La cosiddetta Teoria della linea, esposta da Platone nel dialogo la "Repubblica" nel libro VI (509d-511e), esplica il rapporto tra la filosofia ed il suo metodo specifico e le altre cosiddette scienze con i propri.
Con questa teoria, Platone vuole sancire l'enorme differenza tra il mondo dell'opinione, e quello della verità, tra il sensibile e l'intelligibile, e la differenza metodologica da adottare per ottenere l'ascensione dialettica dalla conoscenza dal mondo del materiale a quello razionale.
Immaginiamo un segmento bisecato, rappresentante il mondo visibile da una parte (A-C), e il mondo intelligibile dall'altra (C-E). Questi due segmenti sono disuguali in quanto aventi due diversi gradi di chiarezza, quello del mondo intellegibile e quello del mondo sensibile. Platone non si esprime sulla lunghezza relativa dei segmenti.
Suddividiamo poi ulteriormente i due segmenti, in modo da ottenere quattro parti.
Secondo Platone la conoscenza si articola in 2 stadi: lopinione () e la scienza (). L'opinione a propria volta si divide in immaginazione () e credenza (), mentre la scienza si divide in ragione discorsiva () e intellezione (). Si ottiene così la seguente scala ascendente:
Εἰκασία - Le manifestazioni di oggetti visibili (A–B), ossia le immagini: le ombre, i riflessi nell'acqua, i miraggi, le illusioni ottiche ecc. Πίστις - Gli oggetti visibili (B–C): gli animali, le piante, gli uomini e tutte le loro produzioni.La percezione sensoriale è chiamata credenza perché, secondo Platone, il mondo per come lo vediamo noi è illusorio, in quanto riflesso imperfetto del mondo "iperuranio" delle idee, tanto superiore a quello quanto lo è lo spirito al corpo. Ciò che conosciamo attraverso i sensi è, dunque, ciò in cui l'uomo ripone la sua fiducia, attribuendogli un valore di verità senza sottoporlo all'esame critico della ragione; per lo stesso motivo la percezione sensoriale rende opinione e non scienza, ossia conoscenza veritiera. Διάνοια - Forme di verità intelligibili, ma meno alte, perché basate su un riscontro mediato dalla ragione (C–D): la geometria e le scienze in genere.Queste scienze, tra cui l'aritmetica, l'astronomia e la musica (queste ultime due concepite nella loro dimensione puramente teorica) costituiscono una forma di ragione discorsiva in quanto, essendo discipline create dall'uomo, sono in grado di giustificarsi in nome di assiomi di validità universale; allo stesso tempo, esse costituiscono una forma di conoscenza superiore rispetto alla percezione sensoriale, poiché mentre quest'ultima si basa su elementi di natura del tutto empirica (e quindi, in linea con il pensiero platonico, fallace), esse si servono della ragione per costruire i propri enunciati. Solo della filosofia è, però, la vera conoscenza, poiché essa trae origine direttamente dal mondo delle idee, ed è pertanto la scienza perfetta. Νόησις'' - Forme intelligibili''' supreme, perché raggiunte e sviluppate per via puramente intuitiva (D–E): la concentrazione dell'idea di bene.
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