La provincia di Oristano (provìntzia de Aristanis in LSC e in sardo logudorese, provìncia de Aristanis in sardo campidanese) è una provincia italiana della Sardegna di abitanti. Istituita il 28 agosto 1974, si estende su una superficie di km², con 87 comuni.
Affacciata a ovest sul mar di Sardegna, confina a nord con la città metropolitana di Sassari, a est con la provincia di Nuoro, a sud-est con la città metropolitana di Cagliari e a sud con la provincia del Medio Campidano.
Geografia fisica Territorio Il territorio della provincia si presenta molto variegato, passando dalle pianure del Campidano alle montagne del Montiferru. La porzione sud-occidentale del territorio è occupata da una parte della vasta pianura del Campidano, che attraversa parzialmente anche la provincia del Sud Sardegna e la città metropolitana di Cagliari. Nella porzione sud-orientale si trova invece il massiccio del monte Arci, con i suoi 812 metri. La parte nord-occidentale è invece occupata dal complesso vulcanico del Montiferru, la cui cima più elevata è rappresentata dal monte Urtigu, che con i suoi metri è anche la vetta più alta della provincia. Nel settore nord-orientale si trova l'altopiano di Abbasanta, diretta continuazione dell'altopiano di Campeda.
Il paesaggio costiero si presenta piuttosto variegato. La zona settentrionale è costituita da alternanze di falesie e piccole insenature, impostate su vulcaniti e calcari. La zona meridionale è dominata da coste basse, con lunghe distese sabbiose. Al largo, di fronte alla costa di Cabras, si trova la pianeggiante isola di Mal di Ventre, disabitata, mentre poche miglia più a sud si trova lo scoglio del Catalano. La presenza degli stagni contribuisce alla biodiversità e questi ecosistemi costituiscono l'habitat di molte specie di uccelli, sia stanziali sia di passo, tra i quali vi sono il pollo sultano (Porphyrio porphyrio), il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus), il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), il cormorano (Phalacrocorax carbo), l'airone cenerino (Ardea cinerea), il gabbiano reale (Larus michahellis) e molte altre specie.
Le pendici dei massicci montuosi del Montiferru, del monte Arci e delle montagne del Barigadu sono fittamente ricoperte dai boschi di lecci (Quercus ilex) e roverelle (Quercus pubescens). La macchia mediterranea che domina lungo le coste e negli altopiani dell'interno è formata da essenze quali l'olivastro (Olea europaea sylvestris), il lentisco (Pistacia lentiscus), il corbezzolo (Arbutus unedo), il mirto (Myrtus communis) e il cisto (Cistus salviifolius). La vegetazione riparia è invece formata da salici (Salix × fragilis), pioppi (Populus alba) e tamerici (Tamarix gallica). Le sponde degli stagni sono invece il dominio della vegetazione alofila.
Fiumi Il territorio della provincia è attraversato da due importanti fiumi della Sardegna. Il fiume Tirso, che sfocia nel golfo di Oristano, con i suoi 152 chilometri è il più lungo della Sardegna. Lungo il suo corso sono state costruite alcune dighe, allo scopo di creare delle riserve idriche e per regolarne il flusso. Il suo percorso in provincia di Oristano copre una distanza di .
Il fiume Temo, unico fiume navigabile -anche se parzialmente- della Sardegna attraversa la cittadina di Bosa e sfocia nel mar di Sardegna a pochi chilometri dalla stessa. Lungo e suddiviso tra le provincie di Sassari e Oristano. In quest'ultima il suo percorso è di .
Laghi Il lago Omodeo si origina dallo sbarramento del fiume Tirso. La prima diga fu costruita nei primi decenni del Novecento e fu inaugurata nel 1924. Oltre a fornire acqua per le coltivazioni nella bonificata piana del Campidano, era dotata di una centrale idroelettrica. Per ospitare le famiglie e il personale al servizio della centrale venne edificato il villaggio di Santa Chiara, cui la diga era dedicata. L'invaso attuale è stato ottenuto dalla realizzazione di una nuova diga, la Eleonora d'Arborea, nel territorio del comune di Busachi. Le acque del nuovo invaso hanno parzialmente sommerso la vecchia diga, che è ancora parzialmente visibile dalle piazzole di sosta lungo la strada provinciale 74.
Nel territorio della provincia non sono presenti laghi naturali.
Stagni Nel tratto di costa compreso tra capo Mannu e Marceddì si sviluppano una serie di stagni costieri e saline, con una superficie totale di circa ettari. Alcuni, come lo stagno di Cabras e quello di San Giovanni, nei pressi di Marceddì, sono utilizzati per l'allevamento ittico di specie quali il muggine (Mugil cephalus), dalle cui uova si ottiene la bottarga. Altri stagni importanti sono lo stagno di Is Benas e lo stagno di Santa Giusta. Lo stagno di Sale 'e Porcus, invece, è uno specchio d'acqua temporaneo che durante l'estate, per via della forte evaporazione dell'acqua, si prosciuga totalmente.
Monti
Monte Urtigu (Su Mullone) nel massiccio del Montiferru, con i suoi è la cima più elevata della provincia, seguita dal monte Entu, con i suoi metri. Il monte Santa Vittoria, presso il comune di Nughedu Santa Vittoria, nella parte nord-orientale della provincia, raggiunge gli 818 metri. Il massiccio del monte Arci raggiunge invece un'altezza massima di 812 metri, con la punta Sa Trebina Longa.
Mare Il mar di Sardegna lambisce interamente le coste della provincia di Oristano per una lunghezza totale di . Le coste basse della penisola del Sinis sono caratterizzate dalla presenza di spiagge di sabbia quarzifera. Dal capo Mannu si sviluppano le falesie calcaree che risalgono la costa verso nord, alternandosi a baie e spiagge.
A circa dalla penisola del Sinis si trova la piccola isola di Mal di Ventre. Occupa una superficie di e presenta una morfologia pianeggiante. La vegetazione è formata da bassi cespugli della macchia mediterranea. Fa parte dell'area marina protetta Penisola del Sinis - Isola Mal di Ventre, così come il piccolo scoglio del Catalano.
Clima Il clima della provincia può essere classificato come clima mediterraneo, con inverni miti e in alcuni casi freddi molto umidi ed estati calde e secche, ma è un clima molto influenzato dalle correnti atlantiche che fanno cambiare radicalmente le temperature e con delle precipitazioni talvolta molto abbondanti. Le precipitazioni infatti si concentrano principalmente nei mesi autunnali e invernali e assumono carattere nevoso soprattutto nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio nei rilievi delle montagne più elevate e in alcuni casi eccezionali quando la temperatura raggiunge lo zero termico anche a bassa quota per via delle correnti fredde che arrivano sulle coste e anche più all'interno. Le temperature invernali solitamente si aggirano da una minima di 0 °C a un massimo di mentre quelle estive da un minimo di 20 a un massimo di 35 e in alcuni casi addirittura .
Si riportano i dati climatici relativi alla Stazione meteorologica di Capo Frasca degli anni 1971-2000:
La stazione meteorologica di Capo Frasca è posta in vicinanza del mare, a bassa quota, ed è quindi soggetta, soprattutto d'inverno, a sbalzi di temperature che più all'interno, verso Oristano, risultano più fredde di almeno .
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Duomo di Oristano. Concattedrale dell'Immacolata Concezione, a Bosa. È la concattedrale della diocesi di Alghero-Bosa e il duomo della stessa cittadina. Basilica di Santa Giusta, a Santa Giusta. Basilica di Santa Maria della Neve, a Cuglieri. Si trova nel colle Bàrdosu, cima più alta della piccola cittadina, l'attuale struttura interna della chiesa risale al XVIII secolo, l'esterno risale invece al 1912. Qui viene conservata la statua della Madonna della Neve, risalente al XIV secolo, ritrovata da dei pescatori cuglieritani nella baia di Santa Caterina di Pittinnuri. Festa il 5 agosto. Basilica di Nostra Signora del Rimedio, a Oristano. Festa l'8 settembre. Chiesa romanica di San Pietro (XI secolo) a Bosa, prima sede della Diocesi di Bosa. Chiesa romanica di San Paolo (XII secolo) a Milis. Chiesa di San Leonardo, a Santu Lussurgiu. Edificata nel XII secolo la chiesa di San Leonardo, in stile romanico-pisano, in origine apparteneva al monastero e all'ospedale dei monaci Gerosolimitani. In seguito, nel XIII secolo, fu ampliata e modificata. Dell'impianto originale si sono conservati la parte inferiore del prospetto, la parte sinistra del muro esterno e l'abside quadrata. Il monumento è realizzato in trachite rossa. La facciata è decorata con archetti pensili, è divisa in due parti e ha due portali impreziositi con sculture. Sulla parte destra è posto un campanile a vela decorato con sculture. Sulla facciata sinistra si può vedere una bella finestra. L'interno è a navata unica con copertura a capriate; le decorazioni, gli archi interni e l'abside sono in forme gotiche. La pavimentazione, più bassa rispetto al livello del piazzale antistante, è in pietra trachitica; l'altare maggiore è costituito da una lastra monolitica. Un altare laterale con nicchia contiene la statua lignea di San Leonardo. Santuario di Santu Antinu, a Sedilo. Si tratta di un santuario campestre dedicato a San Costantino Imperatore, teatro ogni anno della tradizionale Ardia. Complesso di Santa Maria di Bonarcado. Si trova all'interno del paese di Bonarcado. Consiste nel santuario di Bonacattu (VIII e IX secolo), sorto sui resti di un edificio termale romano (II secolo d.C.), nella chiesa romanica di Santa Maria (XII secolo) e nei ruderi del monastero. Festa il 19 settembre.
Aree archeologiche
Nel territorio della provincia sono presenti diversi siti archeologici. Nuraghe Losa - Situato nel comune di Abbasanta, è uno dei più grandi nuraghi della Sardegna. Risale al periodo del Bronzo medio. Santuario nuragico di Santa Cristina - Situato nei pressi del Nuraghe Losa, in territorio del comune di Paulilatino, è noto per la presenza di un pozzo sacro in ottimo stato di conservazione. Giganti di Mont'e Prama - I frammenti di sculture antropomorfe ritrovati in territorio di Cabras nel 1974. Tharros - Sono le rovine di una città di origine fenicia, situata nei pressi della località di San Giovanni di Sinis, nella penisola del Sinis (comune di Cabras). Terme di Fordongianus - Si tratta di un complesso termale romano, risalente al I secolo d.C. Cornus città punico-romana e insediamento paleocristiano nei pressi di Cuglieri.
Aree naturali
La provincia di Oristano comprende numerose aree protette.
Il parco naturale regionale del Monte Arci comprende un'area di circa , suddivisi tra i comuni di Ales, Marrubiu, Masullas, Morgongiori, Palmas Arborea, Pau, Santa Giusta, Siris, Usellus, Villaurbana e Villa Verde. La foresta di leccio (Quercus ilex) e la macchia mediterranea sono popolate da cinghiali (Sus scrofa), volpi (Vulpes vulpes), gatti selvatici (Felis silvestris), martore (Martes foina) e donnole (Mustela nivalis). Tra gli uccelli si trovano il colombaccio (Columba palumbus), le ghiandaie (Garrulus glandarius), l'upupa (Upupa epops), la cornacchia grigia (Corvus cornix), il falco pellegrino (Falco peregrinus), lo sparviero (Accipiter nisus), l'astore (Accipiter gentilis), il gheppio (Falco tinnunculus), il falco grillaio (Falco naumanni). L'area del monte Arci è inserita nel perimetro del parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna. L'istituzione dell'area marina protetta Penisola del Sinis - Isola Mal di Ventre ha contribuito a tutelare e preservare i valori naturalistico-ambientali di una buona parte della costa della provincia. Si estende per una superficie di 24.800 ettari ed è suddivisa in tre zone, a seconda del livello di tutela e di utilizzo consentito. Nell'area terrestre della penisola del Sinis vegeta una rara specie botanica, la Polygala sinisica, inclusa nella IUCN Red List tra le 50 specie botaniche più minacciate dell'area mediterranea.