L'area geografica del Kosovo fece parte in età antica dell'Impero macedone ed anche dell'Impero romano. Con l'indebolimento dell'Impero bizantino,esso venne colonizzato dagli slavi e divenne parte dell'Impero Bulgaro e poi divenne parte del regno medievale di Serbia e dell'Impero serbo. Con la frammentazione di questo, e la sconfitta nella Battaglia della Piana dei Merli nel 1389, il Kosovo passò sotto dominio ottomano per cinquecento anni. Con le guerre balcaniche del 1912-13, esso venne annesso al Regno di Serbia, assieme al quale fu parte poi della Jugoslavia nel '900. A seguito della guerra del Kosovo (1998-99), il territorio è stato liberato dalla guerra di Uçk e posto sotto amministrazione ONU. La Repubblica del Kosovo si è autoproclamata indipendente nel 2008 ed è oggi riconosciuta da 22 su 27 degli stati membri dell’Unione europea.

Preistoria L'area del Kosovo è stata abitata in continuazione sin dal neolitico, periodo in cui erano attive comunità umane della cultura di Starčevo (VII-V millennio a.C.) e della Cultura di Vinča (VI-III millennio a.C.), legate all'area danubiana e caratterizzata dalla ceramica nera e grigia. L'età del bronzo ha inizio in Kosovo attorno al 1900 a.C., e l'età del ferro attorno al 1300 a.C. Tombe dell'età del bronzo e del ferro sono state scoperte solo nell'area della Metochia (Kosovo sud-occidentale).

Nel IV secolo a.C., l'area del Kosovo si trovava all'estremo orientale dell'Illiria, ai confini con la Tracia. Le prime tribù di cui si abbia notizia sono i traci triballi, centrati nell'attuale Valacchia ma la cui portata si estendeva fino all'attuale Kosovo fino al III secolo a.C., e i dardani, che fecero loro seguito tra il III e il I secolo a.C. I dardani, la cui affiliazione etnolinguistica (illirica o trace) è difficile da determinare, erano un gruppo prominente nella regione nella tarda età ellenistica e prima era romana da cui probabilmente discendono gli albanesi.N G Hammond, The Kingdoms of Illyria c. 400 – 167 BC. Collected Studies, Vol 2, 1993Wilkes, J. J. The Illyrians, 1992, ISBN 0-631-19807-5, p. 85, "... Whether the Dardanians were an Illyrian or a Thracian people has been much debated and one view suggests that the area was originally populated with Thracians who then exposed to direct contact with illyrians over a long period..." "the Dardanians [...] living in the frontiers of the Illyrian and the Thracian worlds retained their individuality and, alone among the peoples of that region succeeded in maintaining themselves as an ethnic unity even when they were militarily and politically subjected by the Roman arms [...] and when at the end of the ancient world, the Balkans were involved in far-reaching ethnic perturbations, the Dardanians, of all the Central Balkan tribes, played the greatest part in the genesis of the new peoples who took the place of the old", Fanula Papazoglu, "The central Balkan tribes in pre-Roman times: Triballi, Autariatae, Dardanians, Scordisci and Moesians", Amsterdam 1978, ISBN 90-256-0793-4, p. 131.

Storia antica L'area, nota come parte della Dardania e caratterizzata in epoca antica da un livello sempre molto scarso di urbanizzazione e di penetrazione della civiltà classica, fu occupata da Alessandro Magno nel IV secolo a.C.

Conquistata da Roma nell'anno 160 a.C. e incorporata nella provincia romana dell'Illirico nel 59 a.C. Divenne quindi parte della Mesia superiore nell'anno 87 d.C. A partire dal IV secolo, l'area del Kosovo, ormai in gran parte romanizzata, venne integrata nella Provincia di Dardania dell'Impero bizantino, il quale era però concentrato sulle guerre in Oriente contro i Persiani e gli Arabi. Con l'allentarsi dell'autorità e del controllo di Bisanzio sull'entroterra balcanico, la regione rimase esposta a varie incursioni barbariche, che culminarono nelle migrazioni slave del VI e VII secolo dall'Europa orientale. Archeologicamente, il primo Medio Evo rappresenta uno iato nei reperti,F Curta. The Making of the Slavs. p. 189 e qualunque cosa fosse rimasto delle popolazioni native della regione si fuse con le nuove popolazioni slave.

Storia medievale

La successiva storia politica e demografica del Kosovo non è conosciuta con assoluta certezza fino al XIII secolo. I reperti archeologici suggeriscono che ci sia stata una veloce ripresa della popolazione e un progresso della stessa cultura slava conosciuta altrove nei Balcani. La regione venne assorbita nel primo impero bulgaro attorno all'anno 850, con il consolidamento del cristianesimo e della cultura slavo-bizantina. Venne riconquistata dai bizantini dopo il 1018 e divenne parte del nuovo thema di Bulgaria. In quanto centro di resistenza slava a Costantinopoli nella penisola, la regione cambiò spesso mano tra serbi e bulgari da una parte e Bisanzio dall'altra, fino a che il principe serbo Stefan Nemanja se ne assicurò il controllo alla fine del XII secolo.Fine 1994, p. 7

La principessa e storica bizantina Anna Comnena scrive dei "serbi" come abitanti principali della regione, identificata come "Dalmazia orientale" e "ex Mesia Superiore", alla fine dell'XI secolo.Anne Comnène, Alexiade – Règne de l'Empereur Alexis I Comnène 1081–1118, texte etabli et traduit par B. Leib, Paris 1937–1945, II, 147–148, 157, 166, 184 I primi riferimenti ad Albanesi vengono da Michele Attaliate, che parla degli "arbanitai" situati nel 1078 attorno al distretto di Dyrrachium (Durazzo). Fu in questa fase che queste genti cominciarono ad essere individuate dai propri vicini con il nome di "albanesi", che ne designava anche la lingua.della quale si troveranno tracce e forma scritte nel 1555 con il Meshari, il più antico testo in lingua albanese.Il Meshari di Gjon Buzuku Dopo la caduta dell'impero bulgaro a opera dei bizantini, gli albanesi, così ormai designati a Bisanzio e cristianizzati, divennero tributari di Basilio II e quindi alleati dell'Impero romano d'Oriente.

La Serbia a quell'epoca non era ancora un regno unificato: un certo numero di piccoli principati (Župan) serbi esisteva a nord e a ovest del Kosovo, i più potenti dei quali erano la Rascia (zona centrale della moderna Serbia) e la Doclea o Dioclea (Montenegro e nord dell'Albania). Questi principati erano spesso in lotta con l'Impero. Nel 1180 circa, il signore serbo Stefano Nemanja prese il controllo della Doclea e di parte del Kosovo. Il suo successore, Stefano Prvovenčani assunse il controllo del resto del Kosovo dal 1216, creando in tal modo uno Stato che incorporò la maggior parte dell'area che costituisce oggi Serbia e Montenegro, regolato in base al Canone di San Sava (Zakonopravilo).

La composizione etnica della popolazione del Kosovo durante questo periodo è oggetto di controversia fra gli storici serbi e albanesi. L'identità etnica nel Medioevo fu in qualche misura un elemento fluido in tutta l'Europa e la gente di quel tempo non sembra aver definito se stessa in modo rigido come gruppo etnico. Quanti appaiono di etnia serba sembra siano stati la popolazione culturalmente e linguisticamente dominante, e furono probabilmente anche la maggioranza demografica: lo prova la carta di fondazione di Dečani, il più antico dei pochi documenti esistenti, che è però del 1330, almeno cento anni dopo l'inizio della dominazione serba e conseguente possibile assimilazione.

Nel XIII e XIV secolo, il Kosovo divenne centro politico e spirituale del regno serbo. Alla fine del XIII secolo, la sede dell'arcivescovato serbo venne spostata a Peć, mentre i sovrani della dinastia Nemanjić si spostavano tra Priština, Prizren e Skopje.Denis P Hupchik. The Balkans. From Constantinople to Communism. Page 93 "Dusan.. established his new state primate's seat at Pec (Ipek), in Kosovo" Nello stesso periodo, centinaia di chiese, monasteri (quali quelli di Gračanica e Visoki Dečani) e roccaforti feudali vennero costruite.Bieber, Pg 12 Il Kosovo fu economicamente importante, come pure la città principale del Kosovo moderno, Priština, fu un rilevante centro commerciale sulle strade che conducevano ai porti del mar Adriatico. Del pari, l'attività mineraria ebbe grande importanza a Novo Brdo e Janjevo. Le comunità sassoni che agivano in quei luoghi provenivano dalle regioni minerarie della Sassonia e dalla città mercantile di Ragusa.

L'apice del potere serbo nella regione venne raggiunto nel 1346 con la formazione dell'Impero serbo e l'incoronazione di Stefano Dušan a zar dei serbi, vlachi, greci e albanesi. Tuttavia, alla sua morte nel 1355 e ancor più a partire dal 1371 l'impero serbo si frammentò in una serie di principati feudali. Il Kosovo divenne terra ereditaria dei casati Mrnjavčević e Branković. Nel tardo XIV e XV secolo parti del Kosovo, spingendosi ad est fino a Priština, fecero parte del principato di Dukagjini, in seguito incorporato nella federazione anti-ottomana di tutti i principati albanesi, la Lega di Lezhë. Ciò si verificò in concomitanza con la prima espansione ottomana nei Balcani: l'Impero ottomano colse l'opportunità offertagli dalla debolezza greca e serba e invase quei territori.

Battaglie del Kosovo

La battaglia della Piana dei Merli avvenne sul campo omonimo il 15 giugnoalcune fonti riportano la data del 28 giugno secondo il Calendario Gregoriano che venne però adottato solo due secoli dopo 1389, quando il knez (principe) di Serbia, Lazar Hrebeljanović, radunò una coalizione di soldati cristiani, composta da serbi ma anche da bosniaci e magiari, e di un contingente di mercenari sassoni. Il Sultano ottomano Murad I riunì anch'egli una coalizione di soldati e volontari dei vicini paesi di Rumelia e Anatolia. Fornire cifre esatte non è facile, ma resoconti degli storici più affidabili suggeriscono che l'esercito cristiano era di gran lunga inferiore a quello ottomano. Il totale dei due eserciti fa pensare a meno di 100.000 uomini. L'esercito serbo fu sgominato e Lazar trucidato, mentre Murad I fu ucciso da Miloš Obilić sulle cui origini si discute. In seguito a ciò, il figlio di Lazar e altri principati serbi accettarono un vassallaggio nominale al Sultano ottomano, cui venne offerta in sposa la figlia di Lazar per suggellare la pace. Ma già nel 1459 i turchi avevano conquistato la nuova capitale serba, Smederevo, lasciando Belgrado e la Vojvodina sotto il potere magiaro fino alla metà del XVI secolo.

La seconda e la più importante battaglia del Kosovo fu combattuta da Giorgio Castriota Scanderbeg, che liberò Kosovo e Albania dall'invasione degli ottomani nella battaglia di Mokra il 10 ottobre 1445. L'esercito ottomano con 15.000 cavalieri guidato da Firuz Pascià aveva l'ordine di distruggere Scanderbeg e gli albanesi. Castriota lo attese alle gole di Prizren il 10 ottobre 1445 e ne uscì vincitore.