Antiche regioni del Mediterraneo occidentale ed europeeRegni romano-germanici Localizzazione territori dell'Europa occidentale e attorno al Mediterraneo occidentale Periodo dal V secolo Popoli Juti, Sassoni e Angli in Britannia;Visigoti e Suebi in Iberia;Franchi, Visigoti, Burgundi, Alemanni e Turingi in Gallia;Ostrogoti e Longobardi in Italia;Vandali e Alani in Nordafrica.

Il periodo successivo alla deposizione di Romolo Augusto del 476, per convenzione considerata la fine dell'Impero romano d'Occidente, vide l'instaurazione di nuovi regni, detti regni romano-barbarici (oppure romano-germanici o latino-germanici). Essi si erano andati formando nelle ex province romane già a partire dalle invasioni del IV e V secolo. Di fatto autonomi, venivano inquadrati come foederati. Inizialmente anche i nuovi regni successivi alla caduta dell'Impero d'Occidente rimasero spesso formalmente dipendenti dall'Impero romano d'Oriente. I capi barbari erano al contempo reggenti per il monarca di Costantinopoli e sovrani dei loro rispettivi popoli.

Caratteristiche

I popoli germanici sapevano poco di città, denaro o scrittura ed erano per lo più pagani, sebbene stessero diventando sempre più ariani.. L'arianesimo era un ramo del cristianesimo che fu proposto per la prima volta all'inizio del IV secolo dal presbitero alessandrino Ario. Ario proclamò che Cristo non fosse veramente divino, ma un essere creato. La sua premessa fondamentale era l'unicità di Dio, l'unico autoesistente e immutabile; il Figlio, che come figlio non risultava autoesistente, non poteva essere Dio. In alcuni casi la conversione avvenne anteriormente all'invasione e allo stanziamento nelle province romane. I Goti, ad esempio, furono convertiti all'arianesimo dal vescovo e missionario Ulfila nel IV secolo. Anche Vandali e Burgundi si convertirono all'arianesimo, al contrario dei Franchi che si convertirono dal paganesimo al cattolicesimo all'epoca di re Clodoveo (fine V secolo).

Le divergenze religiose tra i dominatori germanici, spesso di fede ariana, e i sudditi cattolici sfociarono in aperte persecuzioni del clero cattolico nel regno dei Vandali, mentre al contrario Visigoti, Ostrogoti e Burgundi concessero libertà di culto ai loro sudditi, anche se non mancarono contrasti occasionali con la Chiesa di Roma. I Longobardi, inizialmente pagani o ariani, si convertirono gradualmente al cattolicesimo nel VII secolo in un processo avviato da Papa Gregorio I e dalla regina Teodolinda. Anche Visigoti e Burgundi si convertirono al cattolicesimo, i primi nel 589 con re Recaredo I e i secondi nel 516 sotto il regno di Sigismondo.. Ciò fu conseguenza dell'assimilazione culturale che subirono le tribù barbariche approfondendo i contatti con le popolazioni provinciali preesistenti. In questi Regni, il Re (di etnia germanica) svolse anche un ruolo di patrono/capo della religione. Nel seguito, pure i Vescovi - prima solo importanti come figure religiose - divennero "comuni" amministratori al servizio reale.

La società dei Germani era organizzata in base a criteri del tutto diversi rispetto alla società romana, fondata sul riconoscimento di un'autorità pubblica, fonte del diritto, e caratterizzata dalla presenza di un apparato burocratico e di un sistema fiscale; soprattutto i popoli germanici erano popoli non stanziali, in cui il nomadismo era correlato con la ricerca di maggiori risorse, e in particolare erano popoli guerrieri, alla ricerca di comunità e villaggi da depredare..

Si comprende allora la semplicità di un ordinamento sostanzialmente "primitivo" fondato prevalentemente da norme consuetudinarie, che riflette l'assenza di un potere definito cui rispondono i membri della comunità, con una commistione continua tra sfera pubblica e privata. Avevano un ruolo decisivo i rapporti di tipo personale, o parentale, che determinavano la coesistenza di diversi momenti aggregativi della società. Ad esempio, la Sippe, che rappresenta una unità parentale, aggregato di famiglie legate da vincoli di sangue che provvedeva alla difesa e al sostentamento comune,. coesisteva con un'altra forma di legame, il comitatus, un seguito di armati che circondava un guerriero più valoroso: questi offriva parte del bottino delle scorrerie, in cambio di fedeltà e aiuto in battaglia.. Tale vincolo di fedeltà era forte per lo più in tempo di guerra, ma anche nei periodi di pace doveva restare ben saldo. Inoltre questi gruppi erano sostanzialmente organizzati su linee "orizzontali", cioè tra pari, non subordinati da relazioni di tipo gerarchico.

Inoltre, i processi di ricomposizione tra due membri della comunità, in seguito ai reati, ovvero alla violazione delle norme vigenti, non avvenivano attraverso il ruolo attivo di un'autorità pubblica che garantiva essa stessa la giustizia, bensì una corte appositamente costituita (mallus) e presieduta da un'assemblea di liberi, la quale vigilava sul corretto svolgimento della ricomposizione.. Questa, pertanto, si svolgeva in modo privato ovvero il processo aveva uno scopo esclusivamente dichiarativo. Le più diffuse forme di giustizia erano la faida, la vendetta privata, per cui si aveva il diritto di infliggere lo stesso torto subito, e il guidrigildo, ovvero la ricomposizione tramite una somma di denaro.

La struttura fondamentale della società germanica, nonostante le varie forme associative, era comunque di tipo militare, nel senso che si trattava di un "popolo-esercito" perennemente organizzato in funzione della guerra:. i capi militari guidavano ciascuno un numero variabile di uomini liberi in battaglia, mentre in pace assicuravano la protezione di tale comunità, e presiedevano la corte di giustizia che rispondeva alla comunità che a lui faceva capo: questi erano, pertanto, detentori del "banno", il diritto di giudicare e di punire.. I conti erano i più importanti tra i capi militari, ma erano presenti anche capi alla guida di contingenti più ridotti, come i millenari, centenari o decenari. Il re, naturalmente, rappresentava il capo militare più importante dell'intero popolo e aveva un ruolo non diverso dagli altri capi militari, ma era più attivo soprattutto quando guidava l'esercito alla conquista di nuove terre. La corte popolare che egli presiedeva, ovvero l'assemblea dei liberi, era la più importante poiché ciascun libero, pur dipendente da un altro capo militare, poteva appellarsi a essa; inoltre esercitava il potere legislativo. Tali cariche militari erano generalmente elettive, ed erano scelte dall'assemblea dei liberi che in origine accoglieva tutti i membri della comunità del popolo ovvero delle singole comunità se era convocata da capi minori: in seguito, però, iniziò a essere preclusa ai liberi di minor rango sociale, considerando che il possesso della terra, generava elementi più importanti economicamente.

La cultura germanica non riuscì né sentì il bisogno di eliminare quella romana e ogni popolo contribuì con le proprie caratteristiche migliori nel dare vita ai regni romano-barbarici. Mentre i popoli di Francia, Italia, Spagna e Portogallo continuavano a parlare i dialetti del latino che oggi costituiscono le lingue romanze, la lingua del popolo romano dell'attuale Inghilterra scomparve, lasciando appena qualche traccia, nei territori insediati dagli Anglosassoni. Sono numerosissimi gli esempi di vocaboli di origine germanica che, già prima dell'anno Mille, entrarono nelle lingue romanze, come nel caso dell'italiano, quasi tutti inerenti all'arte bellica: agguato, guardia, guerra, schiera, spia, trappola, zuffa, eccetera.

A seguito della penetrazione dei popoli germanici nelle regioni occidentali dell'impero si formarono delle unità politiche particolari che contribuirono alla definitiva divisione dell'Europa e all'incontro tra la civiltà classica, mediterranea, e il mondo nordico e germanico. I primi regni romano-barbarici si caratterizzarono per una limitata presenza nello Stato di caratteristiche germaniche e per un riconoscimento formale dell'autorità del re da parte di Bisanzio, che conferiva una parvenza di legittimità allo stanziamento. I Visigoti, insediati inizialmente in Aquitania in base al trattato del 418, giunsero a controllare anche la Penisola iberica, ma, sconfitti dai Franchi nel 507, abbandonarono il Midi francese, per formare il Regno visigoto di Toledo, che ebbe fine nel 711 con l'invasione araba.. Il regno dei Burgundi venne cancellato dai Franchi nel 534 con la vittoria di Autun, mentre i Vandali stanziatisi nel Nordafrica vennero sconfitti da Bisanzio nel 535.. Il regno degli Ostrogoti di Teodorico ebbe inizio nel 493, con la sconfitta degli Eruli di Odoacre, con l'approvazione dell'imperatore Zenone. A seguito dell'uccisione della figlia di Teodorico, Amalasunta, da parte del cugino Teodato, Giustiniano I trovò il pretesto per iniziare una guerra di conquista (la cosiddetta guerra greco-gotica) che vide, tra alterne vicende, la conquista della penisola italiana nel 535-555 da parte di Bisanzio..

La caratteristica principale di questi regni consisteva principalmente nella permanenza delle istituzioni e delle cariche romane, che continuavano a operare per le popolazioni conquistate e che, pertanto, assicuravano una certa continuità con l'ordinamento tradizionale; d'altra parte, i Germani continuavano a essere organizzati secondo la loro organizzazione dell'esercito popolo in cui i capi militari guidavano singole comunità, così come i romani rispondevano alle proprie cariche e istituzioni. La giustizia era così regolata in base alla personalità del diritto, ovvero alla scelta dell'ordinamento giuridico in base all'appartenenza etnica: i Germani ad esempio, continuavano a utilizzare la varie forme di giustizia, la faida, l'ordalia. Numerosi erano i codici che regolavano le consuetudini romane e germaniche: lEdictum Theodorici (del re visigoto Teodorico II 453-466), il Codex euricianus (del visigoto Eurico, 470 circa), la Lex Romana Visigothorum (506), la Lex Romana Burgundionum (501-515), eccetera.. Il re aveva una duplice funzione: da una parte era responsabile delle cariche romane, dall'altra continuava a esercitare le funzioni di guida dell'esercito, mantenendo, soprattutto, la sua carica militare tradizionale. In base allhospitalitas, i Foederati Barbari ricevettero un terzo o i due terzi delle terre della regione di insediamento; secondo un'interpretazione alternativa dei codici romano-barbarici, che secondo Heather «forza la lettera del testo in maniera inaccettabile», ai Barbari sarebbe stato assegnato non un terzo o i due terzi delle terre ma un terzo o i due terzi delle entrate fiscali nella regione di insediamento..