Le lettere di Paolo sono tredici testi contenuti nel canone del Nuovo Testamento e attribuiti dalla tradizione all'apostolo Paolo di Tarso, in cui l'autore scrive a varie comunità da lui fondate o visitate nei suoi viaggi apostolici o a persone a lui care. L'autenticità di alcune di queste lettere è dibattuta dagli studiosi contemporanei.

In passato la Chiesa cattolica attribuì a Paolo di Tarso anche la Lettera agli Ebrei, nella quale non è indicato il nome dell'autore; tale lettera è oggi ritenuta, pressoché unanimementeCfr, ad esempio:La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, pp. 1722, 1829, ISBN 88-215-1068-9; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2770, ISBN 88-01-10612-2; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2843, ISBN 978-88-10-82031-5; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 277, 443, 445-446, ISBN 978-88-430-7821-9; Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, p. 652-623. Vedi anche sottostante sezione Lettere attribuite a Paolo e la voce Lettera agli Ebrei., essere di un altro autore. Si sono inoltre conservate alcune lettere che affermano di essere state scritte da Paolo, ma che sono ritenute apocrife dalla maggioranza degli esegeti.

Contenuto Elenco delle lettere paoline Lettera Destinatari Titolo greco Titolo latino Abbreviazione Romani Chiesa di Roma Πρὸς Ῥωμαίους Epistola ad Romanos Rm Corinzi 1 Chiesa di Corinto Πρὸς Κορινθίους Αʹ Epistola I ad Corinthios 1 Cor Corinzi 2 Chiesa di Corinto Πρὸς Κορινθίους Βʹ Epistola II ad Corinthios 2 Cor Galati Chiese in Galazia Πρὸς Γαλάτας Epistola ad Galatas Gal Efesini Chiesa di Efeso Πρὸς Ἐφεσίους Epistola ad Ephesios Ef Filippesi Chiesa di Filippi Πρὸς Φιλιππησίους Epistola ad Philippenses Fil Colossesi Chiesa di Colossi Πρὸς Κολοσσαεῖς Epistola ad Colossenses Col Tessalonicesi 1 Chiesa di Tessalonica Πρὸς Θεσσαλονικεῖς Αʹ Epistola I ad Thessalonicenses 1 Ts Tessalonicesi 2 Chiesa di Tessalonica Πρὸς Θεσσαλονικεῖς Βʹ Epistola II ad Thessalonicenses 2 Ts Timoteo 1 Timoteo Πρὸς Τιμόθεον Αʹ Epistola I ad Timotheum 1 Tm Timoteo 2 Timoteo Πρὸς Τιμόθεον Βʹ Epistola II ad Timotheum 2 Tm Tito Tito Πρὸς Τίτον Epistola ad Titum Tt Filemone Filemone Πρὸς Φιλήμονα Epistola ad Philemonem Fm Le due lettere a Timoteo e la lettera a Tito sono spesso raggruppate sotto il nome di «lettere pastorali».

Efesini, Filippesi, Colossesi e Filemone sono dette "lettere dalla prigionia" perché in esse Paolo afferma di trovarsi in tale stato. La loro composizione è collocata nella prima prigionia a Roma fra il 61 e il 63.

La Lettera agli Ebrei La Lettera agli Ebrei, che segue alle precedenti come 19º libro del Nuovo Testamento, è compresa nel canone biblico stabilito dal Concilio di Roma del 382, che è accolto nella Chiesa cattolica e in numerose altre confessioni cristiane.

Diversamente dalle epistole precedenti, ha la particolarità di non menzionare esplicitamente il nome dell'autore, come anticipa il riferimento del prologo (Ebrei 1:1-4) a Gesù Cristo, il Figlio di Dio Salvatore, assiso alla destra del Padre e superiore a tutti gli angeli. Inoltre, lo stile utilizzato in questa epistola è assai diverso da quello delle altre lettere paoline e oggi gli studiosi, pressoché concordemente, ritengono non sia stata scritta da PaoloGli esegeti de La Bibbia Edizioni Paoline osservano, ad esempio, che tale lettera «riflette sì il pensiero di Paolo, ma secondo l'opinione unanime degli studiosi non sarebbe stata scritta direttamente da lui» e lo storico e biblista Bart Ehrman sottolinea che «nel testo in realtà non si dice che l'autore sia Paolo: come i vangeli inclusi nel Nuovo Testamento, è anonimo. Esso però è stato accolto nel canone soltanto tra il III e il IV secolo, quando tra i cristiani si era diffusa la convinzione che a scriverlo era stato Paolo. Oggi concordemente si ritiene che l'autore non sia Paolo» (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, pp. 1722, 1829, ISBN 88-215-1068-9; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 277, 443, 445-446, ISBN 978-88-430-7821-9. Cfr anche: Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2770, ISBN 88-01-10612-2; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2843, ISBN 978-88-10-82031-5; ; Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, p. 652-623). Per ulteriori dettagli si veda la voce «Lettera agli Ebrei».; alcuni esegeti recenti propendono nell'attribuirla ad Apollo, giudeo di Alessandria d'Egitto, di cui si parla negli Atti degli Apostoli e nella Prima lettera ai Corinzi.), (), (), (

Per questi motivi la lettera è oggi stampata, in moltissime edizioni della Bibbia in lingue occidentali, al termine dell'epistolario paolino e prima delle lettere cattoliche, benché in molti manoscritti antichi si trovi fra le prime lettere di Paolo.

Ordinamento nel Nuovo Testamento Sin dai più antichi manoscritti biblici, e tuttora nelle edizioni a stampa, le epistole paoline sono disposte seguendo un ordine non cronologico, ma che riflette piuttosto la diversa lunghezza delle epistole stesse: così le prime lettere sono quelle più lunghe, mentre quella di Filemone, che chiude la raccolta, è la più breve. L'unica eccezione è che Galati preceda la leggermente più lunga Efesini.

+ Ordinamento nel Nuovo Testamento Lettera LunghezzaGerd Theissen, Il Nuovo Testamento, Carocci, 2003.(lettere nell'originale greco) Lettera ai Romani 34.410 Prima lettera ai Corinzi 32.767 Seconda lettera ai Corinzi 22.280 Lettera ai Galati 11.091 Lettera agli Efesini 12.012 Lettera ai Filippesi 8.009 Lettera ai Colossesi 7.897 Prima lettera ai Tessalonicesi 7.423 Seconda lettera ai Tessalonicesi 4.055 Prima lettera a Timoteo 8.869 Seconda lettera a Timoteo 6.538 Lettera a Tito 3.733 Lettera a Filemone 1.575

Possibile ordine cronologico Segue una proposta di ordinamento delle epistole in base all'ordine cronologico di composizione, accettando per tutte l'attribuzione tradizionale a Paolo e disponendole in base agli eventi della sua vita. +Ordine cronologico delle epistole paoline Data Lettera Luogo di composizione 48 Galati Antiochia (forse) 49-51 Tessalonicesi 1 Corinto 49-51 Tessalonicesi 2 Corinto 53-55 Corinzi 1 Efeso 55-56 Corinzi 2 Macedonia 57 Romani Corinto 62 Efesini Roma 62 Filippesi Roma 62 Colossesi Roma 62 Filemone Roma 62-64 Timoteo 1 Macedonia 62-64 Tito Nicopoli 64-67 Timoteo 2 Roma

Dibattito sull'attribuzione

La moderna critica biblica è divisa sull'attribuzione delle lettere. Se un gruppo di lettere è comunemente riconosciuto come sicuramente paolino, alcune sono invece in discussione e altre sono generalmente considerate come pseudoepigrafiche, cioè non scritte da Paolo, ma a lui attribuite per dare maggiore autorevolezza agli scritti.

L'importanza di una attribuzione non-paolina varia a seconda dell'epistola considerata. Secondo alcuni studiosi le sette epistole non contestate sembrano presentare una visione più docetica e gnostica di quelle oggetto di discussione, più ortodosse. Elaine Pagels dell'Università di Princeton, specializzata nello studio dello gnosticismo, ha ad esempio teorizzato l'appartenenza di Paolo a questa corrente, ma questa idea non ha incontrato accettazione negli ambienti accademici.

Rileva notare che Paolo non scriveva tutte le lettere di suo pugno, ma che si avvaleva della collaborazione di qualche segretario o scriba, fonte di differenze grafiche e stilistiche fra i diversi manoscritti (come attesta ).

Paolo autenticava tutte le lettere, anche quelle dettate, con la sua firma:

Ciò serviva anche per distinguere i testi paolini da discorsi o lettere fatte passare per apostoliche e di provenienza diversa (). L'apostolo ribadisce la valenza attribuita al proprio scritto ().

Lettere autentiche L'attribuzione a Paolo è diffusamente riconosciuta per: Prima lettera ai Tessalonicesi. Prima lettera ai Corinzi; Seconda lettera ai Corinzi; Lettera a Filemone; Lettera ai Filippesi; Lettera ai Galati; Lettera ai Romani.

Esse sono dette anche lettere protopaoline, non disputate o autoriali, in contrapposizione alle lettere deuteropaoline o della tradizione.Stefano Romanello, Paolo, la vita - le lettere - il pensiero teologico, San Paolo Editrice, Cinisello Balsamo (MI) 2018, ISBN 9788892216389

Lettere di dubbia autenticità L'attribuzione è oggetto di discussione per:

Lettera ai Colossesi;Raymond Edward Brown, An Introduction to the New Testament (New York: Doubleday, 1997), p. 610: «Al presente il 60% circa degli studiosi sostengono che Paolo non scrisse la lettera». Seconda lettera ai Tessalonicesi. La Seconda lettera ai Tessalonicesi è molto simile alla prima dal punto di vista stilistico, ma notevolmente differente da quello teologico, in particolare per quanto riguarda la trattazione della parusia o seconda venuta, e potrebbe essere un rifacimento tardivo.

Lettere non autoriali L'attribuzione è generalmente rifiutata per: Lettera agli Efesini; Prima lettera a Timoteo; Seconda lettera a Timoteo; Lettera a Tito.

Le lettere a Filemone, ai Colossesi e agli Efesini costituiscono un gruppo omogeneo per stile, dottrina e circostanze menzionate. Dato che la lettera agli Efesini sembra un ampliamento di quella ai Colossesi, è stato suggerito che anch'essa possa essere un rifacimento tardivo da parte di un discepolo.

Anche le due lettere a Timoteo e quella a Tito sono strettamente imparentate fra loro. Le differenze di stile fra queste lettere e quelle sicuramente attribuite a Paolo sono state interpretate come conseguenza della collaborazione di un discepolo della scuola paolina alla loro redazione.

Stile Nella precedente e coeva letteratura classica greca e latina, le epistole si potevano classificare in due tipi: lettere familiari, in cui la persona si rivolgeva amichevolmente verso l'interlocutore dando notizie di sé e della propria vita; oppure lettere-"trattati" le quali, mediante un linguaggio comunque semplice e confidenziale, trattavano temi teologici e filosofici o scientifici (si pensi alle Lettere a Lucilio di Seneca).

Le lettere di Paolo sono diverse dai due generi sopraccitati: non sono trattati perché partono dalla descrizione di situazioni precise e concrete e, pur esponendo spesso una dottrina, non perdono mai il "contatto" vivo e profondo con la realtà propria dei destinatari. Dall'altra parte non si possono neppure definire lettere "private", perché Paolo non si presenta come "semplice amico", bensì come portavoce di Dio inviato ad evangelizzare e a portare i doni di salvezza del Signore.

Egli ama immensamente i "suoi" cristiani, ma non dimentica di essere anche il loro padre nella fede, che ha il compito di "nutrire e guidare" i suoi figli per le strade di Dio. Paolo vede nelle persone a cui si rivolge, il popolo di Dio invitato alla santità.

Significativo in proposito è il modo con cui Paolo inizia normalmente le sue lettere. Ai Corinzi scrive così:

Argomenti Semplificando, gli argomenti centrali delle lettere possono essere così riassunti: 1-2 Tessalonicesi: la "speranza cristiana"; 1-2 Corinzi: ministero pasquale della "sapienza della Croce"; Galati, Romani e Filippesi: grandi temi teologici, soprattutto la "giustificazione per fede"; Colossesi, Filemone e Efesini: teologia del Christus totus, caput et corpus (Cristo capo, la Chiesa sue membra); 1-2Timoteo e Tito: la ministerialità della Chiesa nella storia; Lettera agli Ebrei: trattato sul nuovo sacerdozio di Cristo, alla maniera di Melchisedec.

Significato storico Gesù nelle lettere di Paolo Paolo, stando sia agli Atti degli Apostoli che alle sue stesse lettere, non incontrò mai Gesù; lo conobbe solo dalle proprie visioni e dalle conversazioni con altri cristiani. Ciò nonostante, le sue lettere, scritte in un periodo che va dal 50 al 65, sono state consultate anche per testimonianze riguardo alla storicità di Gesù.