Ragusa (, AFI: ; Raùsa in , AFI: ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonimo libero consorzio comunale, in Sicilia.
Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell'intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull'altopiano, dall'altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell'antica città e ricostruita secondo l'antico impianto medioevale.
I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati il 25 giugno 2002 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Ragusa è uno dei luoghi più importanti per la presenza di testimonianze d'arte barocca, come le sue chiese e i suoi palazzi settecenteschi.
Geografia fisica Territorio La città, che si estende sulla parte meridionale dei monti Iblei, è il capoluogo di provincia più a sud d'Italia, è il terzo comune siciliano per superficie e l'undicesimo per altitudine e dista mediamente dal mare .
La cima più elevata è il monte Arcibessi (), per questo è fra i comuni lambiti dal mare che presentano il più elevato dislivello. Il quartiere più antico della città, Ragusa Ibla, sorge su una collina. Ad est la città è circondata dal colle San Cono, ed in mezzo vi scorre il fiume Irminio, uno dei più importanti della Sicilia sud-orientale. A nord la città è delimitata dalla Cava del torrente San Leonardo e dal monte Patro. A sud si trova il monte Bollarito che è diviso da Ragusa tramite il torrente Fiumicello. Infine a ovest sorge Ragusa superiore sui colli Patro e Cucinello, la parte più recente della città invece sui colli Corrado, Pendente e Selvaggio, i primi due staccati dalle colline circostanti da due profonde gole, le tipiche "cave" del tavolato ibleo, la Cava Gonfalone e la Cava Santa Domenica.
La città si sviluppa verso ovest fino a raggiungere l'altopiano (). In passato l'intero territorio di Ragusa era ricoperto da una fitta vegetazione mediterranea composta principalmente da querce e allori. I disboscamenti perpetrati nei secoli, a partire da quelli massicci effettuati dai romani, al fine di destinare la terra alla coltura dei cereali e alla pastorizia, hanno contribuito in larga parte alla diminuzione delle risorse idriche, che comunque nell'intera provincia sono superiori rispetto a quelle di altre province siciliane. Il fiume Irminio, un tempo navigabile, come si evince da antichi documenti arabi, è sbarrato da una diga; ciò ha dato luogo a un lago artificiale: il lago Santa Rosalia, che si trova a metà strada tra Ragusa e Giarratana. Sul territorio ibleo la flora annovera oltre taxa, per la maggior parte appartenenti all'elemento circum-mediterraneo.
Il territorio extracomunale, nella quasi totalità, insiste sugli ultimi lembi dei Monti Iblei che dolcemente scivolano verso il mar Mediterraneo, un altopiano caratterizzato da enormi distese coltivate, di un interrotto reticolo di muri a secco punteggiato da carrubi e olivi. I rilievi una volta degradati fino al livello del mare, lasciano il posto alla costa su cui il territorio comunale si affaccia per circa . La costa ragusana è costituita sia da ampi tratti sabbiosi che da tratti di roccia affiorante.
Negli ultimi due milioni di anni, terminata la regressione marina che nel miocene aveva lasciato emergere gli Iblei e tutto il fondale che va fino alle isole dell'arcipelago maltese, il movimento contrario, nel pliocene immerse le terre più basse e le vicende orogenetiche provocate dall'attività vulcanica sottomarina composero il tavolato ragusano. Il territorio è prevalentemente collinare, formato da grandi altopiani e vallate e lo scorrere dei fiumi ha eroso l'altopiano formando numerosi canyon profondi. Il plateau ibleo costituisce uno dei promontori della placca africana ed è costituito da una crosta di tipo continentale in massima parte da sedimenti carbonatici e carbonatico-marnosi di età cretaceo-quaternario in cui si intercalano vulcaniti basiche, inoltre è diffuso il carsismo. Nelle zone costiere, nei pressi del mare, si trova la pietra arenaria. Alcune aree dei Monti Iblei presentano anche rocce di origine vulcanica come nei pressi del Monte Lauro, facente parte di un complesso vulcanico sottomarino. Dalla pietra calcarea che abbonda nell'intero territorio, nascono i muri a secco, che delimitano le chiuse e che caratterizzano il paesaggio.
Il territorio comprende un bacino minerario asfaltifero molto vasto, che in origine si estendeva da contrada Tabuna, a Nord, presso la periferia di Ragusa e più a Sud presso le contrade Streppenosa e Castelluccio.
Per quanto riguarda il rischio sismico Ragusa è classificata nella zona 2 (sismicità medio-alta) dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.
Clima
Ragusa gode di un clima mediterraneo di tipo collinare: la sua altitudine infatti determina temperature medie più fredde rispetto a quelle della costa siciliana. Sono rari gli eventi nevosi nelle zone più basse della città come Ibla; si verificano con maggiore frequenza, invece, nelle zone più alte, situate sull'altopiano, le quali presentano un clima mediterraneo montano. L'inverno è molto piovoso: la piovosità è abbondante da ottobre a tutto marzo. Insieme a Messina, Ragusa è uno dei più piovosi capoluoghi di provincia, avendo una media annua di circa annui. Maggiore è invece la quantità di pioggia che cade sulle zone elevate dei monti Iblei, dove si possono superare annui. Le precipitazioni maggiori si hanno, oltre che durante intense fasi temporalesche tipiche dell'autunno, nel corso delle levantate invernali più persistenti, che riescono ad apportare facilmente quantitativi anche intorno ai in un giorno su tutti gli Iblei, con l'eccezione del bassopiano vittoriese che risulta sfavorito se soffiano venti orientali. Esiste un'oscillazione decennale compresa tra i e complessivi.
Dal punto di vista legislativo, il comune di Ragusa ricade nella Fascia Climatica C e D, tuttavia la frazione di Marina di Ragusa è classificata nella fascia climatica A.
Temperature estreme del XXI secolo:
Minima: (2008)
Massima: (2003)
Origini del nome
L'origine del nome Ragusa risale all'epoca bizantina, in greco Ρογος, Ragous, Rogos ovvero granaio, dovuto alla ricchezza agricola della zonaG. Coria, Viaggio negli Iblei, Provincia Regionale di Ragusa, Avola 1997, pagina 21.. . Infine in epoca normanna e aragonese venne latinizzato in Ragusia, per poi diventare alla fine del XVIII secolo Ragusa. Secondo Filippo GarofaloF. Garofalo, Discorsi sopra l'antica e moderna Ragusa, Stab. tip. di F. Lao, Palermo 1856. l'etimologia di Ragusa verrebbe invece dalla trasformazione del greco Heraea in Heresium per poi passare a Reusium, Reusia, Rakkusa sotto gli arabi, Ragusia e al definitivo Ragusa.
Heraea a sua volta verrebbe da una presunta identificazione dell'abitato con l'antica colonia greca di Hybla Heraia, la cui effettiva ubicazione non è mai stata accertata. Tuttavia, a partire dal XVII secolo si è cercato di localizzarla proprio in Ragusa, basandosi sulla Tabula PeutingerianaP. Cluver, Sicilia Antiqua, II, Lugduni Batavorum 1619, p. 350. Secondo L. Villari, il quale segue gli studi di Ortelio (A. Ortelio, Itinerarium Antonini Augusti et Burdigalense, Colonia 1600 p. 19), Anastasio Seniore (A. Seniore, Epitome Chronicorum Casinensium, R.I.S., II, Milano 1723 p. 352/b) e Biagio Pace (B. Pace, «Tracce di un nuovo itinerario romano della Sicilia» in Studi d'Antichità Classica in onore di E. Ciaceri, Genova 1940, pp. 169-177), Cluverio effettuò un errore di trascrizione dal toponimo Nible, riportando Hible e vedendo così in Ragusa l'unica superstite delle tre Ible di cui fa menzione Tucidide (VI/2). Bisogna però considerare che nel periodo della compilazione della Tabula Ragusa era già fortemente ellenizzata, mentre la Hybla Heraia viene definita da Pausania come ancora sicana al suo tempo; v. L. Villari, Sui siti delle Ible di Sicilia, Roma 1987, pp. 13-17.. La tradizione secentesca, mai confermata, ha dato successivamente nome al quartiere antico della città che viene chiamato Ibla o Ragusa Ibla. Secondo altri il toponimo altro non è che l'evoluzione di un vocabolo dalla chiara matrice greco-bizantina (Ραύσιον).
Quale che sia la sua origine topononimica, in lingua siciliana la città è chiamata ancora nel ventunesimo secolo “Raùsa” e i suoi cittadini “rausàni”.
Storia
Storia antica
Le origini di Ragusa risalgono all'età del bronzo antico, esattamente alla cultura di Castelluccio; i primi insediamenti sono datati al XX secolo a.C. . Se l'antica Hybla Heraia - la cui ubicazione è sconosciuta - fosse corrisposta al territorio di Ragusa, . Essa sarebbe stata più volte assediata dai greci, ma inutilmente. Nel 491 a.C. - si suppone presso Hybla Heraia - Ippocrate di Gela morì in battaglia contro i siculi iblei. Nel 450 a.C. Falaride, tiranno d'Agrigento, minacciò più volte col suo esercito l'indipendenza e la libertà del popolo di Ibla. Ma il tiranno venne respinto tenacemente e facilmente, anche grazie all'aiuto di Kamarina - fondata dai siracusani su territorio ibleo - e di Siculi, che intervennero con i loro eserciti a combattere gli agrigentini.
A Hybla (non a Ragusa), per il suo miele, il poeta romano Silio Italico attribuì l'appellativo di "Audax" (audace) poiché lo paragonava a quello del monte Imetto in AtticaCarmelo Ciccia, Il mito d'Ibla nella letteratura e nell'arte, p. 30..
Gli abitanti del sito costiero di Kamarina, distante venti km da quello montuoso di Ragusa, dopo la distruzione della loro città cercarono riparo nelle cittadine e nei borghi vicini; Comiso ne ebbe maggiore incremento.
In seguito, sotto i Romani, Ibla sarebbe diventata una città decumana (ma non vi è accordo su questo punto) insieme a Modica; obbligate cioè a pagare la decima parte dei raccolti, .
Storia medioevale