La Fiat Trattori, divenuta in seguito FiatAgri, fu una divisione e poi una società del gruppo Fiat specializzata nella costruzione di macchinari agricoli, in particolare trattori. Fiat iniziò la produzione in serie di trattori nel 1919, ma solo nel 1966 creò la divisione Fiat Trattori. Nel 1974 questa fu scorporata dando origine alla Fiat Trattori S.p.A. che rimaneva comunque interamente controllata dal gruppo Fiat. Nel 1984 la società cambiò nome in FiatAgri S.p.A. Nel 1988 il gruppo Fiat ristrutturò la propria organizzazione attuando la fusione di FiatAgri e Fiat-Allis (quest'ultima specializzata nelle macchine movimento terra) nella nuova società FiatGeotech S.p.A. Nel 1991 Fiat acquisì la Ford New Holland Inc. fondendola con FiatGeotech nella nuova N.H. Geotech con sede ad Amsterdam, poi ribattezzata New Holland N.V. due anni più tardi. Nel 1999 New Holland acquisì Case Corporation dando vita a CNH e terminando l'impiego del marchio Fiat sui mezzi agricoli.
Storia Origini
La storia di Fiat Trattori inizia nel 1918 quando lancia il primo trattore, il Fiat 702 con 30 CV. Al modello 702 fanno seguito le varianti 702A, B e BN e i successivi 703B e 703BN.. Con queste varianti, prodotte fino al 1925, Fiat Trattori raggiunge il traguardo delle unità prodotte.
Nel 1929 la fabbrica vendeva trattori a un ritmo annuale di oltre unità.
Nel 1932 viene lanciato il primo trattore a cingoli europeo, il Fiat 700 C. Nello stesso anno, la produzione dei trattori viene spostata da Torino a Modena, dove viene fondata l'OCI (Officine Costruzioni Industriali).. Il primo trattore prodotto nel nuovo stabilimento è il 708 (o Tipo 20) da 20 CV anziché da 30 CV, molto più leggero della versione precedente.. Questo trattore rimane in produzione fino al 1950 e viene prodotto in unità..
Nello stabilimento di Modena, Fiat produce il trattore cingolato con il modello Fiat 700 C, caratterizzato dalla grande capacità di trazione grazie ai cingoli che, inoltre, migliorano la stabilità trasversale nei pendii e diminuiscono il compattamento del terreno, specie se bagnato..
Nel 1933 Fiat rileva le OM (acronimo di Società Anonima Officine Meccaniche) che producono sia automezzi industriali sia trattori.
Nel 1939 nello stabilimento di Modena viene prodotto il primo trattore in serie, il Fiat 40 Boghetto; grazie all'invenzione di Fortunato Boghetto, il motore di questo trattore può funzionare con diversi carburanti (petrolio, gasolio, alcol, benzina, metano e gasogeno)..
Nel 1944, lo stabilimento di Modena è impossibilitato a produrre a causa della mancanza di materie prime e dell'occupazione nazista e viene dunque riconvertito alla riparazione e revisione dei veicoli militari. In questa situazione, l'ingegner Edmondo Tascheri, capo dell'ufficio tecnico, comincia a progettare un nuovo trattore cingolato più moderno della ormai superata Serie 40 Boghetto, grazie anche ad alcune foto di una trattrice russa che alcuni operai avevano portato dal fronte sovietico. Coadiuvato dalla connivenza dei collaboratori, l'ufficio tecnico cominciò la costruzione di un prototipo di nascosto ai controllori tedeschi. Il trattore Fiat 50 cingolato venne infatti prodotto dopo la seconda guerra mondiale, a partire dal 1946, grazie anche al recupero delle macchine utensili che i nazisti avevano tentato di spedire in Germania senza successo perché fermati dai bombardamenti degli alleati..
Secondo dopoguerra Nel secondo dopoguerra (1949) nello stabilimento OCI di Modena comincia la produzione del Fiat 600 e del Fiat 601 cingolato., caratterizzati dall'uso delle leve al posto del volante.. Con questi trattori le vendite decollano, con un ritmo di produzione di mezzi all'anno.
Agli inizi degli anni '50 la Fiat stringe legami commerciali con la francese SIMCA, che dapprima fabbricava auto Fiat e in seguito i trattori su progetti Fiat.
Nel 1951, viene lanciato il Fiat 25R, una delle pietre miliari della produzione Fiat. Questo trattore innovativo, di colore arancione (il primo di una lunga serie di trattori fino al 1983) lancia la Fiat nel settore agricolo europeo. Prodotto in numerosi modelli con alimentazione a gasolio, ruotato o cingolato, stretto e industriale, da frutteto e forestale, fu prodotto in quasi esemplari..
L'anno seguente vengono presentati i trattori OM, i trattori ad alte potenze. Il più venduto è il modello OM 35-40, prodotto anche in versione cingolata, con motore a 4 cilindri da 3770 cc ad iniezione diretta.
Tra la fine degli anni 40 e primi anni '50 vengono lanciati i modelli Fiat 50 c e 52c (il secondo con cambio a 5 marce avanti + 1 retromarcia rispetto al primo a 4 marce avanti +1 retromarcia) caratterizzati dall'utilizzo del volante al posto delle due leve. Questi trattori equipaggiati con il motore dell'autocarro OM Taurus da 5320 cc a 4 valvole per cilindro sono ormai rari; furono esportati anche come risarcimento per danni di guerra e costituirono la base meccanica per i successivi Fiat 55c, 60c e 70c.
Nel 1951 venne lanciato il modello Fiat 55c e la sua versione "larga" Fiat 55 L da 6546 cc ancora con sterzo a volante fino al 1954 dove il volante fu sostituito dalle leve che comandavano ognuna una sola frizione di sterzo; come per i modelli 50c e 52 c, l'avviamento avveniva con motore bicilindrico a benzina a strappo che a sua volta agiva su pignone per l'avviamento del possente 4 cilindri della trattrice. Tale modalità di avviamento era presente anche sui successivi Fiat 60c e Fiat 70c, quest'ultimo con opzione di avviamento elettrico del bicilindrico.
Nel 1956 venne lanciato il trattore cingolato Fiat 60c da 6546 cc anche esso, che sostituisce il Fiat 55 c. Con questo trattore Fiat si consacra primo costruttore al mondo di trattori cingolati. Il 60c è senza dubbio il miglior trattore degli anni '50 e '60. Con un peso di quasi 60 quintali, era usato solamente nelle grandi aziende perché dotato di un motore robusto come non mai, resistente ad ogni tipo di sforzo. Fu seguito nel 1961 dal modello Fiat 70c da 6872 cc che finì la produzione nel 1971 e continuò nella divisione macchine movimento terra come AD7.
Nel 1957 Fiat lancia il trattore più venduto degli anni '50, la trattrice FIAT 18 la piccola..
Nel 1959, viene lanciata l'evoluzione della Serie 18, la Serie 200, prodotta fino al 1965. Il modello 211 R è dotato di un motore diesel bicilindrico Fiat 615 di 1135 cm³ di cilindrata e sviluppa una potenza di 21 CV a 2200 giri. Il modello 211 Rb è dotato di un motore a benzina a 4 cilindri Fiat 103 di 1221 cm³ di cilindrata e sviluppa una potenza di 22 CV a 2300 giri. È un trattore adatto a piccoli appezzamenti di terreno, con cambio a 6 marce avanti e 2 retromarce, una velocità massima di 20 km/h e solo 900 kg di peso complessivo..
Nel 1957 la produzione dei trattori Fiat supera le unità. L'anno seguente viene lanciato il trattore Fiat 411; nel 1962 viene inaugurata la nuova "serie Diamante"., che consacra la casa italiana a livello europeo.. La serie "diamante" comprende i modelli 215, 315, 415 e con marchio OM i modelli 615 e 715. Questi modelli sono stati i primi trattori ad avere le marce sincronizzate, il blocco del differenziale e il dispositivo AMPLICOUPLE, che si inseriva automaticamente tramite una leva sulla sinistra del posto guida. Era disponibile solo sui modelli 415, 615, 715', che consacra la casa italiana a livello europeo..
Nei primi anni '60 commercializza col marchio OM i modelli ruotati OM 512, OM 513, OM 615 e OM 715 in diverse varianti e i cingolati OM 45 C e OM 50 C (quest'ultimo sarà il cingolato OM più venduto di sempre), cui seguiranno con lo stesso marchio negli anni '70 i modelli OM 750 e OM 850.
Nel 1967 la serie "nastro d'oro" sarà un successo di tecnologia, prestazioni, consumi e affidabilità, che consacra la casa italiana a livello europeo..
Nel 1968 nascono i modelli: 250, 450, 550, mentre con marchio OM arrivarono 650 e 850. Successivamente arrivarono anche 1000 e 1300 (Fiat); con questi modelli la Fiat si rivolge al mercato europeo e dopo quasi dieci anni diventerà leader in Europa con i modelli della SERIE 80.
Nel frattempo, in Argentina, Fiat produce i trattori 55R, 60R, U-25, 211 R, 411R / 411T, 431 R.
Nei primi anni '70 la gamma si modifica e il modello 250 diventa il modello 300, nasce il 350 special e i modelli 480 e 500 sostituiscono il modello 450, per poi evolversi in 540 special macchina compatta e versatile, atta al traino e lavorazioni pesanti che in molti sostengono sostituisse macchine di cavallerie ben superiori. Sempre nel corso degli anni '70, quando era già nata la serie 80, l'850 diventò FIAT 850 super, anch'esso degno di potenza e forza di traino essgersta anche nelle versioni 2WD, portandosi a 95 CV fino a 150 nelle versioni ritoccate, il 1000 super raggiunse i 110 CV, il 1300 super arrivò a 150 CV usato tutt'ora nei tractor pulling per mettere a tacere i Fendt 1050 Vario.
Dagli anni '70 agli anni '90 Nel 1975 Fiat Trattori acquista il 20% di Laverda fondata da Pietro Laverda nel 1873, Società che si occupa sin dalla nascita di mietitrebbie. Sempre alla metà degli anni '70 viene lanciata la Fiat serie 80 con i modelli (a 3, 4, 5 e 6 cilindri): Fiat 580, Fiat 680, Fiat 780, Fiat 880, Fiat 880/5 (5 cil.), Fiat 980, Fiat 1080 (commercializzato solo in Spagna con la sigla "E", come "España"), Fiat 1180, Fiat 1280, Fiat 1380, Fiat 1580 e il top Fiat 1880. Questi trattori sono stati i primi al mondo ad avere una piattaforma sospesa su silent blocks e una cabina dal design incorporato col trattore, opera di Pininfarina. In questi anni la Fiat Trattori superò quota trattori prodotti nell'anno 1976 e ben esemplari esportati rispetto ai 15.488 del 1955
Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli ottanta, importa in Italia con il marchio Fiat Concord alcuni modelli a basso prezzo, prodotti in Argentina: 500, 700E/S/U, 800A/E, 900A/E, 1100E e 1100E Dt. Sempre nel periodo e nell'ottica della medesima linea politico/commerciale costruisce nell'ex Jugoslavia e in Romania alcuni modelli a 2 Rm (300, 420, 480) che poi commercializzerà anche in Italia. Detti mezzi si distingueranno soprattutto per la scarsa affidabilità dovuta in gran parte nel pessimo assemblaggio delle parti meccaniche. Con l'espansione della meccanizzazione, alcune macchine agricole cominciarono ad essere utilizzate anche nell'edilizia. I modelli 70C, 80C, 90C e 100C, che servivano per l'aratura, con poche modifiche strutturali diventano le pale cingolate AD3, AD4, AD5, AD6, AD7, AD9, AD1O, AD12, AD14, AD18, AD20. Nel 1974, la Fiat si unì all'americana Allis-Chalmers dando vita alla Fiat-Allis per fabbricare una linea di cingolati prodotti in Argentina (attraverso la società CRyBSA), Brasile, Stati Uniti e Italia, terne a ruote (Stati Uniti e Inghilterra), scavatrici (Italia e Brasile), livellatrici e ruspe (Stati Uniti)
A metà degli anni 90, Fiat si unisce con Hitachi diventando produttore di macchina movimento terra con il nome Fiat-Hitachi. Fiat-Allis continuò a vendere con il proprio marchio in America Latina.
Dal 1979 al 1983 Fiat si lancia nella produzione di trattori di grandi potenze affiancandosi all'americana Versatile, nascono così i "Fiat-Versatile Serie 44": 44-23, 44-28, 44-33, 44-35 da 230, 280, 330 e 350 CV venduti con marchio Fiat in Europa e Versatile in America, Messico e Australia..
Nel 1977 la produzione Fiat superò quota trattori dalle sue origini, soprattutto con il 640dt e il 780 dt..
Nel 1981 Fiat rileva Laverda S.p.A. e comincia la produzione di mietitrebbie per Fiat Trattori..
Nel 1982 Fiat lancia la nuova "Serie 66" con modelli da 45 a 80 CV, definiti i "giornalieri" perché potevano svolgere qualsiasi lavoro quotidiano delle piccole e medie imprese. Questa serie venne venduta anche con marchio Hesston negli Stati Uniti e successivamente anche come Ford e come New Holland fino al 2003..