Conosciuto nella Chiesa ortodossa russa come "Portatore della Passione", il suo titolo ufficiale era «Per Grazia di Dio, Imperatore e Autocrate di tutte le Russie» (Божию Милостию, Император и Самодержец Всероссийский, Božiju Milostiju, Imperator i Samoderžec Vserossijskij), zar di Polonia, di Mosca, di Kiev, di Vladimir, di Novgorod, di Kazan', di Astrachan' e della Siberia; granduca di Finlandia e di Lituania; erede di Norvegia; signore e sovrano di Iberia, dell'Armenia e del Turkestan; duca dello Schleswig-Holstein, dello Stormarn, di Dithmarschen e dell'Oldenburg».

Appartenente alla dinastia dei Romanov, alto 1,73 m, castano con occhi azzurri, considerato attraente in gioventù, sposò, con un iniziale contrasto con i genitori, Alice d'Assia e del Reno, sua cugina di secondo grado, figlia del granduca Luigi IV d'Assia e del Reno e della principessa Alice del Regno Unito, a sua volta figlia della regina Vittoria. Ebbe cinque figli: Ol'ga, Tat'jana, Marija, la celebre Anastasija (insieme chiamate le sorelle "OTMA", dalle iniziali dei loro nomi) e infine l'erede al trono Aleksej. Fu de facto l'ultimo Imperatore dell'Impero russo. Viene considerato il quinto uomo più ricco e il secondo capo di Stato più ricco della storia, in quanto ebbe a sua disposizione un capitale e stimato in 900 milioni di dollari del 1918 (234 miliardi di euro del 2012).

Biografia Giovinezza

Nikolaj Aleksandrovič Romanov nacque il 6 maggio 1868 (secondo il calendario giuliano), figlio dello zar di Russia Alessandro III e di Marija Fëdorovna. Fu il primo dei sei figli della coppia imperiale che ebbe anche Aleksandr (1869-1870), Georgij (1871-1899), Ksenija (1875-1960), Michail (1878-1918) e Ol'ga (1882-1960). Nicola era cugino di primo grado per parte materna di Giorgio V del Regno Unito (la madre di Giorgio V, Alessandra di Danimarca era sorella della madre di Nicola II, Dagmar di Danimarca; le due sorelle erano figlie della coppia Cristiano IX di Danimarca e Luisa d'Assia-Kassel). Inoltre Giorgio V, come la moglie del futuro zar, Alice d'Assia, e come Guglielmo II di Germania, era nipote della regina Vittoria e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Nicola II era quindi imparentato sia col sovrano inglese (cugini di primo grado) che, in via acquisita, con il kaiser tedesco (la moglie era cugina di primo grado del kaiser, ma Nicola II e Guglielmo II non avevano nonni in comune, anche se la sua bisnonna Carlotta di Prussia era la pro-zia di Guglielmo II in quanto sorella di suo nonno Guglielmo I).

Il 13 marzo 1881 assiste in prima persona all'agonia del nonno, lo zar Alessandro II, ferito mortalmente a San Pietroburgo in un attentato dell'organizzazione rivoluzionaria Narodnaja Volja.

Fin dall'infanzia dimostra un carattere serio e riservato, prono alle indicazioni dei precettori e alle imposizioni del forte carattere del padre.Lorrain, p. 31.In Heresch, pp. 309-310, è riportata l'analisi grafologica effettuata da Benard Leroy su Nicola II nel 1906 dove si riportano, oltre agli attributi di "sensibilità", "introversione" e "ingenuità", anche un "metodo nella logica", "mancanza di metodo di astrazione" e un'"intelligenza media". Alessandro III affida l'educazione del ragazzo a uomini di spicco del suo governo, tra cui il procuratore del Santo Sinodo, Konstantin Petrovič Pobedonoscev, il generale Danilovič, il ministro delle finanze Nikolaj Bunge.

Nel 1884, a sedici anni, incontra per la prima volta la futura moglie, oltre che cugina di secondo grado, la principessina tedesca Alice d'Assia e del Reno, alla quale sarà idealmente legato per tutta l'adolescenza, non facendone segreto nemmeno ai suoi familiari. Tuttavia la prospettiva di un possibile matrimonio con una principessa tedesca contraria tanto lo Zar quanto la Zarina, e Alessandro III preme su Nikolaj Aleksandrovič perché abbandoni qualsiasi speranza di un'unione con Alice; incoraggia quindi la vita mondana del figlio nell'intento di concentrare la sua attenzione altrove: per questo motivo favorisce una relazione dell'erede con la prima ballerina del Teatro Marinskij di San Pietroburgo, Mathilde Kšesinskaja. Nikolaj Aleksandrovič, nonostante il suo legame con la ballerina, non dimentica la principessa Alice, e nei suoi diari scrive che il suo sogno è, un giorno, di sposarla..

Dal 1885 al 1890 l'erede frequenta la facoltà di scienze politiche ed economiche presso l'istituto di giurisprudenza dell'Università di San Pietroburgo, accompagnando a tali studi il servizio nella guardia imperiale (dove guadagna il titolo di colonnello) e i corsi dell'Accademia di stato maggiore. Dai diari del giovane Nikolaj Aleksandrovič si desume un forte entusiasmo per la vita da caserma, per le parate, gli addestramenti e la vita dei giovani soldati nella capitale. Lo Zar però non fa nulla per avvicinarlo ai problemi di Stato o di governo: insiste sulla sua educazione giuridica e militare, sui ruoli di rappresentanza dello zarevic presso le grandi corti europee, ma allo stesso tempo tralascia completamente di prepararlo al trono.Massie, p. 36, inoltre di seguito è riportato un episodio emblematico, riferito dal futuro Primo Ministro Sergej Vitte: quest'ultimo aveva proposto ad Alessandro III di nominare lo zarevic Nikolaj presidente dei lavori della ferrovia transiberiana; lo zar gli oppose un deciso diniego: "Conosce lo zarevic? È mai riuscito a parlare seriamente con lui?"; "No, sire, non ho mai avuto questo piacere con l'erede"; "È ancora un bambino in tutto e per tutto, giudica le cose in modo infantile. Come sarebbe capace di presiedere un comitato?"; "Ciò non di meno, sire, se Vostra Maestà non lo inizierà agli affari di stato, non li comprenderà mai".

Il 23 ottobre 1890, l'erede intraprende un viaggio, per ordine dello Zar, sull'incrociatore Pamjat' Azova alla volta dell'Egitto, delle Indie orientali, della Cina e del Giappone. Lo accompagnano tra gli altri il fratello Giorgio e il principe Giorgio di Grecia. Durante la permanenza in Giappone, il futuro zar subisce un attentato da parte di un samurai, che gli procura una ferita alla testa e che lo costringe a interrompere il viaggio e a far ritorno a casa, attraverso la Siberia. Tornato dal viaggio, decide di interrompere definitivamente la relazione con la Kšesinskaja.L'interruzione dei contatti con la Kšesinskaja rappresenta un punto di particolare importanza, soprattutto alla luce del recente dibattito storiografico svoltosi in Russia durante la procedura religiosa della glorificazione del sovrano. Il partito contrario alla procedura portò come maggior punto morale il fatto che Nicola II "avesse un'amante", riferendosi in tal modo alla relazione con la ballerina - che non fu mai un segreto in Russia. Il rigetto di tale tesi è rappresentato chiaramente dalla fonte principale al riguardo (le memorie della Kšesinskaja, Dancing in Petersburg, Garden City Doubleday, 1961, p. 67), la quale dipana qualsiasi dubbio che la relazione con la Kšesinskaja non fosse extraconiugale, bensì un'avventura giovanile (peraltro l'unica) dello zarevic Nikolaj Aleksandrovič.Solmi, p. 52.

Durante i primi anni 1890, le condizioni di salute dello zar Alessandro III peggiorano ed egli, pronosticando forse una vicina successione di Nikolaj Aleksandrovič al trono, dà il consenso al figlio di fidanzarsi con Alice. L'8 aprile 1894 Nikolaj Aleksandrovič e Alice d'Assia si fidanzano ufficialmente al castello di Ehrenburg a Coburgo, alla presenza del loro vasto reale parentado europeo (tra cui il kaiser Guglielmo II e la regina Vittoria), riunitosi in occasione del matrimonio del fratello di lei, Ernesto Luigi d'Assia.

Primi anni di regno

Il 1º novembre 1894, giorno della morte di Alessandro III, Nikolaj Aleksandrovič Romanov ottiene formalmente il trono di Russia; tuttavia il cugino e amico d'infanzia Aleksandr Michajlovič Romanov riferisce che quel giorno lo vide scosso e disperato. Infatti fino ad allora non aveva mai ricoperto posizioni di responsabilità e lui stesso disse in lacrime al cugino:

Questa inesperienza sarebbe stata determinante per la grande influenzabilità da lui dimostrata nei primi anni del suo regno, e per comprendere la priorità più volte manifestata da Nicola II verso problemi di carattere familiare e privato di fronte agli affari di Stato (come la fiducia data a Rasputin anche in questioni di primario carattere governativo, derivata dal fatto che quest'ultimo avrebbe avuto straordinario potere riguardo alla salute dello zarevic Aleksej).

Il 14 novembre Nikolaj Aleksandrovič sposa la principessa Alice d'Assia nella cappella del Palazzo d'Inverno. Pochi giorni prima, la futura Zarina ha abbandonato la fede protestante per essere battezzata nell'ortodossia, assumendo il nome russo di Aleksandra Fëdorovna. I primi giorni di matrimonio, che coincidono anche con i primi del suo regno, vedono il giovane Nicola II molto combattuto tra una vita familiare che lo appaga e gli impegni istituzionali che gravano su di lui. La sua pagina di diario del 17 novembre è emblematica:

La coppia ebbe 5 figli: Ol'ga (15 novembre 1895 - 17 luglio 1918) Tat'jana (10 giugno 1897 - 17 luglio 1918) Maria (26 giugno 1899 - 17 luglio 1918) Anastasija (18 giugno 1901 - 17 luglio 1918) Aleksej (12 agosto 1904 - 17 luglio 1918)

Il 26 maggio 1896 è incoronato con una fastosa cerimonia col nome di Nicola II, zar di tutte le Russie e basileus della Chiesa ortodossa russa. Sin dai primi giorni di regno i contemporanei vedono in alcuni avvenimenti i presagi di future disgrazie. Il più citato di questi avvenimenti è la tragedia del campo di Chodynka presso Mosca, nel corso dei festeggiamenti per l'incoronazione: a causa della cattiva organizzazione di argini e impalcature atte a contenere la folla, 1 400 persone muoiono schiacciate. Ancora sotto la forte influenza degli zii Vladimir, Pavel e Sergej, il nuovo zar annulla le sue intenzioni iniziali di sospendere i festeggiamenti di fronte alla tragedia e suscita così le prime e feroci critiche, nonostante abbia predisposto un forte indennizzo per ciascuna delle famiglie delle vittime.Heresch, p. 63. Oltre al risarcimento di 1 000 rubli per ogni famiglia colpita dal lutto, fu aperta un'inchiesta riguardo ai responsabili della tragedia, che si rivelarono essere il ministro di corte Voronzov-Dackov e il governatore di Mosca, granduca Sergeij Aleksandrovič Romanov, zio dello zar. Dopo averli inizialmente sollevati dalle cariche entrambi, sotto una forte pressione da parte del corpo dei granduchi, Nicola II fu costretto a annullare la condanna verso lo zio; quest'ultimo punto concorre a dimostrare la grande influenzabilità del ventiduenne zar nei confronti dei membri più anziani della famiglia imperiale.

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