiani concessi all'umanità dopo la trasformazione di Giove in una nuova stella; la vicinanza alla nuova stella e il vulcanismo naturale rendono tuttavia Io troppo caldo per essere abitato, così che il satellite viene visitato soltanto da robot.
Michael Swanwick riprende il paesaggio vulcanico e ricco di zolfo di Io nel racconto La pulsazione della macchina (The Very Pulse of the Machine, 1998), vincitore del Premio Hugo nel 1999. Il racconto sfrutta anche il collegamento elettrodinamico tra Io e Giove, cioè l'interazione elettrica e magnetica tra il satellite, il materiale che esso emette nello spazio e la magnetosfera del pianeta. Dan Simmons usa in Ilium (2003) il flusso magnetico di Io per lanciare un'astronave a velocità estreme attraverso il sistema solare; lo stesso satellite è inoltre la residenza del moravec Orphu.
Cinema e televisione Al cinema e in televisione Io diventa spesso un luogo di lavoro duro, isolamento e sopravvivenza in condizioni estreme. Peter Hyams ambienta Atmosfera zero (Outland, 1981) in una città mineraria su Io, dove una società estrae ossido di titanio dalle miniere locali; nel film, interpretato da Sean Connery, Io è un mondo roccioso e inospitale, dotato di un'atmosfera che provoca la morte per decompressione a chi vi è esposto senza protezione. Il film Io (2019), prodotto da Netflix, colloca l'umanità superstite in una stazione spaziale in orbita attorno a Io, che sfrutta l'energia del vulcanismo del satellite e prepara una flotta diretta verso Proxima b.
Le basi e le colonie su Io tornano in serie di tono molto diverso, passando dall'avventura per ragazzi alla space opera televisiva. Nella serie australiana Escape from Jupiter (1994), l'instabilità del nucleo di Io costringe i coloni di una base mineraria a rifugiarsi nella stazione orbitante KL5. Nel docudramma della BBC Space Odyssey: Voyage to the Planets (2004), dedicato a una missione umana immaginaria attraverso il sistema solare, un astronauta atterra su Io per raccogliere campioni di roccia, ma l'attività extraveicolare viene interrotta a causa delle radiazioni e della stanchezza. Nelle serie televisive di fantascienza, Io può essere anche una base strategica, il luogo d'origine di un personaggio o un campo di battaglia: in Red Dwarf, Arnold Rimmer è nato e cresciuto su Io; in Exosquad (1993-1995), il satellite diventa la base principale dell'Exofleet dopo la conquista dei mondi d'origine da parte dei Neosapien; in Babylon 5, infine, Io ospita una colonia dell'Alleanza Terrestre seconda per dimensioni solo alla colonia su Marte; presso il satellite è collocato inoltre il portale di salto principale del sistema solare.Ultimate Weapon, episodio 4 della seconda stagione di Exosquad, prima trasmissione 4 ottobre 1994.
La stessa luna diventa anche teatro di disastri. Nella serie televisiva Visitors (V: The Series, 1984-1985), Io viene polverizzato come dimostrazione di forza dal Cannone a particelle Triax, l'arma più potente dei Visitors.Dreadnought, episodio 2 della prima stagione di V: The Series, prima trasmissione 2 novembre 1984. Nell'episodio in cinque parti Five Faces of Darkness (1986) della serie animata Transformers, gli Autobot Blurr e Wheelie rimangono bloccati su Io dopo un attacco dei Decepticon.Five Faces of Darkness, parti 3-5, episodi della terza stagione della serie animata The Transformers, prima trasmissione settembre 1986. Nell'anime Heroic Age (2007), durante la battaglia per la riconquista del sistema solare la flotta umana fa precipitare Io su Giove per travolgere il campo di battaglia, innescando la distruzione del pianeta.Heroic Age, episodio 12, prima trasmissione giugno 2007. Cowboy Bebop (1998) usa invece Io soprattutto come paesaggio: l'equipaggio del Bebop, diretto verso Europa, è costretto da un incidente ad atterrare sulla luna, il cui ambiente colonizzato ricorda un deserto dell'Arizona, con formazioni rocciose simili alla Monument Valley. L'episodio La pulsazione della macchina (The Very Pulse of the Machine, 2022) della serie antologica animata Love, Death & Robots adatta il racconto di Michael Swanwick e segue un'astronauta ferita e dispersa sulla superficie di Io dopo un incidente; le immagini riprendono il paesaggio solforoso della luna e combinano fondali dipinti a mano e personaggi generati al computer.
Europa
L'interesse della fantascienza per Europa cresce dopo le missioni del programma Voyager, che nel 1979 mostrarono una superficie ghiacciata percorsa da linee e fratture, interpretate come segni di una crosta attiva. Le osservazioni successive della sonda Galileo offrirono i primi indizi di un oceano sotto la superficie, con una quantità d'acqua superiore a quella degli oceani terrestri. Proprio l'ipotesi di un oceano salato, nascosto sotto la crosta di ghiaccio, ha reso Europa una delle ambientazioni più sfruttate dalle storie sulla vita extraterrestre nel sistema solare.