Garés è una località del Veneto, frazione del comune di Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, che sorge in fondo all'omonima valle a 7 km dal capoluogo; è sovrastata dal Cimon della Stia (m. 2391), e dal Gruppo dei Lastéi (m. 2721).
Etimologia Secondo lo studioso Giacomo MagliarettaGiacomo Magliaretta, Val Biois un nome, come e perché, pag. 27. il paese era già noto dal 1422 col nome di Agaressium, derivato dal latino "acrensis" (da "acer"), cioè "luogo con aceri".
Questa etimologia è confermata anche dallo studioso di toponomastica Giovan Battista Pellegrini.Giovan Battista Pellegrini, La metodologia toponomastica e i derivati di lat. acer-aceris, in Garés, Adunanza 1984 del C.A.I. Sezione Agordina, pp. 33-39.
Storia Nominato per la prima volta in documenti ufficiali nel 1422, in un inventario dei beni della parrocchia di San Tomaso AgordinoBepi Pellegrinon, Garés e le guide alpine del Focobon, in Garés, C.A.I. Sezione Agordina, Adunanza 1984, pag. 6., Gares fu fondato in età medioevale, probabilmente per lo sfruttamento economico del bosco e successivamente è citato con un certo rilievo in tutte le carte, dal Seicento in poi, motivo della sua rilevanza come zona di estrazione mineraria.
Miniere di Gares Il villaggio dovette infatti il suo periodo di fama all'attività delle sue miniere di ferro, rame e mercurio, ubicate principalmente alle pendici del Sass Negher, che nel XVIII secolo furono proprietà dei Remondini di Bassano. I forni fusori come prima lavorazione si trovavano in località "Còl de le Fusine" fino al 18 agosto 1748 (poi distrutti dall'alluvione) e quelli più grandi successivamente a "Forno" (a ridosso del torrente Biois) sotto a Pieve di Canale.Denis Della Giacomo - Dante Giulio Fiocco, Le miniere in Valle del Biois, San Vito di Cadore - Grafica Sanvitese 2007.
Testimonianze storiche Ottone Brentari così descrive Gares nel 1887:
Seconda Guerra Mondiale
Il paese venne completamente distrutto da un incendio tra il 20 ed il 21 agosto 1944, appiccato per rappresaglia dai soldati tedeschi. Di tutti gli edifici si salvò solo un fienile. La chiesa, gravemente danneggiata, venne restaurata nel 1947.
Chiesa della Beata Vergine delle Grazie e di san Gottardo Ai Remondini di Bassano si deve anche la costruzione della chiesetta dedicata alla Madonna della Neve nel 1732. Nella chiesa sono conservatiDario Fontanive, Guida turistica della Valle del Biois, pp. 57-61.: un altare maggiore ligneo di pregio, del 1740; una pala del 1740, di autore anonimo, che raffigura la Vergine con San Gottardo, San Pietro, San Giuseppe, e Sant'Antonio da Padova; un paliotto datato 1903, opera del pittore locale Pietro Antonio Andrich (1839-1904), raffigurante la Madonna della Neve con Gesù bambino.
Pista di sci di fondo Nel marzo 2009 la pista invernale di fondo è stata dedicata a Franco Manfroi, atleta azzurro Italiano, che ai Mondiali di sci nordico 1966 di Oslo vinse la medaglia di bronzo nella staffetta 4x10 km.
Escursioni Da Garés alla Malga Stia Da Garés al Rifugio Rosetta per la Val Delle Comelle A Casera Pape per i selvaggi Lastei di Pape
Note
Bibliografia C.A.I. Sezione Agordina, Garés, Adunanza 1984, Riedizione 1997. Contiene le seguenti relazioni alpino-scientifiche: Bepi Pellegrinon, Garés e le guide alpine del Focobon; Vittorio Fenti, Cenni geologici sulla Valle di Garés; Orazio Andrich, L'ambiente silvo-pastorale della Val di Garés; Giovan Battista Pellegrini, La metodologia toponomastica e i derivati di lat. acer-aceris. Giacomo Magliaretta, Val Biois un nome, come e perché, Nuovi Sentieri Editore, agosto 1979. Fabio Donetto - Gabriele Pizzolato, Dolomiti agordine 57 passeggiate ed escursioni con varianti e note storiche, Editore Danilo Zanetti, Caerano di San Marco 2009. ISBN 9788895302393 Dario Fontanive, Guida turistica della Valle del Biois, Edizione Grafica Sanvitese, 2005. Dino Dibona, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle Dolomiti, Newton Compton Editori, 2010 ISBN 978-88-541-1982-6 Ottone Brentari, Guida storico-alpina di Belluno-Feltre. Primiero-Agordo-Zoldo,Bassano 1887. Riedizione anastatica di Atesa Editore, Bologna, giugno 2006. Denis Della Giacomo - Dante Giulio Fiocco, Le miniere in Valle del Biois, San Vito di Cadore - Grafica Sanvitese 2007.
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