La sonata per pianoforte n. 18 di Ludwig van Beethoven costituisce la terza delle sonate pubblicate sotto il numero d'Opera 31. È talvolta chiamata impropriamente con il titolo "La Caccia", denominazione non affidata dall'autore, il quale diede il titolo di Sonata quasi una fantasia solamente alle due sonate dell'op. 27 e Gli addii alla sonata op. 81a. Seppur appartenente allo stesso numero d'Opera delle due precedenti sonate per pianoforte, essa è stata in realtà composta e pubblicata circa un anno più tardi (più precisamente la data di composizione risale al 1802, quella di pubblicazione al 1804).

Struttura La struttura della sonata è articolata in quattro movimenti (a differenza delle due compagne d'opera, divise in tre soli movimenti), qui di seguito elencati:

Allegro Scherzo: Allegretto e vivace (in La bemolle maggiore) Minuetto: Moderato e grazioso Presto con fuoco

Da notare l'assenza di un movimento "lento", parzialmente soppiantato dal minuetto a cui l'autore ha assegnato l'indicazione Moderato.

Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sonata numero 18 per pianoforte di Beethoven (il numero 3 dell'opera 31) è un ” Allegro” in tempo tre quarti nella tonalità di base di mi bemolle maggiore.. La struttura formale è quella della forma-sonata: Esposizione – Sviluppo – Ripresa.. Esposizione LEsposizione del primo movimento di questa sonata comprende un primo tema (misure 1 – 45), un secondo tema (misure 45 – 81) e un motivo conclusivo dell'Esposizione (misure 81 – 88). La codetta del secondo tema insieme al motivo conclusivo forma la coda dell'Esposizione.

Primo tema Il Primo tema consiste in due frasi di 8 misure (da 1 a 8 e da 10 a 17) inframmezzate da un breve ponte di collegamento, alle quali fa seguito una “codetta”. La prima frase si apre con due battute uguali (”le più sconcertanti, dal punto di vista emotivo, che Beethoven abbia mai scritto”): è una “domanda” che si appoggia su un ambiente tonale indeterminato. formato dall'armonia della sopratonica (II grado - fa minore 7) in secondo rivolto (con al basso la sottodominante IV grado - la bemolle). Seguono quattro battute accordali durante le quali il basso sale cromaticamente: la bemolle – la naturale – si bemolle; mentre un accordo di settima diminuita sul do risolve sulla tonica (mi bemolle maggiore). Dopo il ”gioco dei modi maggiore e minore, sempre tonalmente indecisi” per la prima volta (a battuta 6) si fa sentire la tonica! Le ultime due battute consistono in una semplice cadenza (”convenzionale, graziosa, affabile, disarmante”) perfetta V-I (si bemolle maggiore settima => mi bemolle maggiore) il cui scopo è quello di riportare la melodia da un ambiente cromatico ad un più stabile diatonico e ovviamente di dare una risposta alle prime due battute. Semplificando questa prima frase consiste in una cadenza del tipo IV-V-I dove il IV grado è in realtà sostituito dal II. Se la struttura classica della doppia frase è Tonica – Dominante / Tonica – Tonica, qui abbiamo una formula del tipo: Sottodominate – Dominante - Tonica, quindi una struttura aperta fin dall'inizio, e chiusa sola alla fine della frase.. [batt. 1 – 9]

Un breve ponte di collegamento di due battute unisce la prima frase alla seconda. La ”sensibilità dolorosa e indefinibilmente drammatica” della prima frase viene riconfermata in modo simmetrico anche nella seconda frase del primo tema. Poche sono le differenze: la “domanda” si assesta più decisamente sul IV grado (sottodominante – la bemolle maggiore) e i vari incisi sono dislocati in ottave diverse: un'ottava-sopra la prima domanda, un'ottava-sotto l'accordo di settima diminuita e un'ottava-sopra la risoluzione sulla tonica.

La codetta del tema consiste in un due semifrasi entrambe su un pedale di tonica di crome ribattute: la prima da misura 18 a misura 21, la seconda da misura 22 a misura 25. Alla seconda semifrase si aggancia direttamente una coda di poche battute di crome con “punto rotondo” (o “staccato comune”) raddoppiate in ottava, che ha lo scopo di preparare un'ultima entrata (per l'Esposizione) del tema principale (a misura 33). Questo ritorno del tema è caratterizzato dal modo minore: la bemolle minore sovrapposto ad una accordo di fa minore con quinta diminuita (in pratica è la nota do che viene abbassata di un semitono). Questo cambio di modalità ”rendono ancora più intensi gli accordi di battuta 3”, ma lo scopo di questa fase è quella di preparare l'entrata del secondo tema. Si tratta quindi di un ponte modulante che tramite alcune progressioni ascendenti basate sulle battute 3-4 approda alla dominante della dominante (fa) in preparazione della tonalità (si bemolle maggiore) del secondo tema.

Riepilogando i mezzi con i quali Beethoven ottiene l'effetto di movimento verso l'area del secondo gruppo tematico, sono i seguenti: un incremento della densità degli eventi ottenuto dalle crome con punto rotondo (aumento del ritmo) da battuta 25; l'introduzione della sottodominante minore (fa minore) a battuta 33 (elemento coloristico ma anche di movimento tonale); una progressione (”indice di attività del materiale”) con frequenza del cambiamento con modulo di due battute (misure 35 – 37 – 39 – 41); elemento drammatico introdotto dai quattro fa discendenti staccati e forti un istante prima del secondo tema.

Secondo tema Il Secondo tema è formato da due semifrasi di quattro misure ciascuna, nella classica struttura di “domanda (misure 45 - 49) – risposta (misure 49 - 53)”. Si tratta di una melodia con accompagnamento realizzato da un Basso albertino. La ”snellezza e la schietta superficialità settecentesca” di questo secondo tema contrasta decisamente con il carattere più drammatico del primo. Altri elementi di contrasto (con il primo tema) sono: (1) la staticità armonica sulla dominante (si bemolle maggiore) e (2) l'accelerazione del ritmo (nel ponte di collegamento prima della ripetizione variata del tema, l'esecutore deve risolvere fino a 12 suoni per pulsazione.). [batt. 45-53]

Un ponte di collegamento (misure 53 -56) ripropone il tema in una forma variata (misure 57 - 64) mantenendo l'ambito armonico della dominante.

A misura 64 inizia la codetta del tema che si presenta subito ”con uno spiccato senso di moto”. ottenuto tramite una serie di progressioni sia sul piano armonico che quello ritmico (rottura del ritmo tramite accordi sincopati). [batt. 64-72]

Questa fase viene conclusa da un accordo di si bemolle maggiore che si protrae per 6 misure (battute 72 – 77), armonia del prossimo tema. Siamo arrivati così alla fine dell'Esposizione dove ”l'opposizione tra originale/convenzionale viene risolta da un tema conclusivo, una versione abbreviata del tema principale”. Tema dal carattere cadenzale con il quale ritorna la stabilità armonica della dominante (si bemolle maggiore) tramite un trillo sulla nota do (dominate di dominante di dominante) su un accordo di settima di sopratonica (fa maggiore settima). [batt. 78-88]

Sviluppo Con lo Sviluppo viene ripreso il tema principale, ma solamente le prime due battute sono uguali; ora il basso (misure 91 – 96) scende cromaticamente: la bemolle – sol – fa diesis. Il fa diesis (in particolare un accordo di fa diesis settima diminuita) è necessario per preparare il do minore: tonalità relativa minore. In questo caso la tonalità relativa minore è una delle tonalità convenzionali usate nello Sviluppo. Anche le prossime 4 misure (battute 96 – 99) sono di preparazione alla tonalità do minore: la voce di soprano con una risoluzione drammatica scende cromaticamente dal la naturale (la bequadro) al la bemolle e al sol. Quest'ultima nota è la dominante di do minore, tonalità che viene subito confermata tramite un lungo pedale (8 misure di seguito) sulla nota do.. [batt. 89-100]

A questo punto inizia una lunga progressione di quarte con moto accelerato: do – fa (misura 116) – si bemolle (misura 124) – mi bemolle (misura 126) – la bemolle (misura 128). Come si vede ogni fase della progressione è praticamente la dominante del passo seguente. L'ultimo accordo viene tenuto per 9 misure con una serie di arpeggi ascendenti creando una situazione di attesa finché non appare il tema fondamentale. Non siamo in presenza di un ritorno classico (dominante => tonica) in quanto il tema è del tutto particolare iniziando su una sottodominante (la bemolle)., Beethoven quindi per far rientrare il tema utilizza un procedimento ampiamente sfruttato da Haydn: ”ripetere più e più volte di seguito, con insistenza, un singolo dettaglio per convincere l'ascoltatore che quel che segue è inevitabile”.

Ripresa La Ripresa è regolare e senza sorprese. Solamente, nella riesposizione del Primo tema, nella parte finale, alcune battute vengono ripetute/variate, e prima della seconda idea non viene ripresentato, contrariamente all'Esposizione, il tema principale. Il Secondo tema, seguendo le norme, si ripresenta alla tonica (mi bemolle maggiore).

Nella Coda Finale Beethoven ritorna a utilizzare l'armonia della sottodominante (la bemolle). La coda inizia (a misura 220) con il tema armonizzato sull'accordo di re bemolle maggiore. La salita cromatica delle battute 3 - 6 ora avviene per gradi fino al sol (da misura 222 a misura 229) agganciandosi alla fine alle figurazioni della battuta 4, 5 e 6 per ritornare alla tonalità d'impianto (mi bemolle maggiore). [bat. 220-233]

Riprende quindi il tema ”ma con dislocazioni dei vari elementi in ottave diverse”. Il raggiungimento finale della tonica (a misura 250) è fatto sul materiale che nell'Esposizione serve a preparare il modo minore (misure 25 – 32). Schema riassuntivo ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute: da-aEsposizione Tema principale Prima frase IV (sottodominante)/II (sopratonica) => I (tonica)la b magg./fa min. => mi b magg.1 – 9 Seconda frase IV (sottodominante) => I (tonica)la b magg. => mi b magg.10 – 17 Codetta del tema (2 semifrasi) I (tonica) mi b magg.18 - 32 Ripresentazione del tema IV (sottodominate) la b min.33 - 45 Secondo tema Prima esposizione del tema (2 semifrasi) V (dominante)si b magg.45 - 52 Breve ponte modulante V (dominante)si b magg.53 - 56 Seconda esposizione del tema variata (2 semifrasi) V (dominante)si b magg.57 – 64 Codetta del tema variataV (dominante)si b magg.64 - 77 Coda esposizioneTema conclusivo II (sopratonica)/V (dominante)fa magg./si b magg.78 - 88 Sviluppo 89 – 136Ripresa Tema principale Prima frase IV (sottodominante)/II (sopratonica) => I (tonica)la b magg./fa min. => mi b magg.137 - 145 Seconda frase IV (sottodominante) => I (tonica)la b magg. => mi b magg.146 - 153 Codetta del tema (2 semifrasi) I (tonica) mi b magg.154 - 169 Secondo tema Prima esposizione del tema (2 semifrasi) I (tonica)mi b magg.170 - 176 Breve ponte modulante I (tonica)mi b magg.177 - 182 Seconda esposizione del tema variata (2 semifrasi) I (tonica)mi b magg.183 - 189 Codetta del tema variata I (tonica)mi b magg.190 - 219 Coda finaleTema principale IV (sottodominante) => I (tonica)la b magg. => mi b magg.220 – 253

Analisi del Secondo movimento Il Secondo movimento della sonata è un ” Allegretto vivace” in tempo due quarti nella tonalità di base di la bemolle maggiore. La struttura è quella di uno scherzo basato sulla classica forma-sonata: Esposizione dei due temi (misure 1 – 63) – Sviluppo (misure 64 – 107) – Ripresa (misure 108 – 173).. Esposizione LEsposizione prevede un Tema principale (misure 1 – 34), un Ponte di collegamento al secondo tema (misure 34 – 50) e un Secondo tema (50 – 63).

Subito viene presentato il Tema principale ”impetuoso e ardito” formato da una frase regolare di 8 misure nella quale si possono intravedere due semifrasi (domanda – risposta). Entrambe le semifrasi iniziano alla tonica (la bemolle maggiore), ma mentre la prima termina alla dominante (mi bemolle maggiore) la seconda cadenza alla tonica (la bemolle maggiore) dopo un accordo di settima di dominante (mi bemolle maggiore settima). [bat. 1 – 8]