Il Gremio degli Agricoltori (in sassarese lu Gremiu di li Massai, denominazione utilizzata anche a livello istituzionale) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri attive a Sassari. Fondato nel XVI secolo, partecipa alla Faradda di li candareri (Discesa dei Candelieri) sin dalle sue origini.
Raccoglieva al suo interno l'aristocrazia terriera turritana, compresi i latifondisti e i piccoli proprietari terrieri, dediti in particolar modo alle colture cerealicole.
Storia
Origini
La città di Sassari, sin dalle sue origini, ebbe una particolare vocazione agricola, complici le fertili valli che la circondavano e la fiorente pianura della Nurra che si apriva alle sue pendici. La popolazione di Sassari godette in maniera particolare della produttività dei suoi terreni e delle sue cortes (piccoli agglomerati rurali), tanto da far divenire, nel giro di pochi decenni dalla sua fondazione, l'antico borgo medievale un grande centro agricolo, punto focale della produzione del Giudicato di Torres.
Nell'ambiente rurale della città si specializzarono numerose maestranze agricole, che godettero di grande importanza economica e sociale anche durante la crescita demografica del tardo Medioevo e la costituzione del Libero Comune. Fra le diverse maestranze rurali, quella che ebbe il maggior peso sociale ed economico fu quella rappresentante il ceto dei proprietari terrieri, i Massai, spiccatamente specializzati nelle colture cerealicole.
Il loro impatto nella politica del Comune fu fondamentale, come attestato dagli Statuti Sassaresi del 1294. Nei capitoli di tale atto si riporta che il Consiglio del Podestà (il più delle volte pisano o genovese) era formato in gran parte da Massai e poi, con l'avanzare dei commerci con la Penisola, anche da Mercanti, grandi concorrenti per la predominanza sul governo cittadino. Era però il Massaio il Magistrato incaricato di svolgere funzione di economo del Comune, con l'obbligo di segnare tutte le entrate pubbliche alla presenza di un notaio. Il Massaio era eletto in una cerchia ristretta di uomini probi nominati dai quattro quartieri storici della città, esperti in materia di economia, e per questa ragione scelti proprio fra le genti del ceto dei proprietari terrieri, da cui prese il nome.
La Confrarìa du Poble
La costituzione di una corporazione dei Massai non ha una datazione certa, ma essa è ragionevolmente collocabile nel XVI secolo, giacché nell'atto del 1531 il Comune stabiliva la loro precedenza su tutte le altre corporazioni nell'ingresso in chiesa durante la Faradda.
La preminenza del sodalizio degli Agricoltori non è tuttavia sempre stata condizione pacifica negli equilibri fra le corporazioni. Tale posizione d'onore fu infatti a lungo contesa dai Mercanti. Come segnalato dal Costa, furono numerose le lagnanze inviate dai commercianti sassaresi al Viceré di Cagliari in merito e, in particolare, in un'ordinanza comunale del 1694 si rimanda a un atto perduto, datato 1504, nel quale il candeliere dei Laboradores precedeva quello dei Mercaderes nell'ordine processionale, seguendolo dunque in quello di entrata nel tempio francescano. Il favore nei confronti della nobiltà terriera nel Regno d’Aragona fece tuttavia propendere la Corona verso i Massai rispetto ai Mercanti, preminenti nel periodo dell'influenza pisana e genovese.
La Confrarìa du Poble, nome con cui veniva identificata la compagine dei Massai già nel 1531, aveva come Patrona la Madonna del Popolo, la cui preziosa icona medievale è tuttora conservata nella Cattedrale di San Nicola, sede primordiale della corporazione. La Confrarìa, nel 1598, richiese al Capitolo Turritano, ottenendolo, il diritto di sepoltura alla destra dell'ingresso principale della Cattedrale.
Nel 1652, al momento dell'ufficializzazione del voto della città alla Madonna Assunta, il primato su tutti i Gremi era ancora dei Massai. Questo privilegio non fu da quel momento mai tolto al Gremio, che ebbe sempre l'onore di fare lo scambio della Bandiera fra gli Obrieri il giorno della Festha manna (intregu) e di accogliere il Podestà (in seguito, il Sindaco) nel corteo del suo candeliere.
Nel 1657 dedicarono la Confrarìa a una nuova Patrona, la Vergine delle Grazie, trasferendo la Cappella alla chiesa di San Pietro in Silki.
Il Gremio dei Massai nel XVIII e XIX secolo
Il 13 ottobre 1744 la Confrarìa venne riformata con la stesura del nuovo statuto, divenendo Gremio dei Massai. Il Gremio comprendeva sia i proprietari terrieri sia i Laboradores al loro servizio ed aveva la particolarità di vedere intitolato come Obriere Maggiore non solo l'Obriere "di Bandiera" ma anche quello di candeliere. Ciò può dipendere da una peculiarità di tale Gremio: il candeliere non veniva portato in processione soltanto alla vigilia dell'Assunzione ma anche nella solennità della Natività di Maria (al tempo Festa Maggiore del Gremio).
All'interno dello stesso statuto erano contenute anche norme che disciplinavano le relazioni fra tale corporazione e le altre, in particolare il fatto che, se l'agricoltore possedeva un carro o un gregge, dovesse versare denari a favore non solo del proprio candeliere ma anche di quello del Gremio dei Carradori o del Gremio dei Pastori; allo stesso modo, questi ultimi dovevano contribuire a favore di quello dei Massai qualora avessero piantato grano nei loro terreni.
Nel 1803 il Gremio rinnovò nuovamente lo statuto (col titolo di Gremio degli Agricoltori), rinunciando all'antica tradizione del trasporto del candeliere il giorno della Natività di Maria. In tale occasione vi fu anche la fuoriuscita dei Laboradores dal sodalizio. Gli stessi, ponendosi sotto la protezione di San Giovanni Battista, formarono in seguito il Gremio dei Contadini.
Nel periodo di crisi della Faradda nel XIX secolo, i Massai non abbandonarono la festa (assieme agli Ortolani, ai Calzolai e ai Muratori) e si modernizzarono nei costumi, sostituendo la vecchia cappa con il nuovo e moderno frac.
XX secolo e anni recenti
Nel XX e XXI secolo gli Agricoltori videro la rinascita della festa e l'inserimento di nuovi candelieri (1921-2022). Nel dopoguerra, il vescovo di Sassari proclamò voto solenne alla Madonna delle Grazie, patrona del Gremio, per aver salvato la città dai bombardamenti angloamericani.
Furono i primi fondatori dell'Intergremio assieme al Gremio dei Braccianti nel 1979, salvo poi abbandonare l'associazione, di cui tuttora non fanno parte.
Nel 2003 il candeliere dei Massai sfilò per le vie di Cagliari in occasione della mostra "La terra, il lavoro, il grano", ampia retrospettiva sulle tradizioni, i riti e i mestieri legati ai saperi della terra e all'agricoltura. La processione religiosa si svolse nel quartiere Sant'Elia, nello spazio antistante il Centro comunale d'Arte e Cultura "il Lazzaretto".
Nel 2015 fu realizzato un nuovo candeliere ad opera della pittrice Patrizia Sanna, in sostituzione dell'antico candeliere settecentesco.
Devozione alla Madonna delle Grazie Il Gremio è posto sotto la protezione della Madonna delle Grazie, il cui simulacro, comunemente denominato "Madonnina", venne miracolosamente ritrovato nel 1472 nel sagrato della chiesa di San Pietro in Silki, dove è tuttora custodito dal convento francescano ed è collocato nell'altare maggiore. Il 9 maggio 1909 il simulacro fu solennemente incoronato.
La devozione alla "Madonnina" è particolarmente sentita dal popolo sassarese, tanto che in passato erano frequenti i pellegrinaggi alla chiesa campestre da parte di fedeli e devoti. A partire dal secondo conflitto mondiale, inoltre, l'allora arcivescovo Mazzotti formulò un voto solenne per scongiurare il pericolo dei bombardamenti angloamericani sulla città. Nel momento del tanto temuto attacco aereo, gli ordigni non colpirono il centro urbano, ma unicamente la zona della stazione ferroviaria, causando una sola vittima.
In memoria di tale episodio, dall'anno successivo l'ultima domenica di maggio si tiene una solenne processione, preceduta dalla traslazione del simulacro in Cattedrale di San Nicola il giorno precedente, durante la quale tutta la diocesi accompagna la "Madonnina" dal Duomo alla chiesa di San Pietro, con soste presso gli ospedali cittadini.
Il Gremio celebra la sua Patrona il 1º maggio (in passato la prima domenica di maggio) e nella ricorrenza della Natività di Maria. In entrambe le occasioni il simulacro viene portato in processione per le vie della città. Contrariamente agli altri Gremi, in occasione della Festa Grande del 1º maggio non avviene la successione fra Obrieri Maggiori tramite il rito dellIntregu, che viene celebrato esclusivamente la notte della Faradda; in tale circostanza viene soltanto nominato il futuro Obriere Maggiore.
Il Gremio, assieme al convento, organizza inoltre il tradizionale mese mariano presso la chiesa di San Pietro.
Segni distintivi
Bandiera La bandiera del Gremio dei Massai è oggi del caratteristico colore bianco perlato/avorio. In passato la stessa è stata definita anche di colore paglierino e nel 1921 Pittalis la definiva come crema.
Come tutte le bandiere dei Gremi mariani, è bordata da un gallone d’argento. Sul puntale è collocata una statua in argento raffigurante la Madonna delle Grazie, che, contrariamente a tutti gli altri Gremi, non viene ornata con una corona di fiori.
La bandiera presenta raffigurata sul recto la Patrona, mentre nel verso i Martiri Turritani.
Il Gremio è l'unico a non possedere una bandiera piccola.
Abiti I Gremianti, dall'Ottocento, indossano un frac francese a coda, con corpetto nero, guanti e papillon neri. L'Obriere Maggiore si distingue invece per guanti e papillon bianchi. Tutti portano al fianco una spada, generalmente di fattura ottocentesca, poiché questo era l'unico Gremio in cui l'arma veniva indossata in parata da tutti i membri e non solo dall'Obriere Maggiore.
Cappella La Cappella sede del Gremio si trova nella chiesa di San Pietro in Silki, la prima a sinistra della navata. In origine dedicata alla Madonna delle Grazie, dopo il trasferimento del simulacro presso l'altare maggiore venne denominata Cappella dell'Incoronazione, poiché proprio in quel luogo si svolse il rito il 9 maggio 1909.
Accessibile tramite un arco a sesto acuto, posato su due colonne con capitelli scolpiti con scene evangeliche ambientate a Sassari, la Cappella è di pianta quadrangolare e coperta da una volta a crociera costolonata affrescata, culminante in una gemma pendula raffigurante la Madonna delle Grazie.
L'altare in stucco, realizzato nel 1822 in sostituzione del precedente ligneo, venne rimpiazzato nel 1909 da un altare marmoreo dei fratelli Usai, in occasione dell'Incoronazione.
All'interno della Cappella sono custoditi i due candelieri del Gremio.
Candeliere
Candeliere antico L'antico candeliere dei Massai, realizzato nella seconda metà del XVIII secolo, è uno dei più antichi tuttora conservati. Opera di autori ignoti, prese parte alla Faradda fino al 2014. Il suo peso è di 281 kg completo di allestimento per la festa.
Base La base, di forma semplice, è dipinta in verde salvia e presenta le cornici superiori di colore blu notte.
Fusto Il fusto del candeliere antico conserva un prezioso dipinto originale risalente al periodo di realizzazione. Di colore marrone, mostra sul prospetto principale, entro una cornice effetto legno, l'immagine della Madonna delle Grazie. Sul retro è raffigurata un'allegoria della primavera, rappresentata con l'effigie di una ninfa, mazzi di fiori, nastri colorati e colonne di luce. Tutti gli elementi naturali si originano da due mascheroni teatrali di gusto classico, posti sul retro, forse a richiamo dei baccanali e della vita bucolica.
Capitello Il capitello, di forma esagonale e in stile barocco, è probabilmente la parte più antica del candeliere. Presenta agli angoli eleganti cariatidi scolpite e policrome.