È il secondo giocatore croato dopo Goran Ivanišević a essersi aggiudicato un torneo del Grande Slam, impresa compiuta allo US Open 2014. Ha raggiunto inoltre la finale a Wimbledon 2017 e agli Australian Open 2018. È altresì l'unico giocatore del proprio paese ad aver disputato almeno la semifinale in tutti i Major. In singolare ha vinto 21 titoli del circuito maggiore e si è spinto sino alla terza posizione del ranking ATP nel gennaio 2018.
Si è aggiudicato con la Croazia la Coppa Davis 2018 e la medaglia d'argento in doppio ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, conquistata insieme a Ivan Dodig. Nel suo palmarès figura anche la Laver Cup 2017 vinta con il Team Europa.
Biografia Soprannominato Chila, nasce a Međugorje in Erzegovina, che era a quel tempo parte della Jugoslavia. Nel 1992 la Bosnia ed Erzegovina proclama l'indipendenza e il padre di Čilić è uno dei fondatori della nuova federazione tennistica nazionale. Marin comincia a giocare a tennis a sette anni e i genitori Zdenko e Koviljka fanno costruire un campo da tennis dietro la casa per lui e i fratelli Vinko, Goran e Mile. Cresce avendo come idoli Goran Ivanišević e Ivan Ljubičić. A 12 anni gioca per la rappresentativa nazionale Under-14.
Le condizioni per allenarsi sono però limitate ed è questo il motivo per cui nel 2002 si trasferisce a Zagabria e sceglie di giocare per la Croazia, Paese dove le condizioni sono molto migliori. Nel 2004 inizia ad allenarsi in Italia e l'anno successivo passa al professionismo. In seguito trasferisce la residenza a Monte Carlo e sposa Kristina, con la quale ha i figli Baldo e Vito. È attivo in opere di beneficenza e nel 2016 crea la Fondazione Marin Čilić che aiuta i bambini bisognosi di tutto il mondo ad avere accesso all'istruzione e allo sport, fornendo loro opportunità per realizzarsi. Per i suoi contributi nella fondazione, quello stesso anno gli viene assegnato il premio ATP Arthur Ashe Humanitarian of the Year.
Carriera Juniores Inizia a giocare nei tornei dell'ITF Junior Circuit nel 2001 e nel settembre 2002 prende parte alla fase finale della Coppa Davis Junior, dove vince tutti gli incontri disputati in singolare ma la Croazia non va oltre la finale per il 15º posto. Nel maggio 2003 cede in finale del Torneo Avvenire contro Juan Martín del Potro. A settembre vince i primi titoli ITF Junior, entrambi in tornei di Grade 5, il primo in Slovenia in doppio e il secondo in Bosnia in singolare. Torna a disputare la Coppa Davis Junior nel 2004, vince di nuovo tutti gli incontri in singolare e la Croazia chiude il torneo al quarto posto.
Quello stesso anno inizia ad allenarsi a Sanremo nell'accademia dell'australiano Bob Brett, che in passato aveva allenato molti grandi tennisti tra cui Ivanisević e Boris Becker. Brett sarà il suo coach per i successivi nove anni e il suo mentore, sotto la sua guida Čilić si irrobustisce, compie enormi progressi tecnici e raggiunge grandi traguardi sia da juniores che nei primi anni da professionista.
Consegue i migliori risultati tra gli juniores nel 2005, in gennaio raggiunge per la prima volta i quarti di finale in uno Slam agli Australian Open e in giugno trionfa al Roland Garros, superando in finale l'olandese Antal Van Der Duim dopo aver eliminato in semifinale Andy Murray. Si spinge fino ai quarti anche a Wimbledon e agli US Open e in ottobre vince il titolo sia in singolare che in doppio nella prestigiosa Osaka Mayor's Cup, torneo di Grade A come quelli del Grande Slam. Disputa il suo ultimo torneo tra gli juniores nel dicembre 2005 e il 2 gennaio 2006 sale per la prima volta in vetta alla classifica mondiale di categoria. Chiude l'esperienza dopo aver vinto in totale sei titoli in singolare e cinque in doppio.
2004-2005: inizi da professionista e primi titoli Futures Fa la sua prima apparizione tra i professionisti nel febbraio 2004 giocando il torneo ITF Futures Croatia F1 e vince al primo turno, risultato che gli consente di chiudere la stagione al nº 1463 nel ranking ATP. Quello stesso anno disputa altri due tornei in doppio, viene sconfitto al suo esordio nel circuito Challenger a Zagabria e raggiunge la prima finale da professionista in agosto al Futures Croatia F5. Nel 2005 partecipa a sette tornei Futures e in agosto vince i primi titoli nel torneo Croatia F3, in singolare sconfigge in finale Lukáš Lacko e in doppio si impone in coppia con Ivan Dodig in quello che resterà il suo unico titolo vinto in carriera tra i professionisti. Nel corso della stagione vince il suo primo incontro in un Challenger battendo Arnaud Di Pasquale a Ginevra e fa il suo esordio con una wild-card nel tabellone principale di un torneo ATP perdendo al primo turno a Umago contro Kristof Vliegen.
2006: esordio in Coppa Davis e prima semifinale ATP All'inizio del 2006 vince il primo incontro in un torneo ATP a Zagabria con il successo al primo turno sul nº 25 del ranking Igor' Andreev, nella sua prima vittoria su un top 100, e cede al secondo contro Andreas Seppi. Fa quindi il suo esordio nella squadra croata di Coppa Davis nella sfida vinta 3-2 contro l'Austria, viene schierato in singolare a risultato già acquisito e perde contro Stefan Koubek. Nel corso della stagione disputa i suoi ultimi tornei Futures in carriera e a febbraio vince il Croatia F2. Viene sconfitto in entrambi gli incontri disputati nei quarti di finale di Davis persi 3-2 contro l'Argentina. Al torneo di Gstaad disputa la sua prima semifinale ATP e viene sconfitto da Feliciano López dopo aver eliminato i top 100 Andreas Seppi e Andrei Pavel. Con questi risultati guadagna 95 posizioni nel ranking e si porta alla 211ª. Supera le qualificazioni in altri tornei ATP senza ottenere altre vittorie nei tabelloni principali, e termina la stagione al 170º posto mondiale.
2007: due titoli Challenger, una semifinale ATP e top 100 Supera per la prima volta le qualificazioni in una prova del Grande Slam agli Australian Open 2007 e viene eliminato al primo turno. In febbraio vince il suo primo match di Coppa Davis battendo il nº 49 ATP Benjamin Becker, con la Germania che si era già assicurata il passaggio del turno. In aprile vince il primo titolo in un torneo Challenger a Casablanca battendo in finale Simone Bolelli e si ripete il mese dopo con il successo su Lukáš Lacko nella finale del Challenger di Fiume. Al Roland Garros supera le qualificazioni ed esce al primo turno. Continua l'ascesa nel ranking raggiungendo i quarti al successivo torneo ATP del Queen's e viene sconfitto dal nº 5 del mondo Andy Roddick, che vincerà il titolo. Eliminato al primo turno a Wimbledon, raggiunge la semifinale in doppio a Umago. Non supera il secondo turno nei successivi tornei ATP né le qualificazioni agli US Open. Si riscatta in settembre a Pechino, dove al secondo turno elimina per la prima volta un top 10 del ranking, il nº 4 Nikolaj Davydenko, ed esce nei quarti per mano di Nicolas Kiefer. Sconfitto al secondo turno a Tokyo e a Mosca, il 15 ottobre fa il suo ingresso nella top 100. Due settimane dopo torna a disputare una semifinale ATP a San Pietroburgo, dove batte nuovamente Davidenko ed Ernests Gulbis prima della sconfitta subita contro Fernando Verdasco, risultato che gli consente di chiudere la stagione al 71º posto mondiale.
2008: primo titolo ATP e 22º nel ranking
Il 2008 comincia con la semifinale raggiunta a Chennai sia in singolare, persa contro Michail Južnyj, sia in doppio. Vince i suoi primi incontri in uno Slam all'Australian Open eliminando le teste di serie Nicolás Almagro ma soprattutto Fernando González, nº 7 mondiale e vicecampione uscente, prima di fermarsi al quarto turno contro James Blake; a fine torneo sale alla 39ª posizione del ranking. Cala il suo rendimento nel periodo successivo ma supera per la prima volta il primo turno in un torneo Masters 1000 a Indian Wells e subito dopo a Miami. In maggio esce nei quarti di finale a Monaco di Baviera e vince il suo primo incontro al Roland Garros. La semifinale persa contro Verdasco a Nottingham fa da preambolo al quarto turno raggiunto a Wimbledon, dove perde a sorpresa contro il nº 145 ATP Arnaud Clément dopo aver eliminato il nº 16 Paul-Henri Mathieu.
Continua l'ascesa nel ranking con i quarti di finale nei successivi tornei di Gstaad e soprattutto a Toronto, dove ottiene il suo miglior risultato di inizio carriera in un Masters 1000; elimina Tommy Robredo e il nº 6 del mondo Andy Roddick e cede in tre set a Gilles Simon. Ad agosto fa il suo esordio olimpico ai Giochi di Pechino e viene eliminato al secondo turno. Il 24 agosto vince a New Haven il suo primo titolo ATP, sconfigge tra gli altri i top 50 Jürgen Melzer e Igor' Andreev e in finale supera Mardy Fish con il punteggio di 6-4, 4-6, 6-2. Sale così al 24º posto mondiale e con il terzo turno raggiunto agli US Open e nei Masters 1000 di Madrid e Parigi si porta al 22º.
2009: due titoli ATP, quarti di finale agli US Open e 13º nel ranking Inaugura il 2009 vincendo a Chennai il suo secondo titolo ATP con il successo in finale su Somdev Devvarman, e a fine torneo sale al 20º posto nel ranking. Come l'anno precedente si ferma al quarto turno agli Australian Open, sconfitto da Juan Martín del Potro dopo aver eliminato il nº 12 ATP David Ferrer. Riprende a salire nel ranking a febbraio vincendo il titolo anche nel torneo ATP di Zagabria, battendo in finale il connazionale Mario Ancic, e viene sconfitto nei quarti di finale al successivo torneo di Dubai. I successivi impegni sono i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Roma, nei quali non va oltre il terzo turno, e dopo l'eliminazione in maggio al secondo turno a Madrid raggiunge il 13º posto mondiale. A Monte Carlo consegue il miglior risultato stagionale in doppio arrivando nei quarti con Nicolas Kiefer. Viene eliminato al quarto turno al Roland Garros e al terzo a Wimbledon, rispettivamente da Andy Murray e Tommy Haas.
Stenta nei primi tornei sul cemento americani e si riprende arrivando per la prima volta nei quarti di finale in uno Slam agli US Open; viene di nuovo eliminato da del Potro dopo aver inflitto negli ottavi una pesante sconfitta in tre set al nº 2 del mondo Murray. Dopo aver vinto tutti gli incontri disputati nei primi due turni di Coppa Davis, in settembre viene sconfitto in entrambi i match giocati nella semifinale persa 4-1 contro la Repubblica Ceca. Disputa per la prima volta una finale in una prova delle ATP 500 series al successivo torneo di Pechino grazie ai netti successi in due set sul nº 8 ATP Davydenko nei quarti e sul nº 2 Rafael Nadal in semifinale, e viene sconfitto nell'incontro decisivo da Novak Đoković. Due settimane dopo perde contro Jürgen Melzer la finale a Vienna, alla quale era arrivato senza perdere alcun set. Chiude la stagione raggiungendo i quarti a Basilea e al Masters di Parigi, nel quale supera negli ottavi il nº 8 del ranking Fernando Verdasco e viene sconfitto in tre set dall'idolo di casa Gaël Monfils.
2010: due titoli ATP, semifinale agli Australian Open e top 10