Nell'arco della sua carriera da fumettista (1972-2008) lavora per la Marvel, la DC Comics e diverse case editrici indipendenti tra le quali Eclipse Comics, Malibu Comics e Image Comics. Tra le opere più significative vi sono il ciclo di storie su Uomo Cosa, gli albi su Howard the Duck, la prima serie di Omega the Unknown, le storie per i magazine horror e satirici della Marvel (Crazy, Fear, Tales of Zombie e altri) la graphic novel Void Indigo, Marvel Spotlight: Son of Satan, il run sui Difensori, il primo arco narrativo dei Guardiani della Galassia, Nevada, la prima serie di Foolkiller, Sludge, Hard Time e alcune storie su Superman. Il suo albo di maggior successo è Marvel Super Special n. 1 (del 1977), il primo fumetto mai realizzato sulla rock-band Kiss. Negli anni ottanta si è anche dedicato all'animazione creando la serie Thundarr The Barbarian, trasmessa dalla ABC tra il 1980 e il 1981. Il mondo di Thundarr, il suo compagno animalesco e il tono delle storie hanno ispirato il successivo He-Man e i dominatori dell'universo.
Nel 2010 viene inserto nella Will Eisner Comic Book Hall of Fame. Un riconoscimento alla carriera dato ai più importanti autori e artisti della storia del fumetto.
Howard the Duck, da lui creato insieme a Val Mayerick, è il primo personaggio della Marvel ad essere protagonista di un film cinematografico originale (non derivato da serial). Il lungometraggio Howard e il destino del mondo, distribuito nel 1986, viene prodotto da George Lucas con un alto budget (per l'epoca). Con il cameo nei film Guardiani della Galassia (del 2014) e Guardiani della Galassia Vol. 2 (del 2017), Howard è entrato a far parte del Marvel Cinematic Universe.
Carriera
Debutto e affermazione (1972-1975)
Appassionato di fumetti sin da adolescente, Gerber pubblica diverse fanzine dedicate al mondo dei comic durante gli anni sessanta, inclusa Crudzine (quella più citata nelle biografie). Dopo essersi laureato al college trova subito lavoro a Saint Louis come agente pubblicitario, pur trovando l'impiego frustrante e monotono. Fortunatamente è amico di vecchia data di Roy Thomas, che già lavora come editor e scrittore alla Marvel Comics. La casa editrice si trova in un periodo di grandi cambiamenti in quanto Stan Lee, co-creatore di gran parte dell'Universo Marvel nel decennio precedente, passa le redini proprio a Roy Thomas, traghettatore tra la Silver Age e la Bronze Age dell'editore di fumetti in più rapida espansione di quell'epocaJason Sacks, in "Chapter Three: 1972", in .. Tra l'altro lo stesso Lee abbandona poco dopo qualsiasi compito anche come scrittore. Gerber coglie l'occasione e scrive all'amico Roy per dirgli che il suo attuale lavoro lo sta facendo impazzire. Il nuovo caporedattore della Marvel lo mette alla prova chiedendogli di scrivere i testi per 6 pagine a fumetti che vedono coinvolto Daredevil in un inseguimento d'auto. Il giovane autore passa il test, ma viene assunto come "associate editor" (vice-redattore), compito che lo annoia. Soffre di narcolessia: ciò lo porta ad addormentarsi continuamente durante le lunghe riunioni degli editor, trovando di scarso interesse le attività amministrative e di supervisione di storie altrui; l'unica attività che riesce a entusiasmarlo è creare e scrivere le sue storie, attitudine che viene presto intuita dalla dirigenza, che ha il coraggio di puntare su di lui come scrittore. D'altra parte il decennio che sta per arrivare è cruciale e turbolento sia per la Marvel sia per l'intera industria del fumetto statunitense e vi è la necessità di nuove voci e idee"It Was The 1970s", in .. In questi anni la Marvel riesce infatti a superare nelle vendite la DC Comics, storica leader del mercato con personaggi iconici quali Superman, Batman e Wonder Woman. Paradossalmente la stessa Marvel si ritrova sull'orlo della bancarotta alla fine del decennio e viene salvata dalla pubblicazione di un fumetto su licenza che si basa sul film Guerre stellari dell'allora semisconosciuto George Lucas, uscito nel 1977 e subito divenuto il film di maggior successo della storia. Inoltre mentre all'inizio del decennio, il re incontrastato dei comic è Jack Kirby, alla fine degli anni Settanta non è più un autore in grado di spostare gli equilibri del mercato e attirare orde di lettori sui titoli ai quali si dedica. La grande trasformazione dell'industria fumettistica inizia infatti proprio con Roy Thomas che avverte la necessità di dare spazio a nuovi autori, generi e personaggi. La stessa filosofia è in parte avvertita anche alla DC sotto la gestione di Carmine Infantino. Questa apertura favorisce l'entrata di Steve Gerber nel mondo dei comic al pari di autori e artisti quali Neal Adams, Barry Windsor-Smith, Don McCregor, Jim Starlin, Steve Englehart. Questa nuova generazione di creatori, denominata anche Next Wave of Creators ha la peculiarità di essere formata da "fans-turned-pros" (ovvero fan di fumetti divenuti autori professionisti del settore). Inoltre si tratta di scrittori più sensibili alle trasformazioni in atto nella società americana tra gli anni sessanta e settanta, desiderosi di esplorare nuove tematiche e generi. Tra gli autori della Next Wave, Gerber si è distinto per essere uno dei più eccentrici e non-convenzionali scrittori in forza alla Marvel e, per questo, si è voluto cimentare con personaggi oscuri e/o secondari dell'Universo Marvel, oltre ai più celebri e iconici Spider-Man, Capitan America, Avengers e altriJason Sacks, in "Chapter Four: 1973", in .. Infatti il ciclo di storie sul semisconosciuto Man-Thing è quello che maggiormente distingue Gerber in questa prima fase della sua carriera. Il personaggio viene creato da Roy Thomas e Gerry Conway sull'antologico Savage Tales (nel 1971), per poi passare su Fear, dove è Gerry Conway a scriverne la prima storia, per poi passare le redini a Gerber. La sensazione è che i principali autori della Marvel non sapessero come distinguere l'Uomo Cosa (di una Palude) dallo Swamp Thing della rivale DC. Gerber però riesce a dare un tono unico alle storie di Man-Thing, introducendo elementi di critica socio-politica, bizzarre avventure psichedeliche e nuovi personaggi peculiari e atipici quali l'insolito Howard il papero (su Adventure into Fear n. 19, del 1973) e il vigilante Foolkiller (su Man-Thing n. 3, del 1974). Da notare che Foolkiller anticipa (di poco) la pubblicazione della prima apparizione del Punitore, considerato l'archetipo del nuovo giustiziere senza pietà dei fumetti anni settanta, mentre Howard il papero è destinato a divenire il primo personaggio Marvel a ricevere una trasposizione in un lungometraggio cinematografico (non derivato da serie TV o serial per il cinema). Si tratta di un progetto ad alto budget, diretto da George Lucas e distribuito nel 1986 con il titolo (in Italia) Howard e il destino del mondo. La validità del lavoro di Gerber su Man-Thing gli è valsa una serie regolare di 22 albi (tra il 1974 e il 1975), tutti scritti dall'eccentrico autore. La capacità di gestire e modellare personaggi oscuri e anomali (per la Marvel) diventa una peculiarità per Gerber quando accetta di curare i testi di un personaggio quale il Figlio di Satana (o Son of Satan in originale). Questo anti-eroe viene concepito da Stan Lee, che poi ne affida lo sviluppo a Gary Friedrich, Herb Trimpe e Gerry Conway. Nessuno di questi autori se la sente di portare avanti un ciclo di storie sul principe degli Inferi e ne realizzano solo gli albi del debutto (avvenuto su Ghost Rider n. 2, dell'ottobre 1973). Gerber si assume l'incarico di realizzare un ciclo di storie su Son of Satan (Marvel Spotlight nn. 13-23), il tono grottesco e bizzarro scelto dall'autore riesce a caratterizzare il personaggio, definendone la personalità e il modus operandi. L'approccio centra il segno, rendendolo interessante ai lettori. La Marvel arriva infatti a dedicargli una serie regolare che però non coinvolge Gerber in quanto impegnato in altri progetti. Bisogna sottolineare che Gerber, tra il 1973 e il 1975 è uno degli autori Marvel più prolifici. Questo dato indica chiaramente come alla casa editrice di Spider-Man si dia spazio alle nuove idee e si cerchi di raggiungere nuovi lettori, sia più adulti sia interessati a materiale al di fuori del mainstream supereroistico. La fiducia data a Gerber, con numerosi incarichi, ne è un esempio, visto che dagli stessi editor è definito lo scrittore del "weird stuff" (o materiale strano), ricevendo anche l'appellativo di "Marvel's Craziest Writer" (ovvero lo scrittore più folle della Marvel). Il desiderio di approcciarsi al fumetto in maniere non convenzionale e la sua vocazione per i generi non-mainstream è ulteriormente favorito dai cambiamenti sull'autocensura dei fumetti a cui si sottoponevano le case editrici e che prese forma nel 1954 con il nome di Comics Code Authority. Tale codice aveva di fatto portato all'impossibilità di trattare tematiche horror e storie dai contenuti espliciti o ritenuti non adatti a un lettore adolescente. Nei primi anni settanta si allenta la censura e tornano in auge i fumetti horror, le riviste satiriche e le storie con violenza e linguaggio espliciti. Si vogliono quindi produrre storie più sofisticate, che riescano ad attirare i lettori adulti, nella fascia post-adolescenziale. La Marvel ci prova con l'ambizioso lancio di riviste horror e umoristiche, alquanto diverse come formato e genere dai suoi albi di supereroi. Gerber accetta con entusiasmo di partecipare a questa nuova linea sperimentale e alternativa, infatti uno degli incarichi che più ha amato nella sua carriera è quello per la rivista Crazy, che esordisce con data di copertina ottobre 1973. Si tratta di una rivista satirica che si pone l'arduo compito di sfidare Mad, leader del settore con oltre 2 milioni di copie vendute e pubblicata all'epoca dalla Warren Publications (ora appartiene al gruppo DC Entertainment). Gerber è stato lo scrittore che più a contribuito a Crazy, realizzando storie a fumetti memorabili quali Rock 'n' Rollin' Stone (su Crazy n. 3) e una parodia del film Billy Jack (su Crazy n. 5). Per la rivista ha inoltre scritto più di una ventina di articoli e ne è stato l'editor tra il n. 11 e il n. 14 (1975). Gerber si cimenta anche in altre riviste Marvel, quelle che puntano a primeggiare nella nuova ondata di fumetti di genere horror. Partecipa infatti ai due magazine dedicati ai vampiri quali Dracula Lives e Vampire Tales. Su quest'ultima scrive la prima storia in cui Morbius the Living Vampire compare come protagonista. Precedentemente era apparso come villain dell'Uomo Ragno sulla serie regolare The Amazing Spider-Man. Gerber ne intravede quindi le potenzialità come personaggio capace di polarizzare l'interesse dei lettori anche al di fuori delle sue battaglie con l'Arrampicamuri. Altro magazine che vede coinvolto Gerber è Tales of the Zombies, che esordisce nell'agosto 1973. L'albo contiene per lo più ristampe, a parte una nuova storia, in cui Gerber vuole riprendere un personaggio quale Zombie (Simon Garth), creato da Stan Lee e Bill Everett nel 1953 in una breve storia di 7 pagine e poi dimenticato a livello editoriale. L'autore scrive un sequel di quella breve storia, dando nuova linfa al personaggio, rendendolo interessante per i lettori del nuovo decennio. L'interesse verso Simon Garth è tale che diviene il personaggio di punta della rivista Tales of Zombie fino al n. 9 (con testi di Gerber e Tony Isabella).