Laeroporto internazionale di Napoli-Capodichino "Ugo Niutta" è un aeroporto internazionale italiano, principale aeroporto di riferimento di Napoli, situato a Napoli nella zona di Capodichino del quartiere San Pietro a Patierno. È intitolato all'aviatore Ugo Niutta. Secondo l'ENAC, nel 2025 l’aeroporto è risultato il quarto scalo nazionale, nonché primo nel Mezzogiorno. Si trova a circa dal centro di Napoli e dalla stazione centrale.

L'aeroporto è collegato con i principali scali europei e offre un elevato numero di destinazioni anche in Africa, Asia e America settentrionale. È una base operativa delle compagnie aeree low-cost easyJet, Ryanair, Volotea e Wizz Air.

Il 13 giugno 2017 all'aeroporto viene conferito il premio "Aci Europe Award" come migliore in Europa nella categoria 5-10 mln di passeggeri. Nel 2018, inoltre, ha vinto il titolo "fast and furious", risultando primo nella categoria che premia gli scali con la maggiore crescita in Europa (essendo passato dai passeggeri del 2016 ai del 2017, con un incremento del 26,6%).

L'aeroporto di Capodichino è stato il primo aeroporto d'Italia a usare bus elettrici, grazie a un partenariato tra Gesac e Handler, partito dall'inverno 2018. Esso presenta anche la tratta in assoluto più corta d'Italia, la Napoli-Roma-Fiumicino, operata da ITA Airways.

Ubicazione L'infrastruttura è collocata principalmente nel quartiere di San Pietro a Patierno, al confine con Poggioreale e a pochi passi dal quartiere San Carlo all'Arena, in una zona denominata Capodichino. Una piccola parte della sua pista rientra in zona San Salvatore del comune di Casoria. Tutta la zona è densamente abitata. In particolare l'avvicinamento alla pista 6 implica il sorvolo a bassa quota di tutta la zona nord-occidentale di Napoli, area collinare della città.

Storia Origini Il vecchio Campo di Marte creato da Gioacchino Murat nel 1816, chiamato poi Piazza d'Armi, iniziò ad essere usato per i primi esperimenti di volo. Il terreno pianeggiante, di 44 ettari, a forma di rombo e posto a 72 metri sul livello del mare si prestava perfettamente ad essere utilizzato per gli aerei che stavano muovendo i primi passi.

La storia dell'aeroporto di Capodichino comincia all'inizio del XX secolo; infatti il 5 maggio 1910, tre aviatori stranieri e un italiano iniziano le prime esibizioni di velivoli sull'allora Campo di Marte, un ampio territorio pianeggiante già impiegato in epoca borbonica come luogo per addestramenti ed esibizioni militari. Manifestazioni aeree sportive si susseguirono fino al 1913.

Il 23 aprile 1912, su iniziativa del Circolo Aeronautico Napoletano, si alzò in volo Rosina Ferrario, prima donna italiana a conseguire il brevetto di pilota e settima al mondo. Durante l’esibizione, sorvolando Napoli, lanciò garofani rossi in segno di omaggio alla città.

Lo scoppio della prima guerra mondiale pose fine alle gare sportive, sostituite da esperimenti militari.

Dopo il bombardamento di Napoli nella notte tra il 10 e l'11 marzo 1918, ad opera del dirigibile tedesco Zeppelin LZ 104 che partito dalla Bulgaria lancia di bombe colpendo il Cantiere Pattison, il centro città e lo stabilimento ILVA di Bagnoli causando una trentina di vittime, si decise l'ampliamento del campo di volo. All'evento seguì un'interpellanza parlamentare sulla mancata difesa della città e i provvedimenti di potenziamento dell'aeroporto.

Nel 1919 apre un'aerostazione civile per 17 aerei di linea di varie compagnie aeree.

L'aeroporto militare

Dopo essere stato impiegato come campo di volo nell'ultimo anno della Prima guerra mondiale, fu costruito come aeroporto militare, intitolato Aeroporto militare del Campo di Marte della Regia Aeronautica e progettato per essere sede della Regia Accademia Aeronautica. Accanto all'ingresso, situato all'epoca in via Nuovo Tempio, vennero costruiti due hangar, di cui uno capace di ospitare un piccolo dirigibile. L'intitolazione all'aviatore "Ugo Niutta" avvenne il 19 giugno 1921.

Al termine della grande guerra la regia aeronautica prese possesso dell'aeroporto provvedendo ad un primo ampliamento della pista. Con il regio decreto 444 del 1º marzo 1925 si procedette all'esproprio di alcuni terreni. Venne aperto un nuovo ingresso da piazza Capodichino (oggi piazza Giuseppe Di Vittorio).

Dal 1935 al 1939 è stato sede della Scuola specialisti dell'Aeronautica Militare. Sul finire degli anni trenta e agli inizi degli anni quaranta si procedette allo sviluppo della pista lungo una nuova direttrice.

Durante la Seconda guerra mondiale vi era stanziato il 22º Gruppo autonomo caccia terrestre, organizzato su quattro Squadriglie (359ª, 362ª, 369ª e 371ª Squadriglia) che operavano con un misto di velivoli da caccia Macchi M.C.202 Folgore, Reggiane Re.2001, Macchi M.C.200 e Fiat C.R.42CN per volo notturno, ricevendo alla fine del mese di febbraio anche i Dewoitine D.520, la 371ª Squadriglia Caccia della Regia Aeronautica equipaggiata con Macchi M.C.202 Folgore e a marzo i primi Reggiane Re.2005 Sagittario.

Dopo lo sbarco alleato fu usato intensamente dall'United States Army Air Forces, allora componente aerea dell'United States Army (esercito) statunitense, per la Campagna d'Italia. La Twelfth Air Force lo utilizzò come campo base, stazionando le seguenti unità aeree:

79th Fighter Group, 00.01.1944-00.05.1944, P-40 Warhawk 47th Bombardment Group, 22.03.1944-25.04.1944, Douglas A-20 Havoc/Boston 33rd Fighter Group, 15.04.1944-28.05.1944, P-47 Thunderbolt

Quando le unità da combattimento furono rimosse, il Comando Aviazione statunitense iniziò ad usare l'aeroporto come scalo principale per gli aerei da carico e per il transito di aerei e personale di ritorno dalle missioni.

Nella primavera del 1946 l'Aeronautica Militare vi invia il 10º Gruppo fino al 16 giugno 1956. Nel 1948 gli alleati procedettero ad un nuovo ampliamento della pista portandola alla lunghezza di 2100 m.

Dal 1º settembre 1953 arriva anche il 12º Gruppo caccia fino al 16 giugno 1956. Dal 1948 al 1956 fu sede del 4º Stormo e, quindi, della 4ª Aerobrigata Intercettori. Nel 1957 giunse l'86º Gruppo Antisom, dotato di velivoli Grumman S2F Tracker e vi rimase fino al 197.

Dagli anni dell'immediato dopoguerra, Capodichino è progressivamente diventato anche un importante polo manutentivo della forza armata. Tale periodo comincia il 1º gennaio 1948 con la costituzione, nell'ambito del riassetto organizzativo dell'Aeronautica militare, del 5º Reparto Tecnico Aeromobili (5º R.T.A.), rinominato in 5º Gruppo Manutenzione Velivoli (5° G.M.V.) a partire dal 1º novembre 1985.

In questo periodo, al reparto sono stati affidati compiti di efficientamento di un ampio spettro di velivoli da addestramento, tra cui i Lockheed T-33 Shooting Star e gli Aermacchi MB-326 della Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti di Amendola. Con la radiazione dell'Aermacchi MB-326 nel 1996, la missione del reparto è stata ridefinita da centro di manutenzione di III livello tecnico a gestione Air Ground Equipment.

L'aerostazione civile Dal 1950, l'aeroporto di Capodichino sara aperto anche al traffico civile, per permettere ciò, la pista fu ancora allungata arrivando a . Da quella data inizia un continuo sviluppo dello scalo, culminato nel 1997 con la privatizzazione e un piano di investimenti, per un valore di 145 milioni di euro.

Privatizzazione e Gesac La Gesac è stata costituita nel 1980, a maggioranza pubblica, su iniziativa degli enti locali e d'Alitalia (la quota di quest'ultima è stata successivamente rilevata dalla SEA di Milano).

Nell'agosto del 1997, gli enti pubblici azionisti hanno ceduto alla British Airports Authority, gruppo inglese leader nel mondo nella gestione aeroportuale, ognuno, il 35% delle azioni in proprio possesso. Con l'acquisizione del pacchetto azionario di maggioranza da parte di BAA, lo scalo di Napoli è il primo aeroporto italiano ad essere privatizzato. La privatizzazione matura dalla consapevolezza dei soci pubblici (Comune e Provincia di Napoli) e del management dell'importanza strategica di una gestione privatistica dello scalo per lo sviluppo dell'aeroporto e dell'intero territorio. Lo stesso anno aprirà il Terminal 2, smantellato nel 2015.

Nel maggio 1999, BAA cede una quota azionaria pari al 5% all'Interporto Campano S.p.A. (partecipazione oggi detenuta attraverso la società Aliport S.r.l.).

Sviluppi recenti Nel giugno 2006 il Consorzio ADI – Airport Development Investment Ltd. – guidato dal gruppo spagnolo Ferrovial, acquisisce la proprietà del gruppo BAA, divenendo l'azionista di riferimento della Società di Gestione.

Il 21 dicembre 2010, in seguito all'accordo siglato il 1º ottobre, è stata perfezionata la cessione della maggioranza azionaria di Ge.s.a.c., e, dunque, il passaggio definitivo dal gruppo spagnolo Ferrovial al gruppo italiano F2i, società italiana di gestione del risparmio.

In data 6 febbraio 2015 F2i ha firmato un accordo di vendita del 49% di F2i Aeroporti S.p.A. alla cordata composta da Ardian (60%) e Credit Agricole Assurances (40%). A seguito di questa cessione F2i Aeroporti ha cambiato la sua denominazione sociale in 2i Aeroporti S.p.A..

Dal 1° marzo 2016 l'aeroporto ospita l'Aeroporto Archeologico, un percorso espositivo permanente concepito da Gesac e dalla Soprintendenza della Campania in collaborazione col MIBACT. Le opere incluse, tra cui statue di Nike, Hermes, Trittolemo e Urania, provengono dai musei archeologici di Napoli e Capua e introducono i viaggiatori alla cultura italiana fin dallo scalo.

Il 24 ottobre 2019 è stato sottoscritto l'atto di fusione per incorporazione di Aeroporto di Salerno S.p.A. in Gesac S.p.A., dando via alla nascita di un sistema aeroportuale campano integrato e complementare.

Dal maggio 2022 riprendono i voli americani sempre operati da United Airlines fino ad ottobre.

Nel 2023 la United Airlines raddoppia aggiungendo da giugno un secondo volo giornaliero fino ad ottobre dello stesso anno.

Nel 2024 ai due voli giornalieri per Newark della United Airlines si aggiungono un volo diretto per New York JFK e uno per Atlanta operati da Delta Air Lines, uno diretto a Philadelphia e uno diretto a Chicago operati da American Airlines e per la prima volta un collegamento diretto per il Canada con un volo diretto per Montrèal operato da Air Canada.

Gestione È stato il primo aeroporto italiano a essere privatizzato ed è gestito da Gesac S.p.A. (Gestione Servizi Aeroporti Campani), una società controllata dalla britannica BAA (Heathrow Airport Limited), società che gestisce anche gli aeroporti di Londra. Essa gestirà gli aeroporti di Capodichino e Salerno fino al 2045.

Nell'ottobre 2010 torna a essere italiana: F2i ha acquisito da BAA il 65% delle azioni Ge.s.a.c.. L'accordo era subordinato al parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e alla mancanza dell'esercizio del diritto di prelazione degli enti locali (Comune di Napoli e la non più esistente Provincia di Napoli, presenti azionisti con il 12.5%, avevano 60 giorni di tempo per esprimersi in merito).Radiocor, Il Sole 24 Ore.

La maggioranza degli aeromobili presenti è composta da Boeing 737 e Airbus A320. Inoltre l'aeroporto accoglie anche il Boeing 787 della livrea Thomson, infatti il primo atterraggio è stato il 15 luglio 2016 con 280 passeggeri provenienti da Londra (Gatwick) e questo aeromobile sarà operativo durante ogni stagione estiva. Dal 23 maggio 2019 e fino al 26 ottobre dello stesso anno è stato operativo il volo diretto per New York della United Airlines operato da un Boeing 767. L'Aeroporto era hub secondario di Air Italy (ex Meridiana) e base della compagnia EasyJet e Ryanair. A partire dal 1º luglio 2018 è iniziato il servizio giornaliero per Mosca operato da Aeroflot, la compagnia di bandiera russa.

Al 2022 dipendono dal Comando Aeroporto "Ugo Niutta": 5º Gruppo Manutenzione Velivoli, 12º Servizio Tecnico Distaccato, 2 Sezioni Aeree della Guardia di Finanza, 6º Reparto Volo della Polizia di Stato.