Tuttora è l'unico italiano ad aver ricoperto il titolo di Regius professor di diritto civile all'Università di Oxford per 21 anni.
Si affermò nell'Inghilterra elisabettiana come uno stimato giurista e figura di rilievo, ma anche controversa, del pensiero giuridico europeo.. Fu considerato come uno dei "padri della giurisprudenza internazionale" e il primo scrittore del diritto pubblico. Scrisse numerosi libri, che contengono importanti contributi alle dottrine giuridiche e comprendono anche teorie teologiche e letterarie..
Biografia
Alberico Gentili nacque nel 1552 a San Ginesio in provincia di Macerata. Primogenito di Matteo Gentili, medico ad Ascoli Piceno, e di Lucrezia Petrelli, entrambi di famiglia nobile, dopo aver studiato letteratura e medicina con il padre, a 19 anni intraprese gli studi presso l'università di Perugia, traendo numerosi insegnamenti di Gianpaolo Lancellotti. e laureandosi in giurisprudenza il 23 settembre 1570.. Dopo la laurea tornò nel 1572 a San Ginesio, poi si trasferì ad Ascoli essendo stato eletto podestà e nel 1575 ritornò nella sua città natale, poiché venne nominato il 10 novembre avvocato del Comune. Durante questo lavoro rielaborò un nuovo statuto comunale, che venne approvato dal Consiglio il 22 settembre 1577, e il 28 febbraio 1578 venne mandato dall'amministrazione a trattare di affari importanti (ad oggi ignoti) con il cardinale Marcantonio Colonna.
Nel 1579 il padre Matteo, temendo di essere accusato di eresia, decise di abbandonare San Ginesio in seguito alla cattura e alla condanna di alcuni membri della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù da parte dell'Inquisizione, confraternita che continua ad oggi stanzia nella chiesa dei Santissimi Tommaso e Barnaba dove Matteo e Alberico erano soliti tenere dei comizi, lasciando l'Italia per dirigersi nella Germania protestante del Sacro Romano Impero con Alberico. I due si stabilirono dapprima a Lubiana, e più tardi furono raggiunti da un altro figlio più giovane, Scipione.
I due fratelli si separarono dal padre e si recarono a Tubinga, una città universitaria: Scipione rimase lì, mentre Alberico, rifiutò una cattedra di diritto all'università di Tubinga offerta dal duca del Württemberg, Ludovico III di Württemberg, per dirigersi a Heidelberg e poi a Neustadt, dove in entrambi i casi rifiutò anche qui le cattedre offerte dall'università di Heidelberg e Neustadt.
A metà del 1580 giunse in Inghilterra, precisamente a Londra come esule, grazie alla sua conoscenza col milanese Gianbattista Castiglioni, medico della Regina Elisabetta I, che lo presentò ai personaggi di alta classe dell'epoca, come il cancelliere dell'università di Oxford Robert Dudley, che lo raccomando poi a John Donne. Mentre si trovavano all'estero, nei loro confronti si continuava un processo in contumacia, che si concluse con una condanna da parte dello Stato Pontificio e una damnatio memoriae, ai danni di alcuni membri della sua famiglia.
Accolto dalla comunità in uno dei collegi dell'università dove iniziò a lavorare come privato, per i suoi contributi ebbe un importante ruolo sia come teorico del diritto che come consulente della corona, sotto i regni di Elisabetta I Tudor e di Giacomo I Stuart. Negli anni tra il 1583 e il 1585, Alberico conobbe Giordano Bruno, ospite a Londra dell'ambasciatore di Francia Michel de Castelnau, schierandosi con lui durante il processo che portò alla sua condanna a morte. Nel 1585 partecipò nella delegazione che accompagnò il banchiere genovese Orazio Pallavicino, in qualità di rappresentante per l'Inghilterra, dal Duca di Sassonia, visto che il suo consiglio poteva risultare prezioso agli interessi inglesi.
Venne nominato Regius Professor of Civil Law all'università di Oxford nel 1587, mantenendo il titolo fino alla sua morte, nel 158e dal 1605 fu anche avvocato dell'Ambasciata di Spagna presso la Corte dell'Ammiragliato, occupandosi soprattutto del contenzioso tra i due Stati relativo a casi di pirateria. Quest'ultimo titolo gli venne concesso da Filippo II durante il servizio di consulente di Elisabetta I, visto che salvò la vita a Bernardino de Mendoza, accusato di congiurare contro la monarca.
Durante la sua vita divenne una figura di importante influenza per il figlio Roberto Gentili avuto con la moglie ugonotta Hester de Peigne. Morì nel 1608 a Londra e la sua tomba fu trasferita nella seconda metà del XIX secolo all'interno della St Helen's Church a Bishopsgate, mentre la sua casa è ancora oggi visibile nel paese di San Ginesio.
Opere e risultati
La produzione di Gentili comprende 24 opere pubblicate e vari inediti. Le principali sono:
De iuris interpretibus dialogi sex (1582); Lectionum et epistolarum quae ad ius civile pertinent libri I-IV (1583); De Legationibus libri tres, (1585); De nascendi tempore disputatio (1586); Condicionum Liber I (1587); Commentationes de iure belli (1588-89); De iure belli libri tres, 1598. De armis romanis libri duo (1599); Disputationum de nuptiis libri VII (1601); De nuptiis (1601); Regales disputationes tres: id est, de potestate regis absoluta, de unione Regnorum Britanniae, de vi civium in regem semper iniusta (1605); Disputationes tres: I, de libris iuris canonici; II, de libris iuris civilis; III, de latinitate veteris bibliorum versionis male accusata (1605); De diuersis temporum appellationibus, liber (1607); Advocatio Hispanica (postumo - 1613);
Opere manoscritte: Le due opere integrali conosciute, conservate presso la Bodleian Library di Oxford, sono state criticamente edite da Giovanni Minnucci, che ha pubblicato, in testo critico, anche l'epistolario intrattenuto da Gentili, col teologo puritano John Rainolds, a lungo suo a avversario, nel biennio 1593-1594: Ad titulum Codicis Ad legem Juliam de adulteriis Commentarius (edita da G. Minnucci, Alberico Gentili tra mos italicus e mos gallicus. L'inedito Commentario Ad legem Juliam de adulteriis, Bologna 2002)
G. Minnucci, Diritto e teologia nell’Inghilterra elisabettiana. L’epistolario Gentili-Rainolds (1593-1594). Collana di Studi “Pietro Rossi”, 5; Napoli 2021, pp. LXII+298; ISBN 978-88-495-4605-7
Queste opere (delle quali il De iure belli è considerata la più importante) hanno dato un importante contributo alla nascita del moderno diritto internazionale come disciplina giuridica autonoma. Gentili non costruisce una sistematica teoria deduttiva, ma procede in modo induttivo. esaminando varie questioni rilevanti, come il diritto diplomatico e il diritto di guerra, sulla base della cultura politica umanistica, del diritto romano e della prassi seguita dagli stati dell'epoca. Alberico Gentili riuscì anche ad immettere elementi del diritto romano nella tradizione giuridica inglese. Inoltre egli amava leggere le opere di Machiavelli, fra cui soprattutto "il Principe", criticava fortemente il Papato e la sua corruzione e credeva che la famiglia dei Borgia fosse la più adatta a governare l'Italia in modo da contrastare le potenti monarchie europee che in quell'epoca andavano rafforzandosi.
In San Ginesio opera il Centro internazionale di studi gentiliani.
Fortuna Le opere di Gentili ebbero una notevole influenza sui pensatori successivi del XVII secolo e in particolare su Ugo Grozio e sul suo De iure belli ac pacis, ma finirono con l'essere poi in larga misura dimenticate. La riscoperta e la rivalutazione avvennero alla fine del XIX secolo, soprattutto grazie ai lavori di Sir Thomas E. Holland, professore a Oxford. Nel 1875 il Consiglio Accademico dell'università di Macerata, per impulso di Pietro Sbarbaro, deliberò la costituzione del Comitato internazionale per il monumento al Gentili: questa idea venne accolta benevolmente in tutto il continente europeo. Otto von Bismarck fu uno dei leader europei ad aderire, insieme al professore dell'università Ludwig Maximilian di Monaco Franz von de Holzendorff. Édouard René de Laboulaye, scettico nei confronti della scelta di Bismarck che reputava insincera, in una lettera a Sbarbaro scrive: Tuttavia il Comitato internazionale non riuscì a recuperare le spoglie del Gentili in quanto disperse a causa di un'inondazione del Tamigi. Per recuperare al danno, venne eretta nel 1877 una targa monumentale nella chiesa anglicana dove venne seppellito. Altri riconoscimenti vennero dati in Italia: l'università di Perugia eresse una targa a ricordo del celebre allievo, Roma un busto al Pincio, nel Viale dei Giuristi, e lo effigiò nel soffitto della Sala Gialla del Ministero grandioso (ora sede del Ministero dell'Economia e delle Finanze), l'università di Macerata, edificando la nuova Aula Magna durante il ventennio fascista la dedicò ad Alberico, e San Ginesio fece erigere una statua (1908).. Sempre nel XX secolo anche nei Paesi Bassi nacque l'idea di costruire un monumento alla sua figura, poi accantonata per scegliere un monumento che avrebbe dato risalto a Ugo Grozio.. Nel XX secolo sono poi apparsi in Europa e negli Stati Uniti importanti studi e riedizioni e traduzioni delle sue opere.
Statua di Alberico Gentili
La statua di Alberico Gentili è una statua realizzata da Giuseppe Guastalla in vista del terzo centenario della morte. L'inaugurazione avvenne nel settembre del 1908, con partecipazione del ministro della pubblica istruzione Luigi Rava. In vista della nuova opera pubblica, autorità come il ministro di grazia e giustizia Orlando, il senatore Canonico, i deputati Vecchini e Fusinato, Teodoro Moneta ed Ettore Ferrari hanno onorato la figura di Alberico attraverso delle lettere inviate al Comune. La statua ha avuto un ruolo simbolico durante la campagna d'Italia, precisamente durante la liberazione di San Ginesio da parte degli Alleati. La targa aggiunta nel 2009 cita brevemente la storia:
Note
Bibliografia «Statutorum volumen» della comunità di San Ginesio. La presenza di Alberico Gentili dalla redazione manoscritta alla stampa, a cura di A. Maiarelli e S. Merli, San Ginesio, Centro Internazionale di Studi Gentiliani, 2008. Alberico Gentili (San Ginesio 1552 - Londra 1608). Atti dei Convegni nel quarto centenario della morte; Milano 2010 G. Astuti, Mos italicus e mos gallicus nei Dialoghi "De iuris interpretibus" di Alberico Gentili, Bologna 193
Rosanna Camerlingo, “Machiavelli a Oxford. Guerra e teatro da Gentili a Shakespeare” in Rinascimento, LVI:75 (2016), pp. 123-139 (ISSNN 00803073). S. Colavecchia, Alberico Gentili e l'Europa. Storia ed eredità di un esule italiano nella prima età moderna, Centro Internazionale di Studi Gentiliani, Edizioni Università di Macerata, Macerata, 2018.
Alberico Gentili, Il diritto di guerra (De iure belli libri III), Introduzione di D. Quaglioni; Traduzione di P. Nencini; Apparato critico a cura di G. Marchetto e C. Zendri, Milano 2008
Giovanni Minnucci, Alberico Gentili tra mos italicus e mos gallicus. L'inedito Commentario ad legem juliam de adulteriis, Monduzzi editore, Bologna 2002 G. Minnucci-D. Quaglioni, Per l'edizione critica del De papatu Romano Antichristo di Alberico Gentili (1580/1585-1591), in Atti del Convegno, XVI Giornata Gentiliana, San Ginesio, 24-25 settembre 2010, Milano 2014, pp. 331–345. Giovanni Minnucci, Alberico Gentili iuris interpres della prima Età Moderna, Monduzzi editore, Bologna 2011 Giovanni Minnucci, Gentili, Alberico, in Dizionario Biografico dei Giuristi Italiani (XII-XX secolo), diretto da I. Birocchi, E. Cortese, A. Mattone, M.N. Miletti, I, Bologna 2013, pp. 967–969. Giovanni Minnucci, Jean Hotman, Alberico Gentili, e i circoli umanistici inglesi alla fine del XVI secolo, in Studi di Storia del diritto medioevale e moderno, 3, a cura di F. Liotta, Monduzzi editoriale, Milano 2014, pp. 203–262. Giovanni Minnucci, "Silete theologi in munere alieno". Alberico Gentili tra diritto, teologia e religione, Milano 2016. Giovanni Minnucci, Le probabili ragioni della mancata pubblicazione del "De papatu Romano Antichristo" di Alberico Gentili, in "Interpretatio Prudentium", I/2 /2016, pp. 119–168