Benché di talento musicale precoce, Čajkovskij studiò giurisprudenza. Nella Russia dell'epoca, l'istruzione musicale non era regolamentata e le opportunità di studiare musica accademicamente erano limitate. Al sorgere per lui di tali opportunità, abbandonò la carriera di avvocato ed entrò nel neonato Conservatorio di San Pietroburgo. Compiuti gli studi, forgiò un proprio stile musicale russo, consolidando l'uso di convenzioni compositive della musica classica accanto alla musica tradizionale russa, raggiungendo così notorietà internazionale, benché non sempre ben ricevuto dalla critica russa.
Nonostante il successo popolare, la sua vita fu costellata di eventi che lo condussero a periodi di depressione, e a una visione fatalista dell'esistenza: in gioventù la morte della madre, il naufragio di molte relazioni interpersonali poi e l'inaccettabilità, per la società dell'epoca"L'omosessualità in Russia, era considerata «bestialità» e punita dall'articolo 995 del Codice penale con pene che andavano dall'esilio in Siberia, alla prigione e all'interdizione dal soggiornare nelle città della Russia europea", (), della sua omosessualità, contribuirono a questa condizione. La morte è ufficialmente attribuita al colera, ma le sue circostanze sono dibattute; è stato anche ipotizzato il suicidio, per contagio volontario con la malattia o mediante altra forma di avvelenamento.
Biografia
L'infanzia e la giovinezza
Considerato oggi come uno dei più grandi musicisti russi«Čajkovskij, negli ultimi anni di vita, sarebbe stato celebrato ovunque come il più grande compositore vivente russo-anzi, dopo Tolstoj, come il più grande tra i russi viventi.» () e fra i più significativi nella storia della musica (oltre che eseguiti), Čajkovskij nacque nel villaggio di Votkinsk, contea di Sarapul, nel governatorato di Vjatka dell'allora Impero russo, (oggi città di Votkinsk, in Udmurtia), da un ingegnere minerario di origini ucraine e dalla sua seconda moglie, Aleksandra Andreevna d'Assier, una donna di nobili origini francesi e russe, nata a San Pietroburgo nel 1812. Le ascendenze complessive del futuro musicista mescolavano anche sangue polacco, cosacco e tedesco.: 1840-1865. Era il terzo di sette figli della coppia: Ekaterina, primogenita, nata nel 1836 ma morta nei primi anni di vita; Nikolaj, 1838 e – dopo il musicista – l'amatissima da lui sorella Aleksandra, 1842, quindi Ippolit, 1843 ed infine i due gemelli, Modest (suo futuro primo biografo) e Anatolij, 1850. La sorella Zinaida, 1829, era nata da un primo matrimonio del padre del musicista che si sposò tre volte nel corso della propria vita. Questa sorella ebbe un ruolo "negativo" nella fanciullezza di Čajkovskij, secondo diverse biografie tra cui quelle di Nina Nikolaevna Berberova. e Hofmann. Il legame coi fratelli fu sempre molto intenso, specie con Aleksandra e Modest in particolare: quest'ultimo può essere considerato il vero confidente assoluto di tutta una vita. Il musicologo Alexander Poznansky sul sito accademico "Tchaikovsky Research" ha dettagliatamente illustrato la sua singolare figura, le sue caratteristiche proprie e non solo quelle legate al più celebre fratello maggiore (vedi link alla prossima nota).Il legame e peso affettivo tra Modest e il compositore sono stati ben espressi ad esempio dalla biografa Nina Berberova che per tutto il suo libro "Il ragazzo di vetro" (vedi "Bibliografia") parla di due vite parallele, con il fratello minore costante emulatore del maggiore in ogni aspetto intimo e pubblico, vizi e virtù inclusi.
Iniziò a prendere lezioni di pianoforte all'età di cinque anni (dopo un primo intervento materno), da una serva liberata, Mar'ja Markovna Pal'čikova. Fu in questo periodo che la forte inclinazione e sensibilità musicale si manifestò, tanto da preoccupare l'istitutrice Fanny Dürbach come lei stessa raccontò poi al fratello Modest.Dopo una giornata musicale il piccolo, la sera tarda, nel proprio letto piangeva nervosamente battendosi la testa: «Oh… la musica, la musica… Falla smettere! È qui, è qui. Non mi dà pace». () Alta sensibilità per la musica sì, ma anche in generale affettiva contrassegnarono l'infanzia di Pëtr delineando una personalità emotiva con punte di morbosità che tutta la bibliografia ha sottolineato: i rimproveri dell'istitutrice lo feriscono, la morte di un compagno di famiglia a cui ha trasmesso involontariamente la scarlattina lo fa sentire colpevole e se ne dispera all'eccesso. Del resto quando Pëtr a dieci anni era stato separato dalla famiglia a seguito della sua iscrizione alle scuole preparatorie a San Pietroburgo, la partenza della madre che faceva ritorno - dopo averlo accompagnato - alla dimora familiare, scatenò la sua disperazione nel momento in cui la carrozza s'allontanava ed il ragazzo urlando inseguiva in lacrime il veicolo... Gli studi musicali eran proseguiti nel 1848 con il pianista Filippov.
Nel 1850 assistette con la madre per la prima volta ad un'opera lirica: Una vita per lo Zar di Michail Ivanovič Glinka. Quest'opera e il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart costituiranno sempre una pietra di paragone per il compositore.
Lo stesso anno, superò l'esame per l'ammissione alla Scuola imperiale di giurisprudenza di San Pietroburgo che frequenta per i successivi nove anni, un destino, quello di burocrate, notevolmente diffuso nel ceto al quale Čajkovskij apparteneva (anche i suoi due fratelli gemelli compirono eguali studi).Nella Scuola di Giurisprudenza strinse amicizie che si prolungarono per tutta l'esistenza, scoprendo anche debolezze umane quali quella per il fumo ed il bere"...scoprì il piacere di vizi più o meno innocenti: il fumo e il bere, che in collegio erano largamente praticati anche se formalmente proibiti e severamente puniti...". (fu sempre un accanito fumatore ed amante dell'alcool, inclinazione, quest'ultima, anche di suo padre)..
In questo ambiente si realizzarono per Čajkovskij anche le prime esperienze omosessuali; la questione dell'omosessualità del musicista è stata ed è tuttora ampiamente trattata.http://en.tchaikovsky-research.net/pages/Tchaikovsky:_A_Life, introduzione e capitoli III e IV: 1877, 1877-1886, in "Tchaikovsky Research".Utili pure le discussioni ed approfondimenti (con interventi di uno dei massimi biografi sul musicista, Alexander Poznansky) nel Forum del "Tchaikovsky Research".
Una conoscenza speciale avvenne con il futuro poeta Aleksej Nikolaevič Apuchtin che ebbe su di lui un forte influsso personale come è raccontato, per esempio, dalla Berberova nel suo libro. Molte di queste amicizie, indipendentemente dalla componente amorosa, furono importanti per Čajkovskij e in esse trovò sostegno e riferimento.
Durante gli anni alla Scuola di Giurisprudenza Pëtr Il'ič, ebbe ampio modo di frequentare tanto il teatro d'opera e di prosa quanto il balletto, con le sue celebrate stelle, cosa che gli sarebbe diventata in futuro utile. Nella Scuola stessa prese lezioni di canto corale (possedeva una bella voce di soprano ossia voce bianca) e ricominciò lo studio del pianoforte con il famoso costruttore di strumenti Becker.
A sedici anni ascoltò per la prima volta il Don Giovanni di Mozart: fu un colpo di fulmine, un'assoluta rivelazione del proprio destino per la musica: «A Mozart sono debitore della mia vita dedicata alla musica». Scrive anche in uno stesso articolo critico-musicale: E sul Requiem del salisburghese non aveva dubbi:
Altri studi pianistici seguiranno alla conclusione della frequenza della Scuola di Giurisprudenza, 1859 e al conseguente impiego al Ministero della Giustizia (due cose alle quali Čajkovskij dava scarsa rilevanza, sebbene fosse uscito dalla Scuola come uno dei migliori del proprio anno): essi saranno appresi per tre anni (siamo nel 1855) attraverso un celebre maestro dell'epoca, Rudol'f Vasil'evič Kjundinger (1832-1913)Il didatta venne interrogato dal padre del musicista dopo qualche mese dice nella propria biografia. "Ha orecchio, memoria, buone mani... Come musicista però è senza avvenire, risultando privo di quella vocazione al genio, che un compositore oggi proprio deve avere". In seguito Kjundinger, precisa nel saggio proprio, dovette ammettere "a mio disdoro" di non aver saputo cogliere a suo tempo la stoffa del musicista in quel giovane.
Quel tempo (ultimo anno della Scuola di Giurisprudenza) fu per Čajkovskij ricco ed appagante sotto l'aspetto di vita di società, ove riscuoteva non marginali successi.., anche nel campo femminile, riuscendo simpatico a tutti («un giovanotto proprio per bene», scrive la Berberova).
Tuttavia, nel giugno del 1854, la sua adorata madre morì a seguito di un'epidemia di colera e anche il padre, il giorno dopo il funerale, ebbe un malore, riuscendo a scampare alla morte. Lo stesso musicista scriverà nel 1878: «È stata la mia prima esperienza di profondo dolore. La sua morte ha avuto un'influenza enorme su ciò che poi è stato di me e della mia intera famiglia [...] Ogni momento di quel giorno spaventoso è vivido in me come fosse ieri».... Accettando la versione ufficiale della morte (vedi oltre nella pagine e alla voce Morte di Pëtr Il'ič Čajkovskij), risulta singolare che il compositore russo abbia concluso la propria esistenza a causa dello stesso male, per quanto a quel tempo il colera fosse comune in Russia.
Lo stesso anno, 1854, vede la prima composizione che il musicista considerasse degna di essere conservata: Anastasie-Valse, dedicata alla governante Anastasija Petrovna (pubblicata nel 1913). Una canzoncina infantile era stata "composta" a orecchio La nostra mamma a Pietroburgo già nel 1844. e sempre in anni vicini al 1854 fantastica più che altro su un'opera teatrale..
Le prime composizioni Čajkovskij fu per tutta la vita un viaggiatore instancabile (visitò circa 150 luoghi). Nel 1861 compie il primo viaggio estivo all'estero visitando Germania, Belgio, Parigi e Londra, frequentando opere e concerti.Gli studi musicali post-diploma proseguiranno mentre era in forza al Ministero della Giustizia (dove lavorò con una certa trascuratezza per tre anni, cosa che gli permetteva del resto di far vita mondana, come ricorda il fratello Modest), ma successivamente al ritorno dal suddetto viaggio, pur riprendendo il lavoro al Ministero si dedicherà maggiormente alla musica, tralasciando i diversivi.
Anteriormente al 1859 in Russia non solo non esistevano scuole ufficiali per l'insegnamento musicale, ma anche lo "status" di musicista era negato. Un giovane dell'aristocrazia doveva frequentare l'opera, conoscere la musica e forse saper suonare e addirittura comporre qualche cosa, ma un gentiluomo che abbracciasse la musica come professione era una cosa da non prendersi nemmeno in considerazione. La maggior parte degli artisti e della musica eseguita era straniera. Gli italiani vi imperavano pur esistendo del resto una tradizione musicale, seppur più propriamente popolare e religiosa.Robert C. Ridenour, La Russia di Musorgskij, in "Convegno Internazionale Musorgskij", Teatro alla Scala, Milano, 1981, pp. 1-8 e Valeria Esposito, Compositori italiani in Russia nel XVIII secolo, in "Rassegna sovietica", Roma 2-1985, pp. 180-188.