Professore presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Harvard dall'età di 28 anni, fu all'epoca il più giovane accademico ad avere assunto la docenza presso tale istituzione; è internazionalmente noto per avere difeso in giudizio famosi imputati di crimini vari, nonché per avere ottenuto tredici assoluzioni, annullamenti e ribaltamenti in appello ("overturning") su quindici casi di omicidio.
Tra i casi giudiziari più famosi di cui Dershowitz si è occupato figurano il processo per tentato omicidio a carico di Claus von Bülow (1982) e quello per il caso O. J. Simpson (1994); altre cause importanti in cui fu difensore riguardano la difesa della libertà d'espressione in un caso di pornografia (1976) nonché dei diritti degli animali (2002); inoltre si è espresso contro il diritto indiscriminato di possedere armi e contro il dettato del secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, da lui definito «anacronistico»; da attivista di religione ebraica ha accusato il cardinale polacco Józef Glemp di avere fomentato l'antisemitismo nel proprio Paese; in precedenza lo stesso Glemp era stato coinvolto in una causa per diffamazione intentatagli da un rabbino, patrocinato in giudizio proprio da Dershowitz.
Politicamente è un liberale centrista e un sionista. È stato un elettore registrato per i democratici fino al 2016, quando è divenuto indipendente, e ha ricevuto critiche di essersi spostato, in materia di politica estera e di terrorismo, su alcune posizioni conservatrici blande o neoconservatrici. Come giurista e commentatore ha anche appoggiato il presidente repubblicano Donald Trump in alcuni frangenti particolari dalla sua elezione nel 2016, avendo dei dissapori con l'ambiente legato ai democratici.
Dershowitz ha inoltre fatto parte per molti anni dell'American Civil Liberties Union (ACLU), associazione in origine apolitica e trasversale per la difesa delle libertà civili costituzionali, lasciandola e criticandola in seguito perché a suo dire troppo sbilanciata a sinistra e in favore del femminismo e del radicalismo, emarginando le posizioni di centro e i conservatori.Dershowitz, Alan (14 June 2018). "The Final Nail in the ACLU's Coffin". Fox News. Retrieved 15 June 2018.
Biografia Nato nel 1938 a New York da famiglia ebrea ortodossa di origine polacca, crebbe nel borough di Brooklyn e studiò alla scuola talmudica "Marsha Stern" di Manhattan (anche nota come Yeshiva University). Suo padre Harry fu molto attivo nella comunità: fondatore di una sinagoga per giovani ebrei nel 1960, la diresse fino alla morte avvenuta nel 1984; suo fratello Nathan, invece, fu consigliere della Conferenza Ebraica Statunitense (American Jewish Congress). Alan Dershowitz compì gli studi superiori al Brooklyn College e quelli universitari a Yale, della cui rivista giuridica divenne caporedattore dopo la laurea a pieni voti che lo consacrò primo assoluto del suo corso.
Dopo un'esperienza di assistente procuratore, alle dipendenze di un superiore da lui stesso definito in un'intervista del 2006 «al contempo il migliore e il peggiore che io abbia mai avuto» («una via di mezzo tra uno schiavista e una figura paterna»), cui Dershowitz attribuisce il merito di avergli insegnato come divenire un tutore dei diritti civili e un attivista ebraico, a 25 anni divenne professore associato presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Harvard e, a 28 anni, nel 1967, assunse la docenza, segnalandosi così come il più giovane cattedratico nella storia dell'istituto: nel corso della sua carriera universitaria ha insegnato diritto penale, psichiatria forense, diritto costituzionale e ha tenuto corsi e conferenze accademiche su diritti civili, diritto penale comparato nonché filosofia del diritto, argomento sul quale è autore di una serie di conferenze dal titolo cumulativo Thinking About Thinking .
All'attività accademica ha affiancato la libera professione: in tale veste si è occupato, fin dagli anni settanta, di casi-pilota riguardanti libertà d'espressione, diritti degli animali, discriminazione etnico-razziale; nonostante sia maggiormente noto per avere difeso imputati famosi coinvolti in casi di omicidio, le cause riguardanti tale fattispecie di reato sono, a tutto il 2009, solo 15, sulle oltre 100 nelle quali Dershowitz ha patrocinato in 35 anni di carriera. Dershowitz è anche un regolare commentatore politico di attualità, in particolare su argomenti quali guerra al terrorismo, Israele, Palestina e il relativo conflitto (distinguendosi per la sua posizione favorevole al sionismo), ancora sui diritti civili e fatti politici nazionali.
Nel 2013 ha chiesto che venisse risparmiata la pena di morte a Džochar Carnaev, uno degli attentatori di Boston, poiché, di fronte al terrorismo, bisogna "scegliere la vita"Dzhokhar Tsarnaev should not face the death penalty, even for a capital crime.. Già nel 1970, l'avvocato di Harvard aveva argomentato che la pena capitale sarebbe incostituzionale, a norma dell'Ottavo emendamentoArthur J. Goldberg and Alan M. Dershowitz, Declaring the death penalty uncostitutional.. Ha dichiarato che per etica professionale non difenderebbe mai membri della criminalità organizzata o latitanti contumaci.
Vita privata La prima moglie di Dershowitz fu Sue Barlach. Ha in seguito sposato Carolyn Cohen, psicologa, e ha tre figli, uno dei quali è avvocato presso la NBA, la Lega professionistica nordamericana di pallacanestro, sport che lo stesso Dershowitz praticò a livello universitario (si dichiara ammiratore dei Boston Celtics), e sul quale occasionalmente redige articoli a uso della stampa sportiva di Boston. Il figlio di Dershowitz, Jamin, sposò Barbara, cattolica, che era uno dei promotori del libro di Dershowitz The Vanishing American Jew, dedicato a loro e ai loro figli, che Dershowitz ha detto di considerare comunque ebrei a pieno titolo (sebbene la legge ebraica segua la discendenza matrilineare). Alan Dershowitz è un ebreo secolarizzato e si dichiara agnostico e scettico sia nei confronti della divinità sia dell'ateismo vero e proprio.«I am a skeptic about everything, including God and atheism.»
Attività da avvocato Casi di omicidio e altri reati gravi
Si è occupato dei seguenti famosi casi, difendendo gli imputati e ottenendo i risultati citati dalle accuse riportate: O. J. Simpson (come consulente del collegio difensivo, composto da Robert Kardashian, F. Lee Bailey e dal principale legale di Simpson, Johnnie Cochran); duplice omicidio con uxoricidio, assoluzione Claus von Bülow; tentato uxoricidio della moglie Sunny iniettando insulina, condanna in primo grado a 30 anni, assoluzione in appello; si tratta del successo più celebre di Dershowitz, di cui era il principale legale; con la sua arringa e le consulenze degli esperti riuscì a convincere la giuria che si era trattato di overdose accidentale o tentato suicidio Raymond e Ricky Tison; "felony murder", condanna a morte in primo grado, annullata in appello Mike Tyson; stupro, diminuzione della pena Derek Rocco Barnabei (difesa assunta in extremis, solo poco prima dell'esecuzione, pro bono); omicidio e stupro, conferma della condanna a morte Patricia Hearst (con F. Lee Bailey); rapine e terrorismo, diminuzione della pena Jonathan Andrew Doody; nove omicidi nella strage, a scopo di rapina, nel tempio buddhista di Waddell (Arizona), due annullamenti del primo processo in doppio appello (condannato nuovamente a 281 di carcere in seguito, dopo l'annullamento degli appelli da parte della corte suprema) Louise Woodward (come parte del collegio difensivo); omicidio di secondo grado (ergastolo con condizionale dopo 15 anni) del bambino di 8 mesi che le era affidato come baby sitter (si trattava di una ragazza alla pari britannica) a causa della sindrome del bambino scosso; derubricato a omicidio colposo in appello (279 giorni di carcere); fu un altro celebre caso mediatico come Simpson e von Bülow Roman Polański (parte del collegio difensivo fino al 2014); violenza sessuale su minore (poi derubricato in rapporti sessuali con minore), processo mai celebrato per latitanza e reato non prescritto Gigi Jordan; omicidio colposo ("manslaughter" volontario) del figlio disabile tramite overdose di farmaci, condanna a 18 anni (derubricato da omicidio volontario di primo grado, la donna era convinta di salvare il figlio da abusi sessuali) Jeffrey Epstein; riduzione in schiavitù sessuale di una minorenne di 17 anni e rapporti sessuali con minori, ai danni di una donna, Virginia Roberts, condanna a 18 mesi di carcere tramite patteggiamento; Epstein è stato arrestato nuovamente nel 2019 ma si è tolto la vita in prigione Harvey Weinstein (membro del team legale, come consulente dell'avvocato Benjamin Brafman); accusa di violenza sessuale plurima e molestie sessuali plurime; Weinstein è stato condannato a diversi anni di carcere Donald Trump; processo per impeachment riguardo al Russiagate; archiviato dopo la non-rielezione di Trump
Cause per la libertà di espressione Tra le prime cause famose di Dershowitz figura la difesa, nel 1976, dell'attore pornografico Harry Reems, denunciato per oscenità a seguito della sua interpretazione nel film La vera gola profonda (1972).
Come argomenti a difesa di Reems Dershowitz affermò che la censura contro la pornografia è contraria al Primo Emendamento della Costituzione, il quale proibisce espressamente al Congresso di emanare qualsivoglia legge limitativa della libertà di espressione in qualsiasi forma, compresa la stampa e di conseguenza ogni rappresentazione filmica e fotografica (al riguardo Dershowitz dichiarò, in un'intervista di quasi trent'anni dopo al New York Times, che lui non aveva mai visto il film, ma aggiunse anche che non aveva alcun bisogno di vederlo per rendersi conto che in ballo c'era un'importante questione come i diritti stabiliti dal Primo Emendamento):
A seguire appoggiò la non nocività della fruizione di materiale pornografico (opinione ribadita nella citata intervista, in cui disse anche che nel corso degli anni, a fronte della sempre maggiore disponibilità di film di tale genere, il numero di stupri è in costante declino). I giudici diedero ragione a Dershowitz, e Reems venne assolto da tutte le accuse.
Scontro con il femminismo radicale La difesa di Reems costò a Dershowitz anche pesanti attacchi da parte di gruppi femministi: per esempio, nel corso di un dibattito del 1981 con la femminista radicale Andrea Dworkin, oppositrice della pornografia e anch'ella ebrea come il giurista, Dershowitz fu insultato per avere difeso coloro che le contestatrici chiamarono «i pornocrati»; alle incitazioni della Dworkin, che esortava all'azione diretta contro chi producesse e distribuisse materiale pornografico, Dershowitz ribatté che lui non difendeva la pornografia, ma il diritto di scegliere se leggere o visionare o meno materiale pornografico, e che lo stesso procuratore che aveva messo sotto accusa Reems era riuscito a bloccare l'uscita di un film a tema lesbico agevolato dalla femministe; infine fece proprio l'assunto della femminista Gloria Steinem che una volta aveva affermato che «quel che emerge dalla lunga storia delle leggi anti-oscenità è che tali leggi sono state molto spesso invocate contro dissidenti politici e stili di vita alternativi», chiosando inoltre che «se chiunque avesse il potere di definire qualsivoglia cosa "pornografia" al fine di bandirla, tale definizione sarebbe usata anche contro Andrea Dworkin, contro di me e contro di voi che mi ascoltate; del resto il libro di Andrea Dworkin sarebbe attualmente (nel 1981) bandito in 180 Paesi del mondo. Dovete accontentarvi: se volete Dworkin, dovete tenervi anche la pornografia».