Biografia Nascita e ruolo nel regno longobardo Nacque a Civitas Fori Iulii (l'odierna Cividale del Friuli, in provincia di Udine)., al secolo capoluogo del ducato longobardo del Friuli, nel 720 o forse nel 730Gianna Gardenal (a cura di), Poesia latina medievale, Milano, Mondadori, 1993, p.2, figlio dei nobili longobardi Warnefrit, discendente di Leupchis, che affiancò il re Alboino nel passaggio dei Longobardi dalla Pannonia all'Italia, e Teodolinda. Paolo aveva almeno un fratello (Arachis) e una sorella, la quale divenne suora.. Suo bisnonno Lopichis, figlio di Leupchis, venne fatto prigioniero e portato via dal Friuli in seguito alla fallita invasione degli Àvari nel 610. Egli visse in prigionia assieme ai quattro fratelli (i cui nomi non sono menzionati da Paolo), finché non riuscì a scappare in Italia, episodio che Paolo racconta ricalcando l'episodio di Elia nei Libri dei Re della BibbiaPaolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 37 ().I Re 19, 3-8. Una volta tornato alla casa del padre, Lopichis la trovò in rovina: riuscì a riedificarla con l'aiuto di parenti e amici e prese moglie, ma non riuscì a riottenere la restante parte del patrimonio del padre, in quanto da decenni era confluito nelle mani di altre persone e le loro acquisizioni furono legittimate con l'usucapione (diritto che scattava dopo trent'anni di possesso, che sarà poi sancito anche dalla legge longobarda). Egli generò il nonno di Paolo Diacono, Arachis, e quindi questi Warnefrit, padre di Paolo.

Paolo raggiunse Pavia in giovane età per seguire gli studi in quella che allora era la capitale del regno longobardo. Si formò alla corte (Palazzo Reale) del re Rachis, allievo di un tale FlavianoÈ lo stesso Paolo Diacono che dà notizia che questo Flaviano fu il suo precettore (Storia dei Longobardi, Libro VI,7), riferendo che lo zio di quegli era il grammatico Felice. Non esistono altre informazioni su Flaviano, da nessuna fonte., e alla scuola del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro, dove conseguì la carica di docente. Restò alla corte con i successivi re Astolfo e Desiderio. Divenne anche il precettore di Adelperga, figlia di Desiderio, che seguì quando ella si sposò con il duca Arechi II di Benevento.

La caduta del regno Nel 774 visse il crollo del regno longobardo per mano dei Franchi ed entrò a Montecassino (non si sa a quale titolo esattamente, se da monaco o laico). Tra il 782 e il 787, a causa della prigionia del fratello Arachis, condotto in Francia nel 776 dopo essere stato catturato nella battaglia che contrappose ai nuovi occupanti il ribelle duca del Friuli Rotgaudo (forse Paolo stesso non fu estraneo alla congiura)., entrò alla corte di Carlo Magno. Paolo Diacono venne incaricato da questi di insegnare lungo il viaggio (dunque ad aggregarsi alla spedizione) la lingua greca ai chierici incaricati di accompagnare a Costantinopoli la figlia Rotrude, promessa sposa dell'imperatore Costantino VI.Pietro da Pisa in Pauli et Petri carm. 11, str. 11-12.. Egli rifiutò l'incarico., ma il matrimonio, in ogni caso, non avvenne.

Nel 782, Paolo scrisse da Montecassino una lettera in metro elegiacoMGH, Poetae aevi Car. I,47-48. a Carlo Magno, implorandolo di riscattare il fratello: nella lettera descrive l'indigenza della cognata che doveva mantenere quattro figli, i nipoti di Paolo. Viene citato in un capitolare carolingioKaroli Epistula Generalis, MGH, Legum II, T.1, pag. 80, in cui viene incaricato, grazie alle sue abilità filologiche e alla sua conoscenza della patristica, di compilare un Homiliarium., cioè una raccolta di omelie per le singole feste dell'anno, che, nel tempo, erano andate corrotte per l'ignoranza dei copisti "impegnatisi magari con retta intenzione, ma non con adeguata capacità". Ciò si inseriva nell'ambito della rinascita carolingia che prevedeva, tra l'altro, il correggere, copiare e diffondere i testi religiosi e secolari degli antichi: ad esempio, ad Alcuino di York toccò la correzione e la revisione della Vulgata. In Francia Paolo Diacono acquistò una certa notorietà e prestigio come maestro di grammatica. Una volta liberato il fratello, abbandonò la corte carolingia e si fece monaco nel monastero di Montecassino.

Morì il 13 aprile 799.: l'evento è registrato nel necrologio di CassinoEidus aprilis. Obiit venerandae memoriae domnus Paulus diacononus et monacus. Fu sepolto nel monastero, nella chiesa di San Benedetto, dinnanzi al capitoloIl corpo venne sepolto in eodem cenobio, iuxta ecclesiam Sancti Benedicti, ante capitulum, ma i rifacimenti successivi del monastero hanno cancellato ogni traccia della sua tomba.

Attività medica Paolo guidò numerose laiche, fra cui Adelperga, nell'esercizio della professione medica.

Opere La sua prima opera fu un carme acrostico sulle sette età del mondo (Versus de annis a principio) composto per il matrimonio di Adelperga, figlia del re Desiderio, sposa di Arechi II nel 763, della quale Paolo Diacono era precettore. Il metro impiegato è il tetrametro trocaico catalettico: unendo le lettere iniziali delle dodici terzine si ottiene Adelperga pia.

Ad uso della sua allieva scrisse verso il 770 lHistoria Romana, in 16 libri, rielaborando il Breviarium ab Urbe condita di Eutropio con integrazioni da San Girolamo, Paolo Orosio, Giordane e dallOrigo gentis Romanae. Fermò la storia al tempo di Giustiniano, ovvero al tempo dell'invasione longobarda in Italia. Rielaborato a sua volta da Landolfo Sagace, divenne un apprezzato manuale scolastico in uso nelle scuole medievali.

Nel 787, tornato a Montecassino, scrisse lHistoria Langobardorum, la sua opera più famosa, in cui narra, fra mito e storia, le vicende del suo popolo, dalla partenza dalla Scandinavia all'arrivo in Italia, fino al regno di Liutprando - evitando così il racconto della sconfitta subita a opera dei Franchi. La stesura lo impegnò per due anni, dal 787 al 789. La Historia Langobardorum, in sei libri, è un'opera nel cui stile si riconosce il latino monacale, ma nei contenuti è passionalmente longobarda, dove giustifica ogni azione e ogni forma di conquista come prestabilite dal fato. La strutturò come ideale continuazione dellHistoria Romana dai tempi di Giustiniano. Anche questa è una storia tronca: l'autore la interrompe a Liutprando, cristallizzandola al massimo splendore e omettendone la decadenza.

Per ottenere la liberazione del fratello, scrisse in onore di Carlo Magno un'epistola metrica: Ad regem. Ottenne ciò che chiedeva, ma come condizione entrò a corte ad Aquisgrana, dove fu fra i protagonisti della "rinascita carolingia" con Alcuino, monaco inglese. Sempre in Francia visitò molti monasteri, compose le Gesta Episcoporum Mettensium per il vescovo Angilramno di Metz nell'abbazia di San Martino.Paolo Diacono, Historia Langobardorum, VI, 16 ()., un codice con lettere di papa Gregorio I per Adalardo di Corbie, oltre a molte altre opere minori.

Al ritorno a Montecassino, scrisse la Vita beati Gregorii papae. Gli è attribuita anche una traduzione dal greco al latino della Vita Sanctae Mariae Aegyptiacae (Patrologia Latina 73, cols. 671–90) di Sofronio di Gerusalemme.

Su richiesta di Carlo Magno attraverso un capitolare, raccolse le prediche più celebri del suo tempo, 244 testi, un libro liturgico, Homiliarium, diviso in due stagioni: l'estate e l'inverno. La sua opera arrivò con poche modifiche fino al Concilio Vaticano II.

Involontariamente fornì lo spunto per uno dei progressi più importanti della storia della musica: infatti, nell'XI secolo Guido d'Arezzo ricavò i nomi delle note musicali dalle sillabe iniziali di ciascun emistichio della prima strofe saffica dell'inno di Paolo Ut queant laxis dedicato a san Giovanni Battista:

Da esso deriveranno i nomi delle note dell'esacordo, usati ancor oggi: ut (rinominata in seguito do), re, mi, fa, sol, la; nel 1592, grazie a Ludovico Zacconi, venne aggiunta la nota si, così chiamata dalle lettere iniziali delle due parole dell'ultimo verso (Sancte I'ohannes).

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Manoscritti Excerpta, XII secolo, Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plutei, Plut. LXXVII.10, f. 1.

Note

Bibliografia Carlo Cipolla, Note bibliografiche circa l'odierna condizione degli studi critici sul testo delle opere di Paolo Diacono, Venezia, 1901 Atti e memorie del congresso storico tenuto in Cividale, Udine, 1900 Julius Sophus Felix Dahn, Langobardische Studien, Bd. I, Leipzig, 1876

Ugo Balzani, Le Cronache italiane nel medio evo, Milano, 1884 Walter Goffart, The Narrators of Barbarian History, Yale, 1988

Paolo Diacono cronista longobardo, (UD), Edizioni longobarde, 1989 (Alessandro Vigevani con P. Zanetti);

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