Considerata «la regina della televisione italiana», fu definita anche «un'icona della cultura pop» in Europa e in America Latina dalla critica italiana e internazionale e, tra gli anni Settanta e Ottanta, divenne simbolo dell'emancipazione femminile, della libertà sessuale delle donne nella televisione e nell'industria musicale italiana e spagnola, oltre che sostenitrice della comunità LGBTQ+.

Nel corso della sua carriera pubblicò 25 album in studio (42 contando gli adattamenti in altre lingue) in 46 Paesi del mondo, vendendo oltre 60 milioni di dischi ed entrando in numerose classifiche internazionali, grazie a canzoni come Tanti auguri, Rumore, Pedro, 5353456, Fiesta, Ballo ballo, Caliente Caliente, E salutala per me e A far l'amore comincia tu, incise anche in inglese, spagnolo, francese, portoghese, tedesco, greco, russo e filippino.

Raffaella Carrà fu una presenza costante nei palinsesti televisivi in Italia, Spagna e America Latina dalla fine degli anni Sessanta fino alla sua morte, venendo premiata con dodici Telegatti e due TP de Oro. Dopo un esordio come attrice in Italia, l'artista firmò un contratto con la 20th Century Fox a Hollywood, recitando anche in film francesi e spagnoli, e lavorando con Mario Monicelli, Marcello Mastroianni, Frank Sinatra, Edward Mulhare, Trevor Howard, Jean Marais, James Coburn e Bill Cosby.

Dopo la sua morte, Raffaella Carrà fu insignita del Premio Sorriso Diverso Venezia alla 78ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per il suo contributo all'industria musicale e dello spettacolo italiano.

Biografia Raffaella Pelloni nacque il 18 giugno 1943 a Bologna, figlia di Raffaele Pelloni e Angela Iris Dell'Utri. In seguito alla separazione dei genitori, avvenuta due anni dopo il matrimonio, trascorse l'infanzia tra il capoluogo emiliano, dove frequentò la scuola, e Bellaria.

Gli esordi (1952-1969)

Nel 1952, all'età di otto anni si trasferì per sua scelta in un collegio a Roma per proseguire gli studi e frequentare l'Accademia nazionale di danza, fondata dalla ballerina russa Jia Ruskaja; nello stesso anno esordì con una breve apparizione nel film Tormento del passato di Mario Bonnard.

Dopo aver frequentato il Centro sperimentale di cinematografia, nel 1960 ebbe un ruolo minore nel film La lunga notte del '43 di Florestano Vancini. Sostenne anche un provino per il ruolo di Rosetta nel film La ciociara di Vittorio De Sica, parte poi affidata a Eleonora Brown.

Su incarico di Luciano Rispoli, ideò e condusse la rubrica radiofonica Raffaella col microfono a tracolla.

Nel 1962 esordì in televisione nel programma musicale Il paroliere questo sconosciuto, come valletta al fianco del presentatore Lelio Luttazzi.

Adottò lo pseudonimo di Raffaella Carrà, su suggerimento dello sceneggiatore Dante Guardamagna, che lo compose associando il nome di Raffaello Sanzio al cognome del pittore Carlo Carrà. Nel 1963 recitò con il nuovo nome d'arte nel film I compagni di Mario Monicelli, a cui seguirono altre partecipazioni a produzioni italiane e internazionali.

Nel 1964 partecipò allo sceneggiato televisivo La figlia dell'oca bianca, scritto da Edoardo Anton per la rubrica Rai Vivere insieme. L'anno successivo interpretò Costanza De Mauriac nello sceneggiato Scaramouche, accanto a Domenico Modugno.

Nel 1965 si recò a Hollywood per partecipare alla produzione internazionale Il colonnello Von Ryan (Von Ryan's Express), film di guerra diretto da Mark Robson e interpretato, tra gli altri, da Frank Sinatra e Trevor Howard.

Nel marzo 1967 fu tra gli interpreti del film TV Tutto per bene, trasposizione dell'omonima commedia di Luigi Pirandello per la regia di Anton Giulio Majano.

Nel gennaio 1968 condusse sul Secondo Programma lo speciale musicale Tempo di Samba, mentre il 29 giugno dello stesso anno recitò nell'adattamento del dramma Processo di famiglia di Diego Fabbri, con la regia di José Quaglio.

Il 16 dicembre 1969 prese infine parte alla commedia televisiva Il sorriso della Gioconda, diretta da Enrico Colosimo.

Canzonissima e le prime affermazioni (1970-1973)

Nella stagione 1969-1970 partecipò al varietà televisivo Io, Agata e tu, trasmesso dal Programma Nazionale, insieme a Nino Ferrer e Nino Taranto. La trasmissione rappresentò una delle prime occasioni in cui mise in evidenza le sue capacità di cantante e ballerina in televisione.

Nel 1970 interpretò il ruolo di una giovane donna coinvolta nel mondo della prostituzione d'alto bordo e della criminalità nel film noir Il caso "Venere privata" di Yves Boisset, tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Scerbanenco. Fu una delle sue ultime esperienze cinematografiche, e presentava un ruolo caratterizzato da una componente erotica distante dall'immagine popolare che avrebbe assunto negli anni successivi.

In autunno affiancò Corrado alla conduzione di Canzonissima 1970, programma che ne segnò la definitiva affermazione televisiva. La sigla Ma che musica maestro raggiunse le prime posizioni delle classifiche italiane, mentre l'esibizione con l'ombelico scoperto suscitò un ampio dibattito sulla stampa e nell'opinione pubblica.

Il successo del programma portò la Rai a riconfermare la coppia di conduttori anche per Canzonissima 1971. Nel corso di questa edizione la Carrà presentò la sigla Chissà se va e i singoli Maga Maghella e Tuca Tuca, accompagnati da balletti. Quest'ultimo fu inizialmente censurato dalla Rai perché ritenuto troppo audace, ma tornò in trasmissione dopo un'esibizione con Alberto Sordi, diventando uno dei momenti più iconii della televisione italiana.

Nello stesso anno pubblicò gli album Raffaella e Raffaella Carrà, quest'ultimo contenente anche il brano Borriquito, che contribuì ad avviarne la popolarità nei paesi di lingua spagnola. Interpretò inoltre il ruolo di due gemelle in un episodio della serie televisiva franco-italiana Arsenio Lupin.

Nel 1972 pubblicò Raffaella... Senzarespiro, il suo primo album dal vivo, tratto dalla tournée omonima. Nello stesso anno ottenne il suo primo disco d'oro, riconoscimento assegnato per i risultati di vendita dei suoi singoli.

Nel novembre 1973 cambiò etichetta e passò alla CGD, inaugurando il nuovo contratto con la pubblicazione dell'album Scatola a sorpresa. Oltre all'edizione standard in 33 giri, il disco fu distribuito in una confezione promozionale a forma di scatola contenente vari gadget a tema — tra cui un frisbee — e il gioco da tavolo Inseguiamo Raffaella.

Milleluci e il successo internazionale (1974-1977)

Nel 1974 affiancò Mina nella conduzione del varietà Milleluci, diretto da Antonello Falqui e scritto da Castellano e Pipolo. Il programma, articolato in otto puntate dedicate ai principali generi dello spettacolo, riscosse un notevole successo di pubblico e critica.

Nello stesso anno pubblicò gli album Milleluci e Felicità tà tà, quest'ultimo contenente, oltre all'omonima sigla della sua terza Canzonissima, il brano Rumore, destinato a diventare uno dei suoi maggiori successi. Alla conclusione del programma, intraprese la tournée Show Raffa 75, esibendosi in Italia e in diversi paesi europei.

Tra il 1975 e il 1976 consolidò la propria notorietà internazionale, in particolare in Spagna, dove la TVE le dedicò lo speciale La hora de Raffaella Carrà, contribuendo ad accrescerne la popolarità presso il pubblico iberico. Negli stessi anni ottenne ampi consensi anche in numerosi altri paesi europei e dell'America Latina, affermandosi come una delle artiste italiane di maggiore successo all'estero. Tra i brani più rappresentativi del periodo figurò A far l'amore comincia tu, la cui versione inglese raggiunse il nono posto della classifica britannica.

Nel 1976 pubblicò l'album Forte forte forte, distribuito in 36 paesi, che ottenne importanti riconoscimenti commerciali in Italia e all'estero. Il singolo 53 53 456 fu certificato disco d'oro dalla Music Canada per le copie vendute. Nello stesso anno intraprese la tournée internazionale Forte Forte Forte Show.

Nel 1977 pubblicò l'album Fiesta, contenente l'omonimo singolo, e fu candidata ai Canadian Disco Awards grazie ai risultati commerciali ottenuti dall'album in Canada.

Ma che sera e i tour all'estero (1978-1979)

Nel 1978 rientrò in Italia per condurre il varietà del sabato sera Ma che sera, affiancata da Paolo Panelli, Bice Valori, Alighiero Noschese e Giorgio Bracardi. Il programma suscitò alcune polemiche per la sua messa in onda durante i giorni del sequestro di Aldo Moro.

La sigla Tanti auguri, inserita nell'album Raffaella, ottenne un ampio successo anche all'estero, in particolare nella versione in lingua spagnola Hay que venir al sur. Dopo la conclusione della trasmissione intraprese la tournée internazionale Raffaella Carrà Show, con spettacoli in circa trenta paesi.

Nel 1979 pubblicò l'album Applauso, seguito dall'omonima tournée internazionale, la prima senza tappe in Italia e articolata in undici paesi.

Nello stesso anno rappresentò l'Italia al Tokyo Music Festival con il brano Drin Drin, classificandosi al secondo posto e ricevendo il Silver Prize.

Da Millemilioni a Fantastico 3 (1980-1983)

Nel 1980 partecipò al film argentino Barbara, diretto da Gino Landi e distribuito esclusivamente nel mercato sudamericano. Nello stesso anno pubblicò l'album Mi spendo tutto, contenente il singolo Pedro, destinato a diventare uno dei brani più rappresentativi del suo repertorio.

Nel 1981 condusse Millemilioni, progetto televisivo internazionale realizzato attraverso cinque speciali registrati in altrettante capitali: Buenos Aires, Città del Messico, Londra, Roma e Mosca. Nello stesso periodo pubblicò l'album Raffaella Carrà, dal quale prese spunto la tournée internazionale The Raffaella Carrà Show.

Nel 1982 tornò alla conduzione di Fantastico 3 accanto a Corrado, con Gigi Sabani e Renato Zero. La sigla del programma, Ballo ballo, ottenne grande popolarità e fu accompagnata da alcune polemiche per la somiglianza, contestata da alcuni, con il brano Eleanor Rigby dei Beatles.da sostituire con fonte Dalla trasmissione nacque l'album Raffaella Carrà 82, contenente i brani eseguiti nello spettacolo.

Nello stesso anno fu ospite d'onore del Festival di Viña del Mar in Cile e intraprese la tournée Fantastico Show, proseguita fino al 1983.

Nel febbraio 1983 partecipò come ospite al Festival di Sanremo 1983, dove presentò i brani Soli sulla luna e Ahi.

Pronto, Raffaella? e l'affermazione come conduttrice (1983-1986)

Dal 1983 al 1985 condusse su Rai 1 Pronto, Raffaella?, il primo programma della fascia meridiana della Rai. La trasmissione contribuì a consolidare il suo ruolo di conduttrice televisiva, grazie anche al coinvolgimento diretto del pubblico attraverso i giochi telefonici e le interazioni in diretta. Il programma, ideato e scritto insieme a Giancarlo Magalli e diretto da Gianni Boncompagni, ottenne un notevole successo di ascolti; tra gli elementi più ricordati vi fu il gioco dei fagioli, diventato uno dei simboli della trasmissione.fonti da mantenere

Nel 1984 ricevette il riconoscimento di "Personaggio televisivo femminile a livello europeo" assegnato dall'European TV Magazines Association. Nello stesso periodo firmò un contratto pubblicitario biennale con Scavolini e il rinnovo del contratto con la Rai fu al centro di un dibattito pubblico sui compensi televisivi. Tra il 1983 e il 1984 pubblicò gli album Fatalità e Bolero. Tra il 1985 e il 1986 collaborò con il settimanale Radiocorriere TV conducendo la rubrica Gli incontri di Raffaella, dedicata alle interviste a personalità dello spettacolo e della politica.