La Sicilia (AFI: ; Sicilia in sicilianoScritto anche Sixilia; in lingua siciliana antica è attestata inoltre la forma Sichilia. È altresì pronunciato Səcəlia in galloitalico di Sicilia, Siçillja in albanese arcaico, e Σικελία in neogreco), ufficialmente denominata Regione Siciliana, è una regione italiana a statuto speciale di abitanti, con capoluogo Palermo.

Il territorio della regione è costituito quasi interamente dall'omonima isola, la più grande delle isole italiane e del Mediterraneo, con la parte rimanente che è costituita dagli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie, nonché dalle isole di Ustica e Pantelleria. È la regione più estesa d'Italia e la quinta per popolazione (dopo Lombardia, Lazio, Campania e Veneto).

Dal 1130 al 1816, per ben 686 anni, l'isola fu un'entità statale, il Regno di Sicilia. La Sicilia fu unita al Regno d'Italia nel 1860 con un plebiscito, in seguito alla spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi durante il Risorgimento. A partire dal 1946 la Sicilia è divenuta regione autonoma e dal 1947 ha nuovamente un proprio parlamento, l'Assemblea regionale siciliana o ARS, istituita ancor prima della nascita della Repubblica Italiana.

Geografia fisica

La regione si compone sostanzialmente dell'Isola di Sicilia, la più grande isola del mar Mediterraneo, e di varie altre isole e arcipelaghi.

Capo Peloro rappresenta l'estremità orientale dell'isola e dell'intera regione; le isole di Strombolicchio, Pantelleria e Lampedusa, invece, rappresentano rispettivamente le estremità settentrionale, occidentale e meridionale.

Sono collegate all'arcipelago siciliano, da un punto di vista prettamente geografico, anche le isole Calipsee, formanti la Repubblica di Malta; al contrario, due delle Pelagie (Lampedusa e Lampione) rappresentano un territorio periferico della Repubblica Italiana, trovandosi, geograficamente, nel continente africano.

Morfologia

La Sicilia è una regione prevalentemente collinare (per il 61,4% del territorio), mentre per il 24,5% è montuosa e per il restante 14,1% è pianeggiante; la pianura più estesa è la Piana di Catania. Il rilievo è vario e, mentre nella Sicilia orientale si può riconoscere nell'Appennino siculo l'ideale continuazione dell'Appennino calabro, la Sicilia centrale e occidentale ospita massicci isolati. Si trova nelle Madonie la seconda vetta più alta dell'isola dopo l'Etna (3.357 metri): il Pizzo Carbonara (1.979 metri).

Gruppi montuosi della Sicilia Madonie (cima più elevata: Pizzo Carbonara, 1.979 m) Monti Nebrodi (cima più elevata: Monte Soro, 1.847 m) Monti Sicani (cime più elevate: Rocca Busambra e Monte Cammarata, 1.613 m e 1.578 m) Monti Peloritani (cima più elevata: Montagna Grande, 1.374 m) Monti di Piana degli Albanesi (cima più elevata: Monte Pizzuta, 1.333 m) Monti di Sciara, Caccamo e Termini Imerese (cima più elevata: Monte San Calogero, 1.326 m) Monti Erei (cima più elevata: Monte Altesina, 1.192 m) Monti di Palermo (cime più elevate: Monte Gibilmesi e Monte Cuccio, 1.156 m e 1.050 m) Monti di Trapani (cime più elevate: Monte Sparagio e Monte Inici, 1.110 m e 1.065 m) Monti Iblei (cima più elevata: Monte Lauro, 987 m)

Vulcani

Tanto l'isola principale quanto le isole circostanti sono interessate da un'intensa attività vulcanica. I vulcani più importanti sono l'Etna, lo Stromboli e Vulcano. Essi hanno la singolarità di appartenere a tre tipologie differenti: eruzioni di lave basaltiche intervallate a periodi di calma il primo; eruzioni continue, e fontane di lava, il secondo, le cui caratteristiche sono state prese come modello tipologico dagli scienziati del settore, che hanno coniato il termine "tipo stromboliano" per designare le attività similari dei vulcani terrestri; infine di tipo esplosivo o "pliniano" il terzo, caratterizzato da lunghi periodi di apparente calma ed eruzioni violente.

Infine si ricorda l'attività eruttiva che nel XIX secolo, nella zona del canale di Sicilia denominata banco di Graham, ha portato alla nascita dell'effimera isola Ferdinandea.

Isole minori

La Sicilia è una regione totalmente insulare: è costituita, oltre che dall'isola principale, da un insieme di arcipelaghi e di isole minori che formano circa l'1,11% di tutta la superficie regionale (circa 285,4 km² su totali). Compresa l'isola di Sicilia, vi sono 19 isole abitate ( abitanti nelle sole isole minori).

I principali gruppi di isole del grande arcipelago della Sicilia sono le Eolie, le Egadi e le Pelagie; le isole dello Stagnone e le isole Ciclopi, invece, costituiscono due piccoli arcipelaghi rispettivamente a ovest e a est dell'isola siciliana, di fronte alle coste di Marsala, nel trapanese, e di Aci Trezza, nel catanese. Completano la serie le due isole disabitate di Vendicari e Portopalo a sud di Siracusa.

Ustica e Pantelleria, nel mar Tirreno e nel Canale di Sicilia, formano due distinti comuni della città metropolitana di Palermo e del libero consorzio comunale di Trapani. I centri storici di Siracusa e Augusta, nel siracusano, sono situati su due isole collegate alla terraferma.

Idrografia I fiumi siciliani sono tutti di portata ed estensione limitata. Quelli appenninici a nord vengono chiamati fiumare, e sono a carattere torrentizio in quanto d'estate sono quasi perennemente in secca. Gli unici corsi d'acqua che raggiungono delle dimensioni apprezzabili sono l'Imera Meridionale, il più lungo dell'isola, e il Simeto, quello con il bacino idrografico più ampio. Sfociano nel Mar Ionio il Simeto, l'Alcantara, l'Agrò, il Ciane e l'Anapo, nel Mar Tirreno l'Imera Settentrionale e il Torto, mentre nel canale di Sicilia il Platani, l'Imera Meridionale (o Salso), l'Irminio e il Belice.

Per quanto riguarda i laghi naturali, fatto salvo il Lago di Pergusa e quello semi-artificiale del Lago Biviere di Lentini, la Sicilia ne è praticamente priva. Il lago di Pergusa, di origine tettonica, è celebre per gli antichissimi miti e leggende che lo riguardano e per la fauna e per la flora che lo circonda; tutt'intorno a esso corre un autodromo, in passato sede di un Gran Premio di Formula 3000. Il lago è stato a rischio di prosciugamento, non avendo immissari, a causa del costante prelievo di acqua per uso civile.

La costruzione di dighe ha creato grandi invasi artificiali, come il lago dell'Ancipa e il lago Pozzillo (il maggiore dell'isola). Vanno ricordati anche il lago Arancio, il lago Disueri, il lago di Piana degli Albanesi, il lago di Ogliastro, il lago Trinità e il lago Santa Rosalia.

Clima Il clima della Sicilia è generalmente mediterraneo secco, con estati calde e molto lunghe, inverni miti e piovosi, stagioni intermedie molto mutevoli. Sulle coste, soprattutto quella sud-occidentale e sud-orientale, il clima risente maggiormente delle correnti africane per cui le estati sono torride. Durante la stagione invernale, nelle zone interne, le temperature sono leggermente più rigide, avendosi così un clima mediterraneo ma con caratteristiche simili a quelle del clima continentale.

La neve cade in inverno al di sopra dei 900-1000 metri ma talvolta può nevicare anche a quote collinari, le nevicate sulle zone costiere e pianeggianti sono rarissime, quando avvenute sono sempre state molto esigue e riscontrabili solo durante forti ondate di freddo. I monti interni, in particolare i Nebrodi, le Madonie e l'Etna, hanno un clima di tipo appenninico. L'Etna si presenta solitamente innevato da ottobre a maggio. Soprattutto d'estate non è raro che soffi lo scirocco, il vento proveniente dal Sahara. La piovosità è in genere scarsa e si rivela insufficiente ad assicurare l'approvvigionamento idrico in alcune province dove possono avvenire vere e proprie crisi idriche.

Questa tabella riassume i dati raccolti da tre stazioni meteorologiche esemplificative presenti in Sicilia:Calendario atlante De Agostini 2004. Novara, Istituto geografico De Agostini, 2003. I dati sono riferiti al 2000. Stazione meteorologica Altitudine (m) Temperatura media annua (°C) Temperatura media estiva (°C) Temperatura media invernale (°C) Precipitazioni annue (mm) Giorni di pioggia annui Enna 964 15,6 28,4 4 358 69 Messina 54 18,2 30,5 11,5 709 109Trapani-Birgi 14 18,9 30,5 9,7 446 88

Ambiente

Avifauna

Gli uccelli migratori, per passare dai siti di nidificazione ai siti di svernamento, in genere corrispondenti con l'Africa e, in particolare, con la porzione sub-sahariana del continente, utilizzano diversi corridoi di migrazione. Il grosso dei migranti che attraversano nei due sensi il Mar Mediterraneo, nella migrazione prenuziale o primaverile e postnuziale o estivo autunnale, investono in pieno la Sicilia e le isole circostanti. In quest'area passano specie che nidificano: a) nell'Europa settentrionale, centrale e meridionale (Italia compresa); b) a occidente dell'Italia, cioè nella Penisola Iberica; c) a oriente dell'Italia, cioè nell'Europa Meridionale-orientale: Grecia, Balcani, Russia meridionale, Asia Minore; e d) specie Nord africane, debordanti sporadicamente in Sicilia e nelle Isole circumsiciliane. La migrazione primaverile inizia nei mesi di febbraio-marzo con le specie più precoci e continua nei mesi di aprile-maggio. La migrazione autunnale inizia dalla metà di agosto, continua in settembre e termina in ottobre-novembre. Generalmente, i migratori seguono nella migrazione autunnale lo stesso percorso seguito in primavera. Talune specie effettuano una migrazione a circuito e, tornando verso nord dall'Africa, deviano verso ovest passando per la Penisola Iberica.

La Sicilia è situata a soli 150 chilometri dalla costa tunisina e molti uccelli migratori trovano nelle aree umide e nelle isole della Sicilia sud-orientale l'ultimo luogo di sosta prima della grande traversata del Mar Mediterraneo (durante la migrazione post-riproduttiva) e il primo luogo di sosta dopo aver attraversato il Mediterraneo nel viaggio di ritorno verso i siti di nidificazione.

La migrazione attraverso il canale di Sicilia si verifica su un ampio fronte con elevate concentrazioni in alcune aree. Tra queste, lo Stretto di Messina è uno dei principali nodi al mondo di migrazione dei volatili e uno dei principali corridoi migratori europei per gli uccelli che attraversano il passaggio tra Africa ed Europa ogni primavera. Durante questo periodo, sono state osservate oltre 260 specie di uccelli migratori. Lo Stretto è famoso soprattutto per i rapaci che lo usano come braccio di mare più corto per arrivare sulla penisola. Ogni primavera 20-22.000 rapaci, con punte di 33.000 per stagione e di 9.500 individui al giorno attraversano il passaggio. Delle 27 specie regolarmente osservate, le più abbondanti sono il Falco pecchiaiolo, il Falco di palude, il Nibbio bruno e il Gheppio.

Grazie al suo clima mite, la Sicilia è una buona area di svernamento. Le specie svernantiSvernante è una specie o popolazione migratrice che si sofferma a passare l’inverno o buona parte di esso in un determinato territorio, ripartendo in primavera verso le aree di nidificazione. arrivano generalmente tra metà novembre e metà dicembre e vi rimangono fino a metà marzo. Inoltre, numerosi uccelli delle specie migratriciUna specie è considerata migratrice per un determinato territorio quando vi transita senza nidificare o svernare; essa può inoltre essere regolare, che si verifica ogni anno o irregolare che non si verifica ogni anno. si fermano nell'isola per nidificareNidificante è una specie o popolazione che porta regolarmente a termine il ciclo riproduttivo in un determinato territorio.. Le specie sedentarieSedentaria si dice una specie o popolazione legata per tutto il corso dell’anno a un determinato territorio, dove normalmente viene portato a termine il ciclo riproduttivo. e le specie migratrici per le quali maggiori sono la quantità degli individui avvistati e la frequenza e la regolarità degli avvistamenti sono elencate di seguito, ripartite per Ordine di appartenenzaLe specie nidificanti sono riportate in corsivo..