Molto popolare negli anni Sessanta e Settanta, grazie alla sua vocalità calda e suadente è considerato, insieme a Bruno Martino e Johnny Dorelli, il cantante confidenziale per antonomasia della musica leggera italiana. Tra i suoi maggiori successi discografici vi sono Frida, Doce doce, Amore fermati, Una rotonda sul mare, Spaghetti a Detroit, Balliamo, Tre settimane da raccontare, Malaga.
Dalla fine degli anni sessanta è stato inoltre tra i più ricercati autori italiani di musica da film, soprattutto nel genere della commedia all'italiana, vincendo per due volte il Nastro d'argento alla migliore colonna sonora.
Ha collaborato nel corso della sua lunga carriera con artisti internazionali, tra cui Chet Baker, Don Costa, Toquinho, Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim.
Biografia
Gli inizi Bongusto è nato a Campobasso, dove già da studente si fa notare per le sue doti musicali in vari complessi locali e nella formazione musicale del suo liceo.
I suoi modelli sono Frank Sinatra, Bing Crosby, Nat King Cole.
A metà degli anni cinquanta si trasferisce a Padova per studiare legge ed entra nell'orchestrina del Caffè Pedrocchi con altri compagni di università: un'esperienza che Bongusto ricorderà vent'anni dopo nella canzone Carissimo Maestro di Padova. Decide di abbandonare gli studi e dedicarsi a tempo pieno alla carriera musicale, facendo la gavetta come cantante e chitarrista al seguito di varie orchestre. Con l'orchestra di Vittorio Buffoli, che comprende anche un giovane Sergio Endrigo (voce e contrabbasso), va in tournée in Germania, Grecia e Libano.
Dopo un periodo di pausa, nel quale tenta di riprendere gli studi, ritorna definitivamente alla musica: nel 1959 entra nel gruppo I 4 Loris (con Loris Boresti, Luciano Bigoni e Nini Mezzet) nel ruolo di voce solista e chitarrista. I 4 Loris ottengono un contratto discografico con la Primary di Giovanni Battista Ansoldi e debuttano, nel 1959, con il 45 giri Tu sei l'orizzonte/Stringimi e baciami, cui fa seguito, nel 1961, il 45 giri Madison Italiano/Notte d'amore, reinterpretazione di Jealous Lover di Charles Williams, canzone inserita nella colonna sonora del film L'appartamento di Billy Wilder, il cui testo italiano fu curato da Misselvia.
Gli anni sessanta e il successo Ansoldi intuisce il potenziale di Bongusto come solista. Il suo esordio discografico in solitaria arriva anche grazie all'amicizia che lo lega al compagno di etichetta Ghigo Agosti, che gli scrive il brano Bella bellissima, uscito per la Primary su 45 giri nel gennaio del 1962, accompagnato, come in tutti i suoi primi singoli, dall'orchestra di Piero Soffici. Ma a riscuotere le prime attenzioni è la struggente canzone sul lato B, Doce, doce..., scritta da Bongusto stesso a 18 anni in napoletano. Altro lato B e altra raffinata canzone napoletana da lui composta da giovanissimo è la languida Frida, pubblicata quattro mesi dopo e che conferma il suo talento come cantante e autore. Si accorge di lui il maestro Gorni Kramer, che lo vuole come interprete per Amore fermati, sigla del suo show televisivo Leggerissimo (1963). Grazie anche alla ribalta televisiva il singolo arriva nel maggio 1963 al quarto posto in hit parade e fa conoscere Bongusto al grande pubblico. Nell'aprile del 1963 esce la spagnoleggiante Malaga, destinata a diventare un altro suo classico, reinterpretato trent'anni dopo dal maestro della bossa nova João Gilberto. In luglio esce il suo primo 33 giri omonimo che raccoglie i suoi primi singoli e con il quale Bongusto si conferma tra i big della canzone italiana del periodo. Sempre del 1963 è il suo primo tour in Uruguay.
Il repertorio di Bongusto miscela sapientemente swing, jazz, bossa nova, canzone napoletana e chanson d'autore, legando il tutto con lussureggianti orchestrazioni a cura dei migliori direttori d'orchestra della musica leggera del periodo, mentre la sua suadente voce da crooner canta amori romantici e appassionati, non di rado con toni nostalgici e spesso e volentieri legati al mare e all'estate. Una formula che lo impone come uno dei protagonisti indiscussi della scena dei night club degli anni sessanta e settanta.
La consacrazione per Bongusto arriva con quello che è il suo manifesto in musica: Una rotonda sul mare (1964), il suo maggiore successo e una delle canzoni-simbolo dell'Italia del boom economico. Il brano viene anche scelto da Luchino Visconti per una scena del suo film Vaghe stelle dell'Orsa. Sempre nel 1964 esce il film Matrimonio all'italiana di Vittorio De Sica, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, candidato agli Oscar al miglior film straniero; nel film Bongusto canta il tema della sigla di coda 'O cielo ce manna 'sti ccose, di cui è co-autore con Armando Trovajoli, autore della colonna sonora della pellicola. Nello stesso anno partecipa al Festival di Napoli.
A dicembre 1964 passa alla Fonit-Cetra e pochi mesi dopo partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano Aspetta domani, in coppia con Kiki Dee.
Nel settembre dello stesso anno Bongusto, insieme a Vittorio Gassman e Paola Pitagora, è in Sudamerica con lo spettacolo Solitudine. Serata di teatro, poesia e canzoni, una tournée di 22 date patrocinata dal ministero del Turismo e dello spettacolo che tocca le maggiori città dell'America Latina.
La sua seconda apparizione al Festival di Sanremo avviene nel 1967 con Gi, ma la canzone, cantata in coppia con Anna German, non si qualifica per la serata finale. Tre mesi dopo, nel maggio 1967, pubblica il singolo dal sapore rétro Spaghetti a Detroit, che diventerà presto un altro suo cavallo di battaglia. Il motivo di Spaghetti a Detroit sarà il tema portante della prima colonna sonora per il cinema firmata da Bongusto, quella per il film Il tigre di Dino Risi (1967), vincitore di due David di Donatello. In carriera Bongusto firmerà in tutto 28 colonne sonore.
In questi anni Bongusto con la sua orchestra suona nei più noti locali italiani del periodo, a cominciare dalla Bussola in Versilia, di cui diventa una delle principali attrazioni. Proprio alla Bussola il suo nome è in cartellone con Shirley Bassey in occasione del Gala di Capodanno del 1968: all'inizio della serata, tuttavia, il locale diviene teatro di un drammatico scontro tra la polizia e il Movimento Studentesco che pregiudicherà l'evento.
Curiosamente, alla grande popolarità del personaggio e delle sue canzoni non corrispondono exploit nelle classifiche di vendita: una anomalia che caratterizza tutta la sua carriera. La stessa Una rotonda sul mare non va oltre l'ottavo posto in hit parade.
I temi delle sue canzoni lo rendono una presenza fissa alla rassegna Un disco per l'estate che vince nel 1966 con Prima c'eri tu, dopo aver partecipato nel 1964 con Mare non cantare e nel 1965 con Il mare quest'estate. Sarà protagonista della stessa manifestazione anche nel 1969 con Una striscia di mare, nel 1972 con Questo nostro grande amore, scritta insieme a Franco Califano, e nel 1974 con Perdonami amore.
Gli anni settanta
Tra gli anni sessanta e settanta compare spesso nei varietà televisivi della Rai a proporre le sue canzoni, anche dal vivo con l'orchestra. Partecipa a quattro edizioni consecutive di Canzonissima, tra il 1968 e il 1971, ma entra definitivamente nell'immaginario popolare cantando il divertimento Quando mi dici così, in coppia con Minnie Minoprio, nella sigla di coda del programma Speciale per noi, andato in onda sulla rete nazionale tra gennaio e febbraio del 1971 (la voce femminile che canta nella canzone è in realtà di Giulia De Mutiis).
L'anno successivo Bongusto è ancora protagonista in televisione di un duetto con Mina, con la quale canta dal vivo un medley dei propri successi in una puntata dello show Teatro 10, con l'orchestra diretta dal maestro Gianni Ferrio. Le canzoni cantate nel medley sono, in sequenza: Quando mi dici così, Frida, Sei tu sei tu, Doce doce e Spaghetti a Detroit.
Sempre nel 1972 la Rai per la prima volta gli ritaglia un programma televisivo da protagonista e conduttore: Amabile Fred va in onda a luglio in 3 puntate sul Secondo Canale, con i testi di Giancarlo Bertelli e Giorgio Calabrese.
Negli anni settanta Bongusto consolida il suo status di cantante confidenziale e mattatore dei night club con altri successi, come Tre settimane da raccontare (1973), La mia estate con te (1976) (Albertelli - Colonnello, #12 in classifica) e soprattutto Balliamo (1977) (di Francia - Iodice - di Francia), che grazie anche all'arrangiamento del produttore americano Jimmie Haskell diverrà il suo maggiore successo del decennio. Tradotto in spagnolo come Bailemos, il brano conquisterà anche il Sud America, specie nell'interpretazione di Manolo Otero.
Bongusto tuttavia non ha frequentato solamente la scena dei night club. Nel 1971 partecipa al Palermo Pop Festival sotto le mentite spoglie di rocker americano. In quel frangente Bongusto vince le resistenze della giovane platea cantando classici blues accompagnandosi con la chitarra. Solo alla fine del suo show Bongusto rivela la sua identità, guadagnandosi gli applausi del pubblico. A ricordare l'episodio, il fumettista Stefano Disegni presente all'evento.
Prolifica la sua attività discografica nel corso del decennio, con la pubblicazione spesso di due album a cadenza annuale che propongono ora canzoni originali nel suo ormai collaudato stile di sofisticato crooner, ora interpretazioni personali di classici della canzone italiana e internazionale. Non mancano neppure gli omaggi alla sua amata canzone napoletana, con gli album Napoli alla mia maniera (1975) e Flash Back (1975), quest'ultimo in parte registrato live con la sua orchestra allo Sporting Club di Monte Carlo.
Bongusto si avventura anche nel mondo soul e rhythm and blues, pubblicando nel 1973 una cover del celebre brano di Stevie Wonder Superstition, adottando per l'occasione scherzosamente lo pseudonimo di "Fred Goodtaste", traduzione inglese del proprio nome.Il Tempo, Addio a Bongusto, voce da crooner, 8 novembre 2019
Dalla seconda metà degli anni settanta, Bongusto arricchisce e rinnova il suo repertorio con influenze funky e disco music, come testimoniano la colonna sonora di Conviene far bene l'amore (1975) e i suoi album Il giorno e la notte (1977), Professionista di notte (1978) e Lunedì (1979), realizzati, come per tutte le sue produzioni di quegli anni, con alcuni tra i più famosi arrangiatori della musica leggera dell'epoca: da Toto Torquati a Ruggero Cini, da Rodolfo Grieco al suo storico collaboratore Josè Mascolo, per arrivare a Don Costa, arrangiatore e produttore per Paul Anka e Frank Sinatra. Sul finire degli anni settanta partecipa anche a due edizioni consecutive del Festivalbar: nel 1977 con Pietra su Pietra, nel 1978 con Carissimo maestro di Padova.
Negli stessi anni Bongusto fortifica il suo rapporto con la musica brasiliana: nel suo album Fred Brasil (1979), interpreta vari classici del repertorio carioca e rivisita alcuni suoi vecchi successi in chiave samba e bossa nova. Tra i brani presenti nel disco anche Quien eres tu, versione rivisitata e tradotta in spagnolo di Ma tu chi sei, dell'amico Bruno Martino. Comincia a frequentare il Brasile nelle sue tournée per poi collaborare nel corso degli anni con Toquinho (con il quale farà dischi e tour insieme), Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim. Il suo interesse verso i maestri della bossa nova verrà ricambiato dall'interpretazione di Malaga da parte di João Gilberto nel suo disco João (1991). Lo stesso Gilberto ebbe a valutare musicalmente il brano definendolo "una composizione perfetta".
Dagli anni ottanta alla fine della carriera Negli anni ottanta Bongusto, di fronte all'arrivo di nuove mode e tendenze musicali, rimane fedele al suo stile e al suo personaggio continuando a pubblicare dischi perlopiù di slowtempo e ballate romantiche, come Come t'aggia fa (1982), Attento disc-jockey (1983) o Ammore scumbinato (1985), che riscuotono attenzione specialmente nell'ambiente dei piano-bar.