Il Partito Democratico Fascista (PDF) è stato un partito politico fascista italiano attivo in clandestinità nell’immediato dopoguerra, famoso per aver messo in atto il trafugamento della salma di Benito Mussolini a Milano.

Storia Il gruppo, guidato da Domenico Leccisi (fondatore insieme a Mauro Rana e Antonio Parozzi), faceva parte di quella galassia di gruppi neofascisti formatisi all'indomani della seconda guerra mondiale: scelse questo nome in riferimento al concetto di democrazia organica, ideato dal fascismo e formalizzato durante la Repubblica Sociale Italiana (RSI), adottando come simbolo il fascio senza la scure.

L'organo d'informazione del Partito Democratico Fascista fu il foglio clandestino Lotta Fascista.

Gli omicidi della Volante Rossa

Gli omicidi di fascisti a Milano a opera principalmente della Volante Rossa spinsero questi ultimi a ricompattarsi e a cominciare a prender l'iniziativaEnzo Antonio Cicchino, Roberto Olivo Correva l'anno della vendetta, Mursia, 2013, p. 277 e il 5 novembre 1945 i cartelloni del cinema Odeon che pubblicizzavano il film Roma città aperta furono dati alle fiamme. L'azione fu rivendicata dal nuovo Partito Democratico Fascista di Domenico Leccisi. Il 9 dicembre 1946 l'ex ausiliaria Brunilde Tanzi, anch'essa iscritta al Partito Democratico Fascista, riuscì a sostituire un disco durante delle trasmissioni pubblicitarie ottenendo l'effetto di far riecheggiare l'inno fascista Giovinezza su tutta la piazza del DuomoEnzo Antonio Cicchino, Roberto Olivo Correva l'anno della vendetta, Mursia, 2013, p. 279. Il 17 gennaio 1947 fu assassinata in via San Protaso nel centro di Milano, e lo stesso giorno fu uccisa Eva Macciacchini, delle Squadre d'Azione Mussolini. Non si scoprirono mai gli autori materiali dell'omicidio delle giovani, ma le modalità richiamano quelle della Volante RossaEnzo Antonio Cicchino, Roberto Olivo Correva l'anno della vendetta, Mursia, 2013, p. 280.

Il trafugamento della salma di Mussolini Il gruppo è ricordato soprattutto perché tra il 27 e il 28 aprile 1946, nel giorno dell'anniversario della morte di Mussolini, s'introdusse nel Cimitero di Musocco trafugandone i resti della salma, lì tumulata in forma anonima.

Ecco come lo stesso Leccisi lo racconta:

Leccisi e i suoi spedirono due lettere, una all'Avanti! e l'altra all'Unità,

Il 7 maggio decisero di trasportare la salma in un luogo più sicuro: il convento dell'Angelicum a Milano, con la complicità di padre Alberto Parini e padre Enrico Zucca, che, terrorizzati dalla responsabilità che si erano assunti, la trasferirono poi alla Certosa di Pavia.

Il 3 luglio 1946 la questura di Milano annunciò di aver arrestato due trafugatori: il Leccisi e Antonio Parozzi, senza però nessuna traccia della salma.

Pressato da ambienti ecclesiastici padre Parini si decise a raccontare tutto: il 12 agosto 1946, lui stesso accompagnò il questore di Milano, Agnesina, e il capo dell'ufficio politico, Ancillotti, a recuperare quel che restava delle spoglie.Nicola Rao La Fiamma e la Celtica 2006, Roma, Sperling & Kupfer

Lo scioglimento Da maggio a settembre furono arrestati una ventina di dirigenti e militanti del partito, tra cui lo stesso Leccisi, smantellando di fatto il partito. L'azione di Leccisi, giovane sconosciuto che agì senza pareri o autorizzazioni da parte degli ex gerarchi, fu accolta con entusiasmo da tutto l'ambiente neofascista .

Note

Bibliografia Mario Giovana, Le nuove camicie nere, Edizioni dell'Albero, Torino, 1966. Mario Tedeschi, I Fascisti dopo Mussolini, Edizioni Arnia, Roma, 1950. Nicola Rao, La Fiamma e la Celtica, Sperling & Kupfer, Roma, 2006. ISBN 8820041936 Enzo Antonio Cicchino e Roberto Olivo, Correva l'anno della vendetta, Mursia, 2013

Voci correlate Benito Mussolini Brunilde Tanzi Democrazia organica Morte di Mussolini Neofascismo

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