Biografia Originario del Mozambico, approda in Portogallo dopo la rivoluzione dei garofani. Qui completa gli studi laureandosi in Educazione Fisica presso l'ISEF di Lisbona e intraprende la carriera di professore universitario.
Tale impronta accademica sarà la base del Q-Report (1996), il piano strategico mirato allo sviluppo del calcio giovanile e professionale negli Stati Uniti.
Caratteristiche tecniche Giocatore Ha avuto una breve carriera come portiere.
Allenatore Le squadre di Queiroz sono solitamente disposte con un 4-1-4-1, configurazione che esalta un approccio tattico estremamente pragmatico e orientato alla solidità difensiva. Lo stile di gioco si basa su una fase difensiva posizionale molto rigorosa, finalizzata a innescare ripartenze rapide e verticalizzazioni immediate non appena viene riconquistata la sfera.
Questa metodologia è stata centrale al , dove Alex Ferguson gli ha delegato la pianificazione integrale delle sessioni di allenamento; un lavoro che Patrice Evra ha descritto come fondamentale per l'evoluzione tattica del gruppo, evidenziando la capacità del tecnico di preparare la squadra a restare compatta per neutralizzare sistematicamente il gioco avversario.
Carriera Calciatore ed esordi in panchina Queiroz ha avuto una breve carriera da calciatore, giocando come portiere nel suo paese natale, al , prima di diventare allenatore. Inizia la carriera da tecnico nei primi anni ottanta nei settori giovanili di e . Durante il in Spagna, svolge il ruolo di osservatore e analista per la nazionale brasiliana di Telê Santana.
Nel 1983 viene nominato vice allenatore dell', per poi entrare, l'anno successivo, nei quadri tecnici della Federazione calcistica del Portogallo. Dopo un triennio come assistente della nazionale Under-18, tra il 1988 e il 1991 riceve l'incarico di guidare le selezioni giovanili dall'Under-16 all'Under-20.
Sotto la sua gestione, il Portogallo vince il campionato europeo Under-16 nel 1989 e due edizioni consecutive del campionato mondiale Under-20 (1989 e 1991). Questi successi portarono alla ribalta un gruppo di calciatori — tra cui Luís Figo, Rui Costa, Fernando Couto, João Pinto, Jorge Costa e Vítor Baía — identificati dalla storiografia sportiva come la Geração de Ouro (Generazione d'Oro) del calcio portoghese.
Nazionale portoghese e Sporting Nel 1991, sull'onda del successo conseguito con la nazionale giovanile, viene nominato commissario tecnico della nazionale maggiore lusitana. Il suo mandato si apre con l'obiettivo di integrare i talenti della Geração de Ouro nel gruppo principale, ma l'esperienza si rivela avara di soddisfazioni: il Portogallo fallisce dapprima la qualificazione al , terminando il girone alle spalle dei , e successivamente quella al . L'esperienza si conclude nel novembre 1993, dopo la sconfitta decisiva contro l' (1-0) al Meazza di Milano, che sancisce l'eliminazione dei portoghesi. Queiroz lascia l'incarico con un bilancio complessivo di 10 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte in 23 incontri.
Nel dicembre 1993 viene ingaggiato dallo per sostituire Bobby Robson, esonerato in modo controverso dopo l'eliminazione in Coppa UEFA malgrado la squadra si trovasse al primo posto in classifica. Queiroz assume la guida di un organico ricco di elementi di spicco — tra cui Luís Figo, Krasimir Balăkov, Stan Valckx, Capucho, Paulo Sousa, Pacheco, Jorge Cadete — ma manca la conquista del titolo nazionale a causa della sconfitta casalinga per 3-6 nel derby decisivo contro il . Sul risultato di 2-3, la scelta di Queiroz di sostituire il terzino sinistro Paulo Torres con il centrocampista offensivo António Pacheco viene ampiamente criticata dagli opinionisti dell'epoca come l'errore tattico che compromise l'assetto difensivo della squadra.
Nonostante i cospicui investimenti societari nelle stagioni successive, Queiroz non riesce a vincere il campionato, conquistando nel 1995 i suoi unici trofei con il club: la Coppa di Portogallo e la Supercoppa di Portogallo (assegnata nell'aprile 1996 dopo la finalissima di Parigi contro il ). Viene sollevato dall'incarico nel febbraio 1996.
USA, Giappone e nazionali Nel maggio 1996 approda in MLS per allenare i , incarico che lascia nell'ottobre dello stesso anno per trasferirsi in Giappone sulla panchina dei . Durante questo periodo, redige il celebre Q-Report, un piano strategico di 108 pagine commissionato dalla United States Soccer Federation (USSF). Il documento, che funge da pilastro per il programma Project 2010, delinea un percorso dettagliato per professionalizzare lo sviluppo dei giovani talenti e rendere la nazionale statunitense una contendente per il titolo mondiale entro il 2010.
Nel 1998 torna a guidare una nazionale accettando l'offerta degli , incarico che ricopre fino al gennaio 1999. Nel 2000 viene nominato commissario tecnico del , che conduce con successo alla qualificazione alla fase finale del . Tuttavia, nel marzo 2002, rassegna le dimissioni a pochi mesi dall'inizio della fase finale: la decisione matura a causa di forti contrasti con la South African Football Association (SAFA), in particolare riguardo alla nomina di un direttore tecnico che avrebbe dovuto condividere con lui la responsabilità delle convocazioni.
Manchester United e Real Madrid
Nel giugno 2002 entra nello staff del come vice di Alex Ferguson, che non aveva un assistente dall'estate del 2001, anno in cui Steve McClaren aveva lasciato l'incarico. Il suo arrivo segna un'importante evoluzione tattica per il club, grazie all'introduzione di metodologie d’allenamento innovative e a una maggiore enfasi sull'organizzazione difensiva. La qualità del lavoro svolto nel suo primo anno inglese — concluso con la vittoria della Premier League — consolida la sua reputazione internazionale, attirando l’interesse dei principali club europei. Lo stesso Ferguson lo descriverà anni dopo come un collaboratore «brillante, intelligente e meticoloso», definendolo l'uomo più vicino a essere l'allenatore del pur non avendone formalmente il titolo.
Il 25 giugno 2003 assume la guida del in sostituzione di Vicente del Bosque, firmando un contratto biennale. Il tecnico portoghese si trova a guidare una formazione composta da numerose stelle internazionali — Zidane, Ronaldo, Figo e il neo-acquisto Beckham — ma condizionata dalle cessioni di Makélélé, Hierro e Morientes. Nonostante il successo iniziale in Supercoppa di Spagna, la mancanza di equilibrio tattico pesa sui risultati: il club perde la finale di Coppa del Re, esce ai quarti di Champions League contro il e scivola in quarta posizione dopo cinque KO di fila nelle ultime giornate di campionato. Il 24 maggio 2004 Queiroz e il suo staff vengono sollevati dall'incarico e sostituiti da José Antonio Camacho.
Nel luglio 2004 inizia il suo secondo mandato come assistente di Alex Ferguson al . In questo quadriennio, Ferguson gli delega la pianificazione integrale delle sessioni di allenamento, affidandogli il compito di modernizzare l'assetto tattico della squadra. Il contributo di Queiroz è decisivo nel trasformare Cristiano Ronaldo da ala tecnica a finalizzatore d'area, un'evoluzione che culmina nella vittoria di cinque trofei, tra cui due Premier League e una UEFA Champions League nel 2008. La sua capacità di pianificare meticolosamente i match internazionali e di innovare le sessioni di allenamento consolida la sua posizione di braccio destro del manager scozzese.
Ritorno sulla panchina lusitana L'11 luglio 2008 risolve consensualmente il contratto con il per accettare la chiamata della federazione portoghese, che lo nomina nuovamente commissario tecnico in sostituzione di Luiz Felipe Scolari. Il cammino verso il è caratterizzato da un avvio difficile: dopo il successo per 4-0 contro il , seguono quattro gare senza vittorie che complicano la qualificazione. Dopo aver concluso il girone al secondo posto, la nazionale lusitana si garantisce il pass per i Mondiali eliminando la ai play-off. Nella fase finale in Sudafrica, il Portogallo debutta con uno 0-0 contro la , per poi sconfiggere la per 7-0; si tratta della vittoria più ampia in un Mondiale dal successo della contro l' (8-0) nel 2002. Il risultato ipoteca il passaggio del turno, confermato da un ulteriore pareggio a reti bianche contro il . Negli ottavi di finale, la nazionale viene eliminata dalla con il punteggio di 1-0.
Il secondo mandato di Queiroz termina nel settembre 2010. La decisione matura in seguito a una squalifica di sei mesi per insulti agli agenti dell'antidoping durante il ritiro premondiale — sanzione successivamente revocata dal TAS nel marzo 2011 — e a un avvio negativo nelle qualificazioni agli Europei 2012. Il pareggio contro il (4-4) e la sconfitta contro la (1-0), spingono la federazione portoghese all'esonero, affidando la panchina a Paulo Bento.
La prima esperienza in Iran
Il 4 aprile 2011 viene ufficializzata la sua nomina a commissario tecnico della nazionale iraniana, con cui firma un contratto di due anni con l'obiettivo di qualificarsi al . Fin dall'inizio del mandato, Queiroz innova profondamente la selezione nazionale attingendo sistematicamente alla diaspora iraniana. Integra nel gruppo numerosi calciatori nati o cresciuti all'estero con esperienza nei campionati europei e americani: tra i nomi più rilevanti figurano i tedeschi Ashkan Dejagah e Daniel Davari, l'olandese Reza Ghoochannejhad, gli svedesi Omid Nazari e Saman Ghoddos, e l'iraniano-statunitense Steven Beitashour. Sotto la sua guida, l'Iran vince il proprio girone eliminatorio, centrando l'accesso ai Mondiali 2014 dopo aver superato la (1-0). Nella fase finale in Brasile, la squadra ottiene un pareggio a reti bianche contro la (primo clean sheet della storia iraniana nel torneo) e riceve il plauso della critica per la solidità difensiva mostrata contro l', venendo sconfitta solo nel recupero da una rete di Lionel Messi. Nonostante l'eliminazione al primo turno dopo la sconfitta con la , Queiroz estende il proprio contratto fino al 2018.
Partecipa alla Coppa d'Asia 2015 chiudendo la fase a gironi al primo posto del Gruppo C (3 vittorie, 0 gol subiti). Il percorso termina ai quarti di finale per mano dell': dopo il 3-3 maturato al 120' — con l'Iran in dieci uomini per gran parte della sfida — la nazionale viene sconfitta per 7-6 ai calci di rigore.
Nel marzo 2015, dopo alcune amichevoli contro e , Queiroz rassegna le dimissioni per divergenze con la federazione, ma il 26 aprile annuncia la decisione di proseguire il mandato per il ciclo successivo. Sotto la sua gestione, l'Iran conclude la seconda fase di qualificazione imbattuto e vince il girone finale davanti alla , diventando la terza squadra a staccare il pass per il dopo (qualificata d'ufficio) e , assicurandosi la partecipazione al torneo con due turni d'anticipo. Nella fase finale in Russia, l' debutta battendo il (1-0), per poi subire una sconfitta di misura contro la (1-0). Nell'ultimo match del girone, la nazionale iraniana affronta il nel match decisivo: dopo un rigore parato da Alireza Beiranvand a Cristiano Ronaldo, l'Iran pareggia nel recupero (1-1), sfiorando una storica qualificazione agli ottavi, negata solo dal contemporaneo pareggio della contro il .
Il 23 settembre 2018 estende il contratto con la federazione iraniana fino alla Coppa d'Asia 2019, disputata negli Emirati Arabi Uniti. Nella fase finale del torneo, la squadra supera agevolmente il girone battendo e , per poi eliminare l' (2-0) agli ottavi e la (3-0) ai quarti di finale. Il torneo lo vede condurre l'Iran a una striscia di imbattibilità difensiva interrotta solo dal , vittorioso per 3-0 nella semifinale del 28 gennaio 2019 che sancisce l'eliminazione degli iraniani e coincide con la fine dell'esperienza del tecnico portoghese alla guida della selezione, dopo otto anni di incarico.
Varie panchine di nazionali