Profilo

Di famiglia originaria di Terelle, nella Terra di Lavoro, nacque in un palazzo seicentesco della non distante Villa Santa Maria Maggiore (l'odierna Santa Maria Capua Vetere) da un impiegato che si trovava lì di passaggio.A. Lauri, Dizionario dei cittadini notevoli di Terra di Lavoro antichi e moderni, Arnaldo Forni Editore, Bologna 1979 (ed. or. Sora 1915). I genitori erano Giuseppe Tari, conservatore delle ipoteche per la provincia di Terra di Lavoro, e Anna Cossa. Il palazzo natìo, conosciuto come palazzo Mazzocchi, (ove aveva schiuso gli occhi anche l'archeologo Alessio Simmaco MazzocchiA. Perconte Licatese, Alessio Simmaco Mazzocchi, Ed. Spartaco, Santa Maria Capua Vetere 2001.) era situato nell'allora strada della Croce (l'odierna via Mazzocchi) ed è oggi gravemente degradato.

Studiò a Montecassino dove conobbe Silvio Spaventa. Nel 1830 si trasferì a Napoli dove si laureò in giurisprudenza e iniziò la professione di avvocato.A. Perconte Licatese, Santa Maria di Capua. Storia e monumenti della città di Santa Maria Capua Vetere, vol. II, Tip. Stampa Sud, Curti 1983.

Ben presto però all'avvocatura preferì la filosofia, la letteratura e la musica, unendosi all'amico Spaventa, a Cusano, a Francesco de Sanctis e ad altri pensatori liberali dell'epoca e collaborando con vari giornali letterari partenopei. Nel 1861 fu eletto deputato per il collegio di San Germano, ma rifiutò il mandato per dedicarsi all'insegnamento. Infatti lo stesso anno era entrato per concorso nella Regia Università di Napoli, divenendo il primo cattedratico di estetica in Italia nello stesso periodo in cui vi insegnavano anche Francesco de Sanctis, Luigi Settembrini, Silvio Spaventa e Giovanni Bovio.A. Lauri, op. cit., p. Vi insegnò per oltre un ventennio fino alla sua morte.

Si dedicò a vari rami della filosofia e delle scienze del linguaggio, traducendo anche per la casa editrice Detken opere di autori stranieri all'epoca non molto noti come Leon Brothier,L. Brothier, Storia popolare della filosofia, trad. di A. Tari, Detken, Napoli 1881. Sigismond Zaborowski-MoindronS. Zaborowski-Moindron, Origine del linguaggio, trad. di A. Tari, Detken, Napoli 1882. e Eugene NoelE. Noel, Voltaire e Rousseau, trad. di A. Tari, Detken, Napoli 1885., le cui traduzioni furono pubblicate tra il 1881 e il 1885.

Il suo sistema estetico, variamente criticato in particolare per la scarsa originalità, si caratterizzava per una vivacità espressiva con ricche e talvolta variopinte esemplificazioni che, peraltro, ne resero celebri e molto frequentate le lezioni universitarie. Parte significativa dei suoi studi filosofici per i quali viene annoverato tra i precursori del neohegelismo italianoAa.Vv., Gli Hegeliani di Napoli e la costruzione dello Stato unitario, pp. 267-298, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 1989, cit. in introduzione a La Fenomenologia dello Spirito di Hegel di Augusto Vera, pp. 227-8, a cura di Giacomo Petrarca, Roma, Inschibboleth Edizioni, 2021. fu pubblicata postuma.

Il filosofo "giullare di Dio" Benedetto Croce nei saggi critici della Letteratura della Nuova Italia definì Tari «giullare di Dio», vale a dire, per riprendere le parole dello stesso Croce, il «lieto giullare della filosofia». Il pensatore abruzzese spiegava al riguardo che Tari non ebbe mai nemici, riuscendo a farsi ben volere sia dagli amici sia dagli avversari, che «prendeva a braccetto, e li menava a spasso con sé, divertendosi a contradirli e a sentirsi contradetto».

Quasi ad avallare la definizione sopra riportata, il pensatore abruzzese ebbe anche a rilevare che la bizzarra genialità di Tari «gli faceva trovare piacere nei ravvicinamenti e collegamenti più disparati e più comici: della frase sublime con la scherzosa, del ricordo solenne con l'aneddoto salace, del linguaggio latino o del tedesco col vernacolo napoletano. Parla in gergo, ma in gergo che è quintessenza di cultura e stravagante miscuglio di elementi geniali».B. Croce, La letteratura della Nuova Italia. Saggi critici, vol. I, Laterza, Bari 1967, pp. 403-409.

A proposito dell'opera "Manuale di estetica" del Tari (inedita), Croce disse:

Musica ed Estetica L'essenza giocosa si mischiava, confondendosi, con un'acuta critica che si rivolgeva a tutti i campi in cui l'estetica si sostanziava e in particolare ad una delle “arti” al quale Tari era più attratto: la musica.

Tra il serio e il faceto infatti il filosofo, dopo aver pubblicato nel 1879 un interessante studio critico su Serietà e ludo compose un saggio musicale, con tanto di note, dal titolo in tal senso emblematico di Lezioni di estetica generale.A. Tari, Lezioni di estetica generale, a cura di C. Scamaccia-Luvara, Tocco, Napoli 1884.

Questo indirizzo lo portò ad occuparsi, scrivendone nel 1883, anche sulla celebre pastorale di Beethoven.A. Tari, Beethoven e la sua sinfonia pastorale. Saggio critico, Tip. della Regia Università, Napoli 1883.

Opere principali Estetica ideale, Tip. del Fibreno, Napoli 1863; Ente spirito e reale. Confessioni filosofiche, Stamperia della Regia Università, Napoli 1872; Opera, melodramma, dramma: nota critica, Tip. della Regia Università, Napoli 1878; Serietà e ludo: saggio critico, Tip. della Regia Università, Napoli 1879; Saggi di critica, con prefazione di R. Cotugno, Tip. Vecchi, Trani 1886; Saggi di estetica e metafisica, a cura di B. Croce, Laterza, Bari 1910; Estetica esistenziale, a cura di M. Leotta, Morano, Napoli 1987 L'estetica reale, a cura di F. Solitario, Prometheus, Milano 2003

Note

Bibliografia Benedetto Croce, La letteratura della nuova Italia. Saggi critici, vol. I, Laterza, Bari 1967. Massimo Leotta, La filosofia di Antonio Tari, Istituto Italiano per gli Studi Storici, Napoli 1983. Francesco Solitario, Antonio Tari nella "Critica" di Benedetto Croce. Contributo per un recupero, Prometheus, Milano 1998. Francesco Solitario (a cura di), L'Estetica di Antonio Tari e la cultura filosofica meridionale del suo tempo, Prometheus, Milano 2007.

Collegamenti esterni

AA. VV., «Tari, Antonio» in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.

Categoria:Deputati dell'VIII legislatura del Regno d'Italia Categoria:Hegeliani del Risorgimento