Guidò guidando il paese durante la prima guerra carlista e la difficile transizione dall’assolutismo al liberalismo costituzionale. Costretta ad abdicare nel 1840 e all’esilio per il conflitto con il generale Espartero, tornò in Spagna nel 1844, mantenendo una significativa influenza politica sulla monarchia della figlia. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da un nuovo esilio in Francia, dove morì nel 1878.
Biografia
Infanzia
Maria Cristina nacque a Palermo il 27 aprile 1806, terza figlia di Francesco di Borbone, duca di Calabria (futuro Francesco I delle Due Sicilie), e di Maria Isabella di Spagna. Apparteneva al ramo napoletano della casa di Borbone e, per linea dinastica, discendeva dalle case d'Asburgo-Lorena, Wettin, Farnese, Wittelsbach e Leszczyński. Alla nascita Maria Cristina ricevette i titoli di principessa di Napoli e di Sicilia, sostituiti dal 1816 con quello di principessa delle Due Sicilie. Ebbe una sorellastra, Carolina di Borbone-Due Sicilie, duchessa di Berry, nata dal primo matrimonio del padre con Maria Clementina d'Austria, e dodici fratelli e sorelle di sangue. Tra questi figuravano Ferdinando II, futuro re delle Due Sicilie, Maria Antonia, futura granduchessa di Toscana, e Teresa Cristina, futura imperatrice del Brasile.
La sua nascita in Sicilia fu una conseguenza diretta delle guerre napoleoniche. Nel febbraio 1806, infatti, l'invasione del Regno di Napoli da parte delle truppe francesi costrinse la famiglia reale borbonica a rifugiarsi a Palermo, dove continuò a governare il solo Regno di Sicilia sotto la protezione della flotta britannica. Durante gli anni dell'esilio, il padre Francesco rivestì un ruolo politico di primo piano e, nel 1812, fu nominato luogotenente generale di Sicilia, esercitando le funzioni di governo in nome del padre Ferdinando, il cui potere era stato limitato dall'introduzione della Costituzione siciliana. La famiglia poté fare ritorno a Napoli soltanto nel 1815, dopo la caduta di Gioacchino Murat e la restaurazione della monarchia borbonica. L'anno successivo, con la legge dell'8 dicembre 1816, i Regni di Napoli e di Sicilia furono unificati nel nuovo Regno delle Due Sicilie e Ferdinando assunse il titolo di Ferdinando I delle Due Sicilie.
Matrimonio Dopo la morte della terza moglie, Maria Giuseppia Amalia di Sassonia, il re Ferdinando VII di Spagna decise di contrarre un nuovo matrimonio per assicurare alla monarchia spagnola un erede. La scelta ricadde su Maria Cristina di Borbone delle Due Sicilie, secondo una consolidata politica matrimoniale che, fin dal XVIII secolo, aveva frequentemente unito i due rami della dinastia borbonica, quello di Spagna e quello delle Due Sicilie, allo scopo di rafforzare i legami dinastici tra le due corti.
Maria Cristina era inoltre nipote di Ferdinando VII, poiché sua madre, Maria Isabella di Borbone, era sorella del sovrano. Trattandosi di un matrimonio tra zio e nipote, soggetto alle disposizioni del diritto canonico, fu pertanto necessario ottenere una dispensa pontificia. La pratica venne curata dall'ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede, Pedro Gómez Labrador, il quale presentò ufficialmente, a nome del re, la richiesta di matrimonio alla corte delle Due Sicilie.
Il 30 settembre 1829 Maria Cristina lasciò Napoli diretta in Spagna, accompagnata dai genitori e dal fratello minore Francesco, conte di Trapani. Il corteo fece tappa a Roma, dove la famiglia reale fu ricevuta da papa Pio VIII, per poi proseguire attraverso l'Italia e la Francia. Durante il soggiorno in Francia, la principessa fu accolta con favore dagli esuli liberali spagnoli, i quali vedevano nel matrimonio la possibilità di un futuro allentamento dell'assolutismo di Ferdinando VII. Tali aspettative si sarebbero in parte concretizzate alcuni anni più tardi con l'amnistia dell'ottobre 1832, sostenuta dalla regina. L'8 dicembre 1829 il seguito raggiunse Aranjuez. Ferdinando VII rimase favorevolmente impressionato dalla futura consorte, allora ventitreenne, apprezzandone la bellezza, l'eleganza e il carattere aperto e gentile. Maria Cristina, invece, secondo le testimonianze dell'epoca, non rimase altrettanto colpita dal futuro marito, che aveva quarantacinque anni, ventidue più di lei, e appariva già prematuramente invecchiato a causa delle sue precarie condizioni di salute.
Le nozze furono celebrate il 9 dicembre 1829 nella Reggia di Aranjuez e confermate il successivo 11 dicembre con una solenne cerimonia nella Basilica di Nostra Signora di Atocha a Madrid. I festeggiamenti nuziali si protrassero per diversi giorni con grande sfarzo.
Regina di Spagna
Fin dall'inizio il matrimonio incontrò la forte opposizione degli ambienti ultra-realisti, favorevoli ai diritti dinastici dell'infante Carlo Maria Isidoro di Borbone, fratello di Ferdinando VII. Influenzato dai propri sostenitori e dalla moglie Maria Francesca di Braganza, Carlo Maria Isidoro confidava infatti di succedere al fratello, il quale, nonostante i tre precedenti matrimoni, non aveva ancora avuto eredi superstiti. Soltanto la sua seconda moglie, Maria Isabella di Braganza, aveva dato alla luce due figlie: l'infanta Maria Luisa, morta all'età di quattro mesi e mezzo, e una seconda figlia nata morta.
Il 29 marzo 1830 Ferdinando VII promulgò la Prammatica Sanzione, rendendo pubblica la disposizione approvata da Carlo IV nel 1789 e ratificata dalle Cortes, ma mai promulgata a causa della chiusura anticipata dell'assemblea in seguito agli avvenimenti politici verificatisi in Francia. Il provvedimento abrogava la legge semi-salica introdotta da Filippo V nel 1713, che escludeva le donne dalla successione al trono in presenza di eredi maschi diretti o collaterali, e ripristinava l'antico ordine successorio previsto dalle Siete Partidas, secondo il quale anche le donne potevano ereditare la Corona. La decisione del sovrano era strettamente legata alla gravidanza della regina e alla concreta possibilità che il nascituro fosse una femmina. L'8 maggio 1830 la Gazzetta di Madrid annunciò che Maria Cristina era entrata nel quinto mese di gravidanza.
La pubblicazione della Prammatica Sanzione pose fine alle aspettative dinastiche di Carlo Maria Isidoro e dei suoi sostenitori, i cosiddetti carlisti o legittimisti. La questione successoria sarebbe riesplosa alla morte di Ferdinando VII, dando origine alle guerre carliste, nelle quali la disputa dinastica si intrecciò con il più ampio conflitto tra assolutisti e liberali. Il 10 ottobre 1830 Maria Cristina diede alla luce la sua prima figlia, la principessa Isabella, futura regina di Spagna con il nome di Isabella II. Il 30 gennaio 1832 nacque la seconda figlia della coppia, l'infanta Luisa Ferdinanda. La nascita dell'infanta Isabella assicurò finalmente a Ferdinando VII una discendenza diretta e rafforzò la posizione di Maria Cristina. Al tempo stesso, la pubblicazione della Prammatica Sanzione e la nascita della principessa sembrarono porre definitivamente fine alle aspirazioni dinastiche dell'infante Carlo Maria Isidoro di Borbone.
Nel settembre 1832, mentre la corte soggiornava nel Palazzo Reale della Granja di San Ildefonso, Ferdinando VII fu colpito da un grave attacco di gotta, tanto da far temere per la sua vita. Durante la malattia del sovrano, Maria Cristina assunse la reggenza provvisoria secondo le disposizioni del re. Approfittando della situazione, i sostenitori di Carlo Maria Isidoro, che occupavano importanti incarichi governativi, tra cui il ministro della Giustizia Francisco Tadeo Calomarde e il ministro di Stato, conte di Alcudia, prospettarono alla regina l'eventualità di una guerra civile qualora fosse stata mantenuta la Prammatica Sanzione. Convinta dell'imminenza della morte del marito e delle possibili conseguenze di una crisi dinastica, Maria Cristina lo persuase a firmare un codicillo con cui, il 18 settembre 1832, veniva sospesa l'efficacia della Prammatica Sanzione, ripristinando temporaneamente i diritti successori di Carlo Maria Isidoro. Una volta ristabilitosi, Ferdinando VII revocò immediatamente i provvedimenti adottati durante la malattia. Ordinò l'annullamento del codicillo, confermò nuovamente la validità della Prammatica Sanzione e allontanò i principali esponenti del partito carlista: Calomarde fu esiliato, mentre il conte di Alcudia venne destinato a un incarico diplomatico all'estero. Pochi giorni dopo, con l'autorizzazione del sovrano, Maria Cristina firmò il decreto di amnistia del 15 ottobre 1832, che consentì il rientro in patria di numerosi esuli politici e segnò un primo, seppur limitato, allentamento della politica assolutista del regno.
Il 31 dicembre 1832 Ferdinando VII fece pubblicare ufficialmente il decreto con cui dichiarava nullo il codicillo del 18 settembre, ristabilendo definitivamente i diritti successori della figlia Isabella. Il 30 giugno 1833, nella Chiesa di San Jerónimo el Real di Madrid, l'infanta Isabella fu proclamata principessa delle Asturie e riconosciuta dalle Cortes quale erede al trono.
Reggenza
Inizio della reggenza
Ferdinando VII morì il 29 settembre 1833 nel Palazzo Reale di Madrid, probabilmente a causa delle conseguenze di un ictus. Poiché la nuova regina Isabella II non aveva ancora compiuto tre anni, il testamento del sovrano affidò la reggenza e il governo del regno a Maria Cristina, assistita da un Consiglio di Governo, fino al raggiungimento della maggiore età della figlia. Il 1º ottobre 1833, Carlo Maria Isidoro, rifugiatosi ad Abrantes, in Portogallo, pubblicò un manifesto con il quale rifiutava di riconoscere i diritti dinastici della nipote e si proclamava re di Spagna con il nome di Carlo V. Ebbe così inizio la prima guerra carlista (1833 - 1839), il primo dei conflitti che avrebbero segnato la Spagna per gran parte del XIX secolo. La guerra divise il paese in due schieramenti contrapposti: da un lato i carlisti, sostenitori di Carlo Maria Isidoro e della monarchia assoluta; dall'altro gli isabellini o cristini, favorevoli ai diritti di Isabella II e alla reggenza di Maria Cristina, sostenuti in larga parte dai liberali. Le operazioni militari interessarono soprattutto i Paesi Baschi, la Navarra e la Catalogna.
Sul piano internazionale, la reggenza incontrò inizialmente difficoltà nel conseguire il pieno riconoscimento diplomatico. Francia e Regno Unito furono i primi stati a sostenere il governo di Maria Cristina, mentre il consolidamento della sua posizione avvenne nel 1834 con la firma della Quadruplice Alleanza tra Spagna, Portogallo, Regno Unito e Francia, diretta a contrastare le pretese dei movimenti assolutisti nella penisola iberica.