Biografia

Figlio di Girolamo Ippolito, si laureò nel 1938 in ingegneria civile indirizzando poi la sua carriera verso la geologia. Nel 1948 ottenne la libera docenza e nel 1950 la cattedra di Geologia Applicata presso l'Università di Napoli. Il suo interesse per l'impiego dell'energia nucleare a fini civili derivò dalla sua attività come geologo nella ricerca di uranio.

Nel 1952 era segretario generale del Comitato nazionale per le ricerche nucleari, divenuto poi Comitato nazionale per l'energia nucleare (C.N.E.N.) nel 1960. Il Comitato da lui amministrato non aveva personalità giuridica e non era per questo in grado di gestire risorse economiche. Nonostante questo, Ippolito negli anni Sessanta fu in grado di attuare diversi progetti di sviluppo del settore nucleare, tra cui la centrale nucleare di Latina, la centrale nucleare del Garigliano e la Centrale nucleare Enrico Fermi a Trino. L'Italia è in quel periodo il terzo paese al mondo per produzione di energia dal nucleare e disponeva di competenze molto avanzate. Ippolito mirava a rendere la nazione indipendente dal punto di vista energetico.Di fatto con la morte di Mattei e la sconfessione dell'operato di Ippolito venivano meno due personalità che avevano operato in senso innovativo per l'indipendenza energetica del paese, G. Pirzio, Energia e politica. Analisi delle politiche pubbliche nel settore elettronucleare, Napoli 1990, citato in

Nel dicembre 1955 contribuì alla fondazione del Partito Radicale di Leopoldo Piccardi, Mario Pannunzio, Nicolò Carandini e altri esponenti della sinistra liberale legati alla rivista Il Mondo.

Arresto e condanna Nell'agosto del 1963 indiscrezioni giornalistiche sollevarono dubbi sulla correttezza dell'operato di Ippolito nell'amministrazione del C.N.E.N. Tutto partì da una serie di articoli a firma di Giuseppe Saragat, al tempo deputato socialdemocratico che sarebbe stato eletto Presidente della Repubblica pochi mesi dopo, che attaccava direttamente la gestione del C.N.E.N. Nei mesi seguenti venne avviata una indagine ministeriale e si occupò della questione Giovanni Leone, anche lui futuro Presidente della Repubblica. Il 3 marzo 1964 Ippolito fu arrestato per presunte irregolarità amministrative. In particolare, gli vennero contestati i reati di falso continuato in atti pubblici, peculato continuato e aggravato, interesse privato in atti d'ufficio, abuso d'ufficioCfr. l'Unità, 5 marzo 1964. Ne seguì un processo discusso, molto sentito dall'opinione pubblica e dalla stampa, che culminò con la condanna di Ippolito a 11 anni di carcere.

L'Italia e il mondo politico erano divisi. I fatti contestati erano dubbi e di modesta entità, mentre la condanna fu pesante, e alcuni ritengono che la vicenda giudiziaria fosse stata una cospirazione per togliere di mezzo Ippolito e stroncare la nascente industria nucleare italiana in favore della potente filiera petrolifera, oppure una "rivalsa delle baronie elettriche che avevano subito la nazionalizzazione". Inoltre, i primi dubbi sollevati nell'agosto del 1963 da Saragat vennero rilanciati dalla stampa di destra legata a gruppi industriali - quali l'Edison - che avevano perso il monopolio della produzione di energia elettrica a seguito della nazionalizzazione e della creazione dell'Enel, di cui Ippolito era stato un fervente promotore.

Dopo la grazia

Dopo avere trascorso due anni di prigione, e quando ormai gli restavano pochi mesi da scontare, Ippolito ricevette la grazia dallo stesso Saragat, nel frattempo divenuto Presidente della Repubblica, mentre i programmi nucleari furono sensibilmente ridimensionati da ENEL, una volta terminata la nazionalizzazione elettrica nel 1963. Dopo questa disavventura Ippolito si dedicò alla promozione della cultura scientifica e tecnologica. Nel 1968 fondò e diresse la rivista Le Scienze, versione italiana di Scientific American. Eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano come indipendente, fu parlamentare europeo tra il 1979 e il 1989; nel 1987 abbandonò il gruppo comunista per iscriversi al gruppo liberale, iscrivendosi contestualmente al Partito Repubblicano Italiano. Fu inoltre membro della Commissione grandi rischi della Protezione civile italiana e del Consiglio Superiore delle Miniere. Venne insignito dell'Ordine della Minerva dall'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio".

Ippolito fu vicepresidente della Commissione Scientifica Nazionale per l'Antartide e a lui è dedicato il Museo nazionale dell'Antartide Felice Ippolito con sedi a Genova, Siena e Trieste.

Originale e creativa fu anche la sua esperienza di epistemologo e filosofo della scienza. Di ispirazione storicistica (ritenne la geologia una scienza eminentemente storicistica), fu fra i primi a confrontare il pensiero di Benedetto Croce con l'epistemologia moderna e le riflessioni di Werner Karl Heisenberg.

A suo nome sono assegnati ogni anno due riconoscimenti: il Premio internazionale, assegnato a studiosi affermatisi nel capo delle Scienze della Terra, della vita e fisiche; il Premio di ricerca, per giovani studiosi italiani di scienze della Terra, del mare, della vita e fisiche.

Opere Sulle considerazioni geologiche di imposta di talune dighe di sbarramento nell'Italia meridionale (1953) Contributo alla conoscenza del giacimento del M. Besimauda (Alpi Piemontesi) con Pasquale Nicotera (1953) Uranium Formation in Late Alpine Paleozoic (1958) Lezioni di Geologia dell'Uranio (1960) L'Italia e l'energia nucleare (1960) Fabbisogno energetico ed energia nucleare (1961) Energia, ricerca scientifica e piano di sviluppo (1962) Saggi e studi di geologia (1962) La politica del CNEN, (1965) La natura e la storia,(1968) Geologia Tecnica (1975) Intervista sulla ricerca scientifica (1977) Università. Crisi senza fine (1978) L'Italia e l'energia nucleare (1981) Politica europea e politica dell'energia (1981) Croce e la scienza, (1982) Un progetto incompiuto. La ricerca comune europea 1958-88 (1989) Energia, ieri oggi e domani (1989)

Note

Bibliografia Giovanni Paoloni, Ippolito e il nucleare italiano, Le Scienze 440, aprile 2005. Giuseppe Giordano, Felice Ippolito scienziato crociano, in AA. VV., "Filosofia e storiografia. Studi in onore di Giovanni Papuli", III. 1. "L'età contemporanea", a cura di M. Castellana, F. Ciracì, D. M. Fazio, D. Ria, D. Ruggieri, Congedo, Lecce. 2008, pp. 409–429. Marco Pivato, Il miracolo scippato. Quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni sessanta, Donzelli Editore, 2011 ISBN 978-8860365422 Barbara Curli, Il progetto nucleare italiano (1952-1964). Conversazione con Felice Ippolito, Rubbettino, Catanzaro, 2000 Igor Londero, Felice Ippolito intellettuale e Grand Commis. La ricerca nucleare in Italia dal dopoguerra al primo centrosinistra, tesi di dottorato, 2013

Voci correlate Le Scienze Museo nazionale dell'Antartide Felice Ippolito Energia nucleare in Italia

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