Nella mitologia greca Mnesteo è un eroe troiano compagno di Enea.
Il mito Durante i giochi indetti da Enea in onore del padre morto nel libro V dell'Eneide, Mnesteo ottiene il secondo posto alla gara nautica e il terzo a quella di tiro con l'arco.
Mnesteo appare spesso negli ultimi libri del poema, incentrati sulla guerra latina. Insieme a Sergesto e a Seresto, detiene il comando del campo troiano durante l'assenza di Enea, recatosi ad incontrare Evandro; e quando Turno durante una battaglia riesce a penetrare nel campo dei Troiani da solo, egli incita i compagni in panico a circondarlo (Turno per salvarsi è costretto a tuffarsi nel Tevere). Sul finire della guerra, Mnesteo ferisce gravemente il rutulo Arcezio.
Interpretazione e realtà storica Virgilio fa risalire a Mnesteo l'origine della gens romana dei Memmii.
L'origine del nome Il nome deriva dal verbo μιμνήσκω, che significa ricordarsi. Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani
È riconducibile a Μνῆσος, un'interpretazione dell'antroponimo miceneo ma-na-so.
Note
Bibliografia
Categoria:Personaggi dell'Eneide Categoria:Personaggi della mitologia romana Categoria:Partecipanti alla guerra di Troia Categoria:Troiani Categoria:Arcieri mitologici