Il gaviale del Gange (Gavialis gangeticus) (), noto anche semplicemente come gaviale, è un coccodrillo, unico membro vivente della famiglia Gavialidae, nonché uno dei coccodrilli viventi più lunghi. Le femmine adulte possono raggiungere una lunghezza di 4,5 metri, mentre i maschi possono raggiungere anche i 6 metri. I maschi sono distinguibili dalle femmine non solo per le dimensioni maggiori, ma anche per la distintiva protuberanza sulla punta del muso, la cui forma ricorda un vaso di terracotta indiano noto come ghara, da cui deriva il nome "gaviale". Il gaviale è uno dei coccodrilli meglio adattati alla vita acquatica, nonché il più adattato ad una dieta piscivora, grazie al suo lungo muso sottile e ai suoi 110 denti affilati che si incastrano a cerniera quando l'animale serra le fauci.
Il gaviale è nativo del subcontinente indiano settentrionale in cui, probabilmente, si è evoluto. Resti fossili di gaviali furono ritrovati in depositi risalenti al Pliocene nelle colline di Sivalik e nella valle del fiume Narmada. Attualmente il gaviale abita i fiumi delle pianure della parte settentrionale del subcontinente indiano. È il coccodrillo meglio adattato alla vita acquatica e lascia l'acqua solo per crogiolarsi al sole e per deporre le uova nei banchi di sabbia umidi. Gli adulti si accoppiano alla fine della stagione fredda, dopodiché le femmine si riuniscono in primavera per scavare i propri nidi, deponendo da 20 a 95 uova. Dopo la schiusa delle uova, le femmine si prendono cura dei piccoli, proteggendoli dai predatori fino all'inizio della stagione dei monsoni. I piccoli crescono e si nutrono in acque poco profonde durante il loro primo anno di vita, per poi spostarsi in aree dove l'acqua è più profonda man mano che crescono.
La popolazione selvatica del gaviale è diminuita drasticamente sin dagli anni '30. Oggi il suo areale è limitato al 2% della sua distribuzione storica. I programmi di conservazione avviati in India e in Nepal si sono concentrati sulla reintroduzione di gaviali allevati in cattività dall'inizio degli anni '80. Tuttavia, la perdita dell'habitat a causa dell'estrazione della sabbia e la conversione del loro territorio in terreni per l'agricoltura, l'esaurimento delle risorse ittiche e metodi di pesca dannosi, continuano a minacciare le popolazioni selvatiche. L'animale è stato elencato come in pericolo critico di estinzione nella Lista Rossa IUCN, dal 2007.
Le più antiche raffigurazioni conosciute del gaviale risalgono a circa 4.000 anni fa e sono state trovate nella valle dell'Indo. Gli indù lo considerano il veicolo della divinità fluviale Gaṅgā. Le popolazioni locali che vivevano vicino ai fiumi attribuivano a questi animali poteri mistici e curativi e usavano parti del loro corpo come ingredienti per la medicina tradizionale.
Etimologia Il suo nome deriva dalla corruzione della parola Hindi घड़ियाल (Ghaṛiyāla, "coccodrillo"), a sua volta derivante dal nepalese घड़ा (ghaṛā, "recipiente in terracotta", in riferimento alla tipica escrescenza sull'estremità del muso dei maschi).
Descrizione Dimensioni
Il gaviale del Gange è uno dei coccodrilli viventi più lunghi: le femmine raggiungono la maturità sessuale ad una lunghezza di 2,6 metri, sebbene possano crescere fino a 4,5 metri. I maschi, invece, maturano sessualmente quando raggiungono una lunghezza di almeno 3 metri, potendo raggiungere anche i 6 metri di lunghezza. I maschi adulti pesano in media circa 160 kg. I maschi adulti, inoltre, hanno crani più grandi delle femmine, che superano una lunghezza media di 715 millimetri ed una larghezza alla base di 287 millimetri.
Sebbene vi siano racconti di avvistamenti di animali lunghi anche più di 7 metri, i tre gaviali più grandi finora misurati sono tre maschi, uno di 7 metri catturato nel fiume Kosi nel nord del Bihar nel gennaio 1924, uno di 6,55 metri ucciso nel fiume Karnali all'altezza di Faizabad, nell'agosto del 1920, ed uno di 6,3 metri ucciso in un fiume del distretto di Jalpaiguri, nel 1934. Intorno alla fine del XX secolo, furono avvistati diversi maschi con una presunta lunghezza di 7,16-9,14 metri (23 piedi e 6 pollici – 30 piedi) nei fiumi indiani, sebbene non ci siano evidenze di tali avvistamenti e di esemplari dalle dimensioni eccezionali. Sebbene in passato non fosse difficile osservare animali lunghi anche più di 6 metri, attualmente è diventato estremamente raro avvistarne di queste dimensioni.
Aspetto
Nel suo aspetto, il gaviale ricorda molto i coccodrilli veri e propri, sebbene osservandolo attentamente si possano notare gli adattamenti ad una vita ancora più strettamente legata all'ambiente acquatico. Il corpo è lungo e cilindrico, con corte zampe munite di cinque dita ciascuna. Le dita sono palmate, con la palmatura centrale (dita II-III e III-IV) che copre un terzo delle dita e le palmature laterali (dita I-II e IV-V) che coprono i due terzi di esse. La coda è lunga quanto il corpo ed è fortemente compressa lateralmente nei due terzi distali. Il collo è anch'esso cilindrico, allungato e molto spesso, mentre la testa è assai caratteristica per via del muso estremamente allungato, che diviene più corto e spesso man mano che l'animale matura, essendo lungo 5,5 volte la larghezza della propria base nei giovani e 3,5 volte negli adulti.
Il suo muso è molto lungo e stretto, allargato all'estremità e alloggia 27-29 denti mascellari e 25-26 denti mandibolari su ciascun lato. I denti anteriori sono i più grandi. Il primo, il secondo e il terzo dente della mandibola si adattano perfettamente agli spazi presenti nella mascella. La sinfisi mandibolare estremamente lunga si estende fino al 23º o 24º dente. Il muso dei gaviali adulti è 3,5 volte più lungo della larghezza della base del cranio. A causa di questo lungo muso il gaviale è particolarmente adatto a catturare i pesci. Le ossa nasali sono piuttosto corte e ampiamente distanziate dalle premascellari. L'osso giugale è sollevato, divenendo proporzionalmente più spesso con l'età. La forza del morso di un esemplare di circa 100 kg è di 1,784–2,006 N (401–451 lbf), indicativamente il doppio del suo peso, mentre quella di un esemplare adulto è pari a 84 kg/cm², oppure 540 kg ( 1200 lbf ). Le mascelle si chiudono con enorme velocità (16 centesimi di secondo), senza lasciare scampo ai pesci che vi passano attraverso. La velocità di chiusura tocca i 450 km/h.
Crescendo i maschi sviluppano una protuberanza nasale bulbosa cava sulla punta del muso al raggiungimento della maturità sessuale. Questa protuberanza ricorda un vaso di terracotta conosciuto localmente come "ghara". Il ghara del maschio inizia a crescere sopra le narici all'età di 11,5 anni e misura circa 5 cm × 6 cm × 3,5 cm (2,0 × 2,4 × 1,4 pollici) all'età di 15,5 anni. Questa struttura consente ai maschi di emettere un sibilo udibile a 75 metri (246 piedi) di distanza. Lo scopo del ghara non è ancora stato del tutto chiarito: esso funge, probabilmente, da cassa di risonanza, come carattere sessuale per il riconoscimento e la scelta del partner da parte delle femmine oppure per l'emissione di bolle od altri comportamenti associati al corteggiamento. Ciò rende il gaviale l'unico coccodrillo vivente con un dimorfismo sessuale così visibile.
L'intero corpo è ricoperto di squame quadrate, che sulla superficie esterna delle zampe anteriori e posteriori s'innalzano a formare delle creste. Anche la parte appiattita della coda è sormontata da una cresta. Gli scuti presenti sulla testa, il collo e la schiena formano un'unica piastra continua composta da 21-22 serie trasversali e quattro serie longitudinali, ai lati delle quali è presente un'ulteriore fila di scutelli meno coriacei che sulla coda va a formare due creste che si riuniscono in una singola quando essa va ad assottigliarsi. Sono inoltre presenti due scuti post-occipitali di piccole dimensioni.
I gaviali tendono ad una colorazione verde-oliva, con gli adulti solitamente pi scuri dei giovani, che a volte presentano maculature o strisce marrone scuro sul corpo e sulla coda, mentre sul ventre essa assume toni più chiari che raggiungono un bianco-giallino. La colorazione, soprattutto nell'area dorsale, tende a scurirsi con l'età, divenendo grigio-nerastra dopo i 20 anni circa.
Distribuzione e habitat
Storicamente, i gaviali prosperavano in tutti i principali sistemi fluviali del subcontinente indiano settentrionale, dal fiume Indo in Pakistan, il Gange in India, il fiume Brahmaputra nel nord-est dell'India e il Bangladesh, al fiume Irrawaddy in Myanmar. All'inizio del XX secolo, era una presenza comune nel fiume Indo e nei suoi affluenti del Punjabi. Tuttavia, all'inizio degli anni '80, era quasi del tutto estinto nell'Indo. Durante le ricerche avvenute sul fiume nel 2008 e nel 2009, non venne avvistato alcun esemplare nel fiume. L'animale prosperava anche nel fiume Godavari, in India, ma venne cacciato fino all'estinzione tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Sessanta. Dal 1970, venne considerato estinto nel fiume Koshi. Negli anni '40, era piuttosto numeroso nel fiume Barak in Assam, che all'epoca ospitava anche grossi pesci, incluso il mahseer dorato (Tor putitora). Alcuni individui furono avvistati anche negli affluenti del fiume Barak in Assam, Mizoram e Manipur fino al 1988, tuttavia non vennero condotti altri studi al riguardo. Nel 1927, un gaviale fu ucciso nel fiume Shweli in Myanmar, un affluente del fiume Ayeyawady. Questo è l'unico documento autenticato nel paese che attesta la sopravvivenza dei gaviali nel fiume fino al XX secolo. È possibile che alcuni esemplari possano essere sopravvissuti nel fiume Shweli, ma ciò è rimasto poco chiaro nel 2012.
Nel 1976, la distribuzione geografica globale del gaviale era scesa al 2% della sua distribuzione storica e si stimava che rimanessero meno di 200 gaviali in natura. Dall'inizio degli anni '80, la popolazione selvatica è stata aumentata grazie al rilascio di esemplari allevati in cattività in India e in Nepal. Nel 2017, si stima che la popolazione globale comprenda un massimo di 900 individui, inclusi circa 600 adulti divisi in sei sottopopolazioni principali lungo 1.100 km (680 mi) di corsi fluviali, e altri 50 adulti maturi divisi in otto sottopopolazioni minori lungo 1.200 km (750 mi) di corsi fluviali.
In Nepal sono presenti piccole popolazioni che si stanno lentamente riprendendo negli affluenti del Gange, come il sistema fluviale Narayani-Rapti nel Parco nazionale di Chitwan ed il sistema fluviale Karnali-Babai nel Parco nazionale reale di Bardia. Nella primavera del 2017, il fiume Babai è stato esplorato utilizzando un veicolo aereo senza equipaggio, che ha rilevato la presenza di 33 esemplari su un tratto di fiume di 102 km (63 mi).
In India, popolazioni selvatiche di gaviali possono essere trovate in: Fiume Ramganga nel Corbett National Park, dove sono stati registrati cinque esemplari nel 1974. I gaviali allevati in cattività sono stati rilasciati dalla fine degli anni '70. La popolazione si riproduce dal 2008, ed è aumentata a circa 42 adulti entro il 2013. La maggior parte di loro si riunisce lungo un tratto di 8 km (5,0 mi) nel litorale del bacino idrico di Kalagarh. I sondaggi del 2015 hanno rivelato una popolazione di 90 gaviali di cui 59 adulti riproduttori; Gange, dove sono stati rilasciati 494 gaviali tra il 2009 e il 2012 nell'Hastinapur Wildlife Sanctuary; Fiume Girwa nel Katarniaghat Wildlife Sanctuary, dove la piccola popolazione riproduttiva è stata rafforzata con gaviali allevati in cattività dal 1979. Un totale di 909 gaviali sono stati rilasciati fino al 2006, ma solo 16 femmine nidificanti sono state registrate nello stesso anno. Nel dicembre 2008, sono stati contati 105 individui, inclusi 35 adulti. Nella primavera del 2009 sono stati contati 27 nidi in sette siti;