Betlemme (AFI: ; ; , letteralmente «casa del pane»; in greco antico Βηθλεέμ, Bēthleém; ) è una città della Cisgiordania e il capoluogo dell'omonimo governatorato di Betlemme, nello Stato di Palestina. Situata nelle colline della Giudea, circa 10 km a sud di Gerusalemme, forma un agglomerato urbano con le vicine Beit Jala e Beit Sahour.

Betlemme occupa un posto centrale nella tradizione biblica e, in particolare, nella storia e nella spiritualità del cristianesimo. Nell'Antico Testamento è strettamente associata alla figura di Davide, la cui famiglia proveniva dalla città e che, secondo il Primo libro di Samuele, vi fu unto da Samuele. Per questa ragione nel Vangelo secondo Luca Betlemme è indicata come la «città di Davide» ().

La fama universale della città è tuttavia legata soprattutto alla Natività di Gesù. Secondo i racconti del Vangelo secondo Matteo e del Vangelo secondo Luca, Gesù nacque a Betlemme di Giudea (; ). Il legame fra Betlemme, Davide e la nascita del Messia assume inoltre particolare rilievo nella tradizione cristiana attraverso un passo del Libro di Michea, nel quale il profeta si rivolge a «Betlemme di Efrata» annunciando che da essa sarebbe uscito colui destinato a governare Israele (). Nel Vangelo secondo Matteo il passo viene ripreso nel racconto della visita dei Magi, in relazione alla ricerca del luogo nel quale sarebbe dovuto nascere il Messia ().

Sul luogo tradizionalmente identificato con la nascita di Gesù sorge la Basilica della Natività, uno dei più antichi e venerati santuari cristiani. La prima basilica fu completata nel 339 sopra la grotta venerata come luogo della Natività; dopo la sua distruzione, l'edificio fu ricostruito nel VI secolo e costituisce il nucleo della chiesa tuttora esistente. Il complesso della Basilica della Natività e la storica via di pellegrinaggio che vi conduce sono stati iscritti nel 2012 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO con la denominazione «Luogo di nascita di Gesù: Chiesa della Natività e via del pellegrinaggio, Betlemme».

La città conserva pertanto un eccezionale valore religioso e simbolico: la Basilica e la grotta della Natività costituiscono da secoli una delle principali mete del pellegrinaggio cristiano e uno dei luoghi più sacri della cristianità. Il sito riveste inoltre un significato religioso anche per l'Islam, nel quale Gesù (ʿĪsā) è riconosciuto come profeta.

Geografia fisica

Territorio Betlemme sorge nella parte centrale dei monti della Giudea, su un territorio prevalentemente collinare posto a circa 772 m sul livello del Mar Mediterraneo. Una precedente fonte del Palestinian National Information Center indicava un'altitudine di circa 775 m.

La città è situata circa 10 km a sud della Città Vecchia di Gerusalemme e occupa la parte settentrionale dell'omonimo governatorato di Betlemme. Il territorio urbano confina a est con Beit Sahour, a ovest con Beit Jala e Al-Doha, a nord con Gerusalemme e Sur Baher e a sud con l'area delle Piscine di Salomone, Al-Khader e Artas. Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour formano un agglomerato urbano pressoché continuo.

In termini di distanza geografica, Betlemme si trova inoltre a circa 73 km da Gaza, 75 km da Amman, 59 km da Tel Aviv e 10 km da Gerusalemme., Time and Date AS / Steffen Thorsen.

La posizione elevata lungo la dorsale della Giudea influenza sensibilmente tanto il paesaggio quanto il clima cittadino. Il nucleo storico si sviluppa sulle alture attorno alla Piazza della Mangiatoia e alla Basilica della Natività, mentre l'espansione urbana contemporanea ha progressivamente congiunto Betlemme ai centri vicini.

Città Vecchia

La Città Vecchia costituisce il nucleo storico dell'abitato e si sviluppa attorno alla Piazza della Mangiatoia, sulla quale si affaccia la Basilica della Natività. La struttura urbana tradizionale è caratterizzata da un insieme di quartieri residenziali storici, detti harat, sviluppatisi nel corso dei secoli e progressivamente riuniti attorno al centro religioso e commerciale della città.

Secondo il Comune di Betlemme, i quartieri storici sono al-Najajreh, al-Farahiyya, al-Tarajmeh, al-Anatreh, al-Hreizat, al-Qawawseh, al-Fawaghreh e il quartiere siriaco. Ciascun quartiere si sviluppò storicamente attorno a gruppi familiari e disponeva tradizionalmente di uno spazio comune nel quale gli uomini delle famiglie residenti si riunivano per discutere questioni riguardanti la comunità.

Il quartiere di al-Najajreh, situato a ovest della Piazza della Mangiatoia, è tradizionalmente collegato a famiglie cristiane che la tradizione locale fa discendere dai Ghassanidi. A nord-ovest della piazza, lungo la storica Via della Stella, si trova al-Farahiyya, la cui popolazione viene tradizionalmente fatta risalire a gruppi cristiani provenienti dall'area di Wadi Musa, a est del Giordano.

Il quartiere di al-Tarajmeh, letteralmente «dei traduttori», si sviluppò invece durante il periodo delle Crociate e deve secondo la tradizione locale il proprio nome a uomini di origine italiana che, stabilitisi a Betlemme e sposatisi con donne arabe cristiane, svolgevano attività di interpretariato per i francescani e per i pellegrini.

Durante il periodo ottomano si svilupparono altri quartieri. Al-Anatreh, immediatamente a sud della Basilica della Natività, fu associato a famiglie provenienti dall'area di Herodion; al-Qawawseh, a sud della Piazza della Mangiatoia, fu fondato da famiglie provenienti da Tuqu'; al-Hreizat, a nord della piazza, da famiglie originarie di Umm Tuba.

Il quartiere di al-Fawaghreh costituisce il nucleo storico musulmano della città. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Comune di Betlemme, fu fondato nel 1780 da musulmani provenienti dal villaggio di Faghur, presso le Piscine di Salomone, che si stabilirono su un'altura a occidente del centro cittadino.

Alla tradizionale articolazione della città appartiene anche la comunità siriaca, insediata al di fuori del nucleo più antico. Centre for Cultural Heritage Preservation Parte delle famiglie siriache di Betlemme proveniva dall'area di Midyat, nell'odierna Turchia.

L'assetto della Città Vecchia conserva un tessuto edilizio stratificato, nel quale edifici religiosi, conventi e scuole convivono con abitazioni storiche, vicoli e passaggi coperti. Il patrimonio architettonico presenta testimonianze di epoche differenti, dall'età bizantina e crociata fino ai periodi ottomano e britannico, accanto all'architettura palestinese tradizionale.

Uno degli assi principali del nucleo storico è la Via della Stella, antico percorso di accesso alla Basilica della Natività. Insieme alla Basilica e alla tradizionale via di pellegrinaggio, parte del centro storico è compresa nel sito iscritto nel 2012 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Clima Betlemme presenta un clima mediterraneo, caratterizzato da estati calde e secche e da inverni più freddi e piovosi. L'altitudine mitiga le temperature estive rispetto alle aree più depresse della regione e determina in inverno condizioni relativamente fresche.

Secondo i dati attualmente pubblicati dal Comune di Betlemme, la temperatura media annua è di circa 16,3 °C, mentre l'umidità relativa oscilla generalmente fra il 50 e il 75%. Le precipitazioni medie annue sono indicate in circa 501 mm. Una precedente pubblicazione dello stesso Comune indicava invece una media di circa 700 mm annui; la differenza riflette i differenti dati climatologici utilizzati dalle due pubblicazioni municipali.

La stagione piovosa si concentra prevalentemente fra l'autunno e la primavera, mentre nei mesi estivi le precipitazioni sono scarse. Una precedente serie climatologica municipale indicava temperature medie comprese fra 9 e 18 °C durante l'inverno e fra 26 e 30 °C durante l'estate.

La posizione sulle alture della Giudea espone inoltre la città all'influenza delle brezze provenienti dal Mar Mediterraneo, particolarmente avvertibili nelle ore centrali della giornata. Nei mesi di aprile e maggio e fino alla metà di giugno possono verificarsi episodi di Khamsin, caratterizzati dall'arrivo di masse d'aria calda, secca e carica di polveri provenienti dalle regioni desertiche.

Secondo i dati climatologici storicamente pubblicati dal Comune, l'umidità relativa media annua era stimata attorno al 60%, con i valori maggiori in gennaio e febbraio e quelli minori in maggio. La formazione di rugiada notturna poteva verificarsi fino a circa 180 giorni all'anno.

Origini del nome Il toponimo Betlemme presenta forme strettamente affini nelle diverse lingue semitiche parlate storicamente nella regione. Il nome ebraico è tradizionalmente interpretato come «casa del pane», dall'unione di bêt («casa») e leḥem («pane»). Tale significato è attestato nella lessicografia biblica moderna ed è divenuto l'interpretazione tradizionale del nome ebraico della città.

La denominazione araba moderna, , presenta invece letteralmente il significato di «casa della carne», poiché in arabo bayt significa «casa» e laḥm «carne». La differenza semantica fra l'ebraico leḥem e l'arabo laḥm deriva quindi dal diverso significato assunto dalle corrispondenti radici nelle due lingue, pur nella somiglianza delle forme del toponimo.

L'origine più antica del nome non è tuttavia stabilita con certezza. Betlemme potrebbe essere già menzionata nel XIV secolo a.C. nelle lettere di Amarna, in un documento relativo al territorio di Gerusalemme, ma l'identificazione e l'interpretazione del toponimo contenuto nel testo rimangono discusse. Alcuni studiosi hanno proposto per il nome un significato originario riconducibile a un «santuario di Lahm», collegandolo a un'antica divinità semitica associata alla fertilità o al nutrimento; altre interpretazioni preferiscono invece attenersi al significato direttamente attestato dalla forma ebraica, «casa del pane».

Nella Bibbia ebraica la città compare anche con il nome di Efrata o nella forma Betlemme Efrata. Il rapporto fra i due toponimi è attestato in diversi passi biblici, fra i quali il racconto della morte di Rachele () e, soprattutto, la profezia di Michea, che si rivolge a «Betlemme di Efrata» (). Il nome Efrata è stato tradizionalmente associato all'idea di fertilità o fecondità.

Nel Nuovo Testamento la forma greca Βηθλεέμ (Bēthleém) riproduce il toponimo semitico. Il Vangelo secondo Matteo, nell'indicare la città come luogo della nascita di Gesù, utilizza inoltre l'espressione «Betlemme di Giudea» (), distinguendola dall'omonima Betlemme di Galilea. La forma latina Bethlehem, trasmessa dalla tradizione biblica cristiana, è all'origine dell'italiano «Betlemme».

Storia Antichità e periodo biblico L'area di Betlemme presenta testimonianze di occupazione risalenti almeno al II millennio a.C. L'identificazione più antica del centro abitato è stata tradizionalmente ricondotta alle lettere di Amarna, l'archivio diplomatico egiziano del XIV secolo a.C., nelle quali compare un luogo denominato Bit-Lahmi in una lettera proveniente dall'area di Gerusalemme. L'identificazione di tale località con Betlemme è stata proposta da diversi studiosi, ma non è universalmente accettata.

La continuità fra l'antico toponimo e le successive forme semitiche è stata messa in relazione con la popolazione cananea della regione e con il comune sostrato linguistico semitico, sebbene l'etimologia remota del nome rimanga discussa.

Nella Bibbia ebraica Betlemme, indicata anche in relazione a Efrata, compare ripetutamente nei racconti riguardanti i patriarchi e la storia di Israele. Secondo la Genesi, Rachele morì e fu sepolta lungo la strada per Efrata, identificata nel testo con Betlemme (). Nel Libro di Rut la città costituisce lo scenario principale della vicenda di Rut, la moabita che seguì la suocera Noemi a Betlemme e spigolò nei campi di Booz, dal quale discese la famiglia di Davide ().