Nel mondo, una cosa è il secondo album musicale di Mia Martini, pubblicato il 5 ottobre 1972 dalla Dischi Ricordi. È il primo 33 giri pubblicato da Mia Martini sotto l'etichetta discografica milanese.

Descrizione In concomitanza della partecipazione di Mia Martini alla Mostra internazionale di musica leggera, nell'autunno del 1972 viene pubblicato Nel mondo, una cosa. Con quest'album Mia Martini intraprende una significativa collaborazione con autori come Bruno Lauzi, già autore di un brano del precedente Oltre la collina, Maurizio Piccoli, Luigi Albertelli, Michelangelo e Carmelo La Bionda, Maurizio Fabrizio e Dario Baldan Bembo.

Il brano d'apertura è Donna sola, un pezzo dalle venature soul e gospel, originariamente inciso in versione strumentale con il titolo "Processione". La composizione, scritta da Salvatore Fabrizio, è stata pubblicata inizialmente da Johnny Sax, per poi essere riadattata con un testo firmato da Luigi Albertelli e Bruno Lauzi su musica di Dario Baldan Bembo. Donna sola rappresenta una nuova tappa nel percorso artistico di Mia Martini, che riesce a bissare il grande successo ottenuto durante l'estate con il singolo Piccolo uomo. Il brano vince infatti l'8ª edizione della Mostra internazionale di musica leggera di Venezia e ottiene un enorme riscontro commerciale, superando le 350.000 copie vendute e raggiungendo il primo posto delle classifiche di vendita nel mese di novembre dello stesso anno. Il singolo non solo ottiene un enorme successo in Italia, ma viene anche pubblicato in Spagna con il titolo Mujer sola, dove riscuote un grande apprezzamento. Il brano diventa negli anni oggetto di numerose cover, entrando nella cultura musicale della penisola iberica e trasformandosi in un vero e proprio cult. Questo consolidò ulteriormente la fama di Mia Martini anche oltre i confini nazionali.

Lo stesso Bruno Lauzi scrive, assieme ai fratelli La Bionda, la ritmica Neve bianca, brano con chiari riferimenti alla favola Biancaneve inizialmente incisa da Ivana Spagna col titolo Ari ari e promossa da Mia Martini dal vivo durante lo spettacolo televisivo Senza rete nell'estate del 1973.

Nel disco sono presenti delle tracce particolarmente notevoli. Una di queste è la struggente La nave, di Dario Baldan Bembo e Luigi Albertelli, una canzone dalle intense venature soul che si ispira musicalmente al celebre brano With a Little Help from My Friends dei Beatles. La melodia e l'arrangiamento si intrecciano perfettamente con la profondità emotiva del testo, rendendo questa traccia una delle più evocative dell'album. Un altro pezzo significativo del disco è Un uomo in più, una ballad sempre firmata da Dario Baldan Bembo insieme a La Bionda. Questo brano sarà successivamente inciso dallo stesso Baldan Bembo e dal cantante Nicola Di Bari con il titolo Mondo nuovo.

L'album si caratterizza per una selezione di brani che non solo rimarranno tra i preferiti della cantante calabrese, ma diventeranno anche dei veri e propri cavalli di battaglia nel suo repertorio. Tra i più significativi spicca Valsinha, scritta dal celebre poeta e compositore brasiliano Vinícius de Moraes, che la Martini dichiarerà essere il brano da lei preferito all'interno del suo repertorio, e la raffinatissima Amanti, successo scritto da Luigi Albertelli e Maurizio Fabrizio, uno dei pezzi più amati dal pubblico e continua ad essere parte integrante delle scalette dei suoi concerti, rimanendo in repertorio fino agli anni '90.

Tra le cover vengono inserite Io straniera è la versione italiana di Border song di Elton John, il brano soft-rock Il tuo cuore di neve adattamento italiano di Sing A Song di Gary Wright, entrambe tradotte da Maurizio Piccoli. Mia Martini figura inoltre come autrice della canzone Madre, cover della famosa Mother di John Lennon, uscita quell'anno come lato B di Piccolo uomo.

Altra esecuzione notevole è rappresentata da Tu che sei sempre tu, sempre di Piccoli, una struggente e drammatica canzone che ha per tematica centrale il tema della pedofilia, un argomento delicato e particolarmente sensibile per l'Italia dei primissimi anni '70, un periodo in cui il tema della protezione dell'infanzia e le problematiche legate all'abuso minorile erano poco discussi.

Chiude l’album la celeberrima Piccolo uomo, uno dei pezzi più iconici e significativi della carriera di Mia Martini. Il brano, dalle parole scritte da Bruno Lauzi e con la musica dei fratelli La Bionda e di Dario Baldan Bembo, rappresenta un pezzo centrale nel percorso artistico della cantante calabrese. Nonostante il grande potenziale del brano, Baldan Bembo inizialmente nutriva alcune riserve nel cederlo a un'artista allora ancora semi-sconosciuta come Mia Martini, che pur essendo talentuosa, non aveva ancora raggiunto la notorietà che avrebbe acquisito negli anni successivi. Tuttavia, grazie all'insistenza di Giovanni Sanjust, il brano fu infine affidato alla cantante, che lo interpretò con una potenza emotiva straordinaria, riuscendo a far emergere tutta la sua intensità e capacità comunicativa.

La canzone venne presentata da Mia Martini in due delle principali vetrine musicali dell'epoca: il Cantagiro e il Festivalbar 1972, eventi che segnarono il debutto pubblico del brano e della cantante su scala nazionale. Fu proprio durante il Festivalbar che Mia Martini ottenne la sua prima vittoria, un traguardo che rappresentò un punto di svolta nella sua carriera, consolidando il suo successo e facendola conoscere al grande pubblico. Il successo di Piccolo uomo fu immediato e travolgente, grazie anche alla intensa promozione radiofonica ad opera soprattutto di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, che programmano il brano quasi tutti i giorni in Alto gradimento. Il brano conquistò rapidamente le primissime posizioni delle classifiche, raggiungendo una popolarità straordinaria che le valse anche il suo primo Disco d'oro. Con la sua melodia coinvolgente e il testo struggente, la canzone divenne uno dei singoli di maggior successo del 1972, segnando così il primo grande successo della carriera di Mia MartiniF. Manca, D. Sgherri F. Pieri, Mia Martini. Tutto il suo universo, edito da Ergo Sum, dicembre 2021.

L’album contiene all’interno un servizio fotografico a cura di Cesare Montalbetti scattate durante il soggiorno della Martini a Venezia, in occasione della Mostra Internazionale di Musica Leggera.

Tracce Donna sola (Luigi Albertelli, Bruno Lauzi/Dario Baldan Bembo) - 3:30 Neve bianca (Bruno Lauzi/Michelangelo e Carmelo La Bionda) - 3:13 La nave (Luigi Albertelli/Dario Baldan Bembo) - 3:13 Madre (John Lennon - Mia Martini) - 5:07 Mother Un uomo in più (Dario Baldan Bembo/Michelangelo La Bionda) - 3:17 Valsinha (Chico Buarque De Hollanda - Vinícius de Moraes - Sergio Bardotti) - 2:48 Io straniera (Elton John - Bernie Taupin - Maurizio Piccoli) - 3:24 Border song Questo amore vero (Luigi Albertelli/Massimo Guantini) - 3:17 Amanti (Luigi Albertelli/Maurizio Fabrizio) - 4:14 Il tuo cuore di neve (Wright - Maurizio Piccoli) - 3:02 Sing a song Tu che sei sempre tu (Maurizio Piccoli) - 4:34 Piccolo uomo (Bruno Lauzi, Dario Baldan Bembo/Michelangelo La Bionda) - 4:20

Successo e accoglienza Sull'onda del successo dei singoli Piccolo uomo e Donna sola, l'album ottiene un immediato riscontro commerciale e di critica. Il disco si aggiudica il premio della critica discografica come miglior LP del 1972 e raggiunge la 5ª posizione della classifica degli album più venduti tra la fine del 1972 e l'inizio del 1973, con una permanenza di 18 settimane nelle classifiche di vendita, delle quali 12 nelle prime venti posizioni. Nel mondo, una cosa segna quindi il successo di Mia Martini, che diverrà una delle voci più importanti del decennio.

Classifica settimanale N° settimane Settimana Posizione 1 11 novembre 1972 28 2 18 novembre 1972 23 3 25 novembre 1972 12 4 2 dicembre 1972 17 5 9 dicembre 1972 17 6 16 dicembre 1972 13 7 23 dicembre 1972 12 8 30 dicembre 1972 9 9 6 gennaio 1973 6 10 13 gennaio 1973 7 11 20 gennaio 1973 7 12 27 gennaio 1973 9 13 3 febbraio 1973 17 14 10 febbraio 1973 25 15 3 marzo 1973 13 16 31 marzo 1973 42 17 7 aprile 1973 50 18 14 aprile 1973 50

Formazione Mia Martini: voce Dario Baldan Bembo: pianoforte, organo Hammond La Bionda: chitarra acustica Salvatore Fabrizio: chitarra acustica Maurizio Fabrizio: chitarra acustica

Note

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