Luigi Francesco, principe di Borbone-Conti, conte della Marca dal 1727, duca di Mercœur, principe di sangue reale, era figlio di Luigi Armando II di Borbone-Conti (1695 – 1727) e di Luisa Elisabetta di Borbone-Condé (1693 – 1775).Elisabetta era figlia di Luigi III di Borbone-Condé (1668 – 1710).

Egli fu uno dei personaggi chiave dell'opposizione dei principi a Luigi XV: egli giocò un ruolo centrale nella vita della corte nella Reggia di Versailles fra gli anni 1740 e 1750 e un ruolo ambiguo nella vita della città di Parigi negli anni 1760 e 1770.

Luigi Francesco fu inoltre uno dei più grandi collezionisti della seconda metà del secolo XVIII.Carlo Giuseppe, principe di Ligne, nelle sue Memorie dà di Luigi Francesco di Borbone-Conti un ritratto mitico, lo presenta come un principe fiero ed ambizioso, che ha ricevuto una educazione consona ad un membro della famiglia reale che può essere «generoso, eloquente e maestoso», ma il cui carattere nobile ed ambizioso lo porta nel contempo a lavorare con il parlamento per giocare un ruolo nella più pura tradizione della Fronda. Infine, senza essere re, egli è «adatto a tutto e capace di nulla»

Biografia Luigi Francesco, a differenza del padre gobbo e deforme, era un uomo prestante, alto e diritto.Questa differenza dal genitore in una dinastia che portava come caratteri ereditari certi difetti fisici, particolarmente pronunciati nel padre, parve a numerosi contemporanei la prova che egli era in realtà figlio dell'amante della madre, Philippe Charles de La Fare (1687 - 1752), futuro maresciallo di Francia. Cugino di Luigi XV, Luigi Francesco di Borbone-Conti fu battezzato solo all'età di 26 anni, avendo come padrino lo stesso re e per madrina Elisabetta Carlotta di Baviera, principessa palatina, duchessa d'Orleans. Fu allevato prima presso il Liceo Louis-le-Grand, gestito dai gesuiti e poi continuò i suoi studi sotto la direzione di un precettore, anch'egli fornito dalla Compagnia di Gesù.

Sposò il 22 gennaio 1732 Luisa Diana di Borbone-Orléans (1716 – 1736), detta Mademoiselle de Chartres.Luisa Diana d'Orléans era figlia più giovane delle figlie del reggente Filippo II di Borbone-Orléans (1674 – 1723) e di Francesca Maria di Borbone-Francia (1677 – 1749)

La carriera militare

Il giovane principe Luigi Francesco condusse una brillante carriera militare nell'armata del re. Venne nominato cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo il 1º gennaio 1733. Partecipò quindi alla Guerra di successione polacca nel 1733 agli ordini del maresciallo di Berwick.

Tornato a Parigi nell'inverno, nella primavera del 1734 partecipò all'assedio di Filisburgo e il 15 giugno venne nominato maresciallo di campo. L'anno successivo, raggiunta l'armata francese in Germania, fu promosso tenente generale.

Crudelmente provato dal decesso della consorte Luisa Diana d'OrléansLuisa Diana d'Orléans morì dando la luce al secondo figlio, che morì anch'egli nel corso del parto. nel 1736, si ritirò nel suo castello dell'Isle-Adam ove trascorre due anni cercando di lenire il proprio dolore e dedicandosi alla sua passione: la caccia. All'inizio della Guerra di successione austriaca chiese di poter comandare un reparto dell'esercito ma, non avendo avuto soddisfazione, partì senza autorizzazione per raggiungere l'armata del maresciallo de Maillebois. Quando il re apprese il fatto lo fece arrestare ma, grazie all'intercessione della madre, poté fare la campagna di Boemia come semplice volontario senza gradi. Il 27 maggio 1743 nella battaglia di Deckendorf, dove combatté valorosamente, fu colpito il suo cavallo ed egli perse tutto l'equipaggiamento. Il suo coraggio toccò profondamente Luigi XV, che lo ricevette sfarzosamente al castello di Fontainebleau il 9 novembre e gli conferì un appannaggio di 39.000 lire per il valore dimostrato. Il 1º febbraio 1744 il Conti ricevette il comando di un'armata di 30.000 uomini che si avviò a combattere contro Carlo Emanuele III, re di Sardegna insieme agli spagnoli. Egli raggiunse il 14 di marzo le truppe alleate, comandate dall'Infante di Spagna Don Filippo, che era anche comandante delle due armate riunite. In aprile Conti occupò le città di Apremont e di Les Marches e la città di Nizza. Il giorno 20 attaccò la città di Villafranca ed il 22 prese il forte di Mont Alban sulle alture di Nizza. Assediò quindi Demonte che fu conquistata il 17 agosto.Al momento di porre l'assedio a Demonte, il generale spagnolo De la Mina gli espresse i suoi dubbi sull'opportunità di tale assedio sostenendo che prendere la piazzaforte fosse impresa impossibile. La risposta del principe di Conti fu: «Impossibile non è una parola francese.» Al momento della battaglia di Cuneo, il 30 settembre, Conti alla testa delle sue truppe caricò il nemico su una delle sue batterie e rivolse le sue bocche da fuoco contro di essa. Prima gli morì sotto la sella un cavallo, quindi un secondo e lui stesso fu ferito da un proiettile che trapassò la sua corazza. La vittoria fu suaIl suo comportamento in questa battaglia gli valse a Parigi la fama di eroe ed il re fece cantare in suo onore un solenne Te Deum nella Cattedrale di Notre-Dame de Paris ma non riuscì a conquistare la città di Cuneo, nel frattempo posta sotto assedio e, in disaccordo con il comandante spagnolo, levò l'assedio e rientrò il 9 dicembre a Parigi. Il trionfo lo rese ancor più fiero ed ambizioso. Chiese al re incarichi militari sempre più importanti ma Luigi XV non osava affidargliele poiché, in un certo senso, temeva il cugino. Grazie alla sua popolarità, il giovane principe, che pareva riuscire in tutto, era divenuto un personaggio troppo influente a corte e nell'esercito. Nel 1745 il principe di Conti ricevette il comando dell'armata del Basso Reno ma con l'ordine di rimanere sulla difensiva. Il 1º maggio 1746 divenne comandante in capo, prese Mons il 12 luglio e Charleroi il 1º agosto. In ricompensa Luigi XV gli concesse sei pezzi di artiglieria che orneranno l'ingresso al cortile del Castello di L'Isle-Adam, ma a seguito di una controversia con il maresciallo de Saxe nelle Fiandre, dette le dimissioni e rientrò in Francia. Il 15 agosto Conti si presentò davanti al re e ai cortigiani. L'incontro fu cordiale e Luigi XV gli conferì il brevetto di generalissimo. Ma essendosi il maresciallo de Saxe lamentato della condotta non eccellente del principe, Luigi XV ebbe con Conti una discussione tempestosa a seguito della quale quest'ultimo, umiliato e infuriato, decise di ritirarsi a L'Isle-Adam. Fu dunque con un litigio con il re che finì la sua brillante carriera militare.

Cortigiano I rapporti fra il principe di Conti ed il re rimasero sempre piuttosto difficili. Il re stimava suo cugino per le sue capacità in materia politica, militare e giuridica ma nello stesso tempo ne temeva l'ambizione. Malgrado ciò Luigi XV, circondato da consiglieri non sempre privi di ambizioni personali, stanco degli intrighi politici che si tramavano intorno a lui, cercava nel cugino il confidente che gli mancava. Protetto dall'amante del re, la duchessa di Châteauroux, il principe di Conti guadagnò influenza sul re fino alla morte di quest'ultima, avvenuta nel 1744.

L'ascesa di Jeanne-Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour ad amante favorita del re tolse al Conti un importante appoggio. Ella temeva, al pari del re, l'ambizione del principe di Conti e, conseguentemente, l'influenza che questi aveva sul re stesso. Ella perciò cercò di smontare nell'animo del re la considerazione che questi aveva per il rampante cugino, cosa che ebbe un certo successo considerata l'esitazione costante del re stesso nell'affidarsi al principe di Conti.

Ministro e diplomatico

A partire dalla fine del 1752 Luigi XV accettò il consiglio di suo cugino a favore di una corrispondenza segreta con i suoi ambasciatori. Nominato Ministro senza portafoglio nel 1753, Conti fu posto a capo del servizio privato di spionaggio del re. Esso contava su una rete di agenti segreti che procuravano al re informazioni su tutte le corti d'Europa. Questa rete parallela alle vie diplomatiche ufficiali era stata istituita da Luigi XV per due motivi: (a) egli diffidava dei propri rappresentanti diplomatici e (b) contava di far eleggere il cugino re di Polonia, come aveva già cercato di fare, senza successo, il suo antenato. Effettivamente Luigi XV si trovava in una situazione paragonabile a quella del suo bisnonno, Luigi XIV, che cercava di allontanare dalla corte i principi di sangue reale che avrebbero potuto – come ai tempi della Fronda – erigersi nuovamente contro il potere del re.A questo scopo Luigi XIV aveva fatto eleggere re di Polonia dalle grandi famiglie polacche il nonno di Luigi Francesco, Francesco-Luigi di Borbone-Conti, ma quest'ultimo non era potuto salire al trono, che fu occupato dal candidato di Austria e Russia, il principe elettore di Sassonia, Augusto il forte.

Luigi XV tentò la stessa via: cercò di soddisfare le ambizioni politiche del cugino con il trono polacco. Piazzandolo alla testa della monarchia di Polonia egli avrebbe potuto conservare un alleato importante in Europa, beneficiario del suo appoggio, e nel contempo allontanarlo dalla corte di Versailles.Luigi XV era già riuscito nel 1733 a "piazzare" il suocero Stanislao Leszczyński sul trono polacco. Tuttavia questi durò in tale posizione pochissimo tempo, poiché ne fu cacciato dalle truppe russe che posero in trono Augusto III di Polonia, figlio del predecessore del Leszczyński, Augusto il Forte. Questa strategia tuttavia non era condivisa da alcuni consiglieri del re, che non apprezzavano le qualità politiche del principe di Conti.Il marchese d'Argenson scrisse a proposito dei negoziati fra il principe ed i delegati polacchi: «Subito dopo la sua partenza ho appreso che il signor principe di Conti puntava seriamente alla corona polacca: non avevo mai visto nulla di così sorprendentemente assurdo. Egli venne una sera a Versailles a raccomandarmi con molta circospezione un certo signor Blandowski, gentiluomo polacco […] Al contrario, il Blandowski trova nel principe di Conti così tanta presunzione e così poco merito, così tante parole e così poca sostanza, che non ci si può impegnare affatto sulle sue promesse.» Così pure il cardinale di Bernis trovava le ambizioni del principe sorprendenti ed assurde

Durante tutto questo periodo il principe di Conti fu un vero e proprio potente intermediario alla corte di Versailles e gli altri ministri e consiglieri del re vedevano in lui una minaccia alle loro ambizioni. Molto presto si creò a corte, sotto l'impulso della marchesa di Pompadour, una opposizione interna al principe.Scrisse ancora il cardinale di Bernis: «Si tratta di un principe con grande spirito di conoscenza, ma, a meno che sua Maestà ammetta nel suo Consiglio un principe del suo stesso sangue, sarà sempre cosa più saggia tenerlo lontano dagli affari importanti.»

Il re d'altro canto era il primo a ricordarsi della Fronda dell'inizio del secolo XVII e non ignorava affatto che il principe di Conti avrebbe fatto qualunque cosa per soddisfare le sue personali ambizioni. Egli aveva mostrato più volte di non essere sempre tra i nobili più fedeli al re.

Gran Priore dell'Ordine di Malta Sotto l'influenza della marchesa Pompadour Luigi XV cercò altre funzioni per il principe di Conti, funzioni che gli procurassero un incarico non solo prestigioso e ben remunerato,Aspetto importante questo, in quanto il Conti era permanentemente fortemente indebitato ma che allo stesso tempo ne implicassero la lontananza dalla corte francese. Intervenendo presso Papa Benedetto XIV il re ottenne che il principe di Conti fosse eletto il 16 aprile 1749, Gran Priore del Sovrano Ordine di Malta a Parigi.