LAfghanistan, anche Afganistan (AFI: ; pronuncia tradizionale ), ufficialmente Emirato islamico dell'Afghanistan secondo le autorità de facto al potere dal 2021, è uno Stato senza sbocco al mare dell'Asia, situato tra l'Asia centrale e l'Asia meridionale. Ha una superficie di e una popolazione stimata dalla Banca Mondiale in circa 43,8 milioni di abitanti nel 2025. La capitale e maggiore città è Kabul.
Confina a ovest con l'Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan e, per un breve tratto all'estremità del corridoio del Wakhan, con la Cina. Il territorio è prevalentemente montuoso ed è dominato dalla catena dell'Hindu Kush, che attraversa gran parte del Paese e separa le pianure settentrionali dai bacini e dagli altopiani centrali e meridionali. La popolazione è composta da numerosi gruppi etnici, tra i quali Pashtun, Tagiki, Hazara e Uzbeki. Le due principali lingue del Paese sono il dari e il pashtu.
L'Afghanistan moderno ottenne la piena indipendenza dal Regno Unito nel 1919, al termine della terza guerra anglo-afghana. Nel corso del XX e dell'inizio del XXI secolo il Paese attraversò numerosi mutamenti istituzionali e lunghi periodi di guerra: alla monarchia, abolita nel 1973, seguirono la repubblica, il regime comunista instaurato dopo la rivoluzione di Saur del 1978, l'Afghanistan socialista sostenuto dall'Unione Sovietica, la guerra civile, il primo Emirato islamico dei talebani e, dopo l'intervento militare internazionale del 2001, la Repubblica Islamica dell'Afghanistan.
In seguito al ritiro delle forze internazionali e alla rapida offensiva talebana del 2021, il 15 agosto i talebani conquistarono Kabul, determinando il collasso delle istituzioni della Repubblica islamica. Il 19 agosto il movimento annunciò la restaurazione dell'Emirato islamico dell'Afghanistan. Da allora i talebani esercitano il controllo de facto sulla quasi totalità del territorio e delle istituzioni statali, sotto la guida suprema di Hibatullah Akhundzada.
La posizione internazionale del nuovo regime rimane peculiare. Le Nazioni Unite continuano a utilizzare la denominazione «Repubblica Islamica dell'Afghanistan» nella propria nomenclatura ufficiale e la rappresentanza afghana presso l'organizzazione non è stata trasferita alle autorità talebane. Il 3 luglio 2025 la Russia è diventata il primo Stato a riconoscere formalmente il governo talebano, accettando le credenziali dell'ambasciatore nominato dall'Emirato. Altri Stati intrattengono rapporti diplomatici o hanno accreditato rappresentanti delle autorità talebane senza procedere a un riconoscimento formale del governo.
L'ordinamento instaurato dai talebani è caratterizzato da una forte concentrazione del potere nelle istituzioni religiose e nella figura della guida suprema e dall'applicazione della loro interpretazione della sharia. Dalla riconquista del potere le autorità hanno introdotto severe restrizioni ai diritti e alle libertà, con particolare riguardo alle donne e alle ragazze, limitandone fortemente l'accesso all'istruzione, al lavoro e alla vita pubblica.
L'Afghanistan figura tra i Paesi con il più basso livello di sviluppo umano: nel 2023 il suo Indice di sviluppo umano era pari a 0,496, corrispondente al 181º posto su 193 Stati e territori classificati dall'UNDP. Dopo la forte contrazione economica seguita al ritorno al potere dei talebani, l'economia è tornata a registrare una crescita reale, ma rimane caratterizzata da bassi livelli di reddito, limitati investimenti, fragilità del sistema bancario, riduzione degli aiuti internazionali e forte pressione demografica.
Geografia
L'Afghanistan è uno Stato senza sbocco al mare situato nell'Asia centro-meridionale. Per la sua posizione fra diverse regioni del continente, il territorio afghano è stato descritto come un «crocevia dell'Asia».
Con una superficie terrestre di oltre km², il paese confina a est e a sud con il Pakistan, lungo la linea Durand, a nord-est con il Tagikistan, a ovest con l'Iran, a nord-ovest con il Turkmenistan, a nord con l'Uzbekistan e all'estremità nord-orientale con la Cina. L'India rivendica inoltre un confine con l'Afghanistan attraverso la regione del Kashmir amministrata dal Pakistan.
Procedendo in senso orario da sud-ovest, il territorio afghano confina con le province iraniane del Sistan e Baluchistan, del Khorasan Meridionale e del Razavi Khorasan; con le regioni turkmene di Ahal, Mary e Lebap; con la Regione di Surxondaryo in Uzbekistan; con la Regione di Chatlon e la Regione Autonoma di Gorno-Badachšan in Tagikistan; con la Regione autonoma uigura dello Xinjiang in Cina; e con il Gilgit-Baltistan, il Khyber Pakhtunkhwa e il Belucistan in Pakistan.
Morfologia
Il territorio afghano presenta una morfologia molto varia, prevalentemente montuosa e accidentata, caratterizzata da catene montuose, altopiani e bacini fluviali. L'elemento dominante è la catena dell'Hindu Kush, che attraversa il paese e si collega verso nord-est ai sistemi montuosi del Pamir e del Karakorum. Le maggiori elevazioni si concentrano nella parte orientale e nord-orientale del paese, dove si trovano anche numerose vallate montane.
Verso le regioni centro-occidentali i rilievi dell'Hindu Kush lasciano progressivamente spazio alle pianure settentrionali del Turkestan afghano e, a sud-ovest, al bacino del Sistan. Le prime sono caratterizzate da praterie ondulate e ambienti semidesertici, mentre nel Sistan prevalgono territori aridi e desertici, soggetti a venti intensi.
Le principali aree forestali si trovano nella fascia orientale compresa fra le province del Nurestan e della Paktika, mentre nelle zone più elevate del nord-est sono presenti ambienti di tundra. La cima più alta del paese è il Noshaq, che raggiunge i m sul livello del mare; il punto più basso si trova invece nella Provincia di Jowzjan, lungo l'Amu Darya, a circa 258 m sul livello del mare.
Idrografia Nonostante la presenza di numerosi corsi d'acqua e bacini artificiali, vaste porzioni dell'Afghanistan sono caratterizzate da condizioni di forte aridità. Il bacino del Sistan, di tipo endoreico, costituisce una delle regioni più aride del mondo.
L'Amu Darya nasce nella regione settentrionale dell'Hindu Kush, mentre l'Hari Rud scorre verso occidente in direzione di Herat. L'Arghandab nasce nelle regioni centrali e scorre verso sud. A sud e a est dell'Hindu Kush si sviluppano inoltre diversi corsi d'acqua appartenenti al bacino dell'Indo, fra i quali il sistema dell'Helmand. Il Kabul scorre invece verso est, confluisce nell'Indo e appartiene quindi al bacino idrografico dell'Oceano Indiano.
Durante l'inverno le catene dell'Hindu Kush e del Pamir ricevono abbondanti precipitazioni nevose; lo scioglimento primaverile della neve alimenta fiumi, laghi e corsi d'acqua. Una parte considerevole delle risorse idriche superficiali attraversa tuttavia i confini nazionali dirigendosi verso Iran, Pakistan e Turkmenistan. Nel 2010 si stimava che fossero necessari oltre due miliardi di dollari per riabilitare i sistemi di irrigazione e migliorare la gestione delle risorse idriche del paese.
Foreste Nel 2020 la superficie forestale dell'Afghanistan era stimata in circa ettari, corrispondenti a circa il 2% della superficie terrestre complessiva del paese; secondo i dati della FAO, tale estensione risultava sostanzialmente invariata rispetto al 1990. Per il 2015 la FAO indicava inoltre la totalità della superficie forestale censita come appartenente al settore pubblico.
Geologia e sismicità La parte nord-orientale dell'Hindu Kush, in particolare nell'area della provincia del Badakhshan, appartiene a una zona geologicamente attiva nella quale i terremoti sono frequenti. I fenomeni sismici possono provocare frane e, durante l'inverno, contribuire al verificarsi di valanghe.
Nel giugno 2022 un terremoto di magnitudo 5,9 colpì la regione prossima al confine con il Pakistan, causando almeno vittime. Il 7 ottobre 2023 un terremoto di magnitudo 6,3 colpì invece l'area a nord-ovest di Herat, provocando oltre morti.
Clima
Il clima dell'Afghanistan è prevalentemente continentale, con marcate escursioni termiche stagionali. Gli inverni sono particolarmente rigidi sugli altopiani centrali dell'Hazarajat, nelle regioni montuose nord-orientali e nel Corridoio del Wakhan, dove la temperatura media di gennaio scende sotto i −15 °C e può raggiungere i −26 °C. Le estati sono invece molto calde nelle aree depresse del bacino del Sistan, nel bacino di Jalalabad e nelle pianure del Turkestan lungo l'Amu Darya; in queste regioni le temperature medie di luglio superano i 35 °C e possono oltrepassare i 43 °C.
Il paese è generalmente arido durante l'estate e la maggior parte delle precipitazioni si concentra fra dicembre e aprile. Le regioni pianeggianti settentrionali e occidentali sono le più asciutte, mentre le precipitazioni sono più frequenti nelle aree orientali. Nonostante la relativa vicinanza al subcontinente indiano, gran parte dell'Afghanistan rimane al di fuori dell'area direttamente interessata dai monsoni; un'eccezione è costituita dal Nurestan, che può ricevere precipitazioni monsoniche durante l'estate.
Cambiamento climatico Pur contribuendo in misura ridotta alle emissioni globali di gas serra, l'Afghanistan figura fra i paesi maggiormente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico e con minore capacità di adattamento. Fra gli effetti osservati vi sono l'aumento della frequenza e dell'intensità delle siccità. Secondo l'OCHA, condizioni di grave siccità hanno interessato 25 delle 34 province del paese, coinvolgendo oltre metà della popolazione.
Le siccità favoriscono i processi di desertificazione e incidono sulla sicurezza alimentare e sulla disponibilità delle risorse idriche. L'alternarsi di periodi siccitosi e precipitazioni molto intense aumenta inoltre il rischio di alluvioni e frane.
L'aumento delle temperature interessa anche i ghiacciai: tra il 1990 e il 2015 l'Afghanistan avrebbe perso quasi il 14% della propria copertura glaciale, fenomeno che accresce il rischio di improvvise inondazioni provocate dallo svuotamento dei laghi glaciali. Le conseguenze ambientali si riflettono anche sugli spostamenti della popolazione; alcune stime prospettano che entro il 2050 gli effetti del cambiamento climatico potrebbero determinare altri cinque milioni di sfollati interni.
Biodiversità
La varietà morfologica e climatica del territorio afghano determina la presenza di differenti ambienti naturali. Nelle regioni di tundra alpina ad alta quota vivono il leopardo delle nevi e l'orso bruno, mentre l'argali di Marco Polo è presente nel Corridoio del Wakhan. Nelle regioni forestali montane orientali si trovano, fra gli altri, volpi, lupi, lontre, cervidi, ovini selvatici e linci. Le pianure semidesertiche settentrionali ospitano diverse specie di uccelli, ricci e altri piccoli mammiferi, oltre a carnivori come lo sciacallo dorato e la iena striata.
Nelle steppe meridionali e occidentali sono presenti gazzelle, cinghiali e sciacalli; nelle regioni semidesertiche meridionali sono segnalati anche manguste e ghepardi. Le aree di alta montagna ospitano inoltre marmotte e stambecchi, mentre diverse specie di fagiani sono presenti in alcune regioni del paese.
Tra le specie endemiche indicate per l'Afghanistan figurano lo scoiattolo volante afghano, il fringuello delle nevi afghano, specie del genere Paradactylodon, Stigmella kasyi, Vulcaniella kabulensis e il geco leopardo afghano. Tra le piante endemiche è presente Iris afghanica. Nonostante il clima prevalentemente arido, nel paese sono state censite circa 460 specie di uccelli, delle quali circa 235 nidificanti.