La provincia di Avellino è una provincia italiana della Campania di abitanti, con capoluogo Avellino.
Priva di sbocco al mare, confina a nord-ovest con la provincia di Benevento, a nord-est con la Puglia (provincia di Foggia), a est con la Basilicata (provincia di Potenza), a sud con la provincia di Salerno, a ovest con la città metropolitana di Napoli.
È erede della provincia di Principato Ultra, di cui Avellino costituiva il capoluogo fin dal 1806. A sua volta il territorio del Principato Ultra (istituito nel XIII secolo sotto forma di giustizierato) corrispondeva in larga parte al distretto storico-geografico dell'Irpinia, pur in assenza di legami diretti tra l'antica tribù sannitica degli Irpini e il duecentesco giustizierato angioino del regno di Napoli.
Geografia fisica
Territorio Il territorio provinciale, ricompreso nell'Appennino campano, si presenta essenzialmente montuoso e collinare, ma non uniforme: i settori settentrionali e orientali si contraddistinguono infatti per la presenza di pianori e rilievi ondulati (di struttura argillosa o arenacea), per la maggior frequenza di borghi in altura (tra cui Trevico, il comune più elevato della regione con i suoi ) e per la minore piovosità (600- annui) rispetto ai settori meridionali e occidentali caratterizzati invece da paesaggi più aspri (con presenza di montagne calcaree di notevole elevazione), dalla maggior frequenza di centri abitati di fondovalle (fin sotto i nel vallo di Lauro) e da precipitazioni più abbondanti (1000–1800 mm annui), soprattutto nei mesi autunnali e invernali. I monti principali sono:
Cervialto - 1809 m s.l.m. Terminio - 1806 m s.l.m. Raiamagra - 1667 m s.l.m.; ospita gli impianti sciistici della località Laceno, nel comune di Bagnoli Irpino. Acerone di Avella - 1598 m s.l.m. Ciesco Bianco - 1598 m s.l.m. Monte Calvello - 1579 m s.l.m. Partenio - 1573 m s.l.m. Pizzo San Michele - 1567 m s.l.m. Vallatrone - 1517 m s.l.m. Porca delle Pere - 1506 m s.l.m. Montevergine - 1493 m s.l.m.; a circa 1263 m s.l.m. si trova l'omonimo santuario cattolico mariano, tradizionalmente legato alla storia di San Guglielmo.
Fiumi Dal monte Accellica sorge il fiume Calore Irpino, uno dei maggiori della regione, che confluisce nel fiume Volturno. Altri corsi d'acqua di rilievo sono i suoi affluenti Sabato e Ufita nonché l'Ofanto (sfociante nel mare Adriatico), il Cervaro (tributario del lago Salso e dello stesso Adriatico), il Miscano (affluente del già citato fiume Ufita) e il Sele (il quale ultimo attraversa però solo per 12 km il territorio provinciale).
Laghi Pochissimi sono i laghi naturali: il più importante è il lago Laceno, di origine carsica, una volta molto più vasto, ma che a causa di falle apertesi nel fondo lacustre in seguito al terremoto del 1980 ha diminuito consistentemente la sua dimensione (che aumenta di parecchio solo nel periodo invernale). Un altro laghetto naturale è il Luza Aquafets, situato nell'alta valle del Cervaro in territorio di Greci (l'unico comune di lingua arbëreshe situato all'estremità settentrionale della provincia); l'esistenza del lago di Greci è attestata fin dal 1466.
Di origine artificiale sono invece il lago di Conza e il lago di San Pietro, entrambi creati nella seconda metà XX secolo per mezzo di apposite dighe nel bacino del fiume Ofanto.
Storia
La provincia di Avellino fu proclamata quale parte del Regno d'Italia il 17 dicembre 1860, all'indomani della conquista garibaldina. Tale divisione amministrativa coincideva inizialmente con il territorio della precedente provincia di Principato Ultra (detta anche Principato Ulteriore), quest'ultima appartenente dapprima al Regno di Napoli e poi al Regno delle Due Sicilie.
L'anno successivo, in vista della creazione della confinante provincia di Benevento, la provincia di Avellino dovette cedere 29 comuni (18 dei quali sottratti al distretto di Avellino, i rimanenti 11 al distretto di Ariano) alla costituenda provincia, ricevendo però in compenso i territori del Baianese-Vallo di Lauro (distaccati dall'allora provincia di Terra di Lavoro), i comuni dei circondari di Montoro e Calabritto (dalla vicina provincia di Principato Citra), nonché il reintegro dalla provincia di Capitanata di molti di quei comuni che il Principato Ultra aveva dovuto cederle nel 1811 quale compensazione per la perdita del contado di Molise. Inoltre, anche il comune di Orsara (che pure in precedenza non aveva fatto parte del Principato Ultra) passò dalla Capitanata alla provincia di Avellino.
Nel 1927 ebbe inizio un nuovo rivolgimento amministrativo: la provincia di Avellino dovette infatti cedere alla provincia di Foggia non soltanto la suddetta Orsara (nel frattempo ridenominata Orsara Dauno-Irpina) ma anche il comune di Accadia, mentre due anni più tardi pure Anzano degli Irpini e Monteleone di Puglia passarono alla medesima provincia pugliese;Regio Decreto Legge 24 gennaio 1929, n. 106, art. 1 inoltre, nel 1940 il comune di Rocchetta Sant'Antonio fu anch'esso ceduto alla provincia di Foggia. L'ultima modifica di confine ha riguardato il comune di Sant'Arcangelo Trimonte, fino al 1978 appartenente alla provincia come isola amministrativa all'interno del territorio della provincia di Benevento, quindi passato a quest'ultima.
Simboli
Stemma
Lo stemma, riconosciuto con Decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 14 marzo 1938, ha la seguente blasonatura:
Gonfalone
Bandiera La descrizione della bandiera, concessa con Decreto del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi del 24 febbraio 2003, è la seguente:
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Ad Atripalda vi è la chiesa madre di Sant'Ippolisto Martire (attestata fin dall'XI secolo da varie fonti, tra le quali la scritta sul sarcofago di San Sabino che attestava l'esistenza di una grotta per i martiri) d'epoca tardo-paleocristiana, al cui interno è custodito lo specus martyrum, una catacomba destinata ai martiri avellinesi.
Presso Ariano Irpino, nel tardo medioevo furono fondati il santuario di San Liberatore, su un colle interamente rivestito di oliveti, e il santuario della Madonna di Valleluogo, in una vallata ricca di alberi secolari; quest'ultimo venne eretto dopo che la Madonna era apparsa a una pastorella nelle adiacenze di un mulino ad acqua, tuttora esistente e visitabile.
A Solofra è da visitare la collegiata di San Michele Arcangelo. Esso è il luogo di culto principale della città, in stile barocco, il cui soffitto è decorato dalle tele caravaggesche di Francesco Guarini, pittore nato a Solofra, e del padre Giovan Tommaso. Le tele sono inserite in un cassettonato ligneo, intagliato dalla stessa bottega del pittore. Nella collegiata sono presenti anche altre opere, tra cui l'organo cinquecentesco, la pala d'altare del Lama e le numerose sculture in legno di Giacomo Colombo, portate in processione durante la festa dedicata all'Arcangelo che si svolge in giugno.
A Materdomini di Caposele vi è il santuario dedicato a san Gerardo Maiella, patrono delle mamme e dei bambini, meta di pellegrinaggio. Sempre nello stesso comune degne di nota sono le sorgenti del fiume Sele e la chiesa madre di San Lorenzo.
Nel comune di Gesualdo si citano: la chiesa madre di San Nicola, in stile barocco, che, oltre alla tela seicentesca del "Miracolo della Madonna della Neve" commissionata dal principe Carlo Gesualdo e alla reliquia del braccio di Sant'Andrea, conserva altari in marmo policromo e statue lignee settecentesche; il cappellone, o chiesa del SS. Sacramento, singolare struttura architettonica; la chiesa del SS. Rosario, che fa da sfondo alla secolare tradizione del Volo dell'Angelo; la chiesa di Maria SS. Addolorata, con l'organo a canne settecentesco collocato sulla cantoria e il ciclo di pitture, ad opera della pittrice contemporanea francese Kathy Toma, che dal 2002 decora il catino dell'abside; il complesso conventuale dei frati Cappuccini, che conserva la pala del "Perdono di Carlo Gesualdo" del 1609, opera di Giovanni Balducci, e che ha ospitato nel 1909 il giovane Pio da Pietrelcina come studente di teologia.
A Mugnano del Cardinale è assai venerata santa Filomena nell'omonimo santuario. Fatto costruire nel 1641, esso conserva le spoglie mortali della martire Filomena, le sue reliquie e quelle di tanti altri martiri. Degni di apprezzamento sono gli affreschi su legno del soffitto di questo santuario.
A Pietradefusi vi è la collegiata di Santa Maria Assunta al cui interno è presente anche un cappellone dove ha sede il santuario di Maria SS. dell'Arco patrona di Pietradefusi e del circondario.
A Torre Le Nocelle è presente il santuario dedicato a san Ciriaco Diacono e Martire, il maggiore in Italia dove si pratica anche l'esorcismo.
Presso Morra De Sanctis è presente il santuario dedicato a Santa Lucia, nell'omonima contrada. Il 13 dicembre di ogni anno, durante la festa in onore della santa, viene celebrata una fiaccolata intorno al santuario in cui viene trasportata la sua statua.
Architetture civili Castelli
Nonostante i frequenti danni provocati dai terremoti e i conseguenti rimaneggiamenti, l'Irpinia è una terra ricca di castelli (oltre 70 nell'ambito del territorio provinciale) poiché nell'alto Medioevo occupava una posizione strategica tra i possedimenti longobardi, bizantini e normanni.
Monumenti
Cinque sono i monumenti nazionali della provincia: la basilica cattedrale di Ariano Irpino, il carcere borbonico di Montefusco, il convento di San Francesco a Folloni a Montella, il santuario di Montevergine presso Mercogliano e il palazzo Caracciolo ad Atripalda.
Aree archeologiche
Il più antico insediamento della provincia e dell'intera Campania è costituito dal villaggio neolitico de La Starza (Ariano Irpino), situato nella valle del Miscano e popolato ininterrottamente dal VI al I millennio a.C. L'area archeologica di Carife rappresenta invece la principale necropoli di epoca sannitica (V-IV secolo a.C.).
I siti archeologici di età romana insistenti sul territorio provinciale sono Abella (l'attuale Avella), Abellinum (presso Atripalda), Aeclanum (presso Mirabella Eclano), Aequum Tuticum (a nord di Ariano Irpino), Aquilonia (Lacedonia), Compsa (presso Conza della Campania) e Forum Aemilii (a valle di Flumeri).
Società Minoranze linguistiche storiche L'unica minoranza linguistica ufficialmente riconosciuta in provincia e nell'intera regione è costituita dagli albanesi (arbëreshë) stanziati a Greci, il comune più settentrionale della provincia, fin dal XV secolo.
Etnie e minoranze straniere In provincia di Avellino al 31 dicembre 2020 sono residenti cittadini stranieri, provenienti da 127 stati diversi.Dati cittadini stranieri demo.istat.it Le comunità con almeno 100 componenti sono quelle di: Romania () Ucraina () Marocco () Bulgaria (762) Polonia (530) Cina (493) Albania (459) Nigeria (457) India (337) Senegal (278) Gambia (256) Pakistan (207) Russia (182) Bangladesh (171) Mali (168) Venezuela (161) Costa d'Avorio (125) Brasile (118) Sri Lanka (118) Tunisia (103)
Qualità della vita