L'arresto di Gesù è un episodio della Passione di Gesù, descritto nei quattro Vangeli (Matteo ; Marco ; Luca e Giovanni ). È l'episodio che segue l'Ultima Cena — con l'istituzione dell'eucaristia — e dà inizio alla Passione vera e propria, conclusasi il pomeriggio del giorno seguente con la morte in croce di Gesù.

Dopo l'Ultima Cena (svoltasi nel cosiddetto Cenacolo), Gesù e i discepoli vanno al Getsemani, un giardino collocato sul limitare della valle del Cedron (che gli studiosi ritengono essere un oliveto). Una volta che sono giunti là, Gesù lascia il gruppo degli Apostoli per pregare in disparte.

L'episodio evangelico L'orazione nell'Orto degli ulivi

È Giovanni a dare la precisa ubicazione del giardino nel quale Gesù venne arrestato. L'evangelista scrive infatti che il maestro "uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cedron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli". Questa indicazione basta a far comprendere che Gesù si diresse con gli apostoli nella zona del monte degli Ulivi, testimonianza confermata esplicitamente dai vangeli sinottici, i quali comunicano che il giardino si chiamava Getsemani, il cui nome (gath shemanim) significa precisamente "torchio d'olio" e presuppone dunque la presenza di un oliveto, munito di pressoio.

Già dal IV secolo si indicava come il Getsemani un luogo poco oltre il Cedron, lungo l'odierna strada da Gerusalemme a Betania, dove sono ancora oggi superstiti parecchi ulivi di età centenaria se non addirittura millenaria. In quello che è ritenuto l'orto degli ulivi è stata edificata una basilica, la cosiddetta "basilica dell'Agonia".

Il podere apparteneva probabilmente a un seguace di Gesù poiché il maestro, secondo la testimonianza di Giovanni, era solito recarvisi con i propri apostoli tanto che lo stesso Giuda era certo che Gesù si sarebbe recato lì durante la notte.

Non appena giunsero nel giardino, Gesù ordinò ai dodici di accamparsi lì, mentre lui si allontanava per pregare. Presi poi con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, già testimoni della Trasfigurazione, si ritirò in un luogo più appartato. I sinottici Marco e Matteo rendono nota la profonda angoscia di Gesù, che chiedeva anche ai tre compagni di rimanere svegli con lui e pregare;;. Il Vangelo secondo Giovanni si discosta però da questa immagine di angoscia e mostra un Gesù che ha sempre assoluto controllo degli eventi, inclusi questi momenti dell'arresto e, come evidenziano gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB, "lungi dall'essere sorpreso, Gesù ha piena coscienza dell'imminenza e della portata degli avvenimenti della passione"Gli stessi esegeti notano anche come "Il racconto giovanneo della passione sottolinea particolarmente questa sovrana libertà di Gesù" e "la perfetta padronanza che caratterizza sino alla fine Gesù nel compimento della sua missione"; anche lo storico John Dominic Crossan, tra i cofondatori del Jesus Seminar, evidenzia come "per Giovanni, non c'è alcuna agonia, Gesù protegge i suoi discepoli e ha sotto controllo l'intera situazione".; anche il Vangelo di Luca, a differenza degli altri due sinottici, è quello che presenta un'immagine di Gesù imperturbabile durante la sua PassioneLo storico Bart Ehrman sottolinea che "una delle cose più stupefacenti del racconto che Luca fa della Passione di Gesù è che quest'ultimo non sembra provare nessuna angoscia di fronte al destino che lo aspetta"., fatto salvo l'episodio dell'Agonia di Gesù al Getsemani, ritenuta da molti studiosi un'interpolazione successiva, come sotto meglio evidenziato.John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, p. 80, 176, ISBN 978-0-06-061480-5.Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, pp. 325, 348, 353.Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 161-164, ISBN 978-88-430-7821-9. Poi, scostatosi da loro "quasi un tiro di sasso" Gesù si accasciò a terra per pregare, chiedendo a Dio di potersi allontanare da quel "calice"Il termine "calice" è espressione metaforica, frequente negli scritti rabbinici, per designare la sorte assegnata a qualcuno. al quale era destinato.

Secondo una versione romanzata della vicenda, seguita anche da Mel Gibson ne La passione di Cristo avvenne qui, nell'estremo momento di debolezza, il secondo incontro con il demonio, preannunciato da Luca con la frase "il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato".

Nel Vangelo secondo Luca è presente l'unica testimonianza della cosiddetta Agonia di Gesù al Getsemani. L'evangelista narra infatti che «Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente; e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra». Il Vangelo secondo Luca, infatti, tra i sinottici, è quello che presenta un'immagine di Gesù più composta anche nei momenti più difficili, inclusa la sua Passione.

Tornato indietro Gesù trovò i tre apostoli prediletti che dormivano e li richiamò alla preghiera: "Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole";;. Tornato a pregare, pregò con la stessa intensità di prima ma ritrovò i discepoli ancora addormentati. Dopo averli risvegliati, si ritirò a pregare per la terza volta e con le stesse parole già ripetute prima. In lontananza si udiva già l'arrivo delle guardie del Sinedrio e Gesù, richiamati a sé i discepoli gli ordinò di alzarsi perché il traditore era ormai arrivato.

La cattura di Gesù

Mentre Gesù parlava con i discepoli entrò nel giardino Giuda Iscariota, seguito da una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti e, secondo Luca"Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante?" ()., con la presenza degli stessi sommi sacerdoti,

Giuda, ingaggiato dal Sinedrio, fungeva da guida, poiché era certo che il maestro si sarebbe recato nell'orto del Getsemani durante la notte. Giuda aveva dato un ordine alle guardie del seguito: "Quello che bacerò è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta";. Giunto vicino al maestro, il traditore lo baciò su una guancia, ricevendo come risposta: "Con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?".

Visto eseguito il segnale convenuto, le guardie vennero avanti verso Gesù. Giovanni ci testimonia un fatto alquanto ambiguo. Gesù chiede ai suoi aggressori chi cercassero e, saputo che volevano arrestarlo, dichiarò che era pronto a essere preso. Non appena concluse quella frase i soldati indietreggiarono e caddero a terra. Probabilmente l'evangelista voleva riferirsi a un episodio analogo dell'antico testamento riguardante il profeta Elia nel quale però questi distrugge l'armata venuta per catturarlo, ma evidentemente si voleva sottolineare il fatto che Gesù, benché potesse difendersi, era pronto a morire, chiedendo di lasciar andare liberi i suoi apostoli.

Non appena le guardie afferrarono Gesù scoppiò una piccola rissa fra le truppe e i discepoli dell'arrestato. Uno di essi, identificato da Giovanni come Pietro, afferrata una spada ferì uno degli inservienti del tempio, chiamato Malco (sempre secondo indicazione di Giovanni; i sinottici omettono sia il nome dell'aggressore che dell'aggredito) tagliandogli un orecchio. Fu lo stesso Gesù a interrompere l'impeto dell'apostolo ricordandogli che chi avrebbe impugnato la spada sarebbe morto di spada. Nel vangelo di Luca, Gesù, dopo aver rimproverato il feritore, pensò di rimediare al suo gesto e, avvicinatosi a Malco, gli risanò l'orecchio con un semplice tocco di mano.

I soldati e le guardie legarono dunque Gesù e lo condussero verso la casa del sommo sacerdote Caifa, dove si era già radunato il sinedrio. Gli apostoli fuggirono quindi via dall'orto degli ulivi e solo Pietro e Giovanni seguirono Gesù durante le prime fasi del processo.

Il misterioso ragazzino che fugge nudo Il solo Marco ci narra di un ragazzino che, rivestito soltanto di un lenzuolo, seguiva a distanza lo squadrone dei soldati. Alcuni studiosi han visto in lui lo stesso evangelista, che ritengono fosse un parente del proprietario del cenacolo. Il giovinetto venne però avvistato dalle guardie del Sinedrio, che tentarono di afferrarlo; ma questi fuggì nudo, lasciando nelle mani dei suoi inseguitori il lenzuolo che lo avvolgeva.

Uno dei maggiori critici del vangelo, Alfred Loisy, vide in quest'episodio una finzione, creata solo per dimostrare avverato uno dei passi del profeta Amos, benché sia l'ambientazione che l'argomento siano totalmente diversi.

Tale brano () è stato comunque oggetto di speculazioni di ogni genere, pur senza alcuna prova al riguardo, e si è anche supposto che il giovane fuggito nudo potesse essere - tra gli altri, oltre a Marco - Giovanni di Zebedeo o Giacomo il fratello di Gesù o un angelo o Gesù stesso o "un omosessuale che era venuto per un incontro privato con Gesù [e per questo era seminudo]".Raymond E. Brown, The Death of the Messiah, Vol. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 294, 299-302, ISBN 978-0-300-14009-5. Cfr anche: Corrado Augias e Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori, 2012, p. 137, ISBN 978-88-04-59702-5. Raymond BrownRaymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 294-304, ISBN 978-0-300-14009-5., ritiene che "queste ipotesi siano null'altro che fantasiosi voli di fantasia" e osserva altresì, oltre alla mancanza di alcuna prova in merito, come sia improbabile che il fuggitivo fosse uno dei Dodici (come Marco) sia perché "il versetto precedente indica che tutti i discepoli erano già fuggiti", sia perché "nella logica della narrativa sicuramente egli non avrebbe potuto andare all'Ultima Cena con gli altri discepoli di Gesù, indossando solo un lenzuolo [sindōn] per coprire la propria nudità"L'episodio, come precisa Brown, è probabilmente simbolico, introdotto nel Vangelo di Marco per sottolineare che "il tentativo del giovane [come nuovo discepolo] di seguire Gesù nella sua prova [peirasmos] è un misero fallimento; quando Gesù è arrestato, egli è così ansioso di scappare che lascia nelle mani dei suoi rapitori l'unico abito che indossa e sceglie il totale disonore di fuggire nudo, una fuga anche più disperata di quella scelta dagli altri discepoli. La nudità non è qualcosa di positivo, come interpretazione simbolica; è qualcosa da evitare, come in Mt25,36; Gv21,7; Giac2,15; Ap3,17 e Ap16,15 "..

La questione della storicità Il teologo Raymond Brown si domanda "se la descrizione di Giovanni dell'arresto sia storica, teologica o entrambe. Che sia teologica e simbolica dovrebbe essere evidente. Sia le truppe romane che ebraiche che sono venute a catturare Gesù di Nazaret, e a dispetto della loro apparente forza, cadranno a terra di fronte a lui".Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 1, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 250, 262, ISBN 978-0-300-14009-5..Raymond E. Brown, The Death of the Messiah: From Gethsemane to the Grave. A Commentary on the Passion Narratives in the Four Gospels, Doubleday, 1994, pp. 282, 1358-1359.John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, pp. 98-99, ISBN 978-0-06-061480-5.