La CIP6 è una delibera del Comitato interministeriale dei prezzi adottata il 29 aprile 1992 a norma della legge 9 gennaio 1991, n. 9, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e assimilate.La deliberazione, in materia di Prezzi dell'energia elettrica relativi a cessione, vettoriamento e produzione per conto dell'Enel, parametri relativi allo scambio e condizioni tecniche generali per l'assimilabilita' a fonte rinnovabile, fu pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 109 del 12 maggio 1992, nella sezione Decreti e delibere di comitati di ministri..
In conseguenza della delibera CIP6, chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore dei servizi energetici (GSE) a un prezzo superiore a quello di mercato. La dizione "assimilate" fu aggiunta alla previsione originaria in sede di approvazione del provvedimento per includere fonti di vario tipo, non previste espressamente dalla normativa europea in materia.
I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell'energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette (componente A3 degli oneri di sistema). Il valore dell'incentivo CIP6 viene aggiornato trimestralmente e i valori (in euro/MWh) sono pubblicati sul sito del GSE. Per il quarto trimestre 2010 l'importo è pari a 69,96 euro/MWh.
Il GSE nel 2006 ha erogato 1136 milioni di euro per gli inceneritori, 224 per il geotermico, 203 per l'idroelettrico, 196 per l'eolico e 0,04 per il solare.
Controversie In Italia, le aziende esercenti gli inceneritori di rifiuti rivendono l'energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base alla applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili. Questo perché in Italia per legge si è deciso di considerare l'incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell'energia eolica, geotermica, solare, ecc.
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Ciò costituirebbe una violazione delle direttive europee in materia che, si ritiene, consentirebbe di ritenere assimilata a quella prodotta da fonti rinnovabili esclusivamente l'energia ricavata dalla parte organica dei rifiuti (ovvero gli scarti vegetali).
Va detto, tuttavia, che il testo della normativa CIP6 inserisce "la trasformazione dei rifiuti organici e inorganici o di prodotti vegetali" tra le "fonti rinnovabili" di energia e non tra le "fonti assimilate", come si legge chiaramente nel primo comma dell'articolo unico del provvedimento.
La Commissione europea, in data 20 novembre 2003 (e, cioè, solo undici anni dopo l'entrata in vigore della normativa italiana, quando era già stata largamente applicata e facendo riferimento a una direttiva del 2001, anch'essa decisamente successiva alla deliberazione del 1992), in merito al recepimento della normativa comunitaria in Italia, in riferimento all'inclusione della parte non biodegradabile dei rifiuti quale fonte di energia rinnovabile, si è, tuttavia, così espressa:
Allo stato, tuttavia, la controversia non pare essersi conclusa. Nuovi inceneritori sono in progettazione in varie località d'Italia.
Note
Voci correlate Comitato interministeriale dei prezzi Fonti alternative di energia Inceneritore Biomassa Gestore dei servizi elettrici
Collegamenti esterni
– Produzione tra il 2003 e il 2010, suddivisa per: anno, primi 10 produttori + altri, fonti assimilate o rinnovabili.
Categoria:Fonti energetiche rinnovabili Categoria:Sostenibilità Categoria:Politiche dell'energia