Lillusionismo, detto anche prestidigitazione o prestigiazione, è un'arte performativa eseguita generalmente a scopo di divertimento o intrattenimento di un pubblico, che ha come scopo quello di far apparire come reali fenomeni comunemente ritenuti impossibili. Per ottenere l'effetto desiderato, l'artista (comunemente chiamato illusionista, mago, prestigiatore o, utilizzando un francesismo, prestidigitatore) utilizza metodi più o meno complessi, che combinano principi fisici (meccanici, chimici, idraulici e ottici), tecniche psicologiche (gestione della percezione, dell'attenzione, della memoria e del ragionamento) e abilità manipolative. Ciò significa che l'illusionismo non ha niente a che vedere con il paranormale, ma che ogni effetto magico che viene presentato ha una chiara spiegazione razionale, sebbene essa venga nascosta al pubblico.
Storia
Prima dell'impiego come forma di spettacolo, le tecniche dell'illusionismo venivano talvolta impiegate in contesti religiosi per incutere terrore o mostrare fenomeni soprannaturali, o per altri scopi disonesti come le truffe o il borseggio. La percezione comune della pratica cambiò quando, nel XIX secolo, il prestigiatore francese Robert Houdin aprì a Parigi un teatro dedicato alle esibizioni magiche, presentando per la prima volta numeri di illusionismo davanti a un pubblico. Iniziava nel mondo l'era della magia a teatro.
Principi base In generale, il compito dell'illusionista è quello di creare l'illusione di un accadimento magico nella mente dello spettatore. Lo scopo è di intrattenere lo spettatore generando un sentimento di meraviglia. Possono associarsi alla meraviglia anche altri sentimenti, a seconda dello stile, come l'ilarità (mago brillante o comico) o perfino un vago timore (mago misterico o alcuni tipi di mentalisti).
Il fattore psicologico è dominante. Esistono illusioni realizzate esclusivamente con l'uso della psicologia (senza "trucco") ma non esistono trucchi che siano magici di per sé. È comunque necessario che la mente dello spettatore sia preparata ad accettare come magico il fenomeno a cui sta per assistere: una sospensione del giudizio tipica delle arti performative.
Esistono due tipi di "effetti magici": simulazione di effetti realmente impossibili dimostrazione di effetti ritenuti impossibili
In pratica, non è realmente importante ciò che l'illusionista fa, ma come lo spettatore vive l'effetto. Per esempio, è realmente possibile memorizzare in modo fulmineo grandi quantità di informazioni, ma ciò non è ritenuto possibile dal senso comune. Un effetto che presupponga questa abilità verrà ritenuto magico anche se non lo è affatto.
L'illusionista studia la psicologia umana per trovare quelle falle attraverso cui può "introdursi". La principale falla, ad esempio, è quella del completamento logico. Date due azioni non direttamente consequenziali, la mente inferisce che debba esistere almeno una terza azione che porti dalla prima alla seconda. Come terza azione sarà scelta la più semplice disponibile. Se ad esempio la mano destra ha una pallina in mano mentre si avvicina alla sinistra e successivamente è la mano sinistra ad avere una pallina in mano, la mente inferisce che la pallina sia stata passata dalla destra alla sinistra. Il mago utilizza questa falla per trattenere una pallina nella destra (nascondendola) mentre la sinistra mostra un'identica palla che già aveva in mano.
Tutto ciò porta ad un altro principio base: la naturalezza. Perché un'azione "truccata" sia accettata come normale da uno spettatore essa deve essere eseguita in modo naturale, ossia deve mimare esattamente il movimento naturale cui essa si ispira. Nell'esempio della pallina, il primo allenamento del prestigiatore sarà di studiare il modo in cui egli è abituato a passare realmente una pallina da una mano all'altra. Dopodiché escogiterà un modo per fingere l'azione del passaggio in modo che la finta azione sembri, per quanto possibile, identica all'originale. Grande importanza ha il timing, ossia la tempistica e la coordinazione con cui vengono eseguite le varie azioni. Solitamente si utilizzano movimenti fluidi e connaturati al ritmo naturale delle azioni del prestigiatore.
Un illusionista potrebbe (in caso limite) cercare di ottenere cose diverse dall'intrattenimento, come condiscendenza, gratitudine, soggezione, denaro e più in generale potere sulle persone. Gli illusionisti possono spacciarsi per "maghi": astrologi, cartomanti, chiromanti, ecc., utilizzando tecniche proprie dell'illusionismo per esercitare la propria professione. Molti lo fanno per fornire comunque un tipo di intrattenimento che si basa sulla fede più o meno marcata del soggetto. Altri lo fanno in modo fraudolento.
Generi Una prima grande distinzione tra i generi dell'illusionismo è che lo spettacolo dell'illusionista può essere parlato o muto, per esempio le grandi illusioni sono spesso "mute" mentre sono "parlate" la cartomagia, il mentalismo...
In generale la prestigiazione si divide in numerosi sottogeneri di seguito descritti.
Micromagia
La micromagia (close-up) si riferisce a un tipo di prestidigitazione adatto ad essere osservato da una distanza ravvicinata al tavolo. Comprende tutti quei giochi di carte, monete, palline di spugna ecc. che possono essere eseguiti a stretto contatto con il pubblico, anche se molti abili prestigiatori riescono a fare grandiosi spettacoli di micromagia in un palcoscenico con il pubblico anche a discreta distanza. Proprio per la vicinanza estrema con il pubblico, questo tipo di illusione richiede, nelle sue esibizioni più virtuose, una destrezza notevole e una tecnica quanto più interiorizzata possibile, oltre a un uso sapiente della tecnica della misdirection, ovvero la capacità di orientare e ri-orientare l'attenzione dello spettatore nel modo che è più congeniale al performer.
Cartomagia
La cartomagia utilizza le carte da gioco come strumento principale per produrre effetti magici. Può essere presentata in scena, in sala, in close-up, ecc. Può servirsi delle sole carte o anche di altri attrezzi, ad esempio monete, dadi e quant'altro. Il soggetto principale dell'illusione però deve essere comunque la carta da gioco.
Solitamente viene utilizzato un mazzo completo di carte francesi. Tuttavia la cartomagia spazia anche ad altri tipi di mazzi: regionali, come le carte napoletane (mazzo da 40), storiche (come i tarocchi), speciali (carte bianche, carte ESP, carte numeriche, carte alfabetiche, carte illustrate, ecc.). Le magie possono essere realizzate con l'intero mazzo o anche solo con un piccolo gruppo di carte (packet trick). I giochi di carte possono essere automatici (ossia non richiedere alcuna abilità manuale), semiautomatici, di destrezza (in cui la componente tecnica svolge un ruolo decisivo) e di manipolazione. Vengono esibiti solitamente in scena o in sala e classicamente consistono nell'apparizione, sparizione o trasposizione di carte (una, un ventaglio di carte o talvolta l'intero mazzo) fra le mani del mago. Lo stesso genere di effetti può essere però ottenuto anche con molti altri tipi di oggetti.
Mentalismo
Il mentalismo riproduce, con il suo stile e il genere di effetti scelti, i presunti poteri paranormali di medium, cartomanti e occultisti.
La differenza tra il mentalismo e gli altri generi risiede più nella presentazione che nei trucchi effettivamente proposti. Bisogna fare attenzione a non confondere il mentalismo con la magia mentale. Questa seconda è simile al mentalismo. Tuttavia mentre un mentalista crea numeri di solo mentalismo, un prestigiatore può inserire numeri di magia mentale all'interno di uno spettacolo più vasto. Quel che cambia tra Mentalismo e Magia mentale è il metodo utilizzato, come anche gli strumenti usati. I numeri di mentalismo sono il più delle volte eseguiti senza l'ausilio di oggetti, al contrario della magia mentale. Nel Mentalismo l'oggetto dell'evento magico, ciò che fa accadere la magia, l'oggetto su cui si vedono gli effetti della magia è il mentalista stesso, infatti, quando si fa uso di uno strumento per un numero di mentalismo, esso passa subito in secondo piano. Nella magia mentale invece lo strumento mantiene spesso un certo ruolo all'interno dell'effetto. Un esempio di magia mentale è infatti quando un mago, dopo avere fatto scegliere una carta, finge di leggere la mente dello spettatore per rivelarla e farla riapparire dal nulla.
Alcune volte i trucchi usati sono gli stessi che in altri generi si accompagnano a presentazioni più tradizionali, ad esempio il mago mentalista può "forzare" una carta in modo da potere conoscere in anticipo la carta in mano allo spettatore. Un normale prestigiatore si avvantaggerebbe di questa informazione per rivelare la carta in qualche maniera magica, ad esempio facendola arrivare in una posizione decisa dallo spettatore. Oppure potrebbe adottare una presentazione di magia mentale fingendo di concentrarsi per leggere la mente dello spettatore e infine rivelare la carta nominandola, per poi magari farla apparire in punta alle dita.
Il mentalista invece non farebbe mai riapparire la carta. La carta è solo un mezzo per creare un effetto mentale: la telepatia. La telepatia, ossia la trasmissione del pensiero, non ha bisogno di qualcosa di materiale, come una carta, per realizzarsi. Il mentalista quindi cercherà di fare dimenticare allo spettatore perfino l'esistenza di quella carta. Dapprima chiederà allo spettatore di prendere una carta (azione materiale su un mezzo materiale) e di pensarla intensamente. Successivamente ricorderà come lo spettatore abbia pensato una carta e di concentrarsi sul suo valore. Qui c'è già una magia: la sparizione del mezzo materiale. Si invita lo spettatore a dimenticare di avere preso una carta e si trasferisce l'esperienza sul piano puramente mentale. Nel prosieguo dell'effetto il mentalista chiederà allo spettatore di concentrarsi sul numero che ha liberamente pensato. E qui è stato compiuto l'ultimo passaggio: il mentalista ha trasformato nel ricordo dello spettatore la scelta forzata di una carta in una libera scelta mentale di un numero. Quando il mentalista (dopo opportuna recitazione di concentrazione, ecc) rivelerà questo numero, lo spettatore sarà fortemente colpito dall'accaduto e successivamente ricorderà ai conoscenti come un mago sia stato capace di leggere il suo pensiero. Differentemente, il ricordo che un mago mentale lascia nello spettatore è più simile alla convinzione che il mago sia riuscito a indovinare la carta scelta.
Come si può vedere, il mentalista è il mago che, rispetto ad altri, pone maggiore enfasi sulla componente psicologica dei suoi effetti legandosi il meno possibile all'abilità manuale. È per questo che spesso gli operatori dell'occulto si avvalgono di tecniche proprie del mentalismo per simulare fenomeni paranormali. La sola differenza è lo scopo.
Ipnosi L'ipnosi in illusionismo è strettamente legata alla branca del mentalismo.
Molta gente è ancorata alla figura dell'ipnotista in grado di piegare al suo volere le persone dopo averle messe in uno stato di trance. Lo stato ipnotico (o di trance), in realtà, è uno stato molto comune. Quando ci si "incanta" persi nei propri pensieri, ad esempio, ci si pone volontariamente in uno stato di trance. Durante la trance ipnotica un soggetto è molto suggestionabile. Si possono cioè suggerire al soggetto determinate immagini, concetti, sensazioni ed egli sarà portato a ricrearle nella sua mente. Tuttavia un soggetto in trance si rifiuterà categoricamente di eseguire qualunque compito o azione contraria alla sua morale.
L'ipnotista da scena vuole realizzare uno spettacolo in cui dimostra non tanto le reali possibilità dell'ipnosi quanto piuttosto quelle più spettacolari, magari con un occhio proprio a quegli stereotipi che la gente crede veri. Si trova a dovere affrontare quindi vari problemi, come i seguenti:
indurre uno stato ipnotico in brevissimo tempo;