è un film del 1967 diretto da Seijun Suzuki.
Il film, del genere giapponese yakuza, prodotto dalla Nikkatsu, uscì in coppia con Hana o kuu mushi diretto da Shōgorō Nishimura. La storia vede protagonista un killer professionista che, innamoratosi di una misteriosa donna, accetta di svolgere per conto di essa una missione impossibile; una volta fallita la missione, i due dovranno vedersela con il famigerato killer numero 1, assunto per ucciderli.
I produttori del film erano fermamente contrari alla sceneggiatura scritta dal regista, ricca di elementi satirici e anarchici che rendevano la pellicola unica nel suo genere e completamente diversa dalle altre precedentemente dirette dallo stesso Suzuki.
Inizialmente, il film fu un fiasco, sia commerciale che di critica, e la casa di produzione decise di licenziare Suzuki, reo di aver fatto un film senza senso e di nessun profittoIntervista a Seijun Suzuki, Branded to Kill DVD, The Criterion Collection. Suzuki avviò una causa - una delle più controverse nella storia dell'industria cinematografica giapponese - contro la Nikkatsu, ma fu per questo ostracizzato e non poté girare film per dieci anni. Ciò gli portò paradossalmente notevole popolarità e fece di Suzuki un eroe della controculturaSato, Tadao; Gregory Barrett (Translator) (1982). "Developments in the 1960s". Currents in Japanese Cinema. Kodansha International. p. 221. ISBN 0-87011-507-3. (Available online, p. 4.).
Il film venne "riabilitato" a partire dagli anni '80, tanto da venire ormai considerato un cult movie; tuttora, critici e fan di tutto il mondo lo considerano un capolavoro dell'assurdo"Journey to the center of the human volcano". The Japan Times. http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/ff20010418a3.html . Retrieved 2007-10-05.. Ha influenzato registi come Quentin Tarantino, Chan-wook Park, John Woo e Jim Jarmusch ed è stato omaggiato in molti film successivi.
34 anni dopo, Suzuki diresse Pistol Opera, uno spin-off del film prodotto nuovamente dalla Nikkatsu, la quale ha anche dedicato al regista due retrospettive in onore alla sua carriera.
Nel 2022 la pellicola vince il premio al miglior film restaurato nella sezione "Venezia Classici" della 79ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Trama Goro Hanada, il killer Numero 3 del Giappone e sua moglie Mami, arrivati a Tokyo in aereo, incontrano Kasuga, un killer riciclatosi come tassista. Kasuga, ansioso di tornare al suo "lavoro" originario, riesce a convincere Hanada ad assisterlo in una missione organizzata dal boss mafioso Michihiko Yabuhara. Il compito dei due killer è proteggere un cliente del boss nel tragitto tra Sagami Beach e Nagano. Dopo l'accordo tra i tre, Yabuhara riesce a sedurre la moglie dell'ignaro Hanada. I due killer nel frattempo raggiungono l'auto designata per la missione, ma all'interno del suo bagagliaio trovano un cadavere; liberatisi del corpo, caricano il cliente e si mettono in viaggio. Però, durante il tragitto, cadono in un'imboscata, organizzata da diversi uomini e capeggiata dai killer Numero 2 e Numero 4. Kasuga, in preda ad una crisi isterica accentuata dal suo alcolismo, si espone troppo e diviene un bersaglio del killer Numero 4; i due finiscono con l'uccidersi a vicenda. Hanada invece riesce a mettere in salvo il cliente dopo aver sterminato diversi sicari, tra cui anche il killer Numero 2. All'improvviso si presenta, davanti agli occhi del protagonista, Misako, una donna misteriosa che lo porta in salvo sulla sua automobile, sotto una pioggia torrenziale. Giunto a casa, Goro avrà un lungo rapporto sessuale con la moglie e si dedicherà alla sua ossessione più viscerale: annusare il riso bollito.
In seguito Yabuhara assume nuovamente Hanada per uccidere quattro uomini, di cui i primi tre sono: il custode di un ufficio, un medico oculista e un ricettatore di gioielli. Terminata con successo la missione, egli fugge su una piccola mongolfiera. Alla sua porta di casa appare Misako e lo convince a compiere l'impossibile missione di uccidere uno straniero in un lasso di tempo di una frazione di secondo. La missione infatti fallisce, perché Hanada, a causa di una farfalla che si era posata sul mirino del suo fucile, colpisce a morte la persona sbagliata. Una volta in fuga, Misako gli dice che per lui è finita, non solo perderà il suo rango, ma verrà ucciso secondo le regole del loro lavoro. Tornato a casa, Hanada decide di fuggire all'estero, ma la moglie gli spara e dà fuoco alla loro abitazione. L'uomo, salvatosi dalla morte perché il proiettile ha colpito la sua cintura, riesce a darsi alla fuga e viene tratto nuovamente in salvo da Misako che lo conduce al suo appartamento. Qui Hanada, comprende di essere innamorato di Misako e dopo qualche schermaglia, ha un rapporto sessuale con lei. Uscito di casa, e in stato confusionale, girovaga per le vie della città. Il giorno dopo trova sua moglie al club di Yabuhara e, compreso il doppio gioco di Mami, Hanada si vendica del tradimento uccidendo sia lei che il boss, freddati con un colpo di pistola.
Tornato a casa di Misako, trova un proiettore che sta trasmettendo immagini della ragazza sottoposta a torture; nel video viene spiegato che la salvezza di Misako dipenderà dalla presenza di Hanada il giorno dopo al porto, luogo in cui verrà ucciso. Egli decide di presentarsi ma, invece di soccombere alla legge della mafia, uccide tutti i sicari tranne uno, il quale si rivela essere il Numero 1, il misterioso cliente scortato da Hanada all'inizio del film e al quale ora è stato commissionato l'omicidio di Hanada stesso. Goro si barrica nell'appartamento di Misako ma Il Fantasma (così è soprannominato il Numero 1) lo tiene in scacco sottoponendolo ad un estenuante gioco psicologico. I due, ormai esausti, si troveranno faccia a faccia nella casa, convivendo per alcuni giorni allo scopo di studiare l'uno le mosse dell'altro. Il Fantasma dopo qualche giorno sparisce improvvisamente, lasciando scritto ad Hanada che lo scontro finale fra loro avverrà in una palestra; un ring per la boxe sarà il teatro del conflitto tra i due killer. Goro non manca all'appuntamento e riesce ad uccidere l'avversario; ridotto in fin di vita si autoproclama il nuovo Numero 1, ma a causa del buio non riconosce Misako, che liberata, anche se mutilata, ha raggiunto la palestra, e la uccide. Il film termina con Hanada che crolla morente oltre le corde del ringSeijun Suzuki ha intenzionalmente lasciato il finale in sospeso e quindi non si sa se Hanada muore o sopravvive. In ogni caso, il personaggio riappare in Pistol Opera..
Personaggi Goro Hanada: il killer Numero 3, un assassino con una passione feticista per l'odore del riso bollito. La Yakuza lo assume per diverse missioni finché una farfalla, posatasi sul mirino del suo fucile, provoca il fallimento del suo ultimo lavoro e porterà il killer sull'orlo del baratro dell'alcolismo e della paranoia. Il killer Numero 1: il leggendario assassino la cui esistenza diviene - all'interno del film - oggetto di alcuni dibattiti. La Yakuza affida a lui il compito di eliminare Hanada, dapprima intrappolandolo nell'appartamento di Misako, poi convivendo con lui, infine affrontandolo in uno scontro mortale in una palestra. Michihiko Yabuhara: il boss della Yakuza che assume Hanada e ne seduce la moglie. Dopo aver scoperto che un'operazione da lui organizzata su un traffico di diamanti non è andata a buon fine, ordina a Hanada di "punire" i colpevoli; la missione non viene portata a termine e incarica i suoi sicari di uccidere il killer. La sua ultima apparizione nel film avviene sull'uscio della casa di Hanada, il quale lo uccide con un colpo di pistola alla testa. Misako Nakajo: la femme fatale con una passione per le farfalle morte e per gli uccelli. Trae in salvo Hanada durante la prima missione, allontanandosi con lui sotto una pioggia scrosciante. Agli ordini di Yabuhara, viene incaricata di assassinare un misterioso forestiero. Si innamora di Hanada e viene catturata ed usata come esca dal Numero 1. Mami Hanada: la moglie di Goro, abituata a girare nuda per casa. Dopo aver fatto conoscere suo marito a Yabuhara, intrattiene una relazione segreta con il boss che la spinge ad uccidere Hanada, pagando a caro prezzo il fallimento della missione. Gihei Kasuga: un ex killer sprofondato nell'abisso dell'alcolismo. Partecipa ad una missione suicida con Hanada e le sue continue crisi isteriche lo porteranno ad un fatale esaurimento nervoso.
Produzione Regia Come molti altri film di stile yakuza dell'epoca, La farfalla sul mirino è stato influenzato dalla serie di James Bond e dai noir americani, ma a caratterizzarlo è una notevole componente satirica nei loro confronti ed evidenti richiami alla pop art e al kabuki. Queste particolarità lo rendevano un film di elevata diversità ed unico nel suo genere, totalmente differente dai film precedenti di Suzuki, irradiato da una raffinata estetica gotica ed una colonna sonora insolita. Il risultato finale è stato descritto come un connubio di surrealismoBlaise, Judd. "Branded to Kill". The New York Times. http://movies.nytimes.com/movie/139678/Branded-to-Kill/overview . Retrieved 2007-04-11., assurdismo, avanguardia, divenendo uno dei simboli della new wave giapponese, sebbene il fine principale del regista fosse realizzare un film vicino il più possibile al genere di intrattenimento. Gli stilemi delle influenze di richiamo divengono oggetto di satira e sbeffeggiati in tutto il film: Nei noir americani, gli eroi e gli antieroi puntano ad essere i migliori nel loro campo, mentre nel film i killer sono classificati in base ad una graduatoria dei migliori tra loro; La femme fatale - personaggio tipico dei noir - Misako, non solo adesca e tenta di uccidere il protagonista, ma è ossessionata lei stessa dalla morte, visto che presenta manie suicide ed ha la predilezione per gli insetti mortiErickson, Glenn (July 2002). "Branded to Kill". DVD Talk. http://www.dvdtalk.com/reviews/read.php?ID=4179&___rd=1. Retrieved 2007-04-05.. La mania del riso di Hanada è il suo "marchio di fabbrica", una caratteristica presente in molti personaggi di quel periodo, tra cui James Bond ma qui ne viene accentuato il suo lato perverso. L'ossessione di Hanada per il riso bollito può considerarsi un po' come la celebre frase di Bond agitato, non mescolato.
Il film affronta, a partire dalla scena iniziale nel club, i sottogeneri più disparati, dalla pulsione - argomento di molti romanzi - , ai thriller gotici americani, fino allo slapstickGilvear, Kevin (April 2007). "Branded to Kill". DVD Times. http://www.dvdtimes.co.uk/content.php?contentid=64730 . Retrieved 2007-05-16.. Però, l'oggetto di satira maggiormente colpito dal regista è l'industria cinematografica giapponese. Lo scrittore Stephen Teo vedeva la relazione antagonistica tra Hanada e il killer Numero 1 analoga al rapporto tra il regista e Kyusaku Hori, il boss della Nikkatsu, reo di aver criticato Suzuki, già nei due anni precedenti, per il suo cambiamento di stile. Teo cita in quest'ottica le scene in cui il Numero 1 dorme con gli occhi aperti e si urina addosso, caratteri distintivi di chi vuole diventare il numero uno (Hori appunto)Teo, Stephen (July 2000). "Seijun Suzuki: Authority in Minority". Sense of Cinema. . Retrieved 2007-04-16..
Sceneggiatura Poco prima dell'inizio delle riprese, il presidente della compagnia Kyusaku Hori giudicò inappropriata la sceneggiatura e incaricò il regista di riscriverla, nonostante il suo disappunto. Suzuki riscrisse così il copione, avvalendosi dell'aiuto di Takeo Kimura e di sei assistenti di regia, tra cui anche Atsushi Yamatoya (futuro interprete del killer Numero 4); la loro collaborazione in questo film venne in seguito ribattezzata Gruppo degli otto,.