Cuneo (IPA: ) (Coni in piemontese; IPA: ) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Piemonte.
La città è sorta presso la confluenza dei corsi d'acqua Stura e Gesso, su un "cùneo" la cui caratteristica conformazione ne ha ispirato il nome.
Il nucleo più antico, e centro storico, è caratterizzato da un impianto a scacchiera che, partendo dal vertice dell'immaginario cuneo scorre lungo una via mediana che sbocca sull'ampia piazza Galimberti: la città fu infatti plasmata come cittadella militare antifrancese dai Savoia, ed è uno dei pochi capoluoghi dell'Italia settentrionale ad avere origini moderne e non romaneA testimonianza di ciò, la diocesi di Cuneo fu fondata solo nell'Ottocento, mentre la quasi totalità dei capoluoghi di provincia in essere nel Nord Italia ai tempi del Risorgimento hanno diocesi di fondazione imperiale..
Geografia fisica Territorio Il territorio di Cuneo è situato sull'altopiano sud-occidentale del Piemonte, in posizione centrale rispetto all'arco alpino, verso sud-ovest, aperto sulla Pianura Padana verso nord-est, a poche decine di chilometri dalle colline delle Langhe e distante circa , in linea d'aria, dal Mar Mediterraneo.
La presenza dei torrenti ha permesso la creazione di un grande parco fluviale cittadino, denominato Parco Fluviale Gesso e Stura.
All'interno del perimetro comunale, nella zona nord-ovest, scorre anche il torrente Grana.
La città è definita "Capitale verde del Piemonte".
Il territorio ha un'altitudine compresa tra i (frazione Ronchi) e i (frazione San Rocco Castagnaretta).
Per quanto riguarda il rischio sismico, la città di Cuneo è classificata nella zona 3, ovvero soggetta a scuotimenti modesti.
Cuneo è distante alcune decine di km da diversi passi di montagna: Colle dell'Agnello (), a nord-ovest; Colle della Lombarda (), a ovest; Colle della Maddalena (), a ovest; Colle di Tenda (), a sud; Colla di Casotto (), a sud. È stata designata Città alpina dell'anno per il 2024.
Clima
Cuneo ha clima temperato sub-continentale, con inverni freddi, estati calde e afose. Però è situata a oltre 500 metri di altitudine, il che contribuisce a rendere le estati più sopportabili, grazie alla ventilazione: il mese più caldo, luglio, ha una temperatura media di . Il più freddo, gennaio, ha una media di . La temperatura media annua si attesta sui .
Le precipitazioni annue ammontano in media a circa 950 millimetri, distribuite nell'arco di 81 giorni. Il regime pluviometrico è molto simile a quello di Torino, con 2 massimi (uno, principale, in primavera; uno, secondario, in autunno) e 2 minimi (estivo e invernale).
Il mese più secco è luglio () ed essendo nel sud del Piemonte, Cuneo è meno esposta alle code delle perturbazioni atlantiche estive, foriere di temporali.
Le nevicate sono frequenti: non solo a causa dell'altitudine, anche per il frequente effetto "stau" delle correnti di bora e per la particolare posizione delle Alpi che la proteggono dalle correnti meridionali miti, permettendo all'aria fredda di conservarsi in loco ed alle temperature di calare velocemente con precipitazioni abbastanza intense, aumentando la possibilità di nevicate, tanto che Cuneo è il capoluogo di provincia più nevoso d'Italia. Sono presenti in media circa 20 giorni all'anno di nebbia (raramente di forte intensità); il vento ha una media di ; la città è soggetta a brezza.
Cuneo non è particolarmente umida, anche se nella stagione estiva le medie mensili a volte vanno oltre l'80% di umidità relativa.
La durata media annuale del giorno è di 12 ore e 23 minuti.
Secondo la classificazione di W. Köppen, Cuneo appartiene alla fascia climatica "Cfb" (secondo i dati del trentennio '61-'90).
Storia
La fondazione Poco o nulla è noto dell'antichità di Cuneo, che si trova in una zona strategicamente importante per la sua posizione dominante e salubre, su un altopiano situato alla confluenza di due corsi d'acqua, il torrente Gesso e il fiume Stura di Demonte.
Ritrovamenti romani nella zona del centro storico ("Contrada Mondovì") fanno supporre la presenza di una grande villa risalente alla Roma imperiale; né è da escludere che proprio sul "cùneo" sorgesse la città di Auriate, di cui restano solo sporadiche informazioni (sede di episcopato e di una contea carolingia, probabilmente distrutta da un'incursione araba).
Si suppone che Cuneo abbia ospitato una colonia di transfughi milanesi, nei giorni in cui la città di Sant'Ambrogio subì le ire di Federico I, imperatore del Sacro Romano Impero (noto come Federico Barbarossa), quando la grande città fu parzialmente distrutta.
La documentazione storica inizia alla fine del XII secolo: nell'anno 1198 Cuneo s'impose come libero comune cioè borgo franco da ingerenze marchionali, polo d'attrazione per le popolazioni limitrofe, soggette ai vincoli feudali tipici dell'epoca.
Il territorio fin dall'epoca longobarda era sotto la giurisdizione dell'abbazia di San Dalmazzo di Pedona che poi in seguito dipese dal vescovo di Asti. La diocesi astense incorporava, da almeno un paio di secoli, l'antico territorio dei Bagenni (tribù ligure), già importante municipio romano, con centro in Augusta Bagiennorum, prossima all'attuale cittadina di Bene Vagienna (in località Roncaglia).
Il territorio, probabilmente, era di pertinenza della distrutta città di Auriate, compresa l'area di Bredolo, il Monregalese.
Il corso della Stura segnava non soltanto il confine tra le diocesi di Asti e di Torino, ma anche il confine tra Liguria e Lombardia Occidentale o Superiore.
La leggenda vuole che le popolazioni di villaggi vicini (Quaranta e Brusaporcello), stanchi delle vessazioni dei marchesi del Monferrato e di Saluzzo, si fossero rifugiate sul "Pizzo di Cuneo" (ben riparato dai due torrenti) dove, probabilmente, prosperava una comunità di fuggiaschi milanesi, e abbiano fondato il borgo, con la protezione dell'abate del monastero di San Dalmazzo e del vescovo di Asti, dichiarandolo libero comune; una situazione non isolata, poiché coevi, o di poco posteriori, sono i liberi comuni del Monte Vico (Mondovì) e di Savigliano.
Quasi a confermare un'opposizione — non solo di fatto, anche di principio — alla potenza dei signori feudali, a capo del nuovo borgo furono posti tre rettori: due nobili e uno del popolo. Era il 23 giugno 1198, vigilia di San Giovanni Battista, con i falò che ardevano sulle alture e presso le porte del borgo, quando la gente di Cuneo acclamò i suoi primi tre rettori: Pipinus de Vignolio, il lombardo Peyre Rogna e Berardus de Valgrana.
La guerra con i marchesi di Saluzzo
Nel 1204 i marchesi di Saluzzo dichiararono guerra ad Asti e Cuneo, per eliminare i principali alleati di Asti; nel 1206 il marchese Manfredo II di Saluzzo si dovette sottomettere ad Asti e vietò agli abitanti di Villafalletto, Costigliole, Centallo e Romanisio di trasferirsi a Cuneo senza il suo permesso, per evitare lo spopolamento dei villaggi del marchesato.
Dal 1202 a Cuneo comincia un regime podestarile.
Nel 1204 i marchesi di Saluzzo, Monferrato, Busca, Ceva, del Carretto e di Clavesana si alleano con Alba e dichiarano guerra ad Asti e Cuneo.
Nel 1206 Manfredo II di Saluzzo si arrende.
Nel 1210 il marchese di Saluzzo Manfredo II e Guglielmo di Monferrato interruppero l'autonomia del comune, occupandolo con le armi; risulta che Cuneo avesse perso il favore del vescovo di Asti.
Sussistono documenti nella città di Tolosa, pertinenti all'inquisizione contro i Catari (che devastò, proprio in quegli anni, la ricca Linguadoca, con una violenta crociata da parte dei Franchi del nord su precisa esortazione papale) in cui Cuneo è sospettata di offrire ospitalità agli Albigesi in fuga, per questo motivo viene definita bourg tournant ovvero "borgo ruotante", località che apriva le porte agli eretici senza patria e li assisteva, per immetterli nella Val Padana. Accusa gravissima: avrebbe potuto legittimare e giustificare l'intervento del marchese di Saluzzo, il quale non vedeva l'ora di togliersi quella spina dal fianco.
Indipendenza, Cuneo diventa un libero comune
Nel 1230 Cuneo si allea con Borgo San Dalmazzo e Savigliano; il milanese Oberto de Ozeno libera Cuneo, la fortifica e ne diventa podestà, ma verrà ucciso in battaglia. Per vendicarsi della morte di Oberto, Milano dichiara guerra al marchese di Monferrato, cui verrà sottratta la città di Chivasso.
La storia di Cuneo come libero comune durò circa 30 anni; questo periodo fu caratterizzato da numerose alleanze: fino al 1237 con Milano, dal 1238 al 1250 con Federico II, dal 1251 al 1258 con Alba e Asti. L'occupazione fu di breve durata. Dieci anni dopo il comune risorse, con l'aiuto dei Milanesi; nel 1238 Federico II riconobbe ai cuneesi la loro libertà. Nel 1251 al podestà vengono affiancati un giudice e un miles, pagati 150 lire.
Cuneo era anche governata dal consiglio comunale, composto da un numero variabile di persone. Nel 1259 cessò la vita autonoma del comune, che aveva esteso la sua autorità nelle valli che, a raggiera, confluivano nell'altopiano tra i 2 torrenti, nonché sulle vicine valli del Grana e del Maira (scontrandosi con il potente monastero di San Dalmazzo).
Sottomissione a Carlo d'Angiò Nel 1260 l'alleanza con Carlo d'Angiò, conte di Provenza e futuro re di Napoli, finì per sfociare in una dedizione che sembrava conveniente per i cuneesi e per i provenzali.
Nel 1306 la zecca del regno di Napoli si trasferisce a Cuneo e l'anno successivo con atto del 31 marzo 1307, il senescallo Rinaldo di Leto, a nome di Carlo II d’Angiò, si accordava con tali Tommaso Riva, Ardizzone Merlo e Riccardino di Sommariva per la coniazione di moneta a Cuneo. In tal modo, con Alba, Cuneo divenne il principale centro dei domini angioini in Piemonte; proprio allora apparve per la prima volta il nome "Piemonte", a indicare i domini provenzali ai piedi dei monti, una volta superati i colli alpini.
Cuneo era capitale di un distretto che arrivava alle valli Stura, Gesso, Grana, Vermenagna; godeva di un proprio statuto, vantava notevoli franchigie fiscali e commerciali, batteva propria moneta.
In un sigillo del comune di Cuneo del 1379, custodito presso l'archivio storico di Torino, spiccano le insegne degli Angiò (le tre bande orizzontali rosse su campo bianco) con la legenda: "Notum sit contis: Conium caput est Pedemontis" ("Cuneo è la capitale del Piemonte"). Nel 1309 muore Carlo II di Napoli, tutti i nobili del regno di Napoli si ritrovano a Cuneo per giurare fedeltà a Roberto d'Angiò.
Per tutto il '200 a Cuneo ci fu, probabilmente, una mansione templare, attestata dal toponimo Spinetta e, soprattutto, da un documento del 1200, indizione terza, giorno 12 maggio, due anni dopo la costituzione a libero comune. Si tratta dell'alienazione di beni immobili da parte di Ugone, abate del monastero di San Dalmazzo al Borgo, nei confronti di un certo “messer Ursio”, per l'importo di 200 lire astensi: tali beni confinavano, su un lato, con una via comunis, per due lati con beni appartenuti all'abbazia e per il quarto lato con la domus fratrum de Templo de Cuneo (da I Tempieri negli antichi Stati del Regno di Sardegna del cavaliere Ferrero di Ponsiglione). In località Spinetta esiste ancora il toponimo di "Torre dei Frati" (secondo molti storici francesi, principalmente Louis Charpentier, i toponimi riguardanti la rosa o la spina, come Epinay, Epine, Epinal, Epinac, Pinay, sono di probabile derivazione templare).
A Cuneo erano presenti due hospetali antichissimi: il primo, "hospitale della Santa Croce", potrebbe essere appartenuto, in origine, ai Templari; l'"hospitale di San Giovanni Battista" era gestito dagli Ospedalieri, noti anche come Cavalieri di San Giovanni e, in seguito, Cavalieri di Malta.