Borotalco è un film italiano del 1982 diretto, co-scritto e interpretato da Carlo Verdone.
Trama Nadia e Sergio sono due giovani nella Roma degli anni Ottanta. Sergio, mite e impacciato, vive in un convitto assieme all'amico Marcello, conducendo una vita grama, lavorando senza successo, pressato dalla fidanzata Rossella e dal padre di lei, il rude Augusto, a sposarsi e rilevare il negozio di alimentari del suocero. Nadia, bella e spigliata, fidanzata con Cristiano, condivide un appartamento con la sua amica Valeria ed è una sfegatata fan di Lucio Dalla.
Inconsapevolmente, dopo un colloquio, i due vengono assunti nella stessa azienda come venditori di enciclopedia porta a porta. Ma se Sergio fatica ad ingranare, Nadia si rivela presto la venditrice con il migliore fatturato di tutti i colleghi. Sergio, quindi, decide di contattarla telefonicamente, chiedendole di poterla affiancare e imparare il mestiere. Nadia, seppur controvoglia, gli da appuntamento presso la casa di tale Manuel Fantoni, sedicente architetto e potenziale acquirente. Mentre Nadia si attarda per acquistare un biglietto per un concerto di Dalla, Sergio si presenta a casa di Fantoni che gli racconta della sua vita movimentata ed errabonda, ricca di episodi incredibili e frequentazioni illustri. Alla fine, l'uomo confessa, ridendo, che tutto quello che ha raccontato a Sergio sono "tutte fregnacce", e che ama raccontare per abitudine, noia e necessità, e che forse solo in qualcosa c'è del vero. Improvvisamente sopraggiungono dei Carabinieri per arrestare Fantoni chiamandolo col suo vero nome, Cesare Cuticchia. Cuticchia/Fantoni, ostentando sicurezza, lascia le chiavi di casa a Sergio, chiedendogli di rimetterla in ordine prima di andarsene. Sergio ne approfitta per farsi una doccia e, indossato l’accappatoio di Manuel, si "trasforma" nel personaggio di Fantoni recitando la celebre scena del "cargo battente bandiera Liberiana". Finalmente arriva Nadia che vedendolo per la prima volta resta affascinata dal falso Fantoni, il quale la sommerge di storie improbabili e millanta persino una solida amicizia con Lucio Dalla, conquistando, senza troppa difficoltà, il cuore di lei.
A questo punto, però, Sergio si trova presto in un gioco più grande di lui, ed è costretto a vivere una doppia vita. Da una parte continua a cercare di vendere enciclopedie, nascondendo il tutto a Rossella, ma dall'altra frequenta sempre più spesso Nadia, raccontandole delle sue finte avventure in spiaggia, con i suoi amici e fingendo persino di andare a salutare Dalla nel suo camerino dopo un concerto.
Inevitabilmente, però, giunge il momento della rivelazione. Rossella e suo padre, insospettiti dalle lunghe assenze di Sergio, una sera decidono di seguirlo e irrompono in casa di Fantoni, dove Sergio si sta intrattenendo a cena con Nadia. Sergio è incapace di difendersi, rivelando la sua vera identità di impacciato, e viene malmenato da Augusto. Nadia, sfumata ogni illusione, abbandona Sergio in lacrime e subisce un incidente stradale. Lui le si presenta in ospedale, chiedendole se ci può essere un futuro insieme, ricevendo, per tutta risposta, una botta sull'occhio con il braccio ingessato. I due protagonisti tornano alle loro vite, sposandosi con i rispettivi partner.
Qualche tempo dopo, Sergio, diventato padre, viene convocato in casa di una cliente della ditta. Con grande sorpresa, Sergio scopre che si tratta di Nadia, desiderosa di rivederlo. I due dialogano serenamente, raccontandosi gli eventi accaduti in tutto il tempo passato, ma non sembrano condurre una vita felice. I due si congedano timidamente, ma mentre Sergio sta per andarsene, Nadia lo raggiunge sulle scale, chiedendogli informazioni su Dustin Hoffman e Robert Redford. Sergio, capita la situazione, s'immedesima per l'ultima volta nel personaggio di Manuel Fantoni, fin quando entrambi si scambiano un bacio appassionato lasciando intendere che la loro storia continuerà.
Produzione La scelta del titolo Borotalco è nata da un'osservazione fatta da Carlo Verdone a Eleonora Giorgi durante la descrizione della trama, definendo il film «leggero come una nuvola, come borotalco».
Poco prima dell'uscita della pellicola, Lucio Dalla, che curava la colonna sonora, si arrabbiò fortemente con Verdone dopo aver visto alcuni manifesti del film dove il nome del cantautore bolognese era stato stampato a caratteri cubitali, diversamente da quello di Verdone che invece era scritto in minuscolo e minacciò l'attore romano di fargli causa. Tuttavia, dopo aver visto il film, rimase talmente colpito dallo splendido omaggio che Verdone gli aveva fatto che ritirò tutte le accuse e si complimentò con lui. Casualmente, poco dopo la reazione di Dalla, si verificò una situazione analoga, quando la Manetti & Roberts mandò allo stesso Verdone e al produttore Mario Cecchi Gori una diffida in cui si chiedeva loro di modificare il titolo del film, essendo borotalco un marchio registrato. Tuttavia, visto il grande successo riscontrato dal film, l'azienda non prese alcun provvedimento.
Cast In un'intervista, Angelo Infanti ha dichiarato che il suo personaggio era stato scritto originariamente per Vittorio Gassman.
Il nome del personaggio Sergio Benvenuti è un doppio omaggio di Verdone al regista Sergio Leone e allo sceneggiatore Leonardo Benvenuti.
Il racconto del suocero nel negozio allude a un alterco avuto dallo stesso interprete Mario Brega con l'attore statunitense Gordon Scott, durante le riprese del film western Buffalo Bill - L'eroe del Far WestCome riporta l'attore in un'intervista, stanco delle percosse vere subite in scena dal collega, abile boxeur, egli reagì violentemente tramortendolo e imprecando esattamente come nel film di Verdone..
Riprese Via Domenico Lupatelli, zona di Villa Bonelli, nel quartiere Portuense, scena dell'attico di Manuel Fantoni, erroneamente indicata in altri testi quale proprietà di Moana Pozzi, presente nel film. Lo stesso appartamento è stato successivamente utilizzato per vari film, tra i quali Vai avanti tu che mi vien da ridere di Giorgio Capitani, con Lino Banfi e A tu per tu di Sergio Corbucci, con Johnny Dorelli. Quartiere della Farnesina, Roma, esterni dell'appartamento di Manuel. Via di San Paolo alla Regola, Roma, scena dell'alimentari di Augusto. Via del Conservatorio, Roma, scena della sede dell'enciclopedia. Chiesa di San Gregorio al Celio, Roma, dove Sergio tenta di vendere. Rione Trastevere presso via Aurelio Saffi, Roma, interni dell'appartamento di Nadia. Nella finzione è sito in via Flavio Stilicone nel quartiere Cinecittà. Nella finzione, Nadia lascia a Lucio Dalla un messaggio registrato con il suo indirizzo e numero telefonico, compatibile con il distretto. Galleria Colonna (oggi Galleria Alberto Sordi), in via del Corso, scena dell'incontro serale con Nadia. Biglietteria della Stazione di Roma Termini. Ostia, Roma, scena sul litorale. Teatro Tenda di piazza Mancini a Roma Ponte Giuseppe Mazzini, luogo di incontro tra Sergio e un sacerdote, per ottenere un colloquio con Fantoni detenuto. È visibile sullo sfondo il carcere di Regina Coeli. Quartiere Fonte Meravigliosa, via Elio Lampridio Cerva, alle porte dell'EUR, Roma, scena del cortile dell'abitazione di Nadia da sposata. Basilica di Santa Maria in Domnica, Roma, scena di entrambe le cerimonie nuziali. Viale Palmiro Togliatti, zona Colli Aniene, abitazione di Sergio da sposato. Quartiere Ferratella (vicino all'EUR), via Umberto Saba, qui rinominata via Elio Lampridio Cerva (via comunque esistente e abbastanza vicina alla prima nella realtà, usata per altre riprese del film), scena della residenza coniugale di Nadia.
Colonna sonora La colonna sonora del film è affidata a Lucio Dalla, agli Stadio e al loro tastierista Fabio Liberatori, il quale dichiarerà di aver scelto, insieme al regista romano, di bandire definitivamente "marcette, tristi clarinetti, sottolineature grottesche, armonie goffe e povere, melodie scadenti", all'epoca piuttosto di moda nelle produzioni comiche italiane.
Tra i brani a firma del gruppo, Chi te l'ha detto? e Grande figlio di puttana (che, proprio grazie al lungometraggio, godranno di grande popolarità: secondo le dichiarazioni di Gaetano Curreri, il finale venne addirittura modificato da Verdone in fase di riprese per allacciarsi con quest'ultimo pezzo, utilizzato appunto per i titoli di coda).
Firmati da Lucio Dalla, invece, sono i brani Cara, L'ultima luna (che accompagna i titoli di testa) ed estratti strumentali di Meri Luis e Futura.
Il brano che Eleonora Giorgi cerca di far recapitare a Dalla è Un fiore per Hal (testo di Lucio Dalla e musica di Fabio Liberatori, voce di Ricky Portera, allora chitarrista degli Stadio), la cui versione completa si può ascoltare nella scena finale del film che la vede invitare Carlo Verdone a casa sua mascherando la sua vera identità. Le musiche di Borotalco hanno ricevuto un David di Donatello e un Nastro d'argento.
Distribuzione La première della pellicola si tenne a Milano il 19 gennaio 1982, mentre la distribuzione nelle sale cinematografiche italiane iniziò il 22 gennaio successivo.
In Ungheria il film uscì il 3 dicembre 1987.
Accoglienza Incassi Il film si è classificato al 13º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1981-1982.
Critica
Riconoscimenti 1982 - David di Donatello Miglior film Miglior attore protagonista a Carlo Verdone Migliore attrice protagonista a Eleonora Giorgi Migliore attore non protagonista a Angelo Infanti Miglior colonna sonora a Lucio Dalla e Fabio Liberatori Candidatura alla miglior regia a Carlo Verdone Candidatura alla migliore attrice esordiente a Isa Gallinelli Candidatura alla migliore sceneggiatura a Carlo Verdone e Enrico Oldoini Candidatura alla migliore scenografia a Andrea Crisanti 1982 - Grolla d'oro Miglior attrice a Eleonora Giorgi 1982 - Montreal World Film Festival Miglior interpretazione femminile a Eleonora Giorgi 1982 - Nastro d'argento Migliore attrice protagonista a Eleonora Giorgi Migliore colonna sonora a Lucio Dalla e Fabio Liberatori
Restauro Nel 2017 Addendo, creative company di Urban Vision, in collaborazione con Infinity si è occupata del restauro del film, con Cinecittà Digital Factory.
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