Il Signore degli Anelli: La Terza Era (The Lord of the Rings: The Third Age) è un videogioco di ruolo pubblicato nel 2004 dalla Electronic Arts per Xbox, PlayStation 2, GameCube e Game Boy Advance basato sulla famosa trilogia cinematografica di Peter Jackson tratta dal famoso romanzo di Tolkien ed è il quarto videogioco pubblicato riguardo a Il Signore degli Anelli, dopo quelli della trilogia. Il gioco segue le vicende del film, ma gli eventi degli episodi vengono visti da un gruppo di personaggi giocabili totalmente nuovi, non apparsi né nel libro, né nel film: Berethor, membro della guardia armata di Minas Tirith partito alla ricerca di Boromir; Idrial, elfa al servizio di Dama Galadriel; Elegost, un Ramingo del Nord; Hadhod, nano del clan di Fundin amico di Elegost; Morwen, contadina di Rohan la cui famiglia (originaria di Gondor) è stata sterminata dagli Orchi; Eaoden, cavaliere del Mark.
Durante il gioco si possono utilizzare occasionalmente gli eroi della Compagnia dell'Anello e non (come Gandalf, Legolas, Gimli, Aragorn e Faramir); nelle battaglie si possono utilizzare fino a tre personaggi, scoprendo le abilità di ciascuno; i combattimenti assomigliano a quelli di Final Fantasy X per certi aspetti, come il sistema di turni, la possibilità di cambiare gli eroi durante gli scontri e una barra dell'impeto che, una volta riempita, consente di utilizzare le devastanti mosse della Modalità Perfetta, tra cui la salva di frecce, il Mannaro gigante, l'attacco degli Ent e le Aquile di Manwë. È inoltre disponibile la "Modalità Malvagia", nella quale si possono impersonare personaggi cattivi quali i Nazgûl, i servitori di Saruman e il Balrog.
Trama Eregion Qui comincia l'avventura, con Berethor che giunge da Gondor, incaricato da Denethor ad andare a cercare Boromir. Arrivato a un ponte, viene attaccato da un gruppo di Nazgûl, rischiando di morire se non fosse arrivata in tempo Idrial, un'elfa servitrice della Bianca Dama Galadriel, che scaccia i cavalieri oscuri con una magia dell'Acqua. Dopo aver curato Berethor i due si incamminano per raggiungere un avamposto elfico. Lì arrivati, i due prendono dell'equipaggiamento. Usciti, dei Crebain fanno capire a Idrial che Saruman, lo stregone bianco, ha tradito tutti alleandosi con l'Oscuro Signore Sauron; i due arrivano poi ad una carovana elfica, dove salvano un'elfa da un'imboscata degli Orchetti, che li avverte che c'è stata una grande battaglia al passo del Caradhras. Arrivati sui sentieri innevati della montagna, Berethor e Idrial conoscono Elegost, uno dei Dunedain, e insieme a lui sgominano i branchi di warg che infestavano la montagna. Riescono a raggiungere il luogo dove la Compagnia dell'Anello si era accampata, vicino ad un avamposto, infestato dagli Orchi. Ripulito il luogo dai nemici, Elegost racconta il motivo della sua presenza sul Caradhras: lui e Hadhod, un suo compagno Nano, vennero assaliti dagli Orchetti, e poi un fulmine (lo stesso usato da Saruman per ostacolare il viaggio della Compagnia) ha causato una valanga che trascinò con sé Hadhod; prima di cadere, però, il Nano diede a Elegost una mappa di Moria di Elrond di Gran Burrone, ma uno degli Orchetti sopravvissuti gliela strappò via. Il trio decide di inseguire il ladro, e lo trovano in uno degli altari elfici che gli Orchetti hanno occupato. Trovata la strada per Moria, Elegost vede le impronte di Hadhod, e infatti lo ritrovano, ma il Nano non è solo: sta combattendo contro un Troll di caverna. Uccisa la bestia, il gruppo arriva al Mirolago dove si trova l'entrata di Moria. Lì vedono un gruppo di Orchetti ucciso da alcuni Elfi, ma proprio in quel momento emerge l'Osservatore nell'acqua, la creatura abitante del lago. Il gruppo riesce a resistere per qualche tempo contro la bestia acquatica e, all'ultimo momento, fanno scagliare i suoi tentacoli contro le pietre che sbarravano l'accesso a Moria.
Moria Occidentale L'avventura si sposta quindi a Moria, l'antico reame dimenticato dei Nani. Qui il gruppo fronteggia e sconfigge per sempre l'Osservatore nell'acqua, per poi avventurarsi nelle oscure miniere di Moria, fronteggiando i Goblin e i Warg albini che da tempo immemore hanno preso residenza lì: l'obiettivo è quello di raggiungere il ponte di Khazad-dûm, unica uscita dalle miniere, nella parte orientale attraverso uno dei tanti pozzi minerari, del quale trovano la mappa su uno dei capi Goblin. Tra un Goblin e l'altro, Berethor e compagni rendono omaggio alle tombe dei Nani caduti in difesa della loro casa, alla magnificenza delle città imponenti e delle miniere di mithril che sono sparse nella montagna. Scesi nel pozzo, proprio vicino a loro precipita lo scheletro fatto cadere da Pipino e sentono la voce di Gandalf che lo rimprovera: si accorgono, quindi, che la Compagnia dell'Anello è proprio sopra di loro. Nello scheletro, Idrial trova una chiave e Hadhod pensa che sia quella che potrebbe aprire il Libro dei Segreti di Moria. Ma proprio in quel momento vedono salire dall'enorme pozzo il Flagello di Durin, uno dei Balrog di Morgoth, un tempo Maiar che però vennero corrotti da Morgoth in potenti creature dell'ombra. Il Balrog distrugge l'unica strada che permette al gruppo di seguirlo, così devono ritrovarlo prendendo un'altra strada. Arrivati nella sala del trono di Moria, il gruppo uccide un capitano Goblin e trova il Libro dei Segreti. Idrial, benché sappia leggerlo, non riesce a capire dove è situata la porta verso Nanosterro, e Hadhod le rivela che la mappa per raggiungerla è nascosta proprio dietro il trono. Arrivati davanti alla porta, Idrial pronuncia le parole e il gruppo prosegue nel più grande reame dei Nani. Arrivano alla Sala dei registri, il luogo dove la Compagnia dell'Anello è stata attaccata dai Goblin e dal Troll di caverna. L'ultimo dei Goblin sopravvissuti li fronteggia ma, proprio in quel momento, il Flagello di Durin irrompe nella sala dove incenerisce il Goblin, e per poco anche la piccola compagnia. Ritrovato finalmente il Balrog, il gruppo lo segue per trovare la Compagnia dell'Anello.
Moria Orientale Dato che il Balrog li ha superati, il gruppo è attaccato da una moltitudine di Goblin e dal primo dei nove troll di Mordor: queste creature vennero mandate da Sauron a Moria, e quando Balin venne per riconquistare le miniere, insieme ai figli di Hadhod, venne ucciso da loro, mentre i figli da uno dei Troll, il quale è deciso a uccidere anche Hadhod per portare a termine il suo compito. La piccola compagnia si fa avanti contro i Goblin e i Troll, arrivando anche ad uccidere lo sciamano Goblin, che offriva sacrifici in onore del Balrog, e il Tamburino goblin, che richiamava in continuazione nuovi rinforzi. Superato un immenso mausoleo, in cui vi sono sepolti i signori di Moria, il gruppo giunge finalmente al ponte di Khazad-dûm, proprio mentre Gandalf fronteggia il Flagello di Durin. Il gruppo, però è interrotto dagli ultimi due Troll, ma Hadhod li sconfigge vendicando la sua famiglia. A questo punto, Berethor e i suoi compagni aiutano lo stregone contro il Balrog che, dopo un lungo combattimento, lo fa precipitare nell'abisso sotto il ponte, ma anche Gandalf, preso dalla frusta infuocata del suo avversario, cade.
Gole dell'Estemnet Usciti finalmente da Moria, Berethor e i suoi compagni arrivano a Lothlórien, guidati dallo spirito di Gandalf, dove vengono accolti da Dama Galadriel, la regina alla quale Idrial è devota. Durante la loro permanenza a Lórien, Berethor scopre che Boromir è morto e quindi è libero dalla sua missione affidatagli da Denethor, motivo per cui Gandalf gli intima di unirsi alla loro causa per contrastare Saruman e Sauron. Il gruppo raggiunge le Gole dell'Estemnet, dove Elegost trova delle tracce di un gruppo di Uruk-hai passato di lì da poco, che sarebbero la retroguardia di quelli che hanno catturato Merry e Pipino. Lì incontrano Aranel, il capo del gruppo di Elfi che li stava seguendo fino al cancello di Moria, mandati apposta da Idrial per proteggerli ulteriormente. Aranel li informa che il suo gruppo è rimasto coinvolto in un'imboscata degli Uruk-hai, e che si è diviso, perciò la compagnia, aiutata dall'Elfo, comincia a rintracciare i dispersi. Usciti da una grotta in cui dimora un vecchio e gigantesco Warg, al gruppo appare Gandalf, diventato lo stregone bianco, il quale li informa di dirigersi a Rohan, la terra dei signori dei cavalli, per aiutarlo a radunare tutti i Rohirrim di Éomer, nipote di Théoden, il re di Rohan, e guidarli al Fosso di Helm per la battaglia che avverrà lì. Sgominati tutti gli Uruk-hai, il gruppo ne individua gli ultimi membri che tengono in ostaggio un soldato di Rohan. Dopo averlo salvato, il gruppo si separa da Aranel e dai suoi Elfi per dirigersi a Rohan.
Rohan, dimora dei signori dei cavalli Arrivati ai margini della Foresta di Fangorn, Berethor e i suoi compagni, insieme al soldato di Rohan, incontrano proprio Éomer, e lo informano della loro missione affidatagli da Gandalf. Éomer accetta, ma, come ad Aragorn, Legolas, e Gimli, li avverte di non contare sulla speranza in queste terre. Infatti, Rohan viene assaltata da orde di Orchetti e Uruk-hai di Isengard e dagli uomini selvaggi di Dunland, ora alleati di Saruman. In uno dei villaggi assediati salvano dagli Orchetti Morwen, una guerriera di Rohan ma originaria di Gondor in cerca della sua famiglia, e per questo decide di unirsi al gruppo. Una volta radunati tutti i cavalieri di Éomer di quelle parti, il gruppo attraversa il ponte che conduce alla cittadina di Acquaneve. Morwen capisce che la sua famiglia non era diretta a Edoràs ma era fuggita sui sentieri dei Monti Bianchi. Arrivati ad Acquaneve la trovano devastata; uno dei popolani sopravvissuti li informa che è stato Grima Vermilinguo, l'ex consigliere di Théoden, alleato di Saruman, a permettere agli invasori di conquistarla. Azionate le porte per arrivare alla sala reale, il gruppo si scontra con Grima e due capitani Uruk; alla fine, Grima, con uno stratagemma, riesce a fuggire; Morwen ha intenzione di ucciderlo per vendicare tutti gli abitanti della città, ma Berethor la ferma, dato che ormai Grima non può più fare niente. Usciti da Acquaneve, Morwen trova il ciondolo di sua madre davanti ad una galleria dei Warg, ma fortunatamente non si trovano lì dentro. Usciti fuori incontrano Eaoden, un cavaliere di Rohan, che si offre di accompagnarli al Fosso di Helm, e si unisce al gruppo. Più avanti trovano i corpi di un uomo e di una donna, e purtroppo Morwen li riconosce come suo padre e sua madre; e in quel momento entra in scena il capitano dei cavalieri Warg Sharkû, il vero assassino della coppia. Messo alle strette, Sharkû si ritira per attaccare la carovana guidata da re Théoden verso il Fosso di Helm.
Fosso di Helm Giunti finalmente al fosso di Helm, il gruppo si prepara per la battaglia che verrà al calar della notte. Durante questa pausa, incontrano Aragorn, Legolas e Gimli, e anche re Théoden, i quali spiegano le misure da prendere per vincere la battaglia.